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Foto
dell'Adunata
Le
immagini più belle dell'81° Adunata Nazionale Alpini a Bassano
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L'Adunata
in diretta TV
In
diretta su ReteVeneta on-line l'81° Adunata Nazionale Alpini di
Bassano
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Video
dell'Adunata
Le
immagini più belle dell'81° Adunata Nazionale Alpini a Bassano
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| 12
Maggio 2008 |
Che
folla a Bassano
Almeno in 400 mila per applaudire la sfilata degli 80
mila |
| L’ADUNATA
DEI RECORD |
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Bassano,
dodici ore di gloria: grazie alpini!
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| 12
Maggio 2008 |
| INDIMENTICABILE.
Le strade di Bassano gremite di gente sin dalle prime
ore del mattino |
| Grande
domenica Forti emozioni, lacrime e applausi |
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Dodici
ore di applausi ininterrotti.
Un
concerto per sole mani. Bassano ha salutato così i suoi figli
con la penna nera riuniti nuovamente ai piedi del Grappa dopo
60 anni. Un’emozione continua, con le corde del cuore tese
come quelle dei violini e gli occhi velati dalle lacrime a
fatica trattenute.
Mai vista tanta gente. Composta, educata, coinvolta.
Un’invasione pacifica. Una “brentana” di straordinaria
bellezza, complici il sole, che ha moltiplicato i colori, e il
vento del Canale che ha agitato, festosamente, le bandiere. Un
saluto dall’alto, giusto per ricordare che gli «angeli» -
come amava scrivere Gino Pistorello l’alpino poeta dalla
lunga barba bianca mancato qualche anno fa - hanno creato la
fresca e leggera brezza della Valsugana «supiando forte e
pian» nelle loro trombe.
Alle
7 lungo i viali della sfilata s’era già formato un doppio
cordone di gente, aumentato col passare delle ore, sino a
diventare muraglia invalicabile. Giovani, anziani, bambini,
ragazze, donne persi in una babele di dialetti che tradivano
la loro provenienza. Inconfondibili i bergamaschi e i
bresciani, i più scatenati; fieri, come tutta la gente del
Sud, gli abruzzesi, i siciliani e i sardi; cantilenanti i
veneti; svelati dalla erre arrotata gli emiliani di Parma e
Reggio, severi i piemontesi e i valdostani. Sapientini ma
buoni i milanesi. Emozionati i rappresentanti delle
delegazioni straniere, giunti da tutto il mondo, per ritrovare
le antiche radici. Cile, Venezuela, Australia, Germania, Gran
Bretagna, Francia, Svizzera, Argentina, Brasile, Stati Uniti:
da ripassare in mezz’ora tutta la geografia imparata
faticosamente in anni di scuola. Il labaro nazionale
dell’Ana, decorato con 213 medaglie d’oro, ha aperto
l’interminabile teoria di “veci e boce”. Accanto al
medagliere il sen. Carlo Giovanardi: per tenerlo a casa,
quando scocca l’ora dell’adunata, bisognerebbe legarlo e
sequestrarlo e forse riuscirebbe ancora a dipanare i nodi e a
sgusciare via col suo sorriso monello, felice di averla fatta
franca.
Vicino a lui il presidente nazionale Corrado Perona, incredulo
per quello che la città ha saputo offrire.
In testa al corteo il gonfalone di Bassano, decorato con
medaglia d’oro per il doloroso prezzo di sangue pagato dai
bassanesi nell’ultima guerra. Giovanni Zanolla, il vigile
alfiere che da una ventina d’anni lo porta, e lo protegge,
con passione in tutte le manifestazioni ufficiali, era
pietrificato dall’emozione. Ma anche il sindaco Gianpaolo
Bizzotto e il presidente del comitato organizzatore
dell’evento, il col. Paolo Casagrande, fianco a fianco,
hanno trattenuto a stento il pianto: non era solo sudore
quello che furtivamente hanno asciugato più volte passando e
ripassando la mano sul volto. L’orgoglio alpino è esploso
in tutta la sua forza quando l’anziano reduce
dell’Abissinia, un asiaghese, giunto davanti al palco delle
autorità sulla sedie a rotelle, ha voluto a tutti i costi
alzarsi in piedi e percorrere, sulle proprie gambe, i cento
metri della tribuna d’onore, accompagnato da uno
scrosciante, altissimo, battimani. Anche il bassanese Giovanni
Zonta, sacr ificate
entrambe le gambe alla Patria (le perse per congelamento
appena rientrato dall’Albania; aveva solo 22 anni e una vita
ancora tutta da inventare nel 1942) ha partecipato alla
sfilata, spinto in carrozzina dal figlio Lucio, in testa alla
delegazione alpina della Germania. Per lui i commossi applausi
dei concittadini e degli ospiti. E il battimano è divenuto
ancora altissimo, come nelle partiture dei grandi musicisti,
alla fine della giornata quando a chiudere la sfilata sono
stati gli splendidi alpini della sezione Monte Grappa, guidati
da Carlo Bordignon e Bortolo Busnardo, che a questa adunata
hanno dedicato ogni momento del loro tempo con quella corale
disponibilità che è parte integrante del dna alpino.
Toccanti le parole pronunciate dal presidente nazionale Perona
per ringraziare tutti coloro che hanno dato “mano e
cuore" per l’organizzazione dello straordinario evento.
Bassano ha lasciato il segno. E ricordi incancellabili ai 400
mila e passa, per stare in difetto sulle cifre azzardate dai
vertici dell’Ana, che in questi giorni hanno solcato strade
e piazze. Al di là del Ponte, delle fanfare, dei cori, delle
abbondanti bevute e della pioggia traditrice che sabato sera
ha cercato inutilmente di rovinare la festa. Arrivederci a
Latina, amici alpini. Roberto Cristiano Baggio
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| 12
Maggio 2008 |
| Il
glorioso vessillo del “Bassano” |
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“Di
qui non si passa”. È il motto del Battaglione alpini
“Bassano” che ieri ha aperto la sfilata. Costituito nel
1886 in seno al 4° reggimento alpini, partecipò attivamente
alla Prima guerra mondiale su vari fronti, dall’Ortigara al
Grappa fino alla conca di Plezzo.
Nel
Secondo conflitto mondiale combattè sul fronte occidentale,
prima di essere sopraffatto dai tedeschi in Francia dopo l’8
settembre. Fu ricostituito nel 1951 nel 6° reggimento. Ieri
il reparto era accompagnato dal glorioso gagliardetto ricamato
a mano dalle donne dopo il ’15-’18. SIL.F.
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| 12
Maggio 2008 |
| Record
di stranieri e tantissime autorità sul palco |
| Che
spettacolo la “carica” degli 80 mila! |
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«Il
Monte Grappa è sacrificio, il Ponte di Bassano è amicizia.
Ieri per l’Italia, oggi per il mondo».
Nello striscione mostrato con orgoglio dalla sezione di
Imperia è racchiuso il segreto del grande successo di questa
ottantunesima edizione dell’adunata nazionale degli alpini.
Il Grappa e il Ponte sono due tra le immagini più care alle
penne nere e Bassano si conferma una volta di più come la
capitale mondiale degli alpini.
L’affetto, la passione e lo slancio con cui tutto il
Bassanese ha accolto gli 80 mila alpini che hanno sfilato
resterà nella storia dell’adunata di un corpo e di
un’associazione impegnati ieri nella difesa del nostro Paese
e oggi nel farsi portavoce di valori e ideali universali. Un
record l’adunata di Bassano l’ha già battuto ed è quello
della presenza “straniera”.
La
nostra è terra d’emigrazione e sono molti coloro che hanno
atteso proprio l’appuntamento bassanese per fare ritorno a
casa da ogni parte del mondo, in un’occasione specialissima.
Il passaggio delle penne nere delle sezione estere ha
strappato caldi applausi ma anche qualche lacrima, sia tra chi
sfilava sia tra il pubblico.
Dalle prime impressioni raccolte tra gli addetti ai lavori,
mai s’era vista una simile rimpatriata da ogni angolo del
mondo. Caloroso, come sempre, il saluto agli alpini
dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia, legati al nostro
Paese da un sentimento profondo.
Accanto a loro le pene nere di Colombia, Sud Africa,
Argentina, Australia, Nord America, Perù e Uruguay solo per
citare i Paesi più lontani. A sottolineare
l’internazionalità dell’adunata anche la presenza del
colonnello americano Gordon Skip Davis, vicecomandante della
Setaf in procinto di partire per l’Afghanistan, diventato
“alpino” dopo aver prestato servizio per qualche anno nel
Battaglione Susa.
Momenti di commozione ci sono stati anche quando hanno sfilato
i reduci, accompagnati dall’ovazione “Grazie Veci”.
Grande l’attenzione delle istituzioni nazionali nei
confronti di questa manifestazione unica nel suo genere.
Sulla tribuna d’onore sono saliti il ministro alla difesa
Ignazio La Russa, il ministro al Welfare Maurizio Sacconi,
l’ex ministro Carlo Giovanardi, l’ex presidente del Senato
Franco Marini, il responsabile nazionale della protezione
civile Guido Bertolaso.
Sul palco anche i vertici militari, con in testa il capo di
stato maggiore dell’esercito gen. di corpo d’armata
Fabrizio Castagnetti, il comandante delle truppe alpine gen.
Bruno Petti, il comandante della Brigata Julia gen. Paolo
Serra, il comandante del centro di addestramento alpino gen.
Claudio Berto, il comandante del sesto reggimento alpini gen.
Massimo Poli, il comandante del settimo alpini gen. Antonio
Maggi. Con loro amministratori d’ogni livello e militari
d’ogni grado ma soprattutto tanta gente, perché l’adunata
degli alpini è innanzitutto un’immensa festa popolare. Una
festa che ha definitivamente sigillato l’indissolubile
legame tra Bassano e gli alpini. Silvano Ferraro.
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| 12
Maggio 2008 |
| Oltre
agli alti gradi militari la lista dei politici
nazionali e locali in cerca di visibilità tra uomini
di governo, onorevoli neo eletti e figure storiche |
| Sul
palco con i vip in “parata” |
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Se
quello di ieri durante la grande sfilata finale era un vero
“parterre de roi” dipende dai punti di vista. Se la
presenza (un’ora e mezza circa) del ministro della Difesa
Ignazio La Russa, del ministro del Welfare Maurizio Sacconi
(che viene dalla vicina Conegliano) e del sottosegretario
Carlo Giovanardi con delega alle tossicodipendenze e al
servizio civile è sufficiente, bene. Altrimenti (come
lamentava qualcuno) è lo stesso. Perché la giornata di ieri
a Bassano è degli alpini e della città. E questo non glielo
leva nessuno.
Comunque sul cosiddetto “palco delle autorità” c’erano
La Russa, Sacconi e Giovanardi, l’ex presidente del Senato e
alpino Franco Marini, il presidente del Veneto Giancarlo
Galan, la neo deputata Manuela Dal Lago e il neo deputato
Massimo Calearo, in prima fila sul palco inamovibile per ore
l’assessore regionale Elena Donazzan, con lei
l’europarlamentare sempre aennista Sergio Berlato, si vede
l’ex deputato Giorgio Conte e il senatore Paolo Franco, il
presidente del Consiglio regionale Marino Finozzi e l’on.
Udc Antonio De Poli. Oltre al generale comandante delle truppe
alpine Bruno Petti e al Capo di Stato maggiore Fabrizio
Castagnetti.
Il primo a parlare è Maurizio Sacconi, tra una pausa e
l’altra della sfilata. Che come ministro del Welfare ha
competenze per il volontariato: «L’alpino è il volontario
più generoso. Sono contento che Bassano abbia avuto questa
possibilità, anche perché questo è il Veneto vero, non
quello fatto di “estremi”. Un messaggio ai politici:
questa è un’Italia generosa a cui si deve rispondere
generosamente».
Giovanardi è al centro del palco: «Non manco alle adunate da
10 anni. Questo è un evento straordinario.
L’organizzazione? Benissimo, a parte il temporale».
Dicono che il Governo ha snobbato l’adunata... «Io so solo
che rappresento il Senato, e sono fortunato». Giancarlo Galan
difende il milione di euro che la Regione ha investito nella
manifestazione: «E alla fine non resterà una cartaccia per
terra».
Parla di solidarietà e senso del dovere. Dice che «le
caserme dismesse sono un patrimonio, bisogna avviare un
discorso serio con il Demanio perché restino a disposizione
dei cittadini». Galan, anche per lei il Governo è assente
oggi? «È vero, per me La Russa doveva venire qui alle 8 di
mattina. Anzi no, dalle 9.30, quando sono arrivato io...».
Ma il Veneto è quello degli alpini o dei picchiatori di
Verona? E la frase di Fini sulle bandiere bruciate? «Il
Veneto è quello che per la Caritas e il Censis è un esempio
di integrazione. Fini? Quando si parla tanto a volte si
sbaglia».
È pronto per un nuovo giro del Vicentino invece Massimo
Calearo Ciman: «Voglio rivisitare i 60 Comuni toccati durante
le elezioni. Il mio impegno è per il territorio, era doveroso
essere qui visto che al di là della Lega non ci sono altri
parlamentari che rappresentano il Vicentino».
On. Dal Lago, è pieno di sindaci della Lega che sfilano con
il tricolore... «Anche i sindaci della lega sono orgogliosi
degli alpini, come siamo orgogliosi di essere padani. Noi
siano solo in contrasto con quegli aspetti nazionali che vanno
contro le nostre richieste federaliste. Ma dopo questo voto
penso che sia la volta buona». Si avvicina ridendo il
presidente dell’Ana di Bergamo: «Onorevole, lei è brava,
ma frequenta delle brutte persone». Alessandro Mognon
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| 12
Maggio 2008 |
| E
Bertolaso ringrazia gli alpini-volontari «Siete
una colonna» |
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Poche
parole quelle di Franco Marini, ex presidente del Senato ma
alpino per sempre, aspetta i suoi amati gruppi abruzzesi: «L’adunata
è sempre una grande emozione». Sul palco c’è anche Guido
Bertolaso, responsabile nazionale della protezione civile. Che
probabilmente accende ogni giorno un cero alla Madonna perché
gli alpini esistono: «Le penne nere sono una colonna della
protezione civile - dice - Ci fanno rimpiangere meno la fine
della leva obbligatoria». Cosa chiederà al nuovo governo? «Di
investire di più sulla prevenzione, il nostro punto
vulnerabile. Perché sui soccorsi siamo ormai abbastanza
bravi. Ma la prevenzione ci permetterebbe di limitare i danni.
Vedi il dissesto idrogeologico, i fiumi. Basta pensare a
Mestre l’anno scorso allagata da una pioggia. Certo servono
soldi, speriamo che migliori la situazione economica».
C’è anche Flavio Zanonato, il sindaco di Padova famoso per
il “muro” antispaccio. La sicurezza? «La legalità
difende i più deboli, purché ci sia anche l’integrazione«.
Passa il capitano Pietro Aglio, l’ultimo comandante della
Caserma Montegrappa di Bassano oramai dismessa. Chiederà a La
Russa di salvarla? «Non posso, i militari devono obbedire. Ma
sarebbe giusto mantenere una presenza di alpini a Bassano, la
Montegrappa è un simbolo, anzi Bassano è la caserma
Montegrappa». Intanto da una sedia del palco un anziano
alpino scivola a terra. Subito i soccorsi, arriva
l’infermiere. Lo aiutano, lui sorride e si risiede. È vero:
gli alpini cadono ma si rialzano sempre. AL.MO.
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| 12
Maggio 2008 |
| La
“sfilata” di La Russa ministro debuttante |
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Scende
dalla macchina blindata e sfoggia la dentatura (già notevole
di per sè) in un sorriso non a 32 ma a 320 denti. Perché
fare il ministro della Difesa all’aennista Ignazio La Russa
piace da morire. E si vede. Bacia la Donazzan (la prima a
venirgli incontro), passa in rassegna gli alpini schierati,
dimentica di girarsi per il saluto ma si riprende subito. E
prima di salire fa la sua, di rassegna, davanti al palco tra
urla e saluti.
Arriva Galan, lo bacia. Sarà un caso, ma La Russa appare
proprio quando devono passare gli alpini di Bergamo, il gruppo
più numeroso d’Italia, seguiti dai bresciani che sono forse
i secondi. Comunque lui canta l’inno nazionale, saluta,
sventola il tricolore. Anzi alla fine se lo porta via ma
qualcuno dal pubblico gli urla «Ehi, quello è nostro». E
lui ridendo glielo lancia.
Poi è il momento della stampa: «Tranquilli ragazzi - dice a
decine tra cameramen e taccuini accalcati -, io me ne intendo,
fate come vi dico». E infatti ognuno fa come vuole. Allora,
come è andata la prima uscita da ministro qui a Bassano? «Mi
sono emozionato, ho respirato vero amore per la patria. È
stato un regalo enorme, quello che mi è stato fatto, e sono
orgoglioso di essere qui a Bassano. Una prima uscita
formidabile». Poi sui giovani: «Giornate come queste
dimostrano come sia importante un aggancio delle nuove
generazioni con i valori espressi dalle forze armate. Fermo
restando la volontarietà della leva, si può però discutere
su un contatto maggiore con le Forze armate sui valori che
offrono».
Preoccupazioni per i fatti del Libano? «I timori non mancano,
ma nel territorio assegnato alle truppe italiane non c’è
grande allarme. Comunque ho chiesto ai vertici militari di
organizzarmi già domani un viaggio in Libano. Per ricordare
che tutti dobbiamo a quei soldati, i nostri, un grazie».
Qualcuno domanda se gli alpini «potrebbero andare a Napoli
per l’emergenza rifiuti». «Napoli? È una città
bellissima, che paga una cattiva gestione per colpa di mille
motivi. Ma che riportata ai suoi splendori potrebbe semmai
ospitarla, un’adunata degli alpini». Dal Grappa al Vesuvio?
AL.MO.
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| 12
Maggio 2008 |
| L’ALBA
DELL’ADUNATA. Alle 8.45, con le note della fanfara
della brigata alpina “Julia”, inizia quello che
sarà destinato a diventare subito un evento
irripetibile |
| Trentatrè
e scoppia l’applauso |
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L’alba
dell’adunata. I bassanesi e quanti hanno seguito gli alpini
da tutta Italia e dai quattro continenti, avevano già colmato
ogni spazio disponibile lungo il percorso da viale Venezia,
passando per viale delle Fosse, sino a piazzale Cadorna.
Intanto, nella zona tra San Vito e San Giuseppe di Cassola a
decine di migliaia le penne nere si “ammassavano” per la
sfilata.
In quegli stessi momenti, alla storica caserma Montegrappa, si
curavano gli ultimi dettagli dell’ordine di sfilamento: il
labaro nazionale, la bandiera di guerra del Settimo
reggimento, i gonfaloni dei Comuni decorati e a seguire gli
altri. In viale Venezia, era già schierata una compagnia con
il gagliardetto del battaglione Bassano di stanza a Brunico.
Il vessillo fu cucito a mano dalle donne bassanesi subito dopo
la fine della Grande Guerra, un pezzo da museo portato a
Bassano per la prima volta proprio in occasione
dell’adunata.
Accanto
la fanfara della brigata alpina Julia con la mascotte, il
cagnolino Emil, vestito con il drappo verde d’ordinanza.
Davanti alla Montegrappa il gen. Bruno Petti, comandante delle
truppe alpine, il gen. Paolo Serra, comandante della brigata
Julia, il gen. Claudio Berto, comandante del Centro
addestramento alpino di Aosta.
Con loro i colonnelli Antonio maggi e Massimo Poli,
rispettivamente comandanti del Settimo e del Sesto alpini.
Insieme al presidente Corrado Corona hanno accolto a Bassano
Carlo Giovanardi, di casa tra gli alpini. «Sono qui nel segno
della continuità - ha detto l’ex ministro -, un’adesione
convinta e affettuosa per ciò che questa adunata rappresenta
e naturalmente un omaggio delle istituzioni all’Ana».
Attorno l’attesa si faceva sempre più fremente. Molti
avevano trovato posto sopra muretti, recinzioni e siepi per
poter ammirare l’avvio dell’interminabile corteo di penne
nere. Anche il gen. Petti non nascondeva l’emozione. «Che
dire - ha commentato -, ammiravano gli alpini quando li
aiutavo nell’organizzazione dell’adunata di Trieste nel
1964 e ora sono qui, comandante delle truppe alpine...». «Un’adunata
da record - ha detto Perona, in cuor suo impaziente di sfilare
-. Sicuramente è da record per l’affluenza degli alpini
dall’estero. Veneto e Friuli sono terre di immigrazione e
tanti sono tornati a Bassano».
Alle 8,45 è stato reso l’onore al labaro dell’Ana
nazionale con il “Trentatre” eseguito dalla fanfara.
Quello è stato il segnale che l’ottantunesima adunata
alpina di Bassano, dopo la lunga vigilia dipanatasi nel corso
della settimana, stava davvero per avere inizio. Eseguendo
l’ordine del “riposo”, un militare della fanfara ha
involontariamente pestato uan zampa alla mascotte, il
cagnolino Emil, che non ha saputo trattenre un guaito.
Tra il pubblico c’è stato un abbozzo di sorrisi e commenti
divertiti ma quando l’alpino si è chinato per una carezza
al cane che segue la fanfara della Julia e che ha ripreso
subito il suo posto, è scoppiato un fragoroso applauso. È
stato poi il momento degli onori resi alla bandiera di guerra
del Settimo alpini per i quali è stato eseguito l’Inno di
Mameli. E dalle due ali di pubblico, lungo viale Venezia si è
levato un solo coro. Quando i due striscioni di testa, il
primo “Monte Grappa tu sei la mia patria”, il secondo
“Sul Ponte di Bassano noi ci diam la mano”, si sono messi
in marcia avanzando sulla prospettiva di viale Venezia
completamente sgombro, colmo di pubblico ai lati, con il
mazziere della fanfara della Julia a scandire l’incidere del
corteo, si è levato un fragorso applauso e un grido di
“viva gli alpini”, dietro la fanfara e il reparto in armi,
il labaro decorato dell’Ana che brillava al sole, la
bandiera di guerra del Settimo e il gonfalone di Bassano con
il sindaco Bizzotto accanto.
Lo scrosciare del battimano ha contagiato tutti i presenti,
sino a viale delle Fosse dove dalla sinistra della sfilata, la
compagnia d’onore del Sesto e la fanfare sono state
investite da un lancio di fiori giallorossi, il saluto della
città di Bassano ai suoi alpini.
L’ottantunesima adunata nazionale delle penne nere era
davvero iniziata. Carlo Barbieri
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| 12
Maggio 2008 |
| I
reduci decorati reggono il labaro Ana |
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Le
prime a sfilare dopo i reduci sui mezzi storici, sono state le
rapprsentanze straniere degli alpini: Zara. Pola, Fiume,
Sudafrica, Argentina, Canada, Australia ma anche Gran
Bretagna, la sezione straniera più “vecia”, creata nel
1928, come recitava il suo striscione, l’Australia con i
suoi 1200 iscritti. E ancora Venezuela, Colombia, Perù
(“Dalle Alpi alle Ande”), Uruguay (“Nemmeno l’oceano
ci divide”).
Con il Brasile, un anziano alpino che si reggeva a stentosul
suo bastone ha voluto comunque fare a piedi la sua adunata. E
poi Francia (“Le montagne non dividono ma congiungono”),
Belgio, Lussemburgo, Svizzera, la cui sezione è stata
ricordata per il suo intervento in soccorso dei terremotati
del Friuli.
Proprio mentre sfilavano davanti alla tribuna d’onore gli
alpini “stranieri”, come è consuetudine, il labaro
nazionale dell’Ana è stato affidato ai reduci decorati.
Come è consuetudine sono loro a reggere il prezioso labaro
decorato con 207 medaglie d’oro.
Il primo è stato Nelson Cenci, classe 1919, sottotenente del
Vestone, Medaglia d’argento al valor militare, combattente
su tutti i fronti di guerra dal ’40 al ’43, comandante di
plotone della 55ª compagnia durante la campagna di Russia.
Nelson Cenci, è stato citato più volte nel celebre “Il
sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern, del quale Cenci
era il comandante.
Dopo di lui il compito di reggere il labaro nazionale è
spettato ad un altro noto decorato: Guido Vettorazzo,
anch’esso un nome che rimanda alla tragica epopea
dell’Armir sul fronte russo.
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| 12
Maggio 2008 |
| PRESENZE.
Sono state stimate in 430 mila dai responsabili della
manifestazione |
| Ha
rischiato di crollare il record di Udine |
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Settantacinque
mila penne nere in marcia e 4380 solo della Montegrappa, quasi
dodici ore di sfilata, 430 mila persone assiepate sulle
transenne ad osservare il passaggio dei militari, dei
gonfaloni e dei cappelli grigioverdi che per un’intera
giornata hanno riempito le strade della città. Sono i numeri,
impressionanti, dell’ottantunesima adunata alpina, terminata
verso le 21 di ieri sera, con più di tre ore di ritardo
rispetto al programma ufficiale, quando la sezione bassanese,
il nucleo Ana dei padroni di casa, e le 136 bandiere simbolo
degli anni di vita dell’associazione nazionale, hanno chiuso
la sfilata finale. Un lunghissimo corteo che dalle 9 del
mattino e fino a sera ha riversato su viale Venezia, viale
delle Fosse, viale Parolini e viale XI febbraio un fiume di
penne nere
provenienti da tutta Italia e dall’estero e suddivise in
ottanta diverse sezioni e che ha portato nel centro bassanese
più di 400 mila persone.
Un record per gli organizzatori, visto che solo a Udine si era
riusciti a raggiungere un così alto numero di presenze.
Decine di migliaia di soci dell’Associazione nazionale
alpini, secondo il ritmo scandito da 136 bande e fanfare,
hanno marciato senza interruzione per un giorno intero.
Dopo il passaggio della bandiera del settimo reggimento,
seguita dai drappelli dei militari, lungo le strade sono scesi
i rappresentanti di tutti i gruppi alpini: prima i reduci, poi
le sezioni estere e, dal più lontano al più vicino, tutti i
nuclei italiani. C.Z.
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| 12
Maggio 2008 |
| LA
GENTE. Corale la partecipazione dei cittadini al
grande evento |
| Bassanesi
orgogliosi d’esserci |
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All’alzabandiera
Bassano era già sveglia. Forse non ha neppure dormito
l’altra notte, insonne per lo sciamare senza sosta degli
alpini, per l’eco dei cori saliti all’ultimo piano degli
appartamenti. Per quei chioschi illuminati fino alle cinque,
che hanno profumato l’aria intrisa di pioggia inaspettata ma
incapace di smorzare l’entusiasmo. Per quel vociare festante
di tutti quei simpatizzanti che per niente al mondo si son
persi un evento che entrerà nella storia non solo della città
ma di tutti i paesi che le fanno corona.
Persiane alzate, balconi aperti da cui sventolano centinaia di
tricolori fin dal primo mattino, ieri. Le tivù sintonizzate
sui canali che trasmettono le immagini della sfilata davanti
al tavolo della prima colazione. I bassanesi non hanno
disertato l’adunata degli alpini. Orgogliosi di esserci.
Sono davvero pochi i cittadini che intimoriti
dall’incredibile assedio del weekend hanno abbandonato
Bassano. Una coralità in marcia fin dalle sei del mattino da
tutti i comuni dei dintorni. A piedi, in bici, in moto, con il
bus. Fino a far innalzare il numero di presenze a 450 mila, e
anche oltre, stando all’Ana, per abbracciare idealmente
tutti gli alpini d’Italia.
Viale Venezia, viale delle Fosse stipati di una folla che si
è assiepata fin dalle sette del mattino e raggiunge anche la
quinta, sesta fila a sbirciare in punta di piedi la sfilata al
di là delle transenne. Bassanesi al fianco degli alpini
giunti in pullman in città con centinaia di corriere fino
alle undici.
Davanti alla caserma Montegrappa addirittura non si passa. La
folla è fitta. Al sottopasso di viale delle Fosse si procede
a senso alternato con l’effetto ingorgo in entrata ed in
uscita verso e in uscita dal centro storico. L’ospitalità
dei bassanesi è proverbiale. Nei giardini da giorni sono
parcheggiati i camper, installate le tende degli alpini delle
sezioni d’Italia pronte a sfilare. C’è chi ha aggiunto
brande di fortuna nei salotti di casa. Addirittura chi ha
messo a disposizione un’intero stabilimento in via Portile a
quattro gruppi di alpini provenienti dal nord d’Italia. Una
sorta di itinerario dell’accoglienza che si può percorrere
leggendo i cartelli delle sezioni ospiti appesi alle
recinzioni, che ritrae idealmente l’amicizia di Bassano con
mezza Italia. Intere balconate imbandierate spuntano lungo
viale Venezia, affollate di persone, sono la testimonianza che
Bassano all’adunata c’è al gran completo. Battono le
mani, salutano, sventolano vessilli, instancabilmente fino a
tarda sera. Temerari nessuno molla. Neppure la postazione
dietro le transenne guadagnata di buon’ora. Qualcuno ha
riaperto l’ufficio di domenica, con vista sul viale
dell’evento, per ospitare parenti e amici.
Il tripudio però è in coda alla sfilata quando è la sezione
di casa a scendere sul parterre dell’adunata. L’entusiasmo
è da "torcida". È il caloroso grazie degli alpini,
di tutti gli amici delle penne nere a questa città che per
quattro giorni è stata la patria di un’arma che hanno
servito la Patria nelle truppe da montagna e oggi continua ad
onorarla e farne materia di vita.
C’è stata anche un’insolita meta lungo il carosello di
viale Venezia, che non è sfuggita ai più; sollevando qualche
simpatica gelosia delle "penne rosa" un po’più in
là con gli anni. Al civico 11 del viale una bella ragazza
bionda, tra i gerani rossi del balcone, è stata la
"Giulietta" degli alpini in sfilata. Lei con la mano
levata a salutare le penne nere che sensibili al fascino
femminile frenano per un attimo con galanteria la marcia e
ricambiano il saluto.
Una Bassano per così invasa e festosa, per giorni interi, è
indimenticabile. Una cartolina da aggiungere a quella
tradizionale del Ponte Vecchio che per sempre consentirà alla
città del Grappa di indossare idealmente il cappello con la
lunga penna nera, «che serve da bandiera» ancora con più
rispetto ed orgoglio. Luisa Dissegna
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| 12
Maggio 2008 |
| Ha
lavorato un anno intero per allestire il suo giardino
in onore degli alpini al civico 5 di viale |
| Sboccia
dietro al bagno il giardino degli alpini |
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Ha
lavorato un anno intero per allestire il suo giardino in onore
degli alpini al civico 5 di viale Venezia, lungo il percorso
della sfilata. Fiori tricolori nelle aiuole, cuscini
patriottici lavorati all’uncinetto e tovaglia merlata
bianco, rosso e verde. Addirittura una piccola ara con la foto
del fratello della madre, Pietro Tosin, classe 1892, morto il
14 dicembre del 1913 sul monte Tombion e sepolto all’Ossario
di Asiago.
Bruna Parise è davvero arrabbiata. Ce l’ha con chi nei
giorni scorsi gli ha messo davanti casa delle latrine. E poi,
dopo ripetute proteste, le ha sostituite con una bancarella
che oscura tutto il suo daffare per l’adunata.
C’è di più. Il marito di 90 anni, Bernardino Frescura, è
stato un’alpino della Seconda Guerra, partito nel giugno del
’40 appena diplomato al liceo per il fronte occidentale. Ex
veterinario, ha raccolto il suo diario di guerra, grazie al
figlio Gianni, in un libro titolato "Guerra
Italogreca". Per lui, costretto in carrozzella, neppure
un posto in prima fila, al di là delle transenne del viale
davanti casa.
«Ci hanno rovinato la festa - protesta l’indomabile signora
Bruna - Ci hanno costretti dapprima dietro ad una latrina poi
ad un banco delle "offertissime". Il mio giardino
voleva essere l’emblema dell’onore ai caduti della Guerra
persa, ai superstiti della Guerra vinta. Ho lavorato anch’io
un anno per prepararmi all’adunata alpina. Invece è stata
battaglia aperta con le autorità».L.D.
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| 12
Maggio 2008 |
| LA
TRAGEDIA. Luigi Cerantola, 70 anni, del gruppo di S.
Marco è stato stroncato da un infarto alla fine della
manifestazione alla quale aveva partecipato |
| Tradito
dal cuore dopo la sfilata |
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Si
accascia e muore poco dopo la grande sfilata dell’Adunata.
Un destino quanto mai beffardo è toccato ieri all’alpino
Luigi Cerantola, 70 anni, pensionato residente in città.
Un attacco cardiaco lo ha infatti colto all’improvviso dopo
la gloriosa passerella di viale delle Fosse, evento che aveva
atteso con grande trepidazione.
La tragedia si è consumata intorno alle 21 di ieri sera.
Luigi Cerantola, dopo aver sfilato con i commilitoni della
sezione Ana “Monte Grappa” a bordo di un mezzo militare
“Vm”, esperienza che lo ha commosso dall’emozione, è
stato riportato in quartiere San Marco, dove si è sciolta la
rappresentanza.
Voleva raggiungere l’ex caserma “Monte Grappa” per
incontrare amici ed ex commilitoni e brindare alla splendida
riuscita della festa delle penne nere quando, all’altezza
del passo carraio, ha accusato un malore e si è accasciato al
suolo. Il pensionato è stato prima soccorso dalle persone che
si trovavano con lui e da alcuni passanti, e poi
dall’equipaggio di un’ambulanza dell’Esercito che
passava di lì in quel momento.
I medici hanno tentato il possibile, continuando le manovre di
rianimazione anche durante il trasporto in ospedale, ma
purtroppo non c’è stato nulla da fare: il 70enne non si è
più ripreso e il medico del pronto soccorso del San Bassiano
non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Luigi Cerantola abitava in via Trozzetti con la moglie ed era
molto conosciuto in città. In pensione dopo aver lavorato
alle ex Smalterie, si dilettava a fare il pittore edile e a
partecipare alle numerose iniziative delle penne nere del
gruppo di San Marco, La notizia della sua scomparsa si è
diffusa rapidamente tra molto dolore. Davide Moro
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| 12
Maggio 2008 |
| Viabilità
paralizzata dopo il corteo finale Traffico in tilt per
ore |
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Vie
del centro invase dai pedoni, tant’è che per fare 50 metri
ci voleva mezz’ora, e le strade della cintura cittadina
decisamente trafficate. È stata un’ultima giornata a dir
poco febbrile quella di ieri al “com” di via dei Lotti.
Per tutto il giorno la task force interforze ha dovuto
affrontare emergenze più o meno serie e fino a notte
inoltrata non ha mai smesso di lavorare. Che l’ultimo giorno
di adunata, quello con più affluenza, fosse il più
difficoltoso, era previsto. Suem e pma hanno avuto
un’impennata di chiamate: quasi cinquecento. Eccetto un
70enne che dal pma di prato S. Caterina è stato portato in
elicottero al San Bassiano, dove poi si è ripreso, non ci
sono però stati casi gravi.
Il vero punto critico sono stati la viabilità e i trasporti.
D’altronde, con un’affluenza di oltre 400 mila persone i
disagi erano inevitabili. Problemi ci sono stati per i treni
navetta e per una parte dei bus navetta, incapaci di smaltire
i passeggeri. Ma l’emergenza più grossa è stata il
deflusso da Bassano dopo la sfilata finale. Un enorme
serpentone di auto, pullman e camper ha mandato in tilt la
circolazione stradale in tutta la zona. La situazione più
critica si è registrata fuori dall’abitato, dove la
viabilità è stata paralizzata per ore. Problemi di
circolazione anche sulla Marosticana, arteria lungo la quale
c’è il casello di Dueville della Valdastico. Tra Vicenza
nord e la connessione con la A4 nel pomeriggio si è formata
una coda di diversi chilometri. La situazione è tornata alla
normalità alla sera.
«Siamo soddisfatti per com’è andata - ha spiegato il
viceprefetto Foglia -. Eventuali disagi sono infatti stati
fisiologici alla notevole affluenza di persone, e non a
carenze organizzative».
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| 12
Maggio 2008 |
| Incidente
con il carro Denunciato |
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L’incidente
provocato da un trabiccolo è malauguratamente accaduto. E ora
il conducente del mezzo, L.C., 33 anni, della provincia di
Cuneo, che aveva elaborato un carro agricolo, passerà seri
guai.
Il
fatto è avvenuto alle 4.30 di sabato in via Cereria.
all’altezza del civico 15, dov’era posizionato un banco
volante per la vendita di bibite. Vi si era fermato anche
Nicola Bille, 39 anni di Marano Vicentino.
Il
conducente del trabiccolo, ripartendo, è accidentalmente
finito con una ruota sul piede destro dell’alpino maranese,
che ha subito una forte contusione.
È
intervenuta la polizia locale, che ha scoperto che L. C. tra
l’altro era senza patente: gli era stata ritirata in
precedenza. Si beccherà tremila euro come sanzione
amministrativa ma incorrerà anche in un procedimento penale.
L.Z.
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Maggio 2008 |
| Dal
vecchio alpino che gonfia muscoli che non ci sono più
ai giallorossi di rugby che alzano i boccali allo
stagionato abruzzese che accorda il mandolino |
| «La
notte è piccola per noi...» |
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La
notte più lunga comincia subito, già nell’atrio del
Giornale, dove uno stagionato alpino, abruzzese d’origine
trova rifugio e un attimo di pace, «Giusto il tempo di
accordare il mio mandolino e tolgo il disturbo». Ma in via
Jacopo Da Ponte, l’alcool e l’euforia fanno già i loro
effetti, se una penna nera, nemmeno più di primo pelo e molto
su di giri, ferma tre ragazze. «Scusate, guardate un po’
qui» e gonfia i pettorali. Li gonfia poi inutilmente perchè
il torace in realtà è tanto molliccio e l’impatto scenico
è inesistente.
Le
tre ghignano di gusto e questo, «beh, peccato» e si congeda
così, battendo in ritirata con perdite. Eppoi chi lo dice che
sarebbe stata un’adunata di soli cori alpini? Logori
stereotipi, consumati luoghi comuni. In un angolo di Piazza
Garibaldi, un drappello non ancora di veci, ma certamente di
over intona «Donna Felicità», facendo ballare un corposo
nugolo di persone in transito, un ballo fitto e premutissimo,
perché appunto tutti avranno sì e no 20 centimetri quadrati
a testa ed è già cara grazia che non ti si infili un gomito
nell’occhio.
In piazzotto Montevecchio, è l’1.05, inizia a piovigginare,
ci sono un paio di istanti di panico, poi il cielo dà una
tregua e un altro manipolo di buontemponi, tutti rigorosamente
col cappello, cantano a squarciagola «Bandiera Gialla»,
portandosi mezzo piazzotto al seguito. Qualcuno, bello bevuto
e spremuto comincia a dare evidenti segni di cedimento, è
lungo disteso per terra, arriva l’ambulanza e carica il
giovane in pieno coma etilico. Altri sorridono
inopportunamente e avrebbero fatto meglio a non farlo e anzi
vengono redarguiti al volo da un infermiere.
In via Schiavonetti, zona «Buei», chi scrive è sequestrato
da mezza squadra del Rugby Bassano, simpaticoni che hanno
molto da spartire con lo spirito alpino, per lealtà e
generosità. E anche perché tracannano in maniera spaventosa
senza battere ciglio. E allora vai con la birra a fiumi in
piazza Libertà, mentre al Terraglio un terzetto di screanzati
forza un divieto di passaggio, nonostante l’addetto provi a
frapporsi: pessima caduta di stile. E dire che 20 metri più
in là c’era un altro ingresso libero.
Poi, capita, sempre in centro che qualcuno apra la sua casa ad
amici alpini per una spaghettata collettiva e improvvisata,
anche se sono quasi le tre. Oppure, in via Bellavitis va in
scena un’edizione speciale di «Stranamore», con un alpino
che convince le coppie di passaggio a scambiarsi baci
appassionati, mentre da un balcone in alto altri belli spiriti
tifano ed esultano come in curva.
C’è chi non sta in piedi e completamente brillo sradica un
cartello stradale, ma alle 5 passate, in viale Diaz si danza a
ritmo disco. Veci inclusi. Vincenzo Pittureri
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Maggio 2008 |
| «La
mia 128 modificata non è un trabiccolo» |
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“Violazione
dell'articolo 193/2: circolazione con veicolo sprovvisto di
documenti di immatricolazione e assicurazione per danni contro
terzi”.
Recita così il verbale redatto dal vigile urbano a carico di
Johnny Sartori, vice-capo gruppo degli alpini di Paese, della
sezione di Treviso, il quale, martedì scorso, è stato
sorpreso mentre procedeva al volante della sua Fiat 128
“modificata”.
«Il vigile - spiega - mi ha fatto accostare, sequestrando il
veicolo. Ma il nostro mezzo non è un “trabiccolo” come se
ne vedono in giro. Manca di bollo, assicurazione e targa, ma
freni, fari, frecce e stop non mancano».
Reduce da quarantatre adunate, Johnny Sartori ha portato la
sua 128 per le strade di quindici adunate prima di arrivare a
Bassano. «Mai c’erano capitati il sequestro del mezzo e la
contravvenzione di mille euro. Abbiamo cercato di spiegare le
nostre ragioni ma non c’è stato verso».
L'amarezza è grande per Johnny e gli amici Attilio, Piero e
Leone che hanno partecipato a molte avventure sulla Fiat 128.
«Un anno la Sperlari ci ha riempito l'auto con 120 chili di
caramelle e torroncini che abbiamo poi distribuito ai bambini».
L'auto, sprovvista di capotta, è dotata di un vano
porta-fusto. «Per distribuire il vino - puntualizza Sartori -
e l'avremmo fatto anche a Bassano, gratis naturalmente, se la
128 non ci fosse stata sequestrata».
Il gruppo trevigiano ha presentato un ricorso. P.M.
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| 12
Maggio 2008 |
| Penne
all’arrabbiata per un pranzo di... pace |
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Dalle
penne nere alle penne all'amatriciana, per comporre una
"razione K" che tra sughi e pesti alla genovese ha
avuto ben poco di bellico. Sono stati oltre 50.000 gli alpini
transitati ai due "pasta party" allestiti nell'ex
caserma Cimberle-Ferrari e in parco "Ragazzi del
'99". Se bisogna individuare, tra tutti, il luogo in cui
la festa è stata più festosa e tra liscio romagnolo e
tavolate pantagrueliche, anche gli spiriti più militarmente
marziali si sono piacevolmente lasciati coinvolgere dal
desiderio di divertirsi in compagnia, non ci sono dubbi, e di
fronte alle "penne all'arrabbiata" si sono seduti
allo stesso tavolo le uniformi gallonate di generali in
congedo e i colorati e un po' goliardici cappelli da
congedanti di ex "najoni" soldati semplici. Mensa
unificata, nella quale tutti hanno trovato un po' di riposo
dopo le marce a tappe forzate. La capacità di far sentire
tutti i partecipanti affratellati sotto un unico grande
cappello con la penna nera è, del resto, una costante delle
adunate alpine, manifestatasi una volta di più al cospetto
del Grappa in un'adunata che verrà tolta spesso dalla valigia
dei ricordi per raccontarne lo svolgimento ai bassanesi che
verranno.L.P.
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Maggio 2008 |
| Succede
ogni anno quando si trasferiscono nel nostro emisfero |
| Gli
alpini d’Australia raddrizzano la testa |
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Per
loro, il tricolore, garrisce al vento accanto ad un'altra
bandiera. Sono gli alpini delle sezioni estere dell'Ana.
Persone che hanno scelto altri luoghi del mondo come sede di
vita e lavoro, per le quali il cappello alpino contribuisce a
tenere vivo il legame col nostro Stivale.
Un legame particolarmente sentito dal presidente della sezione
uruguayana, Pier Giorgio Boschiero, che, dirigente d'azienda
oggi in pensione, che ha scelto prolungare la propria
permanenza in Italia per circa un mese dopo l'adunata. Quanto
ad entusiasmo non scherzano neppure i soci Ana del Brasile che
hanno avuto modo di improvvisare un gemellaggio con una
famiglia carioca in vacanza a Bassano.
I
più organizzati? Sicuramente gli svizzeri, dispostisi in fila
con i gagliardetti dei propri gruppi a rivelare una diffusione
capillare dell'alpinità sul territorio elvetico. Dal momento,
poi, che l'esercito rossocrociato è per sua natura alpino, ad
accompagnare le penne nere c'era anche un militare elvetico,
il colonnello Willy Bregy, vallese di Sion. Portavano la
bandiera a stelle e strisce, gli associati della sezione di
New York (che in realtà ha giurisdizione sull'intero New
England, da Philadelphia a Boston), "semper
fideles", come i loro colleghi Marines, ma ai valori
dell'alpinità. Accanto a loro i "cugini" britannici
e gli australiani, "alpini a testa in giù" che ogni
anno per l'adunata cambiano emisfero. A tracciare un ideale
collegamento tra i picchi andini e le nostre vette, sono
arrivati da Lima e Santiago gli alpini del Cile e del Perù, a
provare forse un po' di nostalgia per le rocce dolomitiche,
c'erano invece gli associati del Benelux, dove non si sale
oltre i 600 metri delle Ardenne. Particolarmente nutrita la
delegazione proveniente dalla Francia, ai cui "Chasseurs
des alpes" si ispirò il capitano Giuseppe Perrucchetti
nel fondare il corpo degli alpini. All'opposto, è stata
rappresentata per procura la sezione venezuelana, grazie ad un
giovane alpino nato oltreoceano, ma residente da anni in
Friuli. Quanto agli alpini del grande nord, c'erano i
canadesi, ad intrecciare idealmente i rami d'abete dei nostri
monti con le foglie d'acero del paese che li ha ospitati e gli
scandinavi che riuniscono Svezia, Norvegia e Finlandia in
un'unica sezione, la "Nordica". Primi a sfilare e
primi a partire, gli alpini delle sezioni estere, ma anche, ad
ogni primavera, primi a programmare il rientro in patria, per
continuare a far garrire il tricolore accanto alle bandiere
che li hanno adottati. Lorenzo Parolin
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Maggio 2008 |
| Ivo
di Luch del gruppo Pagnacco |
| «Sono
ritornato dopo 60 anni in questa città» |
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La
lunga barba bianca testimonia il suo lungo passato alpino,
iniziato all’età di 13 anni proprio qui a Bassano, nel
contesto della storica adunata del 1948: Ivo di Luch ha 73
anni e in questi giorni passeggia nelle vie e nelle piazze
bassanesi con il bastone, la penna nera e gli scarponi da
montagna.
Nel 1957 è partito per la leva con il 1° reggimento,
artiglieria di montagna della brigata Taurinense e da quel
momento non ha più abbandonato il cappello d’alpino.
In città è arrivato giovedì, con il gruppo di Pagnacco,
della sezione Ana di Udine e alloggia in vicolo San
Sebastiano, insieme ai compagni con cui ha condiviso già
molte adunate.
I suoi ricordi si rivolgono soprattutto alla Bassano del 1948,
a quel ritrovo dell’Ana che ha portato gli alpini di tutta
Italia ai piedi del Grappa, per inaugurare il Ponte Vecchio
appena ricostruito.
«Ero giovanissimo - racconta Ivo Di Luch - e sono venuto con
gli ex combattenti della seconda guerra mondiale. Siamo
partiti alle quattro di mattina da Udine e abbiamo fatto il
viaggio in camion, seduti sulle panche della chiesa. Negli
zaini avevamo delle cose da mangiare, preparate dalle mogli o
dalle madri perchè all’epoca non c’erano i soldi per
andare al ristorante».
Nel 1948 il numero degli alpini presenti era molto inferiore a
quello di oggi: «La sfilata durava qualche ora e c’erano
anche le donne - continua Di Luch -; eravamo in pochi per cui
l’adunata durava solo un giorno».
Qui a Bassano, invece, nonostante la sua età, il nostro
alpino non ha esitato a dormire in tenda con gli altri
compagni e approfitta dell’evento per incontrare i vecchi
commilitoni: «Siccome proveniamo da diverse parti d’Italia
- conclude Ivo di Luch - l’adunata è l’occasione per
ritrovarci, bere un bicchiere di vino insieme e intonare
qualche canto. Non servono telefonate, da anni ci troviamo con
un appunatamento fisso: il sabato pomeriggio alle 17, nel bar
più vicino alla tribuna d’onore». E.C.
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| 12
Maggio 2008 |
| IL
VIAGGIO IN TRENO |
| Da
Vicenza con il Taf e l’incontro a sorpresa con il
vapore |
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"Ramo
secco": quante volte si è usato questo termine per
indicare le linee feroviarie afferenti al Bassanese? Qualcosa
per rimediare alla paventata chiusura negli ultimi anni è
stato fatto: per l’adunata, le tre tratte convergenti sulla
città sono resuscitate. Anche se non sono mancati i problemi
soprattutto sabato.
Stazione di Vicenza ore 9: sotto la pensilina del primo
binario è pronto il Taf (Treno ad alta frequentazione) per
Treviso. Tanti i cappelli alpini, ma anche consorti, nipoti ed
amici. Atmosfera tranquilla e rilassata. Altro che code in
auto...
I nuovi convogli di Trenitalia non mancano di suscitare
interesse e commenti tra i viaggiatori.
A Cittadella la stazione è grigioverde. I cappelli, in gran
parte “targati Bergamo", circolano sotto la pensilina
in attesa della corsa delle 9.50 per Bassano. Una coppia di
“Minuetto", fa la spola con la città del Grappa.
Qualche conciliabolo del capotreno per concordare variazioni
dell’ultima ora mentre il convoglio si riempie. Molti
bambini assaporano la novità del viaggio su rotaia.
Un vento gagliardo piega i rami degli alberi ma nessuno ci fa
caso: Rossano Veneto, altro carico; poi Rosà, infine il
capolinea. In stazione, quasi in orario, la sorpresa di un
treno storico proveniente da Verona. In testa due gloriose
macchine a vapore la Fs 740 038 e la gemella 283 “tirà in
fin"e per la gioia dei fotografi e di chi ama gli sbuffi
di fumo. R.A.
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| 12
Maggio 2008 |
| BAGNO
DI FOLLA. Lungo il percorso della sfilata tra
rallentamenti, cori e migliaia di tricolori |
| Pedoni
da ingorgo Sui marciapiedi 50 metri al ralenty |
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Bassano?
No, Mestre: la barriera di Mestre. Alle migliaia di pedoni
sudanti e sbuffanti sulle transenne dell’adunata è parso di
rivivere un incubo domenicale ben noto: marciapiedi più
intasati delle autostrade del mare.
Provare per credere. Ponte nuovo-tempio ossario: poco più di
50 metri, quasi 30 minuti di “coda”. Altro che passo
d’uomo...
Ma a differenza delle file in auto, qui c’è il sorriso
sulle labbra. E c’è la sfilata da ammirare. È il giorno
della festa e non sarà un “rallentamento” - seppur da
record - a rovinarla. E poco importa che qualche ragazza sulla
sessantina, meno paziente degli altri, borbotti: «Ci sarò
anche alla prossima adunata, basta che non sia ad Asiago o a
Bassano». Spazi troppo stretti, è il suo pensiero, ma riceve
molti più fischi che consensi. Persino da Sonia, bassanese
sulla trentina, che avrebbe motivi ben più seri per
lamentarsi: prova a farsi largo nel formicaio umano, chiede di
passare, «lavoro in viale Venezia», spiega. Cioè
dall’altra parte della città. Tanti auguri.
Ai più lesti non rimane che approfittare dei malori: sì,
quando tra la folla si fanno largo gli infermieri che
accompagnano “in salvo” persone colte da improvvisi
mancamenti, se si riesce a prendere la “scia” si avanza
anche di dieci metri in un minuto. Bingo.
Ma, suvvia, non è dappetutto così. Proprio in viale Venezia,
dove parte la sfilata delle penne nere, è uno spettacolo di
volti e colori e bandiere e fotocamere assiepati sulle
transenne. Come al Giro d’Italia, anzi meglio, perché
l’omaggio non è a celebrati campioni ma a gente qualunque:
alpini, eroi per un giorno.
Sfilano le penne nere di ogni Regione, i bergamaschi hanno
pure la claque organizzata: «Berghem, Berghem», intonano una
ventina di ultrà appollaiati su un muro di due metri, lungo
il viale. Dai balconi uomini e donne di ogni età sventolano
tricolori e salutano i cappelli grigioverdi in marcia.
Ma in fondo alla strada, all’incrocio con viale delle Fosse,
c’è un’altra complicazione a rendere ancora più gustoso
il bagno di folla: è il rebus-sottopasso, pedoni fermi,
bloccati all’imbocco dai carabinieri. «Che c’è, un
attentato?», chiede qualcuno. Ma no, è il senso unico
(alternato) che ha colpito ancora, medicina amara ma
necessaria di questo grande raduno, che cura non solo i mali
di traffico del Ponte Vecchio, ma anche i disturbi circolatori
del sottopasso pedonale. Ma poi, che fretta c’è? Marco
Scorzato
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| 12
Maggio 2008 |
| POSTAZIONE
AEREA |
| La
“sedia trespolo” compagna da 25 raduni |
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Una
sedia-trespolo per filmare l’adunata. Roba da esperti. Già,
perché per assistere alla sfilata - cioè vederla veramente e
non essere coperti dal muro umano davanti a sè appeso alle
transenne - ci vuole anche un po’ di fantasia.
Come quella a cui ha attinto Lindo Rizzi, 71 anni, da Gemona
del Friuli, per costruirsi una micro-tribuna personale: una
sedia da regista, con tanto di “rialzo” fai-da-te. Dal
1983 è la compagna di viaggio di ogni adunata. Da lassù
riprende con una videocamera la sfilata, visto che i
“veci” lo hanno battezzato «fotografo ufficiale» della
sezione. E dalla sua postazione “aerea” se la ride, anche
perché quelle “naturali”, fatte di cancellate, auto in
sosta o bidoni della spazzatura, sono già andate a ruba dal
primo mattino.M.SC.

Pierluigi
Melchiori è un alpino di Strigno, della sezione di Trento.
Ha fatto il militare a Bressanone, come esploratore nella
brigata Tridentina e, a Bassano, è arrivato venerdì, insieme
al fratello Lucio, per onorare la lunga tradizione alpina
della sua famiglia.
Il loro padre, infatti, ha combattuto in Russia e in Montenero
durante il secondo conflitto mondiale e ha tramadato ai figli
i suoi racconti di guerra.
Contrariamente al fratello, Lucio non ha fatto la naja per
insufficienza toracica ma, prima di morire, il padre gli ha
consegnato il proprio cappello d’alpino: «Mi ha chiesto di
indossarlo per almeno un’adunata - racconta Lucio -. Questa
è la quinta a cui partecipo e sono fiero di portare questo
cappello».E.C.
Sessantadue
centimetri. L’amico Attilio Polonio estrae il metro da
geometra per certificare la penna record. Ufficiosamente il
vincitore è lui, Danilo Comazzetto, 46 anni, di Caerano S.
Marco, nel Trevigiano. Sfodera un sorriso misto di
soddisfazione ed orgoglio. Sa di avere gli occhi addosso perché
la penna che ha infilata sul cappello è di dimensioni mai
viste. Svetta da lontano, tutti lo fermano e gli chiedono di
scattare una foto. «Si metta di profilo... grazie».
«Sì, io mi metto di profilo, se me lo chiedono, ma se
continua così fisso pure un pedaggio. Un euro a foto, dite
che è onesto?», azzarda sorridendo Comazzetto. «Questa
penna l’ho comprata a Pontebba, nel 1981. Mi hanno detto che
è penna d’aquila - e riguarda quei 62 centimetri - sarà
vero?».M.SC.

«Gettavi
un bicchiere d’acqua e diventava un pezzo di ghiaccio prima
che toccasse terra». Negli occhi azzurri e lucidi di Giacomo
Leali, reduce della Seconda Guerra Mondiale, sembra quasi di
vederla, la Russia del ’43. Quel freddo, invece, lo sentono
solo lui e i suoi compagni che al Generale Inverno sono
scampati.
«Io sono tornato, mio fratello Francesco no». è il primo
ricordo di Giacomo, alpino di Salò. A luglio avrà 91 anni.
È il più applaudito della sua sezione, anche perché sfila
vicino alle transenne e l’abbraccio della folla è quasi
fisico.
«Monte Bianco, Albania, poi in Russia con la Tridentina»,
racconta. E rallenta. Tanto che dietro di lui il “bocia”
incalza, e allora Giacomo con due passi di corsa riprende
posto nella sua fila. Ri-applausi.M.SC.

«Abbiate
pietà di me...il 24 maggio devo sposarmi». Il cartello è
appeso sulla schiena di Sergio Giovannello, 29 anni. Glielo
hanno preparato per l’occasione gli amici burloni. Loro sono
alpini e lo hanno voluto insieme all’adunata anche se è un
po’ un intruso: è un granatiere, per di più in divisa.
È tutta opera degli amici che, per farlo riflettere sul
grande passo che lo attende, non solo lo hanno fortemente
voluto al raduno, ma gli hanno anche propinato una serie di
gustosi scherzi e penitenze, come al più bocia dei bocia.
Sergio sta al gioco, accetta e se la ride. E ride di gusto
anche quando vicino a lui passa una signora che gli fa: «Guardi,
io e mio marito siamo sposati da 40 anni - e si mette le mani
tra i capelli - ma lei, bel giovane, è proprio sicuro di quel
che fa?».
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| 12
Maggio 2008 |
| E
c’è chi lo “sfratta” per dormire sul suo
carrello |
| Con
il mulo sul bus Ma l’animale dice no |
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Il
miglior amico degli alpini... è il mulo! Una compagnia
straordinaria e un sostegno imperdibile, oltre che logistico,
per il corpo delle penne nere.
Per anni la loro soma ha rappresentato l’unico modo per
muovere interi battaglioni, giocare di sorpresa al nemico,
cambiare le sorti di una battaglia.
A Bassano, però, gli alpini dopo aver tentato goliardicamente
di inerpicare il “fuoristrada alpino” su un bus di linea
per raggiungere l’adunata, l’hanno addirittura sfrattata
dal carrello per il trasporto, allestito con la paglia, per
passarci al posto suo la notte comodamente.
A raccontare l’impresa di far salire il mulo sull’autobus
delle Ftv come fosse in montagna, lungo la linea 2 che
transita per viale Venezia, è un simpatico autista. «Il
gruppo di alpini voleva a tutti i costi raggiungere
l’ammassamento con il mezzo pubblico e con la bestia a
seguito. Un episodio davvero curioso che ha stappato le risate
e una sequenza di foto da parte degli altri passeggeri già a
bordo - racconta il conducente -. Purtroppo non c’è stato
nulla da fare.
La bestia non ne voleva sapere di farsi scorrazzare. Così
hanno desistito. Io, però, gli avrei trasportati volentieri
tutti».
SUL “LETTO” DELLA MULA. Sul bus no, ma al bar sì. O
meglio, davanti al bancone di un baretto ambulante in piazza
Libertà: è lì che Oscar e Pio Braito (nella foto), cugini
alpini della Val di Fiemme, hanno deciso di sostare con la
loro mula Martina.
I due padroni ordinano una birra, perché di vino sono ormai
sazi: sulla groppa dell’animale hanno infatti caricato una
mezza damigiana di vino rosso dalla quale si rifocillano a più
riprese: «Sono ventidue litri - raccontano - l’altra sera
in sei ore li abbiamo finiti tutti. Non da soli, sia chiaro,
ne offriamo a chi ci chiede un goccio».
Che siano generosi non c’è dubbio, ma qualcuno non lo sa.
Ignaro di questo era certamente quel furfante che, nella notte
tra sabato e domenica, ha rubato loro una coscia di speck. «Il
“mio” speck - precisa Pio - Lo avevamo lasciato fuori,
attaccato alla mula: pensavamo che, tra alpini, ci si potesse
fidare».
Ma come, Martina ha dormito fuori? «Sì, a parte il fatto che
dorme quasi sempre fuori, in questi giorni siamo noi a non
avere un tetto. E allora - spiegano i due cugini trentini -
abbiamo deciso di dormire sul carrello con cui l’abbiamo
portata qui: abbiamo sistemato la paglia, davvero confortevole».
E costa niente. Anzi, costa uno speck.
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| 12
Maggio 2008 |
| I
GADGET |
| Cappelli
a 25 euro Con 5 in più sei ufficiale |
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Cappelli
da alpini, 25 euro al pezzo. E se volete la penna da
ufficiale, 5 euro in più. All’adunata bassanese c’è
gloria anche per i caporali - che per un giorno possono
sognare - ma soprattutto per i venditori ambulanti. Prezzi tabù
per un cappello rigorosamente falso. Tutti (o quasi) lo sanno,
peraltro, ma l’adunata è l’adunata e vuoi mettere la foto
con il cappello?
Poi c’è il ponte. Anzi, i ponti, le miniature del simbolo
della città in vendita un po’ dappertutto, persino una
serie in ottone in un negozio di lampade antiche. Il titolare
ne avrà fatto incetta prima del raduno, prevedendo di
sfondare il mercato? Non proprio: erano da anni in magazzino,
confermano dal negozio, perché il Ponte, a Bassano, è sempre
in voga. E non si nega a nessuno.
C’è la gradinata con le seggiole di plastica, posti
coperti, molto chic: ma sono off limits, già assegnati alle
personalità della politica e delle istituzioni, agli attesi
vip. C’è poi la tribuna scoperta - che è quasi la migliore
scelta, perché è in favore di sole e la pioggia è solo uno
sbiadito ricordo della sera prima - ma è sempre un privilegio
per pochi. Alla massa resta solo il “parterre”, fatto di
transenne cui appoggiarsi per lenire la stanchezza di una
giornata in piedi.
E chi, da lì, non riuscisse a scorgere nulla della sfilata?
Si arrangi come può. Sonia Nicolini, di Brescia, docet: la
sua tribuna è un bidone della spazzatura. «Per fortuna che
è resistente: complimenti agli organizzatori». È proprio
vero: sui rifiuti le buone politiche fanno la differenza.M.SC.
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| 12
Maggio 2008 |
| SILENZIOSE
E TENACI. Sono le volontarie in ferma breve che hanno
sfilato ieri con il plotone del 7° reggimento alpini.
A Belluno sono già un centinaio rispetto a 700
colleghi maschi |
| Mitragliatore
in spalla, il corpo alpino sempre più femminile |
| Non
sono passate inosservate le ragazze in divisa. Il
cappello alpino indossato da loro acquista ancora più
fascino |
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Che
festa memorabile a Bassano. E non solo per la grande
partecipazione popolare che ha coinvolto tutto il Vicentino,
oltre ai numerosissimi ospiti italiani e stranieri. C’è
stata anche una grande partecipazione rosa alla sfilata. Con
sei soldatesse che hanno sfilato con il plotone del 7°
reggimento alpini, scortando la loro bandiera di guerra.
Schive, nonostante il fucile mitragliatore in spalla, vanno in
parata ma non rilasciano volentieri commenti. Antonella è una
di loro, un po’ meno riservata delle altre: volontaria in
ferma breve di tre anni, ha già chiesto di essere raffermata,
ha 23 anni ed è di Cividale del Friuli, un padre maresciallo
degli alpini e «la passione che mi ha portato a seguire le
sue orme».
Antonella è un fuciliere con licenza di guidare mezzi
blindati, nel linguaggio militare ciò si traduce in
"esploratore blindo leggero", esile e minuta ha già
sulle spalle cinque mesi di missione in Afghanistan.
Un’esperienza che definisce semplicemente impegnativa. Nel
suo reggimento a Belluno, le soldatesse sono già un centinaio
a fronte dei circa 700 colleghi maschi. Il cappello alpino è
stato indossato con disinvoltura da centinaia di donne che
hanno accompagnato le loro penne nere all’adunata. Non si
tratta del «mestiere di soldato» ma della condivisione di
una passione, di una amore - come dicono in molte - trasmesso
dai fidanzati che il cappello lo hanno portato sotto naja.
Qualcun’altra si affida ad un’acquisto in una delle
bancarelle che vendono il kit grigioverde e i souvenir 2008.
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| 11
Maggio 2008 |
| Le
invenzioni per attirare l’attenzione: un’Ape
carica di giovani delusi dalle ragazze e un valdostano
che smette i panni medievali e indossa quelli alpini |
| Tra
teste mozze e mangiafuoco |
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All’esperienza
del Ponte degli Alpini nessuno rinuncia. E solcato il sacro
tragitto, per chi sopravvive alla sosta in distilleria, il
centro storico offre una serie di spettacoli spontanei: come
l’Ape verde dei giovani alpini comaschi, su cui troneggia
una testa di manichino. «È la donna mozza- commentano i
simpatici ribaldi - che ha pagato con la gigliottina perchè
ci ha detto di no».
Nella filosofia alpina, la donna è sotto tiro: lo raccontano
anche le decine di magliette dove si legge “Cercasi ragazza
di razza, perchè bastarda l’ho già avuta”. Oppure un
invito del genere “Maestro di sesso, prima lezione
gratuita”.
Vanno forte le t-shirt con “Sopravvissuto all’adunata” e
“A Bassano è arrivato l’alpino, si scola il grappino”.
Dieci euro e resistenza ai lavaggi in lavatrice. In breve è
un mercato globale: venditori autorizzati, immigrati abusivi,
sacchi a pelo e materasissini presto esauriti nei negozi
sportivi. Nei bar e nei locali incassi record che mettono i
gestori in pace per almeno tre mesi.
Questa è l’Adunata che oggi raggiungerà il culmine con la
sfilata dei 100 mila, baciata dal sole.
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| 11
Maggio 2008 |
| LA
PROTESTA. Disagio |
| «Non
ci sono servizi igienici» |
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Accontentare
tutti è un’impresa disperata e così le lamentele prima o
poi si fanno sentire. A protestare sono gli alpini di Cuneo,
quelli che lo scorso anno hanno ospitato il raduno nazionale,
accampati in Destra Brenta, nella zona di viale Pecori
Giraldi.
Sono un centinaio e non hanno neppure un servizio igienico a
disposizione, nonostante la città sia stata disseminata di wc
chimici. Hanno provato a chiedere aiuto al Comitato
organizzatore e al Comune ma hanno ottenuto solo un rimpallo
di responsabilità.
Così per espletare i loro bisogni sono costretti ad
elemosinare il permesso al gestore di un distributore di
benzina o a sciropparsi almeno un chilometro a piedi prima di
trovare una toilette. «Speriamo si ricordino di noi»
commentano sconsolati i piemontesi.
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| 11
Maggio 2008 |
| Stanno
riscuotendo un grosso successo anche le rassegne
espositive dedicate agli ultimi conflitti mondiali.
Migliaia di visitatori |
| Rarissimi
e preziosi cimeli per riscoprire un po’ di storia |
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Molteplici
sono le mostre che la città ha dedicato alla storia delle
penne nere e delle due guerre mondiali.
L’affluenza che si registra in questi giorni al museo civico
e nelle altre sedi espositive è enorme con migliaia di
visitatori al giorno, non solo alpini, ma anche giovani e
famiglie che approfittano dell’occasione di festa per
conoscere il patrimonio storico e artistico della città.
Il museo più visitato in assoluto è quello degli alpini al
Ponte Vecchio, dove sono esposti cimeli, bandiere, uniformi
militari e foto d’epoca.
Gli alpini Aldo e Luciano di Trento, ieri mattina, l’hanno
particolarmente apprezzato per la gran quantità di oggetti e
reperti esposti mentre Bruno Ibic ed Elio Gubana di Polcenigo
vi hanno ritrovato le storie sulla guerra raccontate dal padre
o dal nonno.
Nell’atrio di palazzo Agostinelli trova posto, invece, la
riproduzione in legno del Ponte Vecchio, realizzata da
Terenzio Bonato di Pove: lo storico simbolo di Bassano, ha
attirato ieri centinaia di visitatori che hanno apprezzato
anche le due rassegne, ospitate nella stessa sede, dal titolo
"L’amore e la guerra" e "Alpini in tempo di
pace".
Non meno interessante risulta essere la proposta di palazzo
Bonaguro dove l’associazione Musei all’aperto ha
realizzato una rievocazione della Grande guerra che comprende
anche armi per l’assalto corpo a corpo, divise storiche e
cappelli mentre due sale sono dedicate alla Croce Rossa
italiana.
Le visite al museo civico, a Palazzo Sturm e al museo
dell’auto Bonfanti, infine, hanno superato ogni più rosea
aspettativa: nel complesso di piazza Garibaldi, la mostra
fotografica e multimediale sugli "Alpini a Bassano",
in particolare, sta riscontrando un ottimo successo di
pubblico. E.C.
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| 11
Maggio 2008 |
| Incredibile
come l’adunata stimoli la fantasia dei partecipanti
che ne inventano di tutti i colori |
| Tra
i muli d’ordinanza trabiccoli e antichi carri |
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Con
la puntualità che li caratterizza ad ogni adunata, sono
apparsi anche a Bassano i "Trabiccoli", termine che,
contravvenendo alla passione militare per sigle ed acronimi,
identifica i simpatici mezzi di spostamento a metà tra il
goliardico e il celebrativo, cui è affidato il compito di
trasportare gruppi di alpini nei luoghi del ritrovo annuale.
Trabiccoli come il "Codice rosso" (il rosso è,
ovviamente, quello di un vino invecchiato al punto giusto e
particolarmente saporito, da far sorseggiare ad amici e
simpatizzanti lungo il percorso), l'ambulanza che, grazie al
gruppo di Latisana sezione di Udine, arriva direttamente dal
fronte isontino con costumi d'epoca e mulo d'ordinanza. Il
merito dell'iniziativa va attribuito all'alpino Paolo Milani
che ha recuperato e ristrutturato un carro originale della
Croce rossa degli ultimi anni del XIX secolo. "Anche i
finimenti del traino sono originali - spiega il capogruppo
Carlo De Marchi - a ricordare la storia di una località che
cela la memoria dei secoli anche nel suo toponimo: Latisana
deriva infatti da "Latus Anniae", spazio e stazione
di rifornimento della via Annia, tra Concordia Sagittaria e
Trieste".
Non ci sono però solo veicoli a traino animale e propulsione
"enogastronomica", nel variopinto novero dei
trabiccoli da adunata, ma anche improbabili fuoriserie frutto
di operazioni di assemblaggio tra differenti automobili, con
cappello alpino di cartapesta a ricoprirle, e altri veicoli a
metà tra il motocarro e l'autobus turistico stile
"Indocina coloniale", un luogo più da legione
straniera che da truppe di montagna. Bassano, però, memore
dei propri trascorsi iridati nel ciclismo, ospita anche tante,
tantissime biciclette. Qualche alpino a due ruote,
slalomeggiando tra i pedoni, azzarda pantaloncini attillati e
divisa da Giro d'Italia, con penna posticcia sul caschetto da
cronoman, ma il vero alpino-ciclista, quando affronta le
viuzze medievali di una città come Bassano, preferisce
"Grazielle" pieghevoli, aggiornate agli anni '70,
meglio se dipinte nei tre colori della nostra bandiera e una
divisa, "maglietta-e-braghe corte" da congedante di
lungo corso. Questa delle biciclette, e delle vie del centro
lasciate in mano ai pedoni, uscendo dallo scherzo e da una
simpatica goliardia, è davvero una delle sorprese più
piacevoli dell'adunata alpina nella nostra città: un vero e
proprio effetto positivo della chiusura al traffico delle
arterie principali che indirizzano il traffico a Bassano.
Rilevata, infatti, una maggiore sobrietà, rispetto alle
edizioni del passato, di alcune fantasie carnevalesche in
grigioverde e resosi palese il desiderio delle penne nere di
uscire dallo stereotipo "alpino uguale vino" (non più
damigiane, semmai botticelle o fiaschette di capienza
misurata) è infatti davvero gradevole percorrere strade e
piazze senza timori o pericoli di incidenti, in un pomeriggio
finalmente davvero primaverile. Ci si è chiesti nei giorni
scorsi che cosa avrebbe lasciato in eredità l'adunata a
Bassano e già in corso d'opera possiamo registrare il piacere
di passeggiare circondati da un'atmosfera di festa. A fronte
di una quotidianità fatta di scadenze e orari improrogabili,
davvero non è poco. Anche per questo, grazie alpini. Lorenzo
Parolin
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| 11
Maggio 2008 |
| Molti
genitori a passeggio con i figli a testimoniare
l’attaccamento delle penne nere alla famiglia |
| I
bimbi mascotte dell’adunata |
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L’orgoglio
di indossare il cappello con la penna nera contagia anche i
bambini. Figli di alpini o soltanto di genitori che a questa
grande festa hanno deciso di non rinunciare, in segno di stima
e condivisione al corpo militare dal cuore grande; capace di
amare ogni persona.
I piccoli alpini hanno sfilato in spalla a papà, in braccio
alla mamma o nei passeggini allestiti con il tricolore.
Come dimenticare, infatti, l’attaccamento degli alpini alla
famiglia e ai bambini di tutto il mondo, dove non si contano
più le missioni umanitarie compiute dai veci e bocia.
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| 11
Maggio 2008 |
| CURIOSITÀ.
Canti alpini al posto dei rintocchi |
| A
Ca’ Baroncello i cori delle campane |
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Il
saluto agli alpini lo danno, a Ca’ Baroncello, le campane
della chiesa dedicata a S. Leopoldo. Mattina e sera, infatti,
le sei campane intonano alternativamente la Canzone del Piave
e «Su pei monti» diffondendo, con la loro voce argentina, le
note care alle penne nere di tutto il quartiere.
A
Ca’ Baroncello sono accampati numerosi gruppi, molti dei
quali hanno trovato ospitalità nel campo di calcio. Tra essi
anche una folta rappresentanza di Caravaggio impegnata, fin
che l’ugola regge, in canti di montagna, quasi in
concorrenza con le... campane.
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| 11
Maggio 2008 |
| A
ponte Vecchio particolare spettacolo di giovani
artisti che hanno commosso per la loro bravura |
| Trombe,
tamburi e flauti Lo show di 40 fanfare |
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Gli
alpini sono arrivati e a migliaia ieri hanno invaso le piazze
e le vie bassanesi, facendosi sentire non solo per le voci
allegre e scherzose ma anche per le numerose bande e fanfare
che, in tutta la città, si sono esibite in concerti
itineranti improvvisati. Sono oltre una quarantina, infatti,
le formazioni strumentali giunte per l’adunata ed, oggi,
accompagneranno in sfilata ciascuna la propria sezione Ana.
Ieri, intanto, alcuni gruppi di musicisti hanno animato la
città con la proposta dei brani celebri della tradizione
alpina. Tra le più eseguite figurano l’immancabile Inno
degli alpini, la marcia militare, "Montegrappa" e
"Sul ponte di Bassano", offerte al pubblico con
fantasiose improvvisazioni.
Particolarmente originali sono stati gli otto componenti della
fanfara Julia: i musicisti "disertori" - così si è
autodefinito il loro portavoce Stefano da Verona - con ottoni
e percussioni hanno rallegrato Piazzotto Montevecchio,
esibendo un repertorio rivolto alle canzoni popolari di tutto
il mondo.
Un centinaio di passanti li ha accerchiati per ascoltare la
loro musica, accompagnandoli con il canto; altri alpini,
invece, hanno approfittato per intraprendere qualche passo di
ballo liscio ma l’applauso più caloroso è giunto dopo
l’esecuzione dell’inno di Mameli.
Altri sei alpini della fanfara di Vallelbo di Biella hanno
coinvolto, invece, chi passeggiava al Ponte Vecchio: in questi
giorni i sei giovani suonano insieme agli altri componenti
della banda sezionale biellese ma, d’abitudine,
costituiscono la "Street music band" e animano
sagre, eventi culturali, feste e manifestazioni.
Ieri hanno proposto un contorno musicale di trombe, tromboni e
bombardino per l’esecuzione della "Marcia dei
coscritti" e di molti altri brani di musica popolare e
alpina.
In viale delle Fosse, invece, la fanfara di Ossolana ha
proposto le melodie più note della tradizione musicale di
Domodossola: i trentacinque elementi della formazione hanno
alternato all’esecuzione strumentale anche parti corali,
coinvolgendo nel canto i numerosi spettatori.
Ma le fanfare presenti in città in questi giorni provengono
da tutta Italia e, oltre ai concerti del palcoscenico urbano,
ieri sera, alcuni gruppi si sono esibiti al Velodromo
Mercante, in quartiere Firenze e in Rondò Brenta. Altre bande
sezionali hanno offerto concerti in tutte le località del
comprensorio, da Castelfranco a Breganze, fino ai paesi della
Valbrenta, a Solagna, Cismon e San Nazario. E.C.
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| 11
Maggio 2008 |
| Gli
alpini piemontesi di Castelnuovo Nigra lanciano un
appello a non abolire completamente una tradizione
delle adunate alpine |
| Il
vecchio trattore legato... al palo |
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Davanti
al campo fa bella mostra uno splendido trattore Same del 1952,
sormontato da un grande cappello alpino. È stato appena
restaurato, colorato di verde, e ha una mezza botte per
cofano.
È il simbolo degli alpini di Castelnuovo Nigra, un paese a
pochi chilometri da Ivrea. Il simbolo e anche il cruccio,
perché non ha targa né documenti. Insomma, è uno dei
“trabiccoli” cui l’Ana ha dichiarato guerra.
«È un peccato tenerlo qui fermo - dice il capogruppo Renzo
Serena - È un gran bel mezzo, l’abbiamo preparato con cura
e vorremmo farci un giro, ma è un rischio. Per colpa dei
soliti imbecilli ci rimettiamo anche noi. Purtroppo, in ogni
adunata c’è gente che rovina il buon nome degli alpini
facendo stupidaggini con i mezzi più strani e rappresentando
a volte un pericolo per gli altri».
«Tengo a sottolineare - prosegue appoggiato dagli amici della
sezione - che i veri alpini non fanno gli imbecilli con i
“trabiccoli”. Siamo gente con la testa sulle spalle,
abbiamo famiglia, molti di noi fanno i camionisti e non hanno
alcuna intenzione di rischiare la patente. Quel che voglio
dire è che usare dei mezzi un po’ particolari in occasione
delle adunate fa parte della nostra tradizione. Siamo
d’accordo sul fatto che bisogna mettere un freno e
intensificare i controlli per fermare chi esagera. Riteniamo
però che non sia giusto tagliare completamente questo aspetto
divertente delle nostre adunate».
Il trattore è immobile e muto, ma sembra desideroso quanto
loro di mettersi in moto e far sentire la propria voce.
«Sapete che facciamo - taglia corto Renzo Serena - un giretto
ce lo facciamo. Se poi al primo controllo ci fermano, torniamo
indietro senza fare tante storie e prendiamo l’autobus».SIL.F.
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| 11
Maggio 2008 |
| IN
TENDA. A spasso tra gli accampamenti fuori città tra
le penne nere giunte nel Bassanese da ogni parte
d’Italia |
| Spiedi,
polenta, vin rosso È il vero “spirito” alpino |
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Auto,
camper, camion, moto, bici, carri trainati da trattori,
motocarri. Sono arrivati con ogni mezzo possibile e da ogni
parte. I dintorni di Bassano sono un unico grande
accampamento, con tende, roulotte e ripari più o meno
improvvisati.
L’imperativo è uno solo, divertirsi a tutti i costi, in
un’occasione nella quale, si sa, si può anche esagerare.
Visitare gli attendamenti vuol dire immergersi completamente
nello spirito allegro dell’adunata, quello che che precede
il momento più serio e composto della sfilata. C’è chi
alle undici dorme ancora dopo gli strapazzi notturni, chi si
lava sotto un’improbabile doccia, chi fa colazione con
porchetta e vin bianco, chi sta già preparando la polenta,
chi cuoce il maialino e la carne alla brace, chi è arrivato
all’ultimo momento e suda piantando picchetti.
Moreno
Fagoto arriva da Cividale del Friuli e guida uno dei gruppi
della cittadina friulana. L’allegria è già ad un buon
livello, sotto alla tenda militare donata alla sezione dal
disciolto 8° reggimento alpini. «Ci stiamo divertendo molto
- dice - Partecipiamo a tutte le adunate, siamo andati anche a
Catania. Non potevamo mancare a questa. È una bella festa
perché ci permette di ritrovarci e di stare insieme. Se hai
lo spirito giusto sei sempre benvoluto».
Luigi Monticelli e Gianluigi Chisono arrivamo dalla Val
Cavallina, nel Bergamasco e si stanno dando da fare attorno ad
un maialino che ruota sullo spiedo. «Siamo un centinaio -
dicono sorridenti - e i primi di noi sono arrivati ancora
lunedì. Cerchiamo di non mancare a nessuna adunata. È
un’esperienza troppo bella».
Fabio Zanon è uno dei giovani rappresentanti del gruppo di
Chies e Pradebon d’Alpago. Sono una quarantina, di tutte le
età. Vanno dai 18 agli 80 anni. Con loro c’è anche Roberto
Funes, che sta facendo il militare a Belluno nel 7°
reggimento alpini. «Noi siamo quelli che continuano la
tradizione - dicono con l’immancabile “goto” di rosso in
mano - ed è una tradizione che non deve morire».
Dall’altoparlante esce a manetta musica tirolese che stona
un po’ col resto delle melodie alpine. «Perché
l’ascoltiamo? - dicono in coro - Perché noi guardiamo a
nord, perché ci piacciono le cose che arrivano dal nord. La
cassetta ce l’ha donata nonna Giovanna: gran donna!». Dal
Bergamasco, terra cara agli alpini, arriva anche il gruppo di
Adrara San Martino, in Val Calepio. «Siamo una quarantina -
dice Mario Capoferri e mescolando la polenta che cuoce lenta
sul fuoco a legna - i primi sono arrivati sabato scorso. È
una gran bella occasione per stare assieme, divertirsi,
ritrovare gli amici e anche ricordare chi non c’è più».
Per gli organizzatori sono giornate “campali”. Nell’area
Fratelli delle scuole cristiane, a Spin di Romano, uno dei
principali accampamenti, il lavoro non manca.
«È impossibile dire quanta gente ci sia - dice il
responsabile Antonio Toldo - è tutto occupato e da venerdì
sera abbiamo aperto le porte anche a chi non aveva prenotato».
Silvano Ferraro
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| 11
Maggio 2008 |
| Si
consuma nei locali storici vicino al Ponte e nei
negozi del centro la “movida” dell’adunata
alpina |
| Lo
shopping in grigioverde tra “mezzi e mezzi” e
lingerie |
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Pavimento
che appiccica di "mezzo e mezzo" versato da
innumerevoli brindisi alla distilleria Nardini: la meta
immancabile di questa adunata è il tempio indiscusso della
grappa. Ci si pigia dentro a forza per accalappiarsi il
bicchiere dell’aperitivo più conosciuto del Ponte, che
durante quest’adunata sta sostituendo anche cappuccino e
sgroppino dalle 8,30 alle 2 del mattino. Di bottiglie di
grappa dicono di averne vendute talmente tante che non tengono
neppure più il conto. Lo stesso succede alla distilleria
Poli.
Al
di là dello storico manufatto in legno la scena è tale e
quale. Altra tappa obbligata la Taverna al Ponte: sopra c’è
la sede dell’Ana Montegrappa, sotto il museo degli alpini.
Entrare è d’obbligo, anche a costo di fare la fila.
È soprattutto al di là di piazzotto Montevecchio, verso il
Ponte Vecchio, che si concentra lo shopping degli alpini. La
"movida" dell’adunata. Alla Bottega di Giampaolo
Ceccato oggi è giorno di confezioni di grappe dentro al ponte
di legno, bottiglie di vino, funghi essiccati e farina per
fare la polenta. Ne fanno man bassa un gruppo di alpini di
Asti.
Gettonatissimi tutti i bar, i ristori, i panifici, gli stand
dove si può mettere sotto i denti del cibo. I chioschi della
birra sono affollatissimi.
Qualche goliardico "vecio" di Brenzone sul Lago di
Garda entra addirittura alla Casa del Busto di Ketty Todaro.
Gli alpini cercano pizzi e lingerie per le donne che li
aspettano a casa, forse attratti dal cartello in vetrina
"un saluto intimo...". Slip tricolori se possibile.
Ketty sorride: «Non si fanno grandi affari con gli alpini, ma
vuoi mettere che allegria! La simpatia delle penne nere è
contagiosa».
C’è anche chi, in coppia con la moglie, trova il tempo di
provarsi un paio di scarpe per il ballo liscio e il
latino-americano. E poi chi esoticamente, tra i veli e le
monetine tintinnanti di abiti per la danza del ventre di Sun
Shop, sogna un’odalisca per la serata agli attendamenti.
«Scherzi a parte, qui c’è stato un gran via vai per
acquisti di rullini e macchine fotografiche usa e getta»,
spiega Laura Fiorese.
Alcuni negozi delle tradizionali vie dello shopping bassanese
hanno invece deciso di tenere le serrande abbassate e di
salutare gli alpini con un cartello di benvenuto. Non è così
alla libreria Palazzo Roberti dove numerosi alpini si danno
appuntamento per cercare libri su temi storici, guide e testi
sul Monte Grappa. A volte anche introvabili. L’alpino Ugo di
Biella cerca una raccolta di saggi, ormai introvabile, curata
da Rigoni Stern. È un appassionato del genere. Possiede 200
titoli impilati nella libreria di casa. «Sono stati davvero
molti gli alpini venuti a consultare i nostri scaffali»
conferma Franco Bizzotto. Luisa Dissegna
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| 11
Maggio 2008 |
| LE
DONNE DEGLI ALPINI. Sono protagoniste instancabili
accanto ai loro uomini di un’esperienza fuori dal
comune e per certi versi indimenticabile |
| C’è
un esercito di “penne rosa” |
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"Rosa"
sì ma con grinta e orgoglio. Brune, bionde. Di ogni età.
Allegre e tutte bellissime con le gote rosse come le ciliegie,
baciate dal sole di maggio e dall’entusiasmo di una giornata
di festa non certo comune. Donne orgogliose e sorridenti al
fianco dei loro uomini alpini in "trasferta" da ogni
parte della Penisola. L’adunata a Bassano non è affare solo
per veci e bocia.
Mogli,
fidanzate, figlie, mamme. Sono le indomabili "penne
rosa" dell’adunata di Bassano, per un’intero fine
settimana protagoniste, in prima linea, al fianco dei loro
uomini. Sfidano, col "feltro verde" comprato alla
bancarella e calato in testa, la consegna «il cappello con la
penna è sacro» stringendosi con affetto sul carismatico
ponte di legno a chi il cappello se lo è conquistato facendo
la naja.
Non si spaventano neppure per le notti di bivacco passate a
cucinare per una truppa o a cantare fino a che la voce
s’impasta di sonno e di quel bicchiere in più che il
"gruppo" non si fa mai mancare in queste occasioni.
Compagne fedeli, come la giovanissima Elisabetta di Brescia,
moglie dell’alpino Matteo, che il battesimo della sua prima
adunata lo ha celebrato abbracciata dentro ad un sacco a pelo.
Lui si schernisce: «Vedo di stancarla così non mi seguirà
più alle adunate». Ma si vede lontano un miglio quanto ci
tiene ad averla con se.
C’è chi, per non perdere la sua bella, l’ha addirittura
assicurata ad una cordata di amici. Luciana e l’alpino
Luciano sono di Zugliano ma lei ci tiene a precisare la sua
origine bassanese. Con il campanilismo doc di queste parti
ammette: «È la più bella adunata cui ho partecipato». A
riguardo della corda? «La sera ci serve per legare i mariti».
Instancabili, pronte a tener botta per amore anche a qualche
birra in più all’ora del cappuccino, Silvia e Samantha di
Recoaro hanno accompagnato i mariti a Bassano «con un pizzico
di sopportazione e tanto sentimento per i nostri
"veci"».
Inutile frenare l’ardore dei mini battaglioni che invadono
la città. Elisa, bassanese, è assediata dal coro di tre
alpini di Ivrea, con la "tassa" legata al passante
della cintura, compagna di una notte insonne a festeggiare.
Sorride divertita dall’insolita e galante "avance"
musicale.
Linguaggio universale la musica, soprattutto ad un’adunata
dove più che parlare si canta. Esibizioni corali si ascoltano
un po’ dappertutto. C’è chi balla il liscio con il
"vecio" e monopolizza un’intera piazzetta. Chi non
resiste al fascino femminile e imbraccia la fisarmonica:
Giuseppe di Marano Valpolicella dedica un’accorata «tutti
mi dicono bionda, oilioilà» ad una bella donna, Mirian, che
suo marito Antonio di Verona non perde d’occhio - a ragion
veduta - alla distilleria sul ponte, affollatissima di penne
nere. Lei è spagnola e tutto questo entusiasmo le è
particolarmente familiare: «Un’atmosfera
"caliente" che mi ricorda la Spagna», spiega.
Si potrebbe ritrarre un’intero album a Bassano: le donne
degli alpini, un po’ alpine pure loro anche se non hanno la
penna nera sulla testa e qualche volta guardano questa festa
di canti e di bevute sedute da una panca. L’altra metà del
cielo. Donne che sono l’altra metà di una storia, l’altra
metà di una vita. Però, ci sono. Solo una parte di questo
mondo, un po’ maschile, un po’ duro, un po’ cameratesco
e un po’ tenero. Luisa Dissegna
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| 11
Maggio 2008 |
| Suem
e postazioni mediche avanzate costrette a
un’estenuante tour de force |
| È
record di interventi: più di cento in un giorno |
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Un
record di interventi. Nella giornata di ieri e fino alla tarda
serata, Suem e posti medici avanzati hanno dovuto affrontare
oltre cento interventi. Una buona parte raggiungendo le
persone in difficoltà in ambulanza, il resto ricevendo i
pazienti direttamente al San Bassiano oppure nei vari presidi.
Variegata la tipologia dei casi affrontati: in larga misura si
è trattato di alpini e turisti che hanno alzato un po’
troppo il gomito, ma non sono mancati malori legati al caldo
di questi giorni e interventi per incidenti stradali e cadute.
I casi più impegnativi sono finiti al San Bassiano, mentre i
pazienti meno gravi sono stati trattati nei “pma”.
Tra i posti medici avanzati, il più grosso è quello ricavato
all’ex ospedale, gestito dalle squadre sanitarie della
protezione civile dell’Ana sotto il coordinamento del
vicentino Silvano Pertile. Ben 160 i volontari impegnati per
l’adunata: suddivisi in 3 turni, hanno a disposizione nove
ambulanze e due centri mobili, lasciate in centro storico.
Non solo: a causa della difficoltà di spostarsi in centro, il
“pma” si è anche avvalso di 4 squadre a piedi impegnate a
“pattugliare” il territorio. Numerosi gli interventi, tra
i quali merita di essere citato quello di un reduce di 85 anni
emigrato in Francia. «Fate qualcosa: ieri sono andato in
Grappa a piedi e domani voglio tornarci, solo che ho male a un
ginocchio». Detto, fatto: un’infiltrazione, e l’arzilla
penna nera è tornata in forma.
Rilevante anche il posto medico avanzato della Croce Verde,
con base alla caserma Monte Grappa e guidato dalla dottoressa
Alessandra Cordella. Incessanti le chiamate, due per casi
molto gravi: una bassanese di 24 anni ha accusato problemi
neurologici ed è stata portata al San Bassiano e, poco dopo
le 17 in salita Margnan, un uomo di circa 70 soccorso per
problemi cardiaci. La mole di lavoro è stata tale che gli
addetti, col passare delle ore, hanno aumentato il numero di
volontari e mezzi. Il “pma” della Croce Verde ha due
ambulatori e venti posti letto per pazienti non gravi.
Per la task force sanitaria anche la giornata odierna potrebbe
essere onerosa.
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| 11
Maggio 2008 |
| Entro
le 11.30 di oggi. L’organizzazione deve gestire
viabilità e parcheggi |
| Duemila
pullmanSarà un’invasione |
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Non
più le centinaia di migliaia di cappelli grigioverdi a
passeggio per le vie di Bassano. La vera sfida della macchina
organizzativa dell’Adunata, ora, sono i migliaia di...
pullman che da questa notte stanno arrivando in vista della
grande sfilata. Ben duemila sono infatti le corriere attese
per il gran finale del raduno alpino, un numero che farebbe
impallidire chiunque. Eppure, stando al piano predisposto dal
comitato organizzatore, tutto dovrebbe svolgersi senza
particolari disagi. Parcheggio compreso.
Dalla tarda serata di ieri, grande attenzione in tal senso è
prestata dal Centro operativo misto, il coordinamento
interforze che gestisce tutta la sicurezza dell’evento, del
quale è responsabile il viceprefetto Vincenzo Foglia.
Massiccia è la mobilitazione anche per i volontari, gestiti
da una sala operativa ricavata nell’ex caserma Monte Grappa,
della quale sono responsabili Ruggero Gnesotto e Sandro
Campello. «Ogni giorno più di mille volontari della
protezione civile Ana e di altre associazioni contribuisce
all’ordine pubblico e alla logistica - spiegano Campello e
Gnesotto -. Un impegno notevole: basti pensare, ad esempio,
che quotidianamente vengono sfornati più di 1400 pasti per
gli addetti in servizio. Considerata la massiccia affluenza di
penne nere, comunque, finora tutto è sostanzialmente filato
liscio, anche se il bello è proprio l’arrivo dei pullman».
Duemila
i pullman attesi entro le 11.30 di oggi, che a spanne faranno
scendere altre 100 mila persone tra penne nere e turisti. Il
piano prevede innanzitutto la discesa dei passeggeri nei
piazzali del centro commerciale “47” e nella zona del
Ca’ Sette. Circa 500 mezzi, poi, andranno a parcheggiare
lungo via Colombo, che sarà occupata per tutti i suoi 2 km di
lunghezza. E i rimanenti sosteranno in alcune altre aree già
individuate. «È una sfida impegnativa e stiamo lavorando per
evitare intoppi alla viabilità - prosegue Campello -: solo
noi volontari saremo presenti con oltre cento persone, a cui
vanno aggiunte le forze dell’ordine».
Ieri, intanto, l’Adunata è entrata nella fase clou. Fin dal
primo mattino le vie di Bassano sono state prese d’assalto e
le forze dell’ordine hanno dovuto faticare non poco a
regolare il traffico sul ponte vecchio per evitare intasamenti
nonostante il senso unico. In termini di ordine pubblico,
oltre all’incessante lavoro del Suem e dei sanitari per
aiutare quanti hanno alzato un po’ troppo il gomito, c’è
stato un impegno notevole contro il dilagare dei commercianti
abusivi, in questi giorni fermati e sanzionati a decine dalla
polizia locale e dalla finanza. Altre emergenze di rilievo,
fino alla tarda serata, non ne sono state segnalate, anche se
vanno registrate le tante lamentele per l’insufficienza di
bagni pubblici e le loro condizioni.
Infine, la viabilità e i trasporti. Col passare delle ore,
ieri, il traffico è inevitabilmente aumentato. Notevoli
rallentamenti sono stati riscontrati nella cintura di Bassano
a causa dei numerosi veicoli in entrata. Per quanto riguarda
la viabilità fuori dalla città, invece, la situazione è
stata pressochè normale. Il continuo sorvolo con gli
elicotteri di protezione civile, polizia e vigili del fuoco ha
permesso di osservare costantemente l’evolversi della
circolazione e, grazie anche alle pattuglie dispiegate in
strada e agli occhi elettronici collegati con il Com, di
predisporre eventuali misure per ridurre i disagi. Un tasto
dolente sono stati i trasporti pubblici: abbastanza bene hanno
funzionato i bus navetta, molto meno invece i treni, che in
alcune tratte hanno dovuto lasciare a terra i passeggeri perchè
le carrozze erano insufficienti a smaltire l’affluenza di
utenti alle stazioni ferroviarie. Davide Moro
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| 11
Maggio 2008 |
| Dal
Cile alla Svezia la rimpatriata di chi si sente a casa
solo in Italia |
| Quel
cappello messo in valigia è la bandiera
dell’emigrante |
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«Quando
siete partiti avete portato con voi un cappello da alpino che
avreste potuto gettare alle ortiche e di cui invece avete
fatto una bandiera e nel quale avete racchiuso la vostra
identità».
Si
emoziona il presidente nazionale dell’Ana Corrado Perona
quando parla ai delegati delle sezioni alpine estere, che
numerosissimi quest’anno hanno fatto tappa a Bassano per
partecipare all’ottantunesima adunata nazionale e, in molti
casi, per ritornare alle radici, per rivedere i vecchi amici e
le terre da cui partirono decine di anni fa ma mai scordate.
Ieri mattina, assieme ai loro familiari e ai rappresentanti
della Federazione internazionale dei soldati di montagna, si
sono ritrovati con il responsabile dell’Ana e con gli
amministratori locali per il consueto appauntamento annuale e
per salutare due sodalizi appena nati: quello colombiano e
quello romeno.
Tutti si sentono ancora italianissimi, come Giuseppe Degli
Esposti che, dopo 46 anni passati in Sud America, ci tiene a
non essere definito un alpino cileno ma una penna nera
italiana residente in Cile, o come Ferdinando Carretti,
presidente della sezione Ana argentina, per il quale tornare
nello stivale, è come «respirare una boccata d’ossigeno».
Per gli alpini che vivono oltre confine l’appartenenza
all’associazione rappresenta d’altro canto, ha detto Luigi
Covati di New York, «un motivo d’orgoglio» ha sottolineato
Fermo Lucchini, che da 43 anni abita in Germania. «Quando ce
ne siamo andati, abbiamo preso lo zaino e il cappello -
ricorda Giovanni Crestanello, detto Nini, iscritto alla
sezione sudafricana -. E ancor oggi pensiamo con entusiasmo e
con amore alla nostra patria. Proprio per questo per chi viene
da lontano, sfilare durante l’adunata rappresenta
un’emozione ancor più forte».
«Si tratta di sentimenti indescrivibili, impossibili da
capire per chi non ha vissuto una simile esperienza» ha
confermato Ido Poloni, marosticense trapiantato in Svezia dal
1952. C.Z.
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| 11
Maggio 2008 |
| Dalla
stazione del capoluogo anziché le due ore previste
migliaia di passeggeri da tutta Italia si sono sorbiti
un viaggio di ben 155 minuti |
| Treni
stracolmi, andamento lento |
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Vicenza
-Bassano in tre ore di in treno, sola andata.
Un’ odissea durata quasi tre ore per le migliaia di penne
nere che dal capoluogo berico ieri e oggi hanno voluto
raggiungerere la città degli alpini.
Tutti
in fila per salire sul "treno dei desideri" diretto
a Bassano. Tutto doveva essere un normale trasferimento
ferroviario con un cambio a Cittadella. Sessanta chilometri
che sono già in tempi normali "una croce" per i
comuni pendolari, diventati qui un "calvario" per
chi sperava di coprire la tratta nelle due ore previste. In
realtà, per migliaia di alpini l’esodo è durato oltre tre
ore, con tre cambi di treno.
Centocinquantacinque minuti di viaggio, incluse le soste.
La folla di viaggiatori che fin dall’alba di ieri aveva
deciso d’intraprendere il viaggio su rotaia per Bassano è
stata messo a dura prova, così come sulla rete ferroviaria,
da Padova, Schio e Belluno
Se con l’avvicinamento a Bassano da tutte le stazioni il
flusso andava crescendo, lingue diverse, dialetti e canti
hanno coperto le pause forzate. «Siamo abituati ad aver
pazienza, noialtri...» rispondevano gli alpini.
Alcuni tra loro partiti già all’alba di sabato dal
Piemonte, Lombardia, Emilia. Per loro tutto regolare fino a
Vicenza, fino a quella manciata di chilometri che li
separavano da Bassano. «Comprensibili disagi - spiegano dalla
direzione delle Ferrovie -, data la mole di persone che tra
ieri e oggi si sono riversati sulla tratta ferroviaria, dove
qualcuno ha dovuto pure attendere il treno successivo».
«Si consideri - spiegano dalle FS -, che per l’adunata sono
stati aggiunti 120 treni speciali, con una media di 600
passeggeri a convoglio». Il "miracolo di pazienza"
degli alpini è servito a sanare anche questo: l’allegra
compagnia viaggiante l’ha presa con la "solita
filosofia".
Tra un cambio e l’altro, strette di mano, panini serviti
sulle murette delle stazioni e l’immancabile cantata. Tra i
passeggeri imprigionati dagli alpini, pure una anziana suora
dorotea di Vicenza che ha chiesto un" bis" con
"quel mazzolin de fiori".
Così dalla testa alla coda del treno echeggiavano note e
qualche parolina di troppo, con le scuse alla suorina
ovviamente. Alla fine, dopo qualche protesta per
l’ingiustificato ritardo e tre ore di viaggio, l’arrivo a
Bassano ha sciolto la tensione.
Ma il dubbio su cosa stesse accadendo su quei treni,
dev’essere però rimasto a Nicola, un bimbo di appena un
anno che, guardando gli alpini era rassicurato dalla mamma che
gli diceva: «È tutto normale. O quasi...». Antonio Gregolin
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| 11
Maggio 2008 |
| I
bassanesi si godono l’ondata di turisti e di alpini
da tutta Italia, mentre Comune e Ana guidano con
successo una macchina organizzativa eccellente |
| E
la città ospitale si diverte con chi ha
“conquistato” il ponte |
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Un
sabato speciale dove l’importante era esserci, a qualsiasi
costo. Già alle 9 di mattina le strade di Bassano erano
stracolme di gente che urlava e sprizzava felicità, voglia di
stare insieme. A tutte le età.
C’erano bambini con il cappello d’alpino, nei seggiolini o
per mano accompagnati da genitori raggianti, c’erano giovani
coppie che si tenevano per mano come fosse in luna di miele,
c’erano compagnie da mezza Italia di 50, 60, 70 anni felici
come ragazzini con mogli al seguito, e poi i giovani che
spinti dall’entusiasmo della gita fuori porta, non si sono
risparmiati.
Cori da stadio indirizzati a chiunque passasse, e poi le tose,
le ragazze, bersaglio di una goliardia tutta da alpini, dove
alla fine conta divertirsi, eccome. Poi concerti, cerimonie,
mostre, un programma fittissimo che ha accontentato anche i
“palati più esigenti”.
A vincere la voglia di stare insieme, quella “grande
famiglia” come dicono gli alpini fatta di decine di migliaia
di persone unite per ore e per giorni.
Ma a vincere sono stati anche i bassanesi, cittadini con la C
maiuscola, ospitali e pazienti, divertiti e pronti partecipare
senza sentirsi invasi o disturbati. E pazienza se sono volati
qualche improperi a due passi dalle chiese, o se le battute al
limite hanno offeso qualche anziana. Va così, fa parte dello
spettacolo. Il resto ce l’ha messo la pubblica
amministrazione, capace di organizzare un gioioso contenitore
in maniera impeccabile, grazie all’Ana e al lavoro di un
Comune che non si è risparmiato. Non era facile pulire le
piazze in tempo reale dopo l’assalto dei 100mila. Foto
Ceccon e foto Stella.
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| 11
Maggio 2008 |
| I
quattro lumbard che non conoscono acqua e i gemelli
del pedale |
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“Il
vino lo abbiamo sempre bevuto.L’acqua mai”. Sono giovani e
forti i quattro di Melzo che fanno parte di un gruppo di venti
arrivato da Linate e dintorni. Sulla t-shirt dichiarano la
loro fede in lumbard, si fanno serigrafare il simbolo
dell’adunata numero 81 e lasciano spazio alle prossime, «cui
non mancheremo». Per Caio, Botte, Cacio e Wally, militari di
leva tra il 1998 e il 2002, lo status di alpino si iscrive nel
dna. Ancora sobri e pimpanti prima di mezzogiorno, salvano la
cronista da un investimento in zona pedonale: una bici spunta
da dietro l’angolo a tutta velocità, Caio («ecco qua la
protezione civile sempre pronta») è lesto a strattonare
l’incauta e l’incidente è scongiurato. Ringraziamenti di
rito ma alla regola non si sfugge: baci ai salvatori e foto
ricordo.
Poco prima l’incrocio è con Giuseppe e Devis di Cornedo ,
32 anni, Arrivano in bicicletta da Valdagno: partiti alle 6,
hanno valicato il passo dello Zovo e via Schio,Thiene e
Marostica sono arrivati a Bassano prima delle 11. Muniti di
tenda e sacco a pelo dicono: «Gli amici sfaticati ci
raggiungeranno in moto».
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| 11
Maggio 2008 |
| Dal
gruppo di Noventa che fa da taxi ai valdostani che
apprezzano la birra del Papa, fino ai musicisti |
| Ogni
volto diventa una storia
E
ogni incontro è un brindisi |
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Ogni
volto, una storia. Non abbiamo potuto fotografare quello di
Tiziano, invalido da quattro anni, che abita a
S.Bortolo,Vicenza. Mercoledì s’è fatto accompagnare a
Bassano e avrebbe voluto tornarci, ma il filo che lo lega
all’ospedale non gli consente fughe in avanti. Ha però
addobbato il terrazzo di casa con striscioni e manifesti per
testimoniare il suo orgoglio alpino, di chi un tempo correva
le maratone ed oggi può far correre solo il pensiero
affettuoso agli amici che sfilano.
Ogni
volto, una storia. È proprio così avvicinandosi a Bassano di
prima mattina, quando si sbarcano i primi indiani, venditori
abusivi, incerti sul luogo dove srotolare la mercanzia. I
vigili urbani incombono, i vigili del fuoco e i carabinieri
sorvegliano il fiume, non c’è da fare gran salti. La
quantità di bandiere aumenta mano a mano che Bassano si
avvicina: dall’uscita della Valdastico in poi è un
susseguirsi di posti tappa dove ottenere subito informazioni.
Gli alpini di Dueville, Passo di Riva e Povolaro si turnano
sotto il sole cocente. I cartelli invitano alla sosta alcolica
e al panino “con prezzi Ana”. Birra e sandwich a 2.50 euro
sono una proposta irrifiutabile. I pullmann sono salutati dai
cartelli dei consorzio enogastronomici: benvenuti dalle
Cantine di Breganze, benvenuti dalla ciliegia dop rossa di
emozione, ma anche per il prezzo: 10 euro al chilo nei
chioschi lungo la Gasparona. Marostica è patriottica nelle
mura e delle torri, tricolori ovunque al pari delle comitive
organizzate in chiave turistica. In breve non ci muoverà
quasi più, la lunga colonna di auto diretta a Bassano viene
spezzata solo dagli alpini parcheggiatori. Sono quelli di
Noventa, attendati lungo via Vicenza, a prestarsi come taxi
agli amici: sulla jeep e sul rimorchio se ne caricano una
decina per volta, fino ai ponti, «e dopo ch’i vada a pìe»
commenta l’autista Giuseppe Pulvini.
Alla rotatoria accordano gli strumenti i sette per sette di
Isola della Scala, guidati da Stefano Caraffa: già membri
della fanfara della Julia, oggi suonano nella banda scaligera
di paese e sono un polo di attrazione naturale.
Andrea Ravazzolo di Abano, con mamma al seguito, dà loro un
passaggio sulla bici-sidecar, e il sodalizio tra le due
province è immediatamente siglato. Si diventa amici in tre
secondi qui. Lo sanno bene gli abruzzesi di Colledoro di
Teramo, accampati in 70 a Rosà: imbracciano le fisarmoniche
in piazza Libertà e fanno corona a Giovanni Cotogno che suona
il du’ botte, un organetto a due bassi sempre più raro. I
virtuosismi alpini - per altro riprodotti anche in un cd -
strappano applausi e ovviamente brindisi di circostanza.
Brindisi? Con la birra del Papa nel chiosco di Romano Cornale,
affollatissimo di alpini valdostani. Dovrebbero essere 2500
solo loro entro domani. Ad Angarano, i principi del campeggio
sono gli alpini di Gonars: hanno anche la bombola per
riscaldare l’acqua calda nelle docce. E ne approfittano i
vicini del calcio Ars Audax di Caldogno: sono in 27, quasi
tutti alpini ma come spiega Fabrizio Maddalena non potranno
sfilare perchè non hanno le divise. Per l’adunata hanno
fatto rinviare a lunedì il torneo Aics previsto ieri. In
compenso viaggiavano a costate alla brace, ieri sera, con
ospite l’ex assessore Marco Zocca di Vicenza. «All’emozione
di percorrere il Ponte degli Alpini come in un tapis roulant
non potevamo rinunciare» dicono, preparando le macchine
fotografiche per stamane. Nicoletta Martelletto
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| 11
Maggio 2008 |
| Code
interminabili per accedere alla “caserma” della
Julia allestita dal 2° Reggimento. Oggi ultimo giorno
(con orario ridotto) dalle 10 alle 18 |
| Cittadella
degli alpini, che exploit! |
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Cittadella
degli alpini presa d’assalto. Nel primo giorno di apertura
oltre diecimila persone hanno varcato la sbarra all’ingresso
dell’area militare di Prato Santa Caterina, realizzata dalla
Julia che ha affidato al Settimo alpini la cura degli aspetti
logistici e organizzativi, sotto la responsabilità del
ten.col. Stefano Fregona. E ieri, l’assedio di visitatori,
che hanno assistito ad unlancio di paracadutisti, è
proseguito in proporzioni ancora maggiori. Difficile
pazientare stretti in coda ma altrettanto difficile resistere
alla tentazione di poter vedere da vicino l’evoluzione delle
truppe alpine e il grado di preparazione raggiunto dai nostri
militari impegnati nelle più difficile missioni all’estero.
Quattromila metri quadri di area espositiva dove trova spazio
il meglio dell’equipaggiamento, dell’armamento e della
logistica delle truppe alpine. A partire dagli alpini
paracadutisti, l’élite delle truppe alpine, gli unici ad
avere la qualifica “Ranger”. Il serg. magg. Massimiliano
Sgrobbe illustra ai visitatori il meglio delle armi in
dotazione al reparto che fornisce supporto alle truppe
speciali. I parà alpini della cittadella ,poi, simulano un
intervento per liberare un ostaggio, illustrando le tecniche
operative.
Il ten. Andrea Cristiano, 34 anni, di Napoli, descrive
caratteristiche e impiego dei mezzi logistici e tattici
d’avanguardia del Settimo, il primo ad avere in dotazione il
“Lince”, veicolo tattico leggero blindato, Iveco con
motore diesel common rail da 3000 di cilindrata, 190 cavalli
per 130 chilometri orari. Pesa 6,5 tonnellate, ha lo scafo
blindato ed è capace di reggere l’urto di un ordigno con 8
chili di tritolo. La cellula di sopravvivenza con il suo
equipaggio, sotto la spinta di 10 chili di esplosivo salta,
sganciandosi dal veicolo attutendo così la deflagrazione. Un
mezzo assai apprezzato all’estero, come il fratello minore
“Puma”, e che ha già salvato la vita ai nostri militari.
Gli alpini della citta della
tengono a mostrare l’importanza della loro presenza dei
teatri bellici e postbellici a favore della ricostruzione e
della popolazione locale. Il capitano Filippo Tremolada, 29
anni, di Vedano al Lambro, del 5° alpini di Vipiteno,
battaglione Morbegno, comandante la 44° compagnia accoglie i
visitatori nello stand delle missioni all’estero. Tra il
luglio 2007 e il gennaio scorso, ad Herat, in Afghanistan,
nell’ambito della missione Nato Isaf, aveva alle dipendenza
130 uomini. Gli alpini effettuavano pattugliamenti e scorte e
formavano il personale di polizia afgano ma si occupavano
molto di infrastrutture, facendosi promotori di interventi di
ricostruzione di scuole e ospedali. L’ufficiale lombardo
mostra le immagini di mesi di lavori in una terra lontana e
difficile, dove i militari italiani hanno saputo farsi
apprezzare dagli alleati e dalla popolazione, facendo onore
al’Italia.
Da non mancare lo stand del Meteomont del comando truppe
alpine che fornisce un importante servizio informativo
meteonivologico su tutto l’arco alpino con le sue stazioni
manuali e automatiche di rilevamento in quota, a supporto
anche della Protezione civile ma pure accessibile
gratuitamente ai cittadini. Coreografica la palestra di roccia
artificiale alta sette metri allestita per consentire ai
visitatori di cimentrasi in una vera e propria scalata con i
militari del Centro addestramento alpino di Aosta. Al centro
della cittadella è l’area allestita dal 3° reggimento
artigilieria da montagna con un mortaio rigato Thomsom e un
obice FH 70 in bella mostra. Oggi, giorno dell’adunata,
ultimo giorno di apertura, dalle 10 alle 18. Lunedì, poi, la
cittadella verrà smantellata. E Bassano perderà la sua
caserma, fiore all’occhiello di questa adunata, visitata da
decine di migliaiai di persone. A dimostrazione di quanto sia
stretto il legame fra la società civile e le sue Forze
armate. Carlo Barbieri
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| 11
Maggio 2008 |
| Wurstel
miracolosi tra gli angeli che fanno sognare |
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Vere
e proprie angeli della notte, capaci di far sognare con uno
sguardo, meglio di una pubblicità con la Jolie.
Sono le bariste di stand e bar, che resistono fino alle
cinque, dispensando sorrisi e alcol.
Sconti no, quelli bisogna guadagnarseli sul campo. Da piazza
Garibaldi al ponte degli alpini, sono almeno trenta i bar
aperti e loro sono là: capaci di respingere le avances di
uomini che ci provano perpetuamente, ragazzi che nel pieno
della notte intonano canzoni di montagna, poi ci sono quelli
che davanti ai fusti della birra si improvvisano romantici con
frasi ad effetto tipo: «Tu sì che sei un’alpina, posso
essere il tuo mulo?». Com’è capitato venerdì notte allo
stand di fronte alle distillerie Poli. Ah, gli alpini. E là
dove non arriva la seduzione di gruppo, un wurstel può
compensare qualsiasi carenza d’affetto. Durante la notte è
il prodotto sovrano, un souvenir che ti accompagna per tutta
la notte. Ne sa qualcosa un gruppo di padovani che hanno
allestito un tendone in piazzale Cadorna, con un braciere per
hot dog rotondo, grande come un monolocale: «Staremo alzati
tutta la notte - spiega una ragazza mora con le mani consumate
dalle scottature -. Chissà perchè dalle 3 in poi tutti hanno
fame». Chissà. E.MAR.
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| 11
Maggio 2008 |
| La
stanchezza è tanta ma guai a mollare |
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«Dai
Carlo nemo via». La signora ha le caviglie che sembrano
ananas, è dalla mattina che sta in piedi, su e giù per il
centro. Ma suo marito dallo stand di birra tedesca non si
vuole staccare, lo stomaco regge e l’allegria è tanta. «Desso
nemo, tasi». Sembra un ordine della Julia e alla moglie alle
due di mattina non resta che arrendersi. Per stavolta. La
povera donna si siede sullo scalino del negozio, mani nella
faccia e un sonno pazzesco. La tenda è a 500 metri, ma qui
sembrano chilometri.
Ci pensano i “trabiccoli” a segnare la strada: leggeri e
liberi di girare per la città in festa. Dopo la severità
delle prime ore di adunata da parte della polizia locale,
nella notte si è capito ben presto che tutto era possibile.
Non c’erano freni per biciclette motorizzate, jeep a sei
ruote, vespe con saldature artistiche o motociclette che la
guerra l’hanno vissuta veramente.
Un frastuono che non ha dato fastidio a nessuno, del resto
l’alcol in questi casi fa miracoli portando uomini e donne
di tutte le età allo stato di felicità pura. A bordo di un
piccolo furgone con rimorchio è stato allestito perfino un
piccolo bar a spina libera e una panca per mangiare. La festa
è itinerante in una notte pazza, dove l’importante è stare
assieme. L’urlo e il rutto libero hanno fatto il resto, come
da tradizione, saluti in codice che non potevano mancare. Ma
c’è spazio anche per chi vuole stare in disparte, attaccati
a botti di rovere e cameriere sorridenti. Nelle stradine che
portano al Duomo o nelle vicinanze della stazione, osterie ed
enoteche nascoste hanno riempito di felicità decine di
alpini. Potere delle adunate, potere di una Bassano ospitale.
E.MAR.
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| 11
Maggio 2008 |
| LA
VEGLIA ALPINA. Veci e bocia insieme per le vie del
centro fino al mattino, il ponte degli Alpini diventa
una meta irraggiungibile per migliaia di persone |
| Nelle
piazze porfido al Merlot |
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Il
porfido di piazza Libertà suda Cabernet e Merlot, quello di
via Discesa Gamba che porta al ponte, respira birra chiara.
L’alba di sabato colora di rosso e canta Signore delle Cime.
È la notte folle e interminabile delle penne nere, la notte
più attesa per migliaia di giovani alpini e giovanissimi
sessantenni. Quella che i ragazzi giunti da Bergamo hanno
preparato in ogni dettaglio: «Ci siamo presi tre giorni di
vacanza - raccontano Mario, Cesco e Matteo, 70 anni in tre -
abbiamo noleggiato un camper e ci siamo accampati fuori dal
centro per evitare il caos, stasera si canta e si beve fin che
ce n’è». E al grido di «barcollo ma non mollo», si
cammina su e giù dentro un itinerario senza fine dove le
gambe si muovono per inerzia. In ogni angolo ci sono cori
improvvisati, caccia alle fanciulle, c’è chi gioca a carte,
chi tracanna birra, chi batte sui banconi facendo sacramentare
i baristi nei dieci, cento, mille stand presi d’assalto.
Verso l’una le piazze Garibaldi, Libertà, le stradine del
ponte, gli accampamenti del Parco dei ragazzi del ’99, sono
una distesa di teste e l’aria è un distillato di grappa
veneta. Cori, canti, ogni angolo va bene per mettersi in
cerchio e intonare canzoni di 80 anni fa, con Veci e Bocia
insieme e se le note non sono quelle giuste cosa cambia? E se
tra la folla c’è chi canta le canzoni dei Nomadi va bene lo
stesso: «Sono stati alpini anche loro», grida fiero un
quarantenne con barba, penna nera e orecchino al lobo, a
quell’ora ogni interpretazione è concessa.
Distesi per terra lungo viale delle Fosse, quattro giovani
alpini in camicia rossa, se la raccontano che è un piacere,
storie di donne mai conosciute e tempi andati di naja. Sono
vicentini, ma alle 2 di notte non sanno dire esattamente da
dove: «Breganze, Bressanvido, Brendola?». E poi fanfare,
orchestre, fisarmoniche e tamburi. Alle cinque di mattina le
piazze sono ancora un fiume di gente. C’è poca voglia di
andare a letto. Si barcolla, ma non si molla. Eugenio Marzotto
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| 11
Maggio 2008 |
| Prima
passerella per i neo deputati |
| «Un
lavoro complesso ma filerà tutto liscio» |
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Improvvisamente,
annunciata da un forte vento che ha messo a dura prova
accampamenti e bandiere, e da un cielo sempre più nero e
cupo, ieri sera è arrivata la pioggia. Poco dopo le venti i
primi, fastidiosi, goccioloni. Gli alpini non si sono
preoccupati: una tettoia, un portico, l’ingresso di
un’abitazione hanno offerto provvisorio riparo. I più
spavaldi l’hanno presa tutta, infischiandosene delle
possibili conseguenze. Gli ombrelli sono spuntati come funghi
mentre l’acqua diventava sempre più fitta, rinviando, ma
non rovinando, la festa. Due ore è durato il maltempo,
accompagnato da raffiche intense che hanno fatto temere il
peggio.
Poi,
gradualmente, la pioggia è calata d’intensità e il centro
è ritornato ad animarsi anche se l’aria s’è fatta più
frizzante. Contro il freddo corroboranti birre e calici di
vino. Cori e bande sono rispuntati per incanto ovunque, come
nelle sere precedenti, e la gente ne ha approfittato per
intrecciare qualche ballo o vagabondare da uno slargo
all’altro fino all’alba.
Per oggi, le previsioni meteo annunciano una nuvolosità
variabile ma, comunque, favorevole allo svolgersi
dell’attesa sfilata, che prenderà il via alle 8.45 da viale
Venezia. Anche la temperatura si manterrà nella media
primaverile, con le minime intorno ai 12° mentre le massime
toccheranno i 22°. Una lieve brezza porterà un pò di
variabilità ma non inciderà particolarmente sul buon esito
dell’evento. Nei giorni scorsi, fortunataente, complici le
miti temperature, le penne nere hanno riempito le piazze e le
vie bassanesi. Il bel tempo, annunciano i meteorologi,
proseguirà nella giornata di domani.E.C.
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| 11
Maggio 2008 |
| Ieri
sera pioggia Oggi tempo variabile |
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Culmina
oggi, con la grande sfilata per le vie della città,
l’ottantunesima adunata nazionale delle penne nere a
Bassano.
Secondo il programma ufficiale stilato nei mesi scorsi dai
membri del comitato organizzatore, alle 8 del mattino avrà
inizio l’ammassamento dei partecipanti alla sfilata nelle
zone di viale Venezia, viale Montegrappa, via San Pio X, dove
per tutta la giornata si raduneranno le persone destinate a
percorrere il tragitto che separa viale Venezia dalla zona del
tempio ossario.Alle 8.45, di fronte alla caserma Montegrappa
saranno resi gli onori iniziali e poi, alle 9, si comincerà a
marciare. Oltre al neo ministro della difesa Ignazio La Russa,
che giungerà nel pomeriggio ai piedi del Grappa e dedicherà
alle penne nere la sua prima uscita istituzionale,
assisteranno sugli spalti d’onore alla marcia dei cappelli
grigioverdi anche l’ex ministro Carlo Giovanardi, e il
presidente della Regione Giancarlo Galan, Sulle tribune
d’onore allestite tra piazzale Trento e viale delle Fosse
saliranno poi il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto ma
anche il prefetto Pietro Mattei e il presidente della
Provincia di Vicenza Attilio Schnek, il sindaco di Vicenza
Variati, che poi sfilerà, il questore Giovanni Sarlo, i neo
onorevoli Manuela Lanzarin e Massimo Calearo C.Z.
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| 11
Maggio 2008 |
| LA
SFILATA. In tribuna per l’evento anche il
neoministro alla difesa Ignazio La Russa |
| È
il gran giorno 75 mila penne nere a passo di marcia |
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Compatti
e inquadrati ciascuno nel proprio settore, col cappello in
testa, tutti rigorosamente a passo di marcia. Gli alpini sono
pronti: oggi si sfila. Dopo due giorni di festeggiamenti,
stamattina 75 mila penne nere, come ha detto il presidente
Corrado Perona, si «laveranno la faccia e si vestiranno a
festa» per prendere parte all’imponente corteo destinato
chiudere l’ottantunesima adunata nazionale dell’Ana.
Proprio
in quest’occasione farà la sua prima uscita ufficiale il
nuovo ministro della difesa Ignazio La Russa, che ieri
pomeriggio ha confermato la sua presenza in città dove, dalle
tribune d’onore innalzate tra piazzale Trento e viale delle
Fosse, assisterà al grande corteo dei gruppi e delle sezioni
dell’Associazione nazionale degli alpini.
Un evento che molti hanno definito storico e che in mattinata,
anche se solo per poche ore, potrebbe portare sulle rive del
Brenta lo stesso capo del governo Silvio Berlusconi, invitato
dal governatore Giancarlo Galan. In realtà ieri non c’era
ancora alcuna certezza su una possibile visita bassanese del
neopresidente del Consiglio, ma il sindaco Gianpaolo Bizzotto,
pur senza dare conferme, non ha escluso tale possibilità.
È
sicuro invece, come ha ribadito l’assessore regionale
all’istruzione, al lavoro ed alla protezione civile Elena
Donazzan, che sarà dedicato alle penne nere il primo impegno
fuori sede del ministro della difesa, che arriverà a Bassano,
nella zona riservata alle autorità, verso le 16. «Mi sembra
un gesto di riconoscimento doveroso - ha commentato la
rappresentante della giunta veneta - per ciò che gli alpini
rappresentano, ieri come oggi, in armi, in congedo, sui fronti
di guerra. Si tratta di uomini - ha continuato Donazzan - cui
deve andare il rispetto delle istituzioni, ed è per questo
che ho avuto modo di significare personalmente, al
neoministro, il mio particolare ringraziamento sia da
assessore del Veneto sia da bassanese».
Quello della sfilata d’altro canto sarà il momento centrale
del raduno, quello che apporrà il sigillo alla manifestazione
e che quest’anno vedrà scendere nelle strade della piccola
capitale "scarpona" almeno 75 mila penne nere,
divise in sette diversi settori.A far ala al loro passaggio
altri trecentomila alpini.
Un fiume di cappelli griogioverdi che dalle nove del mattino e
sino a stasera (questo il tempo necessario, secondo gli
organizzatori per far sfilare tutte le ottantun sezioni
italiane e le tentatre straniere) riempirà viale Venezia,
viale delle Fosse, viale Parolini, viale XI febbraio e infine
la zona del tempio ossario e viale De Gasperi, dove si
romperanno le righe.
Tra i primi a compiere il tragitto intorno al centro storico
ci saranno i militari in servizio, i reduci e i militari
stranieri, seguiti dalle sezioni di Zara, Pola e Fiume, da
quelle estere e poi da tutte quelle sparse sul territorio
nazionale, Da ultimi sfileranno i padroni di casa, i soci Ana
della Montegrappa e infine le 136 bandiere simbolo dei 136
anni di vita del corpo degli alpini. Caterina Zarpellon
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| 11
Maggio 2008 |
ECCO
LA GRANDE FESTA DI BASSANO
IN TRIBUNA D’ONORE PER L’EVENTO ANCHE IL MINISTRO
DELLA DIFESA IGNAZIO LA RUSSA |
| Oggi
sfilano gli alpini È
l’apoteosi |
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La
manifestazione sarà l’atto finale dell’ottantunesima
adunata nazionale
Si comincia alle 9, si chiude alle 21.
Per la grande marcia sono attesi per questa notte duemila
pullman che porteranno
altre 100 mila alpini di tutta Italia.
Questa
mattina, poco prima delle nove, di fronte alla Caserma Monte
Grappa ci sarà la resa degli onori iniziali alla Bandiera di
Guerra del 7° Reggimento Alpini, al Labaro Nazionale dell'Ana
e ai gonfaloni che tra due ali di persone festanti hanno
attraversato venerdì pomeriggio la nostra città.
Sarà un momento particolarmente significativo sia perché
l'avvio della sfilata sarà dato da tutte le sezioni e i
gruppi degli Alpini impegnati in Italia e all'estero, sia
perché ognuna delle persone che oggi saranno in città, e
saranno migliaia, non accetta che il destino di questa Caserma
sia già segnato.
Bassano è città alpina per eccellenza e il suo ponte è un
simbolo di quella solidarietà che la canzone sottolinea: «Noi
ci darem la mano». Ed è una mano protesa a quanti hanno
bisogno di aiuto, qualunque sia la necessità. Ma Bassano è
anche la città del Grappa per l'identico filo conduttore che
unisce l'una all'altro dal 1917, prima, e dal 1944 poi. Dopo
la rotta di Caporetto Bassano ha assistito alle tragiche
incursioni aeree nemiche, ha visto tanti suoi figli diretti al
fronte quanto mai prossimo, non ritornare. È questo
patrimonio di amor patrio, di dedizione, di sacrificio, di
semplicità, che i nostri nonni ed i nostri padri hanno saputo
tramandare alle generazioni odierne.
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| 10
Maggio 2008 |
OLTRE
200 MILA VECI E BOCIA IN CITTÀ LA
GRANDE MANIFESTAZIONE “SCARPONA”
OGGI ENTRA NEL VIVO. DOMANI LA SFILATA |
| Penne
Nere benvenute a Bassano |
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Ieri
mattina l’alzabandiera e la deposizione di corone in città,
poi a Cima Grappa
il ricordo commosso dei morti in guerra
Il
ministro della Difesa Ignazio La Russa domani non sarà tra
gli ospiti d’onore ma ha inviato il suo «personale saluto»
Nella
notte hanno toccato quota 200 mila e oltre, già ieri erano più
di 100 mila e in 12 mila sono saliti ieri mattina al Sacrario
di Cima Grappa.
Gli alpini non si smentiscono mai e a Bassano del Grappa
l’81.ma adunata «scarpona» oggi entra nel vivo portando
per la prima volta in un’occasione del genere tante persone
là dove sono sepolti 23 mila soldati caduti nella Grande
Guerra.
Ieri mattina alzabandiera e deposizione di corone di fiori in
centro città, poi sul Grappa la commozione e il ricordo del
sacrificio della Grande Guerra con la messa officiata dal
vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo. Le Penne Nere «in
marcia» verso il loro secondo raduno a Bassano (il primo fu
nel 1948) hanno anche popolato le principali città del
Veneto. I tradizionali cappelli si sono visti oltre che a
Vicenza e nei paesi limitrofi la città del Grappa, anche a
Venezia, Treviso e Padova.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intanto, «rammaricandosi
di non poter presenziare all’81.ma adunata nazionale degli
Alpini» ha inviato ai radunisti il «suo personale affettuoso
saluto, unitamente a quello del Governo e delle Forze Armate».
Il ministro ha inviato un messaggio di auguri al presidente
dell’Associazione Nazionale Alpini, Perona e ha anche
sottolineato il lavoro della «generosa terra veneta».
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| 9
Maggio 2008 |
| Foto
e duemila reperti della Grande Guerra |
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Per
rievocare le tragiche vicende della Grande guerra, in cui gli
alpini hanno espresso il loro coraggio e il loro valore, le
sale di palazzo Bonaguro ospiteranno fino al 18 maggio la
mostra dal titolo “Bassano, il monte Grappa e la Grande
guerra”. La rassegna,è stata allestita dall’associazione
“Musei all’aperto 1915-18”, in collaborazione con la
sezione Ana “Montegrappa” e il comitato organizzatore
dell’adunata.
Dal 1999, il sodalizio “Musei all’aperto 1915-18”,
presieduto da Alberto Calsamiglia, promuove iniziative locali,
rivolte a mantenere viva la memoria della Grande guerra.
L’esposizione nel prestigioso palazzo di via Angarano, con i
suoi duemila reperti, rientra a pieno titolo in questa attività
e intende ricordare tutti i caduti, non solo gli alpini ma
anche i fanti e la croce rossa che, nel tragico contesto del
fronte, hanno affiancato le penne nere. La frase “Monte
Grappa”: dopo novant’anni i ricordi scaldano ancora i
nostri cuori” introduce un percorso suggestivo, fatto di
ricostruzioni scenografiche, cimeli e armi che accompagnano lo
spettatore attraverso le sofferenze patite e le difficoltà
della vita in trincea. Interessante la collezione di 40
cappelli che rievoca la storia del copricapo delle truppe da
montagna, dal 1880 ad oggi; ma si trovano anche le divise
originali di tutti gli eserciti impiegati nella grande guerra,
compresa una raccolta di mazze di ferro, che costituivano lo
strumento più efficace nel combattimento uomo a uomo. Una
sala multimediale ospita, infine, la proiezione di documenti,
immagini, ricostruzioni belliche e storie di personaggi
eroici, realizzati dal col. Gianni Bellò, responsabile
militare dei sacrari del Veneto e del Trentino. E.C.
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| 9
Maggio 2008 |
| PAOLO
CASAGRANDE |
| «Un
lavoro complesso ma filerà tutto liscio» |
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«Se
la manifestazione riesce bene nel suo complesso potrò dirmi
comunque soddisfatto.
Certo...a ben guardare vorrei non solo che tutto filasse
liscio ma che questa fosse ricordata come una grande adunata».
Dopo mesi di lavoro e dopo intense giornate passate a
programmare e a controllare che tutti i tasselli del puzzle
dell’ottantunesimo convegno nazionale degli alpini si
incastrassero perfettamente, per Paolo Casagrande, presidente
del comitato organizzatore dell’Ana, è giunto il momento
della prova del nove.
- Colonnello, lei ha sempre detto di voler dare ai bassanesi e
agli ospiti l'adunata che tutti si aspettano.
Ma perché questo raduno è così speciale?
«Il Bassanese è conosciuto per essere stato teatro di
importanti fatti storici durante la prima e la seconda guerra
mondiale .
E poi qui c’è un ponte degli alpini che nessun altro ha e
un monte, il Grappa, dove oggi, con la solenne cerimonia sul
sacrario, riusciremo davvero a fare qualcosa di importante.
Tutte queste cose hanno il loro peso».
- Quando è stato chiamato a dirigere la macchina
organizzativa del convegno, le è stata quindi affidata una
grossa responsabilità.
«All’inizio non sapevo a cosa andavo incontro.
Non conoscevo molti aspetti legati alla manifestazione, come
quelli commerciali, e non mi aspettavo di dover portare avanti
un compito così complesso.
I temi presi in considerazione sono stati tantissimi ma grazie
a questa esperienza si sono però create delle amicizie
bellissime con tutte le persone che mi hanno affiancato».
- Se dovesse fare un augurio e una raccomandazione agli alpini
e a chi parteciperà ai festeggiamenti...
«Dire di vivere questi tre giorni con gioia, evitando gli
eccessi nel bere e ricordando che le adunate sono
l’espressione dei valori che l’alpinità racchiude: amor
patrio, onestà e solidarietà».
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| 9
Maggio 2008 |
| Migliaia
di penne nere saliranno oggi sulla Cima, a quota 1776,
per rendere onore ai Caduti. Il vescovo di Padova
Mattiazzo celebrerà una messa |
| Sul
Monte Grappa l’omaggio ai padri |
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Domenica
sarà la giornata clou, quella della grande partecipazione di
massa, della sfilata di tutte le sezioni Ana d’Italia.
Oggi, però, l’ottantunesima adunata alpina, quella di
Bassano, la città del Grappa, vivrà forse il suo momento più
intenso, quello della memoria e dell’omaggio a quanti,
chiamati a compiere il loro dovere, sul Grappa combatterono e
morirono perchè sulla vetta sventolasse il tricolore.
Sulla Cima del Massiccio del monte sacro alla patria, oggi
viene reso l’omaggio al sacrificio dei padri.
Là dove, 90 anni fa si batterono con coraggio, consci di
rappresentare per l’Italia l’ultimo baluardo difensivo,
soldati di ogni angolo della Penisola, chiamati quassù ad
arginare l’avanzata nemica che incombeva sulla pianura
Padana.
A
testimoniare quel sacrificio, nel 1936 venne inaugurato il
Sacrario di Cima Grappa. Realizzato in pietra del Grappa da
Giovanni Greppi Giannino Castiglioni, raccoglie 12616 spoglie
di Caduti italiani, di cui 10mila ignoti, accanto a quelli che
in vita furono nemici ma fratelli nel comune destino di morte,
ossia 10mila Caduti austriaci, quasi tutti ignoti. Nel
Sacrario riposa anche il generale Gaetano Giardino, sepolto
con i suoi soldati della IV Armata del Grappa. Il monumento in
bronzo a lui dedicato in viale Delle Fosse venne eretto nel
1938. Vicino al Sacrario, è la Galleria Vittorio Emanuele
III, realizzata nel 1917 e appena inaugurata dopo i restauri.
Per suggellare il legame con il monte sacro, la città ai
piedi del Massiccio, trovatasi in prima linea durante il
1915-’18, nel 1928 mutò la sua denominazione da Bassano
Veneto a Bassano del Grappa. Oggi sul Grappa saliranno circa
ottanta autobus per accompagnare a quota 1776 gli alpini che
vorranno rendere omaggio a quei soldati di 90 anni fa. I mezzi
partiranno da Romano ogni tre minuti dalle 6 alle 9,30. Senso
unico in salita la mattina, in discesa nel pomeriggio.
Il percorso è presidiato già da ieri. Il transito sulla
Cadorna è vietato a qualsiasi altro mezzo. La giornata di
oggi inizierà alle 8, in città, con l’alzabandiera in
piazzale Cadorna e la deposizione di una corona d’alloro al
monumento ai Caduti di tutte le guerre. Intanto gli autobus
avranno già cominciato a salire la statale Cadorna sul
Grappa. Alle 10,45, al Sacrario della Cima, si ripeterà il
rito dell’alzabandiera, seguito dalla deposizione di una
corona d’alloro.
Subito dopo il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo celebrerà
la messa solenne per tutti i Caduti italiani e austroungarici.
Carlo Barbieri
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| 10
Maggio 2008 |
| BORTOLO
BUSNARDO |
| Abile
lavoro di tessitura per centrare il bersaglio |
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Un
gentiluomo d’antico stampo, uomo vero. Di poche ma solide
parole. Bortolo Busnardo è il “padre” dell’adunata
bassanese. L’ha inseguita, corteggiata a lungo, lusingata e
conquistata. Un lavoro enorme, fatto di pubbliche relazioni,
incontri, programmi, durato anni. Intelligenza e tenacia gli
hanno permesso di raggiungere l’obiettivo dopo che la
candidatura aveva superato il difficile e severo esame dei
vertici Ana. Quando, nel settembre di due anni fa, la
Montegrappa ha avuto la conferma ufficiale, ricevendo
l’investitura per l’organizzazione dell’81° raduno, gli
alpini gli si sono stretti attorno in un ideale abbraccio.
Se a Bassano le penne nere di tutto il mondo ritorneranno per
sfilare lungo i viali più belli della città, lo si deve solo
ed esclusivamente a lui. L’adunata non ha altri padri.
Bortolo Busnardo è l’unico.
Il vecchio alpino guarda avanti con occhio fiero. Passa sopra
le meritate lodi.
Bassano ce l’ha fatta, soprattutto grazie a lei...
«Ci ritroveremo sul nostro amato Ponte, a sessant’anni
dalla prima adunata bassanese coincisa con la ricostruzione
dello storico manufatto dopo la distruzione causata dalla
guerra, - sostiene Busnardo nell’estendere l’invito a
tutti gli alpini - per rinnovare, con una stretta di mano, un
patto generazionale per il consolidamento e la costruzione di
ponti ideali di amicizia e solidarietà, capaci di resistere
alle torbide brentane dell’egoismo e della malpolitica, e al
progressivo degrado di quei comportamenti, principi e valori
che hanno marcato il passo dei nostri padri».
Su questi valori Bortolo Busnardo ha fondato tutta la vita,
senza venir mai meno ai suoi principi ispiratori.
Nato a Possgano, a due passi dalla casa di Antonio Canova, il
16 marzo di 75 anni fa e rimasto ben presto orfano di entrambi
i genitori, s’applicò con tenacia negli studi conseguendo
il diploma di geometra e iniziando la libera professione. Nel
1953 la chiamata alle armi. Frequentò la scuola Auc, dalla
quali uscì con grado di sottotenente degli alpini. Prese
servizio nel sesto reggimento a Brunico, compagnia mortai
reggimentale. Due i richiami: nel 1961, nella compagnia mortai
dell’ottavo reggimento alpino a Moggio Udinese; e nel 1966
ad Aosta dove maturò la promozione a capitano. Fresco di
naja, nel 1955 si è iscritto al gruppo Ana di Casoni con
funzioni prima di segretario e poi di capogruppo. Nel 1958 è
entrato nel consiglio direttivo della sezione Monte Grappa.
Con il collega Palaro, per anni responsabile dell’ufficio
tecnico comunale di Bassano, ha progettato e diretto le prime
opere per la realizzazione della sede. Ha progettato e diretto
i lavori di sistemazione della sede dopo l’alluvione del
’66.
Ha
organizzato e guidato, a livello sezionale, le operazioni a
Magnano in Riviera nel 1976, subito dopo il tragico terremoto
che sconvolse il Friuli. L’anno successivo ha guidato gli
alpini a Venzone, sempre nel Friuli martoriato dal sisma.
Ancora in prima linea a Muro Lucano nell’81, a Pescopagano
nell’82, a Enego nell’83 in Valtellina nell’87.
Con il vicepresidente Toni Marin ha guidato l’intervento in
Albania e la campagna antidroga e l’intervento in Sicilia.
Nel 1988 è stato eletto consigliere nazionale. Ha partecipato
all’intervento in ARmenia con l’ospedale da campo
dell’Ana. Ha progettato e coordinato assieme a due nipoti, i
lavor di costruzione dell’asilo di Rossoch. Dal 1992 al 1994
è stato vicepresidente nazionale vicario. Ha costituito il
gruppo sezionale di protezione civile. Dal 1957 è donatore di
sangue; ha fondato il gruppo Aido di casoni. E stato
vicepresidente della sezione Monte Grappa dal 1977 al 1984,
anno in cui ha assunto la carica di presidente e che ha
mantenuto sino a due anni fa quando ha passato il testimone a
Carlo Bordignon. È comunque stato nominato presidente
onorario.
È sempre in prima linea per combattere, da vero alpino, la
burocrazia, le macerie, le negligenze dell’uomo. Una guerra
condotta a colpi di piccone e di badile, una guerra che non fa
vittime ma aiuta la gente a ritrovare speranza e fiducia nella
vita.
Per l’adunata ai piedi del Grappa ha speso energie, tempo,
amicizie, dedicandosi totalmente al progetto che due anni fa
è riuscito a far approvare dall’Ana, centrando così uno
storico obiettivo.
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| 9
Maggio 2008 |
| SESSANT’ANNI
FA L’ULTIMO RESTAURO. Fu fatto saltare il 29 ottobre
del 1945 da una mina posta da un soldato tedesco in
ritirata. Tre anni dopo venne inaugurato |
| Bruciato
o travolto dalle piene Il ponte ricostruito undici
volte |
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Che
il "Giornale di Vicenza" sia vicino agli alpini è
testimoniato da un raro opuscolo edito il 2 ottobre 1948 alla
vigilia della inaugurazione del Ponte ricostruito “come era
e dove era”, proprio in occasione dell'Adunata di 60 anni
fa. Si tratta di una raccolta iconografica di 50 pagine più
copertina, che non ha nulla da invidiare alle moderne
iniziative editoriali quanto a impostazione, commenti alle
immagini, foto riprodotte con riferimenti circostanziati e
pertinenti, pubblicità. Già, perché non vi trova spazio
solo “l'Impresa costruzioni edilizie Cav. Giulio Tessarolo e
Figli, ricostruttrice del Ponte Vecchio e di altre importanti
opere” ma anche una sorta di main sponsor: la
Marzotto-Tradizioni e progresso-Lanifici in Valdagno, Tessuti
e Filati e una ventina di altre aziende con tanto di slogan
coniato per l'occasione. Il Pastificio Borella, con sedi a
Bassano, Vigonza e Adria, invitava: “Alpini! Se volete
mangiar bene, chiedete sempre la pasta dell'Alpino Borella”.
Il pastificio oggi ha sede a Camponogara (Ve) ma produce
ancora. Non par vero ma una visita al sito web ve lo confermerà:
Bigoli de Bassan, E Pene de Alpin de Bassan e I Subioti de
Bassan. Tra gli inserzionisti figuravano: la Distilleria
acquavite Nardini, la ditta Bernardo Finco ancora in via
Zaccaria Bricito, 34 - telefono 176, l'istituto Sacro Cuore
“Istituto Magistrale parificato - Scuole elementari, corsi
di cultura e convitto”, la Cassa di Risparmio, la Banca
Cattolica del Veneto, l'allora Cartoleria Scrimin e altri
negozi non più in attività. Per tornare al ponte Vecchio, le
prime notizie, presumibilmente attendibili, sulla sua
esistenza, vengono datate 1209. È del 1450 la piena della
prima distruzione: il ponte sarà riaperto ai passanti nel
1453. Nel 1493 il ponte è di nuovo in rovina e ci vorranno
cinque
anni per la ricostruzione ad opera della Serenissima. Nel 1511
è il maresciallo La Palisse, in fuga, ad appiccare il fuoco
alla struttura, la quale verrà ristabilita solo nel 1519
“in quel modo et forma che era solito farsi in passato”.
Nel 1520 altra piena e altra rovina cui pone rimedio il podestà
Gianni Fantino Memo nel volgere di un anno. Dopo una piena del
1524 il ponte viene ricostruito in pietra su due arcate ma
“la pietra regge meno del legno” commenta l'autore Rino
Borin, se nel 1526 il ponte non regge un'altra piena per
essere ricostruito in legno, e nella consueta forma nel 1531
dal podestà Grimani.
Altra rovina è causata da una piena del 1567 e ci vorranno
tre anni per riavere il ponte ricostruito “per il modello
del Palladio”. Logoro e incurvato dalle piene, verrà
interamente rifatto di lì a 150 anni ma ne passeranno appena
una ventina perché una piena del 1748 se lo porti via come
fuscello. Bartolomeo Ferracina impiegherà due anni per
riconsegnarlo e riaprirlo al transito. Altra mano incendiaria
di cui prendere nota è quella di Eugenio di Beauharnais che
lascia Bassano nel 1813. Qui sarà Angelo Casarotti a
ricostruirlo e inaugurarlo nel 1821.
La storia più recente registra l'interruzione del ponte il 17
febbraio 1945 ad opera della Brigata partigiana “Martiri del
Grappa” e la fucilazione di tre giovani il 20 febbraio. Il
Ponte viene fatto saltare con il brillamento di una mina da un
sodato tedesco in ritirata alle 10 del 29 aprile 1945. Nel
gennaio del 1948 inizierà la ricostruzione e il 3 ottobre
1948 per la ventiduesima Adunata nazionale alpina il Ponte
viene ricostruito “come era e dove era” dalla ditta
Fratelli Tessarolo. Il resto è, per così dire... attualità.
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| 9
Maggio 2008 |
| Il
presidente Carlo Bordignon sottolinea il carattere
internazionale dell’adunata ed elogia l’impegno
delle penne nere bassanesi |
| «È
la capitale mondiale delle penne nere» |
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«Bassano
è la piccola capitale degli alpini e qui da noi ogni penna
nera si sente a casa».
Oggi, con l’avvio dell’ottantunesima adunata nazionale,
per l’Ana Montegrappa si realizza un sogno lungo
sessant’anni. Dopo il primo grande raduno del dopoguerra,
tenutosi nel 1948 ai piedi del Grappa, gli uomini col cappello
grigioverde torneranno a sfilare per le vie della città
imbandierate con il tricolore e il presidente della sezione
Carlo Bordignon vedrà concretizzarsi un desiderio coltivato
da molto tempo, da quando già dieci anni fa, come membro del
consiglio sezionale, aveva iniziato ad immaginare un nuovo
convegno alpino sulle rive del Brenta.
«Avrei voluto l’adunata a Bassano nel ’98 in occasione
del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del ponte
- ricorda -. All’epoca però non eravamo pronti».
Ora invece, a novant’anni esatti dalla fine della prima
guerra mondiale e nel sessantennale della ricostruzione dello
storico ponte ligneo, tutti gli iscritti della sezione
Montegrappa sono consapevoli di poter rivendicare con orgoglio
per il loro territorio un rapporto speciale con questo corpo
dell’esercito.
«La nostra è la città degli alpini per eccellenza - spiega
Bordignon -. Dopo la guerra, le penne nere di tutta Italia
contribuirono a ricostruire il ponte vecchio ed ora si sentono
strettamente legate alle nostre zone. Non a caso quella di
quest’anno sarà l’adunata con il maggior numero di
delegati delle sezioni estere, molti dei quali, pur di di non
mancare all’appuntamento bassanese, hanno preferito
rinunciare ai convegni precedenti».
L’euforia e la particolare attenzione che in questi mesi
hanno preceduto e preparato l’ottantunesimo convegno Ana
sono quindi, per il numero uno degli alpini bassanesi, da un
lato eccezionali ma anche più che giustificati.
«Sarà un evento speciale - conclude -. Quasi tutta la
sezione è stata coinvolta nei preparativi e gli alpini hanno
davvero dato il meglio di sé. Ci auguriamo di non aver fatto
grossi errori ma credo di poter dire che siamo pronti.
Domenica saranno circa seimila le penne nere della nostra
sezione a marciare per le vie del centro durante la sfilata
finale e saranno proprio i nostri soci a portare 68 delle 136
bandiere destinate a chiudere il corteo».
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| 9
Maggio 2008 |
| «Ricorderemo
tutti con nostalgia questi giorni bellissimi» |
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«Ci
siamo, il grande evento è dietro l’angolo. Un primo
bilancio si può fare dal punto di vista organizzativo. È un
lavoro immane che sembra non finire mai. Ma siamo partiti con
largo anticipo, più di un anno fa, dal momento in cui ci
hanno assegnato l'adunata. In questi ultimi mesi, poi, ci
siamo buttati a capofitto nel lavoro. E quando dico noi
intendo un gruppo di lavoro enorme, composto dall'intera
macchina comunale, con in testa l'ingegner Bonato, capo
ufficio tecnico, da una parte, gli alpini con il testa il
colonnello Paolo Casagrande presidente del Comitato
Organizzatore dall'altra. Tra tutti c'è stata un'osmosi di
collaborazione davvero invidiabile, nessun problema, nessun
bisticcio: non è facile quando si mettono insieme tante
persone!».
A parlare è il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto.
Quante persone, in totale, hanno lavorato e stanno lavorando
per l'adunata?
«Tra alpini, protezione civile, volontari, dipendenti
comunali… direi qualche bel migliaio!»
Una macchina organizzativa imponente: davvero siete arrivati
alla fine senza nessun intoppo?
«Direi che la macchina ce l'ha fatta a reggere i ritmi, anche
se in questi ultimi giorni si avverte la tensione, ma è quasi
ovvio. E quella che si prospetta è una settimana
intensissima: finito il lavoro organizzativo inizia quello di
gestione dell'evento… non c'è pausa!».
C'è qualcosa che lei avrebbe voluto fare diversamente, magari
anche più in grande, se solo avesse potuto?
«No. Onestamente no. Sarà perché parto dal presupposto che
non pretendo mai qualcosa che diventa impossibile ma chiedo
molto a me stesso e agli altri su ciò che è fattibile. Un
dettaglio di cui siamo molto soddisfatti è sicuramente la
passerella a nord del Ponte degli alpini, nata come soluzione
di ripiego al ponte Bailey e rivelatasi un'ottima scelta,
peraltro apprezzata dai bassanesi. Un progetto per la cui
riuscita si sono impegnati moltissimo i miei assessori Egidio
Torresan e Claudio Mazzocco».
Si può dire che sia stata questa la più grande sfida che
avete dovuto affrontare?
«Direi che, a volerle elencare tutte, le sfide affrontate, si
rischia di dimenticarne qualcuna. Forse però la sfida più
grande è stata un'altra: il giorno in cui, dopo l'incontro
con l'allora presidente, ora “Presidentissimo” Bortolo
Busnardo, ho scritto la lettera all'Ana Nazionale di Milano
per chiedere l'adunata a Bassano. Avevamo tanti dubbi, ma una
grande certezza: la nostra città e i Comuni vicini
l'avrebbero accettata, apprezzata e servita, proprio come sta
succedendo. E poi c'erano motivazioni forti a sostenerla, a
cominciare dalle ricorrenze: 90 anni dalla fine del primo
conflitto mondiale, 80 dall'anno in cui a Bassano è stato
aggiunto l'appellativo “del Grappa” (e non della grappa!),
60 dalla ricostruzione del ponte grazie al grande aiuto degli
alpini e 60 anche dalla prima adunata a Bassano!».
Si parla sempre di accoglienza e di entusiasmo: ma com'è
possibile che l'alpinità riesca ancora a coinvolgere non solo
una città, ma un intero territorio, persone di qualsiasi età
e qualsiasi appartenenza politica, religiosa, sociale….?
«Secondo
me per un effetto emozionale a catena. Gli alpini sono sempre
stati un corpo militare diverso dagli altri, hanno servito la
patria in guerra e in pace, dentro e fuori dall'obbligo di
leva. Quanti alpini hanno ritirato fuori con coraggio e
orgoglio il cappello per andare ovunque, in Italia e nel
mondo, ci fosse bisogno di portare sostegno materiale e
umanitario, ovunque ci fosse bisogno di solidarietà. L'alpino
si è sempre fatto voler bene. Non dimentichiamo poi tutti gli
alpini che hanno dato la loro vita per la nostra libertà e la
pace, regalandoci la serenità e il benessere in cui viviamo
ora. Queste cose non si possono dimenticare: gli alpini hanno
costruito la storia. L'attaccamento ai valori che loro
rappresentano, la patria, la difesa della persona, la difesa
del territorio, sono ancora vivi e per fortuna noto che se ne
parla anche nelle scuole. Sono valori che, in tempo di pace,
diventano amicizia, senso pratico, rispetto della vita, gioia
e fratellanza. L'adunata è sì una grande festa, ma non
avrebbe senso se non si basasse su questi concetti
fondamentali».
L'adunata ha coinvolto un intero territorio: ha anche
contribuito a fare da collante tra i Comuni contermini?
«Devo dire che ho trovato un grande disponibilità tra
colleghi sindaci e loro delegati: ognuno si è sentito parte
in causa di questa adunata e l'intero territorio bassanese,
insieme ad alcuni Comuni del trevigiano, ha fatto e sta
facendo la sua parte in modo encomiabile».
Che augurio vorrebbe fare a tutti quelli che parteciperanno
all'adunata?
«Innanzitutto dico “Benvenuti” a tutti quelli che stanno
arrivando dall'Italia e dal mondo. Il monte Grappa, dall'alto
dei suoi 1800 metri, ridando voce a tutti i Caduti della sua
patria là sepolti o mai ritrovati, ci saluta, ci accoglie, ci
assiste! Ai bassanesi, ai miei cittadini e, se i miei colleghi
sindaci me lo permettono, anche ai cittadini di tutti i Comuni
della Pedemontana, rivolgo un invito: facciamo un corpo unico
con le migliaia di alpini che arriveranno, diamo onore al
tricolore e se abbiamo ancora qualche bandiera, esponiamola!
Apriamo le nostre case agli alpini (con gli alpini non ci sono
problemi) apriamo loro i nostri cuori e viviamo insieme un
grande evento. A chi vede l'adunata come un “problema”, a
queste pochissime persone porgo invece un invito ad avere
pazienza e a farsi coinvolgere dallo spirito gioioso,
travolgente e impetuoso dell'adunata».
Cosa lascera l'adunata alla città?
«L'adunata lascerà, ne sono certo, un bellissimo ricordo:
avremo sicuramente nostalgia di questi giorni. Sarà un grande
investimento per il futuro del territorio. Vorrei concludere
con la preghiera che il buon Dio ci assista perchè tutto vada
per il meglio e infine…Benvenuti alpini!».
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| 9
Maggio 2008 |
| Il
messaggio degli alpini è anche un richiamo a non
dimenticare la nostra storia, quella dei nostri padri
e dei nostri nonni |
| Bentornate,
penne nere! |
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Bentornati
alpini. Un benvenuto al vostro inconfondibile stile. Generoso,
allegro, tipico degli uomini temprati dalla montagna. Uno
stile senza retorica, come le canzoni che accompagnavano nelle
marce estenuanti o nel fango delle trincee quando la guerra
pungeva come il gelo, come il ferro spinato, come le bombe e i
proiettili che seminavano pericoli, morte e tristezza.
Quella degli alpini è un’immagine di bravi soldati, un
corpo che si è distinto sia nei conflitti passati, ma anche
nelle missioni di pace più recenti, sempre in prima linea in
tutte quelle situazioni in cui vi siano da affrontare
emergenze, calamità naturale, eventi di grandi proporzioni.
Questa è l’immagine che trasmettono gli alpini: gente
sempre pronta a rimboccarsi le maniche, pronta a ricostruire,
a piantar tende, ad aiutare chi è nel bisogno, ad affrontare
qualche recupero di monumenti in degrado, a sposare progetti
di solidarietà sul terreno del volontariato sociale o della
protezione civile.
Ma uno dei tratti caratteristici degli alpini è l’allegria,
la contagiosa propensione a far festa, la generosa attitudine
a riconoscere che la vita si assapora in compagnia. Nelle loro
adunate tutto ciò si fa evidente e siamo sicuri che anche
stavolta, nell’appuntamento di questo fine settimana a
Bassano, sarà - appunto - grande festa. Le previsioni della
vigilia indicano numeri da capogiro: si parla di 350-400 mila
presenze nella città del Grappa. Numeri che in altri contesti
potrebbero creare il caos.
Invece siamo sicuri fino d’ora che andrà tutto bene, che
non ci saranno intoppi, sfasature o note stonate. Il merito va
proprio a loro, agli alpini che ci lavorano da un anno e che
hanno studiano, d’intesa con l’amministrazione e gli enti
locali ogni particolare della grande adunata. D’altro canto
Bassano è la città d’Italia che forse più di ogni altra
ha legato il suo nome e la sua storia agli alpini che qui
porteranno il labaro di una associazione che, con le sue 212
medaglie, costituisce il segno tangibile di quanto gli alpini
abbiano dato alla Patria, nei 131 anni di vita del Corpo.
Bassano, il Grappa e il suo territorio s’intrecciano con la
storia degli alpini, con le tanti reperti e ricordi della
Grande Guerra e del secondo conflitto mondiale, dove tante
penne nere bassanesi furono protagonisti di piccoli e grandi
gesti di un eroismo che non ha ricevuto medaglie ma che non
merita l’oblio.
La memoria. In tempi in cui è facile dimenticare, ci pensano
le penne nere, anche con la loro adunata e con le numerose
iniziative collerali (mostre, rassegne fotografiche,
esposizioni di vecchie divise, testimonianze) a ricordarci la
nostra storia, a ricordare il sacrificio di chi ha perduto la
vita nell’adempimento del dovere.
«Per non dimenticare il sacrificio dei nostri padri»,
ammonisce giustamente uno degli striscioni che sfileranno a
Bassano durante l’adunata degli alpini che in questa
occasione celebrano i novant’anni dalla fine della prima
guerra mondiale. Non dimenticare, ce lo insegnano proprio gli
alpini che rispettano le tradizioni, la storia e la memoria,
è un’esercizio sempre utile, non c’è pericolo di passare
per ripetenti.
E proprio Bassano non dimentica il contributo che gli alpini
hanno dato alla ricostruzione dello storico ponte di legno
distrutto nel 1945 dai tedeschi e ricostruito, nel rispetto
del progetto palladiano, sessant’anni fa con il contributo
degli alpini di tutta Italia. Uno slancio di generosità
tipico delle penne nere che anche in questo sono da esempio
alle giovani generazioni e, più in generale, ad un tempo - il
nostro - dove la fretta giustifica spesso qualche egoismo di
troppo. Per questo è importante che il messaggio degli
alpini, ancora fresco e attuale, sia trasmesso e tramandato.
L’adunata di questi giorni a Bassano che attirerà penne
nere da ogni parte del mondo, è certamente un veicolo
potente. Ci sono dunque tutti i presupposti per un evento
speciale, festoso e suggestivo.
Bentornati, alpini! Giulio Antonacci
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09
Maggio 2008 |
| GIANCARLO
GALAN. Portare l’adunata a Bassano è stata una
grande vittoria di tutto il Veneto |
| «È
la capitale mondiale delle penne nere» |
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«Siamo
nella capitale mondiale degli alpini e già questo è una
garanzia del successo che avrà quest’adunata».
Giancarlo Galan, presidente della regione Veneto, non ha
dubbi: la manifestazione sancirà in maniera ancor più
indissolubile lo storico legame che da sempre unisce Bassano
e il Grappa alle penne nere d’Italia e di tutto il mondo.
Il governatore, presente ieri all’incontro di
presentazione dell’evento che si è tenuto nella magica
atmosfera delle “Bolle” di Nardini, ha tessuto le lodi
della città del Grappa, che ha saputo assieme agli alpini
farsi promotrice con coraggio di questa splendida
iniziativa.
«Sono riconoscente a Bassano - ha detto Galan - una delle
città meglio amministrate del Veneto, perché ha saputo
regalarci questa grande manifestazione. Questa città
riveste da sempre un ruolo di primo piano in seno alla
nostra regione e noi anche in questo caso le abbiamo
riservato l’attenzione che merita. Quando il sindaco
Bizzotto è venuto a battere cassa per l’organizzazione
dell’evento, sono stato ben felice di rispondere
positivamente. I soldi che la Regione ha tirato fuori sono
soldi di tutti e vanno spesi bene. Nel caso di Bassano ero
sicuro che questo sarebbe avvenuto».
«Se devo essere sincero - ha proseguito Giancarlo Galan -
quando all’indomani di Asiago mi è stata buttata lì
l’idea di riportare gli alpini a Bassano per il
sessantesimo anniversario della ricostruzione del Ponte, ero
un po’ scettico. Subito ho pensato che sarebbe stata una
battaglia persa. Impegno, determinazione e passione, invece,
alla fine hanno vinto e questa ora è una battaglia vinta
per Bassano e per tutto il Veneto».
«Io sono uno dei pochi politici che hanno fatto il servizio
militare - ha detto ancora con un pizzico d’orgoglio il
presidente Galan - non negli alpini ma come soldato semplice
nella Fanteria d’arresto a Udine, quindi non mi spavento
di fronte alle difficoltà organizzative, e non solo, legate
a questa adunata. Siamo ben preparati e sono consapevole
delle capacità e della civiltà degli alpini». Mi preme
sottolineare una cosa molto importante - ha concluso Galan -
Per questa adunata la Regione ha tirato fuori un milione di
euro e per buona parte si tratta di un investimento per
Bassano e il Bassanese. Molte cose fatte per l'adunata,
infatti, rimarranno. Mi riferisco all’ampliamento del
pronto soccorso, all’omologazione della piazzola di
atterraggio degli elicotteri per voli diurni e notturni,
dell’ampliamento del parcheggio dell'ospedale, al nuovo
ascensore esterno del S. Bassiano. Si tratta di lavori resi
possibile proprio dal fatto di aver portato l’adunata a
Bassano e che fanno dell’ospedale una delle strutture
modello della sanità italiana».
Come chicca finale, Galan ha annunciato che non è esclusa
la presenza in città del presidente Berlusconi.
«Mi ha garantito che se potrà ci sarà - ha detto - In
ogni caso sarà presente il ministro della difesa». S.F.
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09
Maggio 2008 |
| Presentata
ufficialmente l’ottantunesima adunata |
| Un
omaggio al Grappa e ai suoi eroi |
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È
stata concessa «per i valori che il Grappa e il ponte
vecchio rappresentano», ha detto il sindaco Gianpaolo
Bizzotto; è stata «voluta fortemente e preparata con
entusiasmo e dedizione», ha sottolineato il presidente
della sezione Montegrappa Carlo Bordignon.
Oggi, dopo sessant’anni da quella storica del 1948,
l’adunata nazionale degli alpini torna per la seconda
volta a Bassano, capitale mondiale delle penne nere.
Ieri mattina da Nardini, alle "Bolle" di Fuksas,
il presidente dell’Ana Corrado Perona, i vertici
dell’associazione e dell’esercito e il governatore della
Regione Veneto Giancarlo Galan, hanno ufficialmente
presentato l’ottantunesima edizione della più importante
manifestazione itinerante d’Italia. Di fronte agli
amministratori e ai politici locali, alle penne nere, al
prefetto di Vicenza Pietro Mattei e ai rappresentanti delle
forze dell’ordine, nell’avveniristico complesso
architettonico messo a disposizione dalla famiglia Nardini,
resi gli onori alla bandiera, sono state ricapitolate le
motivazioni storiche profonde che hanno condotto sulle rive
del Brenta i cappelli grigioverdi e sono state ripercorse le
tappe dell’imponente lavoro che in questo anno e mezzo ha
impegnato gli organizzatori.
«È stata una grande impresa - ha sottolineato il
presidente Carlo Bordignon, porgendo il benvenuto agli
ospiti - compiuta nel sessantesimo anniversario della
ricostruzione del nostro ponte da parte delle penne nere e a
novant’anni dalla fine della Prima guerra mondiale.
L’intera sezione ha operato al massimo delle sue forze per
accogliere i soci dell’Ana nel migliore dei modi».
D’altro canto, come ha ricordato il primo amministratore,
non solo la città, «che si gloria di portare il nome del
monte sacro alla patria», ma tutto il territorio e i comuni
contermini sentono fortemente la loro vocazione alpina.
«Dobbiamo molto a questo corpo dell’esercito - ha
proseguito il sindaco Bizzotto - e abbiamo chiesto proprio
per motivi "valoriali" un’adunata che ci è
costata così tanto impegno». Un sforzo massiccio, che
permesso di rendere operativi 2500 volontari della
protezione civile a cui si aggiungeranno altri mille uomini
della sezione Montegrappa, di sistemare 47 mila persone
negli attendamenti e negli alloggi collettivi, di
transennare le vie bassanesi, di mettere in piedi treni
speciali e bus navetta.
Sono questi solo alcuni dei numeri dell’adunata bassanese,
i «dati importanti» riassunti ieri dal presidente del
Comitato organizzatore, il col. Paolo Casagrande che, oltre
ad aver annunciato per stamani una strisciata tricolore sul
Grappa, ha ringraziato tutti coloro che hanno operato per la
buona riuscita della festa alpina.
«Alle
spalle di quest’evento - ha sottolineato - c’è stata la
capacità di fare squadra. E se è vero che ufficialmente
l’adunata è stata classificata come un’esercitazione di
protezione civile, è innegabile che protezione civile, gli
operatori sanitari e tutti i volontari agiranno in questi
giorni realmente sul territorio e avranno a che fare con
vere emergenze».
Il convegno alpino sarà però anche un’occasione per
dimostrare la vitalità, la professionalità delle truppe
alpine ancora in servizio, che hanno allestito in parco
ragazzi del ’99 una cittadella militare in cui verranno
illustrate le attività dei reparti, le nuove tecnologie e
le attrezzature in dotazione all’esercito. «Lì ci sono
ragazzi e ragazze che hanno scelto di vivere come alpini -
ha spiegato il comandante delle truppe alpine Bruno Petti -
per permettere che l’Italia sia ben rappresentata nel
mondo».
Oggi l’adunata entra nel clou con la cerimonia solenne, in
mattinata, a Cima Grappa e la sfilata per le vie del centro
nel pomeriggio.
Alla vigilia dell’Adunata degli Alpini, che si apre oggi a
Bassano, il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha voluto
indirizzare un particolare saluto «all’alpino Rigoni
Stern».
Nel sottolineare che Bassano è «città degli alpini più
di qualunque altra città degli alpini», Galan ha espresso
il proprio affetto nei confronti dello scrittore,
definendolo «maestro d’arte e di vita, che per le
generazioni di ieri e di oggi rappresenta il Veneto migliore».
Caterina Zarpellon
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09
Maggio 2008 |
| CORRADO
PERONA. A 90 anni dalla fine della guerra il giusto
omaggio al Monte Grappa |
| «Alpini,
volto positivo della nostra nazione» |
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La
mente del “vecio” e il cuore del “bocia”. Corrado
Perona, presidente nazionale dell’Ana, incarna
perfettamente lo spirito dell’alpino, capace di grandi
slanci e di imprese generose senza però mai perdere di
vista la realtà. Ed è in quest’ottica che ieri mattina
ha analizzato questa ottantunesinma edizione dell’adunata
alpina.
«A novant’anni dalla fine della Prima guerra mondiale -
ha detto durante l’incontro di presentazione dell’evento
- l’appuntamento con il Monte Grappa non poteva mancare e
la richiesta di Bassano non poteva essere ignorata.
L’adunata nazionale è un momento importante per tutti gli
alpini ma non solo per loro. È un avvenimento carico si
significato. L’Italia è un Paese di grandi
contraddizioni: si va dai gravi fatti di Verona allo spirito
che anima il ritrovo degli alpini, passando per lo splendido
esempio dell’imprenditore Nardini che ha realizzato questo
capolavoro. Purtroppo, si parla troppo spesso delle
negatività di un Paese che invece ha molto di positivo da
offrire. Noi alpini siamo positivi. La nostra è una grande
famiglia, appassionata e governata bene ed è per questo che
va avanti».
«In noi - ha sottolineato Perona - c’è una grande voglia
di stare insieme e di costruire qualcosa. Stiamo cercando di
infondere lo spirito che ci anima anche nelle nuove
generazioni e per questo abbiamo avviato una serie di
iniziative in collaborazione con le scuole. Dopo la grande
esperienza di Cuneo siamo giunti a Bassano, sicuri della
grande accoglienza che anche la terra veneta ci riserverà».
«L’adunata è una grande festa - ha dichiarato il
presidente nazionale - Ci ritroviamo una volta all’anno e
in quell’occasione, perché no, beviamo un bicchiere in più,
a costo di strapazzarci un po’ il fegato, ma fa parte di
noi, del nostro essere alpini. Ma questo è solo uno dei
volti dell’adunata, quello del sabato sera. Alla domenica
mattina, tira un’aria nuova. L’alpino si ripulisce e si
veste a festa per partecipare alla grande sfilata che
rappresenta il momento principale della manifestazione, nel
quale si esprime la nostra vera essenza».
«Sfogliando l’album dei ricordi - ha detto ancora Perona
- ho ritrovato una foto dell’adunata del 1948, nella quale
c’è mio padre in riva al Brenta, a pochi passi dal Ponte.
Ebbene, sessant’anni dopo ci sono io e con me c’è anche
mio figlio. Ciò mi rende immensamente felice, nella
speranza che da lassù possano vedermi».
«Un invito? - ha concluso - Gettiamoci alle spalle le
preoccupazioni e godiamoci la festa». Silvano Ferraro
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09
Maggio 2008 |
| La
Protezione civile è già sulla... strada |
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La
protezione civile dell’Ana è entrata in azione a Bassano
e per tutta la durata dell’adunata sarà in servizio sulle
strade di collegamento alla città, nei punti medici
avanzati ma anche nei centri operativi per garantire il
funzionamento del sistema di comunicazione.
«I nostri volontari - ha spiegato il gen. Maurizio Gorza,
responsabile del nucleo di Pc dell’associazione nazionale
alpini - svolgeranno in questi giorni delle attività di
controllo delle arterie che portano a Bassano: saranno
presenti negli snodi di Cittadella, Vicenza, Treviso e
Conegliano per indirizzare gli ospiti attesi ai piedi del
Grappa».
I tir e i mezzi pesanti dovranno seguire degli itinerari
speciali, predisposti da tempo dagli organizzatori, mentre
le auto saranno incanalate nei percorsi individuati
all’interno della ragnatela di strade della regione. Le
penne nere inquadrate nella protezione civile, ha poi
riferito Gorza, gestiranno il punto medico avanzato
allestito nell’ex pronto soccorso di viale delle Fosse e
l’ospedale da campo Ana, montato ieri in prato Santa
Caterina. Si occuperanno anche delle comunicazioni radio e
dei transennamenti. «Prima di unirsi agli altri volontari -
ha concluso - alcuni dei nostri uomini hanno inoltre
regalato alla città la pulizia completa del monte Crocetta,
del percorso ciclopedonale tra Pove e Bassano, di quello del
castello Ezzelino e del boschetto posto sotto il ponte nuovo».
C.Z.
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09
Maggio 2008 |
| L’INAUGURAZIONE.
Cerimonia dell’alzabandiera in Prato S. Caterina |
| La
cittadella «Questi sono gli alpini oggi» |
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Se
in questi giorni Bassano è il cuore dell’alpinità, la
cittadella degli alpini di Prato Santa Caterina in questo
fine settimana è sicuramente il cuore di Bassano. E non
poteva essere altrimenti per la città del Grappa che ieri
pomeriggio, alla cerimonia di apertura della
“cittadella”, ha ritrovato quella caserma che perse
alcuni anni orsono in seguito alla ristrutturazione delle
forze armate.
Il complesso militare è stato allestito dalla brigata Julia
che ne ha delegato la realizzazione al 7° reggimento
alpini. «Bassano è la storica capitale degli alpini», ha
detto salutando le autorità il gen. Bruno Petti, comandante
delle Truppe alpine, che ha presenziato la cerimonia con il
gen. Paolo Serra, comandante della Brigata alpina Julia, e
il colonnello Antonio Maggi, comandante del Settimo alpini.
Erano presenti il prefetto Pietro Mattei, il questore
Giovanni Sarlo, il col. Luciano Zubani, comandante
provinciale dei carabinieri, il sindaco di Bassano Bizzotto,
il presidente Ana Corrado Perona e l’assessore regionale
Elena Donazzan. Con loro, i vertici Ana locali, le autorità
militari e civili, gli amministratori cittadini e le
delegazioni ungheresi e slovene in rappresentanza della
Multinational land force di cui fa parte la brigata Julia.
Attorno, ad attendere di poter visitare la struttura, tanti
e tanti visitatori, non solo bassanesi. All’interno, lungo
un percorso di grande impatto scenografico, con raffinati
allestimenti e persino simulazioni di attività operative,
mezzi, equipaggiamenti, armamenti, sistemi di comunicazione
e supoorti logistici, lo “stato dell’arte del corpo
alpino”, per usare le parole del gen. Petti.
«Due le finalità della cittadella - ha affermato il
comandante delle truppe alpine -: da un lato, offrire alle
penne nere di un tempo, attraverso la visione dei nuovi
equipaggiamenti e l’incontro con le nuove figure
professionali, l’occasione di conoscere la realtà degli
alpini di oggi; dall’altro, rivolgersi alle nuove
generazioni per interessarle al mondo della montagna e per
proporre loro interessanti opportunità di crescita
professionale e umana».
«Viviamo nella pace e nella serenità - ha detto il sindaco
Bizzotto - grazie a voi, per quello che fate nel mondo, in
quei luoghi dove andate per portare questa pace e questa
serenità. Con le armi? Sì anche con le armi se serve».
Prima del taglio del nastro il gen. Petti ha ordinato
l’alzabandiera sulle note dell’inno nazionale, eseguito
dalla fanfara della brigata Julia, davanti alla compagnia
d’onore del 7° regg. alpini. I presenti, in piedi, hanno
cantato i versi di Mameli. Subito dopo è stato attivato il
collegamento in video conferenza con gli alpini di stanza in
Kosovo e in Afghanistan dove operano rispettivamente una
batteria del 3° artiglieria di Tolmezzo (una decina gli
alpini veneti presenti) e il 2° regg. di Cuneo.
La cittadella degli alpini è stata subito presa d’assalto
dai visitatori, accolti subito da un blindato leggero Lince,
un Iveco molto apprezzato dalle forze armate straniere, come
il Puma. «Un mezzo che ha salvato la vita a molti nostri
militari», ha detto il gen. Petti.
Da vedere gli equipaggiamenti e gli armamenti dei
paracadutisti alpini, l’élite delle penne nere, conoscere
l’evoluzione delle armi leggere in dotazione ai reparti,
il robot in dotazione al Genio, gli strumenti telemetrici
per l’acquisizione dei bersagli anche a 48 chilometri di
distanza e i nuovi equipaggiamenti per la difesa nucleare,
biologica e chimica e la palestra di roccia. Carlo Barbieri
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09
Maggio 2008 |
| Penne
nere sulla cima più alta del Polo Sud |
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Tra
le chicche da non perdere alla cittadella degli alpini,
merita un cenno lo stand del Centro addestramento alpino di
Aosta, presente con il responsabile della sezione studi ed
esperienze, il magg. Remo Armano e il maresciallo capo Elio
Sganga. Quest’ultimo, tra il 9 dicembre e il 19 gennaio,
ha fatto parte di una spedizione antartica insieme ai primi
marescialli Ettore Taufer e Giovanni Amort, e al caporale
Marco Farina. I quattro alpini hanno raggiunto i 4.897 metri
della vetta del Monte Vinson, in Antartide, dopo aver
compiuto la traversata di avvicinamento dalla base
semipermantente statunitense a sud della Patagonia, sino
alla cima più alta dell’Antartico coprendo in 13 giorni
una distanza di 275 chilometri utilizzando solo gli sci e
trainando quattro slitte da 70 chili in piena autonomia,
lungo un tracciato mai prima percorso prima. In quattro
giorni hanno conquistatola vetta e sono tornati al campo.
Un’esperienza quella delle penne nere che, a chiusura
dell’anno Polare Internazionale, si è distinta oltre che
per il valore alpinistico anche per gli alti contenuti
esplorativi e per lo stile ecosostenibile adottato.
Solo un’altra spedizione aveva raggiunto prima il campo
base sotto il Vinson a piedi. Le altre ci arrivano solo in
aereo. CA.B.
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09
Maggio 2008 |
| MEDIA.
Per la prima volta l’evento sarà trasmesso via
satellite |
| L’Adunata
va in eurovisione Ampia copertura
delle tv locali |
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Un’Adunata
trasmessa in eurovisione. Per la prima volta, il celebre
evento dedicato agli alpini sarà visibile da tutto il
continente. Il servizio è possibile grazie al satellite:
dall’Italia, ad esempio, sintonizzandosi sul canale 907 di
Sky si potrà assistere in diretta alla cerimonia sul Grappa
di stamattina, e anche alla sfilata di domenica lungo le vie
di Bassano.
Una vetrina importante, resa possibile grazie alla
partnership che le emittenti Tele Boario e Tele Tutto, da un
paio d’anni il service ufficiale dell’Ana, hanno
stipulato con Tva Vicenza, che ha messo a disposizione la
sua sala regia e anche il canale satellitare. Per gustarsi
le fasi salienti del raduno delle penne nere comodamente
seduti sulla poltrona di casa non è però necessario il
satellite.
Sempre Tele Boario e Tele Tutto hanno infatti selezionato un
pool di emittenti locali grazie alle quali l’Adunata sarà
di fatto visibile in tutto il nord, al Piemonte al Friuli.
Oltre a Tva Vicenza e alla sua testata cittadina, Bassano
Notizie, un grande impegno sarà profuso anche dall’altra
emittente locale, Rete Veneta, che seguirà l’evento
minuto per minuto soprattutto domenica, con una diretta in
chiaro che inizierà alle 9 del mattino e andrà avanti fino
a sera.
«Grazie all’esperienza acquisita nelle adunate di Asiago
e a Cuneo - spiega Giacomo Pellegrinelli, direttore di Tele
Boario -, saremo in grado di portare l’Adunata nelle case
dei cittadini e, per la prima volta, anche a quanti in tutta
Europa possiedono un collegamento satellitare. Oltre a ciò,
cureremo anche la produzione del dvd ufficiale
dell’Adunata numero 81, affinchè il ricordo di questo
evento possa rimanere a tutte le penne nere».
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09
Maggio 2008 |
| VIGILANZA.
Manolesta sempre in azione |
| Attenti
agli scippi durante la sfilata |
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Attenti
agli scippi. Nella ressa dell’adunata, fra decine di
migliaia di persone gomito a gomito, si insinuano sempre i
furbastri che allungano le mani su tasche posteriori,
portafogli e zainetti.
Quando si cammina tra folla che spinge, senza possibilità
di girarsi e tornare sui propri passi, si è facile preda di
ladruncoli di ogni risma.
A mettere sul chi va là le penne nere è Lino Lanzarin,
vulcanico promotore di iniziative canore, alpine e non,
titolare del Timbrificio di piazza Garibaldi.
«State attenti - dice Lanzarin -. Non tenete i portafogli
nella tasca posteriore dei pantaloni, non portate documenti,
siete alpini, non vi servono, o valori ingenti. Attenti alle
tasche con cerniera sugli zaini portati in spalla. Basta un
niente, una spinta, una pacca sulla spalla. Non ci si
accorge di nulla. Chiedete agli alpini di San Vito quale
esperienza hanno vissuto ad una delle ultime adunate. Li
hanno ripuliti e non si sono accorti di nulla. Nella calca
ci sono sempre i finti alpini, pronti a far man bassa in
mezzo a 300mila persone. In città gli spazi sono ristretti
e affollati. Accorgiti tu se qualcuno ti arraffa il
portafogli e si allontana». CA.B.
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09
Maggio 2008 |
| TRASPORTI.
Le Ferrotramvie vicentine mettono in campo 40
corriere con 80 autisti, previste 9 linee verso il
centro |
| Bus,
piano strategico per 120 mila passeggeri |
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Hanno
elaborato prima 8-9 progetti strategici, poi lima di qua e
aggiungi di là hanno scelto quello più convincente. Che
prevedeva perfino le prove dei percorsi con le corriere con
tanto di manovre in centro a Bassano tra piazzole, incroci e
rotatorie per evitare di ritrovarsi poi incastrati tra un
passaggio e l’altro in mezzo a un esercito di penne nere.
Quasi un piano di guerra, quello studiato dalle Ferrotramvie
vicentine per la calata degli alpini. Che, soprattutto
domenica, dovranno garantire i viaggi sui bus ad almeno 10
mila persone ogni ora.
La grande mobilitazione della Ftv (sempre nella super
giornata di dopodomani) partirà dalle 6 della mattina per
concludersi a mezzanotte. Come hanno spiegato ieri i
dirigenti delle Ferrotramvie: «Allora domenica garantiremo
9 linee con passaggi ogni 5 minuti, cioè 12 corse all’ora
- spiega il presidente Valter Baruchello -. Solo dal
pomeriggio, per la precisione dalle 18, la cadenza di arrivi
e partenze sarà di 15 minuti tra l’una e l’altra».
Hanno un vantaggio comunque, le Ftv vicentine: «Due anni fa
abbiamo fatto le prove tecniche ad Asiago, con l’altro
raduno nazionale delle penne nere. Speriamo di essere
abbastanza preparati». Il piano studiato (quello rimasto
tra i quasi dieci messi sul tavolo) si basa intanto sulla
chiusura delle scuole nel Bassanese per oggi «mentre sabato
e lunedì saranno esclusi solo i servizi scolastici - spiega
sempre il presidente -. Insomma restano operative le corse
normali, come se fosse estate».
«Abbiamo concordato con l’organizzazione degli alpini un
servizio trasporti da tutti i Comuni del Bassanese - dice il
direttore delle Ftv Francesco Gleria -. In pratica una serie
di percorsi a raggiera verso il centro città, oltre ad un
potenziamento delle linee normali, vedi Sandrigo e Nove».
Certo sono numeri tosti quelli in circolazione in questi
giorni. Domenica al volante di 40 bus saranno almeno 80 gli
autisti, tutti dedicati all’adunata e tutti volontari (e
con un extra sullo stipendio). In pratica si alterneranno in
tre turni da sette ore l’uno. Senza contare l’inghippo
(pare superato) dello sciopero nazionale dei trasporti di 4
ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil con Ugl e sindacati
autonomi per oggi ma evitato (solo a Bassano) con la
precettazione decisa dal prefetto di Vicenza.
Tornando all’adunata, come si diceva mentre domenica fino
alle 18 sarà garantito un passaggio ogni 5 minuti nei 9
punti di “sbarco” nell’anello esterno della città,
nei giorni più “tranquilli” di venerdì e sabato le
corriere avranno una cadenza di 10 minuti.
Qualche calcolo: 100 persone a corsa, per 12 corse ogni ora
dalle 6 alle 18 e arriviamo a 120 mila passeggeri
scarrozzati tra i paesi e il centro. Anche fossero la metà,
sarebbe un bel record. «Oltre alle nostre linee per
prudenza abbiamo coinvolto anche alcuni servizi privati
della provincia e fuori provincia - continua Baruchello -,
ad esempio da Cittadella».
Il servizio passeggeri dei bus Ftv non tornerà comunque
normale prima di martedì, perché lunedì (ad adunata
finita) andrà smaltito un po’ di traffico extra. Ultima
nota, i costi: «Ferrotramvie spenderà 130 mila euro. Ma
paga l’associazione alpini». Alessandro Mognon
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09
Maggio 2008 |
| SPETTACOLO.
La Pro |
| L’ospedale
militare del 1918 |
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Anche
la Pro Bassano si mobilita per l’adunata, riproponendo il
quadro, tratto dalla Ballata del Millennio, dal titolo: «Ospedale
Militare della Guerra ’15/’18.
La rappresentazione si terrà nel cortile interno la scuola
elementare «Mazzini» con questo calendario
d’appuntamenti: oggi, in notturna: primo spettacolo alle
20, secondo alle 20.40, terzo alle 21.20, quarto alle 22,
quinta performance di chiusura alle 22.40. Domani, nel
pomeriggio: primo spettacolo alle 16, secondo alle 16.40,
terzo alle 17.20, quarto alle 18, quinta ed ultima
esibizione alle 18.40. V.P.
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09
Maggio 2008 |
| PERSONAGGI.
L’imprenditore li addestra con obici e
munizioni... finti |
| L’alpino
Aldo «Vorrei sfilare coi miei muli» |
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Aldo
Serraiotto all'Adunata ci sarà. Cascasse il mondo. L'unico
rammarico, come sembra, è che non potrà portare in sfilata
i due muli di cui va fierissimo. Tecnicamente non hanno
fatto la naia, non ne portano il marchio, e quindi la fede
alpina che da alcuni mesi il signor Aldo cerca di imprimere
in loro potrebbe non essere sufficiente.
Già, perché Serraiotto, imprenditore sessantenne che nella
sua ditta di trasporti lavora dall'alba alla notte - quindi
non precisamente uno a cui il tempo non passa mai -, si sta
dedicando anima e corpo a Grenoble, una superba mula
intelligentissima di color marrone, e a un altro esemplare,
bianco, per il momento innominato. L'amore per gli animali
simbolo del corpo alpino è nato esattamente quarant'anni
fa, quando Aldo Serraiotto militò nell'artiglieria da
montagna. Da allora l'amicizia è proseguita con episodi
rituali, come la Befana per i bambini delle sue zone - abita
a San Zeno - portata appunto in groppa dagli ostinati
quadrupedi. A Cuneo ha visto i muli sfilare ed è rimasto
ammaliato. E dall'inizio dell'anno è scattata la
missione-adunata.
Si è procurato una coppia di muli e li sta allenando. Ogni
sera, al ritorno dall'impegnativo lavoro quotidiano, li
prende uno per mano e li porta a sgambare. Decine di
chilometri: il raduno delle penne nere si avvicina… Li
lava, li ferra, li accudisce, li coccola, li addobba con un
finto obice in legno e la cassetta delle munizioni, e
l'operazione di carico dura ogni volta almeno un'ora.
Da bravo imprenditore avvezzo a ottimizzare le risorse, e da
persona estremamente altruista, Serraiotto ha pensato bene
di unire al dilettevole personale l'utile per gli altri. Così
le sue parate solitarie lungo le strade del Bassanese sono
divenute momenti sociali molto apprezzati: con la moglie
Anna e i figli Elisa e Marco ha per esempio allietato un
pomeriggio agli anziani della casa di riposo
"Madonnina" provocando, oltre a un'occasione di
svago, momenti di sincera emozione sull'onda dei ricordi.
Ora lo aspettano anche gli ospiti dello "Sturm".
Ha quindi condotto i muli, con funzione didattica, nella
scuola elementare di Cassola, per la gioia dei bambini.
L'hanno invitato alla manifestazione degli Angoli rustici a
Romano ed è arrivato a sfilare un sabato sera sul Ponte
Vecchio, gratificato da una miriade di scatti fotografici,
neanche fosse una top model in passerella.
Dietro di lui, cocciuto almeno quanto i muli a cui si
accompagna, i parenti più stretti, impegnati a segnalarne
il passaggio con le frecce lampeggianti dell'auto e pronti a
raccogliere dalla strada le produzioni fisiologiche delle
bestie lungo il cammino.
L'ultima escursione, di oltre trenta chilometri, gli ha
addirittura procurato una storta alla caviglia. Ma per
l'Adunata, questo ed altro. Del resto il signor Aldo agli
alpini darebbe anche la propria camicia. Per ospitarli il
prossimo weekend ha messo a disposizione due lotti di
terreno destinati ad accampamento, una casa con trenta posti
letto e addirittura… il camper di famiglia.
Una generosità così gratuita e illimitata che meriterebbe
l'ammissione d'ufficio, per meriti acquisiti, alla sfilata
di domenica. Lui, Grenoble e quell'altro, più piccolino ma
non meno simpatico, dal candido vello. Alessandro Zaltron
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09
Maggio 2008 |
| Giancarlo
Sosello, presidente della “Valsusa” |
| «Che
accoglienza qui a Bassano!» |
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Giancarlo
Sosello, bancario in pensione, naja alla Scuola militare
alpina di Aosta poi completata nei ranghi del 2° reggimento
della brigata “Taurinense”, da tre anni presidente della
sezione Ana "Valsusa" nonché revisore dei conti
della stessa Associazione nazionale alpini, il Bassanese già
lo conosceva per averlo raggiunto più volte in passato però
è rimasto egualmente sorpreso tornandovi ieri mattina:
«Sono rimasto molto colpito - sottolinea - dall'enorme
quantità di tricolori che imbandierano le strade che gli
alpini stanno percorrendo o percorreranno in questi giorni
per raggiungere la "meta", cioè Bassano, visto
che per noi dell'Ana l'adunata rappresenta qualcosa di
fondamentale nell'arco dell'anno associativo. L'accoglienza
che ci state riservando è davvero grande».
Come si sono preparate le penne nere della Val Susa per non
mancare all'appuntamento?
«Premetto che per la nostra Sezione, formata da 2 mila e
650 soci e circa settecento "amici degli alpini",
la partecipazione all'Adunata è una sorta di "legge
non scritta" per cui ciascuno fa di tutto per non
mancare.
E
quando la si organizza in posti lontani, è il caso di
Catania, ci si prepara in modo adeguato. Qui a Bassano
contiamo di sfilare in tanti anche perché la nostra
presenza "a tappeto" in valle ci ha, fra l'altro,
consentito di reggere, anche con qualche incremento, sul
piano numerico nonostante il progressivo innalzamento
dell'età dei soci.
Per raggiungere questo risultato stiamo cercando nuove vie
come la convenzione stipulata con i gestori degli impianti
di risalita molto favorevole ai tesserati Ana ma contiamo
molto anche sulla tradizione famigliare ed i rapporti
transfrontalieri con gli "chasseurs" francesi. A
questo proposito, a settembre, saremo a Besancon dove
"esporteremo" l'adunata del 1° raggruppamento Ana
(Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e sezione Ana Francia)
grazie ad un apposito gemellaggio coi commilitoni della città
transalpina».
In attesa di questa interessante internazionalizzazione le
penne nere della Val Susa stanno intanto raggiungendo in
massa le sponde del Brenta per godersi un'adunata che
promette di farsi ricordare. A lungo. Renato Angonese
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| 09
Maggio 2008 |
| Un
piano eccezionale per la pulizia della città |
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Gli
alpini che nei giorni scorsi sono arrivati a Bassano, oltre
alla calda accoglienza della popolazione hanno rilevato
anche la pulizia e l’ordine della città. Inutile dire che
il Comune e gli organizzatori dell’adunata sperano che,
per quanto possibile, vie e piazze restino pulite anche nei
giorni clou della manifestazione.
A questo scopo, Etra ha predisposto una piano eccezionale
per la raccolta dei rifiuti residui, messo in atto in tutte
le zone interessate dall’evento delle penne nere.
Negli alloggi collettivi e negli attendamenti sono state
predisposte delle isole ecologiche, con le campane per il
vetro, la plastica e la carta che permetteranno
l’effettuazione della raccolta differenziata; saranno
inoltre potenziate quelle già esistenti nel centro
cittadino con contenitori anche per l’organico, vicino
agli stand gastronomici e fuori dai bar in particolare.
Per i rifiuti misti, in tutto il centro storico sono stati
piazzati oltre cinquemila cestini in polipropilene
realizzati per resistere alla pioggia; una squadra di
operatori dell’Etra, a piedi, provvederà a svuotarli di
continuo mentre il servizio di raccolta nelle isole
ecologiche avverrà durante la notte, in modo da non
arrecare alcun disturbo al decorso della manifestazione.
Con la chiusura della strade, oggi e domani, la raccolta
porta a porta dell’umido e del secco sarà sospesa in
tutto il territorio comunale, come anche quella della carta
in città.E.C.
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09
Maggio 2008 |
| MAROSTICA.
Il mastio si anima domani con sfilate e allestimenti |
| Anche
il Castello rivive in onore delle penne nere |
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La
città di Marostica è pronta ad accogliere l’81a Adunata
nazionale degli alpini con una giornata di festa, musica,
esposizioni e spettacoli. Domani si terrà “Il castello
che rivive”, iniziativa dell’associazione Pro Marostica
che per un giorno anima l’antico mastio con allestimenti,
musica e sfilate dei personaggi della Partita a Scacchi,
quest’anno in programma venerdì 12, sabato 13 e domenica
14 settembre.
Alle 11 si attende l’esibizione dei figuranti, dai
personaggi più noti ai vessilliferi con i loro giochi di
bandiere. Lungo le vie Dalle Laste, Pizzamano e Mazzini è
in programma la sfilata dei Congedati della Brigata Alpina
Cadore, che si conclude alle 11.45 in piazza degli Scacchi
con un conviviale aperitivo in musica.
Nel pomeriggio, alle 15.30, spazio alla musica con
l’esibizione della Banda di Campolongo diretta dal maestro
Alvise Zanini.
Il viaggio a ritroso nell’epoca medievale continua dalle
16 alle 18 con una visita all’interno del Castello
inferiore, dove è possibile rivivere gli antichi fasti
della nobile residenza.
Fino a domenica la sala mostre del Castello inferiore ospita
due esposizioni: “Raccolta storico-militare dal 1900 al
1945” di Bruno De Agnoi, in ricordo del maresciallo
Giovanni Pezzullo, e “Creazione, evoluzione,
dissoluzione” di Ilio Marangon.
Sempre domenica, alle 16.30, in piazza si attende
l’esibizione del coro Ana di Melzo, in ricordo del
marosticense Piero Corrà, diretto dal maestro Emilio
Scarpanti. La giornata di festa si conclude alle 20.30,
sempre nella celebre scacchiera, con il saluto del sindaco
Alcide Bertazzo e il gran concerto con la Fanfara dei
congedati della Brigata alpina Cadore.
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09
Maggio 2008 |
| ROSÀ.
Chiuse le scuole oggi e domani. Due concerti con
bande e cori |
| Benzinai
e commercianti faranno orario continuato |
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In
occasione dell’adunata nazionale degli alpini, i
distributori di carburante e gli esercizi pubblici avranno
un orario continuato.
Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco di Rosà, Manuela
Lanzarin.
Nel periodo compreso fra domani e lunedì, i titolari degli
impianti di distribuzione dei carburanti potranno tenerli
aperti sia al mattino che al pomeriggio, in deroga alla
normativa vigente.
Inoltre, da ieri fino a domenica, tutte le attività
commerciali in sede fissa potranno tenere aperti i battenti
fino alle 24.
Gli esercizi pubblici e gli stand per la somministrazione di
bibite e bevande potranno tenere aperte le porte senza
limiti di orario.
Attività fino alle 24, per gli esercizi di commercio su
aree pubbliche, nelle zone individuate dalla Giunta che
effettuano la vendita di prodotti alimentari e non.
Sospensione delle lezioni nei vari ordini di scuola, oggi e
domani 10. Le lezioni riprenderanno lunedì.
Gli alpini rosatesi hanno dotato di servizi una zona di
campagna in via Carpellina, per ospitare un settantina di
amici di Pinerolo.
Due gli appuntamenti organizzati in paese nel contesto
dell’adunata.
Stasera alle 20,30, nel Parco delle rose, concerto
bandistico con il complesso di Campolongo sul Brenta e la
banda Montegrappa.
Domani alle 20,45, al teatro Montegrappa, concerto corale
con il coro La Rosa, il coro “Bric Bucie” di Pinerolo,
il gruppo “Aqua Ciara” di Recoaro.
Nel corso delle due serate, nel teatro tenda allestito in
via Schallstadt, funzionerà lo stand gastronomico. Mario
Baggio
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08
Maggio 2008 |
| NOVITÀ.
Sessantotto allievi del Remondini in servizio nei
prossimi giorni in 17 punti tappa |
| Alpini
“informati” dagli... studenti |
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Sessantotto
giovani stagisti, distribuiti in 17 punti tappa collocati
nei principali snodi viari delle direttrici che conducono a
Bassano sono pronti ad entrare in servizio nei prossimi
giorni, quelli infuocati dell’Adunata nazionale, per
indirizzare, guidare e informare gli alpini e i visitatori
in arrivo in queste ore da tutta Italia.
In vista dell’ottantunesima adunata nazionale degli alpini
la mobilitazione in città è generale e coinvolge anche i
ragazzi di quarta e di quinta dell’indirizzo turistico
dell’istituto tecnico professionale Remondini. Gli
studenti, quasi una settantina, sono infatti stati reclutati
dall’agenzia di incoming Veneto Marketing, da qualche mese
al fianco del comitato organizzatore dell’Ana, per aiutare
i volontari dell’associazione nazionale alpini che da
domani a domenica, saranno operativi nei "box
informazioni" piazzati in città ma anche in periferia,
all’uscita dell’autostrada di Dueville, a Cittadella, a
Borso, a Solagna o addirittura a Castelfranco.
Con il sostegno della Regione, della Provincia e del Comune,
Veneto Marketing e la scuola cittadina hanno infatti
stipulato un accordo di collaborazione presentato ieri
ufficialmente dal preside dell’istituto Davide Danieli.
Una convenzione che permetterà ai ragazzi delle classi
terminali di offrire il proprio contributo per la buona
riuscita della manifestazione.
Le postazioni, a cui potrà far riferimento chiunque voglia
recarsi a Bassano, saranno in totale ventuno e, ad eccezione
di quella di Romano, che sarà attiva sin dalla mattina,
entreranno in funzione da domani alle 14 e rimarranno aperte
anche sabato e domenica dalle 8 alle 20. Alcune saranno
gestite da addetti specializzati dello Iat o del comune ma
ben 17 saranno affidate ai gruppi alpini e ai giovani del
Remondini, che faranno turni di sei ore e che, come hanno
sottolineato l’assessore regionale alla formazione Elena
Donazzan e il presidente dell’agenzia di incoming Roberto
Xausa, avranno un’occasione straordinaria, sotto molti
aspetti unica, di sperimentare sul campo quanto imparato a
scuola.
Una sorta di "battesimo del fuoco" come ha detto
qualcuno.
«Si tratterà di un lavoro impegnativo - ha avvertito
l’assessore provinciale Morena Martini, rivolgendosi agli
studenti, pronti e motivati a scendere in campo - e vi
richiederà di operare sempre con il sorriso sulle labbra».
«Ma ogni vostro sorriso - ha aggiunto Donazzan - sarà un
ottimo biglietto da visita per la città». Caterina
Zarpellon
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08
Maggio 2008 |
| STAMANE.
Con il presidente della Regione |
| La
presentazione alle Bolle di Nardini |
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Prendono
avvio stamani in città, con la presentazione ufficiale alla
stampa, le celebrazioni dell’ottantunesima adunata
nazionale degli alpini.
Per l’occasione quindi, alle 10.45, nella struttura delle
Bolle progettate dall’arch. Fuksas per la distilleria
Nardini, sarà presente, accanto ai vertici dell’Ana,
capeggiati dal presidente nazionale Corrado Perona, il
governatore Giancarlo Galan, che, a quanto hanno riferito
dalla Regione, ha assicurato la sua presenza sul palco
d’onore anche alla sfilata finale di domenica.
Non sono invece ancora giunte conferme ufficiali sui nomi
dei rappresentanti del nuovo governo centrale che dovrebbero
arrivare da Roma nel finesettimana per assistere al corteo
conclusivo.
Per il momento l’unica notizia certa è che sarà
l’assessore Donazzan a rappresentare il Veneto domani
mattina a Cima Grappa, durante la solenne cerimonia sul
sacrario, e poi sabato pomeriggio, alla messa prevista al
Tempio ossario cittadino.
Il collega della Giunta regionale Oscar De Bona avrà invece
il compito di portare i saluti dell’esecutivo veneto
all’incontro con i delegati delle sezioni estere. C.Z.
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08
Maggio 2008 |
| GLI
ARRIVI. La sezione veneta si è stabilita nella zona
di viale De Gasperi, quella lombarda all’interno
di via Colomba: entrambe hanno inaugurato la cambusa |
| Già
in cucina gli alpini di Brescia e Verona |
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Sono
ancora poche le penne nere che sfilano in città: il clou
degli arrivi, infatti, è previsto per la giornata di domani
ma, nelle zone dove sono posizionati gli accampamenti, già
si trovano i primi ospiti.
Le sezioni di Brescia e di Verona si sono stabilite nella
zona di viale De Gasperi, con tende e sacchi a pelo, in
onore dell’alto spirito di adattamento tipico del corpo
alpino.
Quelli di Verona, in particolare, sono arrivati lunedì
scorso e alle 6.30 della mattina hanno iniziato a montare la
tenda, con la predisposizione della cucina che, ieri, a
pranzo, sotto il caldo sole di mezzogiorno, ha iniziato a
funzionare per cucinare il minestrone. Sono un gruppo di
"veterani" delle adunate, con alle spalle ben
quaranta edizioni passate: Antonio Zandonà è il
"vecio" della sezione ed ha 76 anni mentre il
"bocia del gruppo" è Renzo Perina. Insieme a
Guglielmo Marconi e a Elio attendono l’arrivo di molti
altri amici alpini.
Per
la sfilata di domenica hanno portato il cappello: «questa
è la nostra divisa - ci racconta Antonio -; una volta
l’ho perso, è caduto dal treno. Sono riuscito a scendere
solo dopo 20 km ed ho ripercorso tutte le rotaie per
ritrovarlo».
Gli alpini di Brescia sono appostati, invece, all’interno
di via Colomba: ieri hanno visitato il Grappa e ad
accudirli, in cucina, c’è il loro cuoco Ermanno. Per ora
sono in dodici, della sezione di Borgo Poncarale, da dove
giungeranno altri alpini nei prossimi giorni. Sono giunti in
città lunedì scorso, portando cibo e attrezzature per
cucinare ma, nel bassanese, hanno acquistato il vino, del
souvignon e del buon cabernet. Altri tre alpini di Bergamo -
Carlo, Giovanni e Franco - li abbiamo incontrati mentre
passeggiavano nelle piazze del centro storico, insieme alle
rispettive mogli: queste ultime senza cappello "perchè
- ci spiega Carlo - le donne sono amiche degli alpini ma non
possono indossare la penna!". In città hanno trovato
una calda accoglienza, molta pulizia e, soprattutto, una
"sana aria alpina". E.C.
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08
Maggio 2008 |
| L’ANA
VICENZA AL LAVORO. Prevista la partecipazione alla
sfilata di almeno 5 mila penne nere della sezione
berica |
| Vicenza
in pista con 200 alpini |
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«Abbiamo
già 200 dei nostri alpini impegnati nell'organizzazione
dell'81^ adunata nazionale di Bassano. In particolare si
tratta di aliquote della nostra Protezione civile, della
squadra sanitaria dislocata nell'ospedale vecchio della città,
cui vanno aggiunte le nostre penne nere inserite nel Son, il
Sevizio d'ordine nazionale direttamente dipendente dall'Ana
nazionale».
Giuseppe Galvanin, presidente della sezione Ana
"Vicenza", una delle maggiori d'Italia quanto ad
organico e attività sul territorio e in favore della
popolazione, snocciola cifre importanti sull'ormai imminente
adunata nazionale.
«Disponiamo
di 136 gruppi per un totale complessivo di circa ventimila
soci. Fra questi, 550 sono volontari di protezione civile
includendo nel conto quattro squadre specialistiche fiore
all'occhiello in questo specifico settore della nostra
attività associativa. Con la squadra logistica siamo in
grado di sopperire alle necessità in fase d'emergenza alla
cui soluzione si dedica anche la squadra-cinofili.
Con il "reparto trasmissioni" - prosegue il
responsabile berico - garantiamo i collegamenti anche in
quest'occasione mentre il gruppo sanitario sarà in prima
linea sul fronte degli interventi diretti alle persone in
difficoltà».
Come si configura la partecipazione della
"Vicenza" alla sfilata di domenica?
«C'è da fare una premessa: nonostante la vicinanza di
Bassano del Grappa, molti dei nostri gruppi hanno scelto di
partecipare all'evento allestendo dei campeggi già da
qualche giorno».
Andranno così a vivere una sorta di "campo
estivo".
«Esattamente come ai tempi della naja, per molti assai
lontana, comunque mai dimenticata. Un modo per ricordare
assieme i tempi del grigioverde. Molti gruppi saranno
assieme a quelli con i quali sono gemellati, sono tanti, così
l'atmosfera che andrà a crearsi ricalcherà in pieno il
nostro spirito improntato all'amicizia e alla condivisione.
Per quanto riguarda la sfilata, avremo con noi, ancora una
volta in prima fila, Sante Dal Santo, classe 1902, uno degli
alpini meno giovani d'Italia: per noi un simbolo. Va poi
sottolineato che con la nostra sezione sfileranno ben sei
corpi bandistici. Una nota particolare a questo proposito
voglio dedicarla alla nostra fanfara storica sezionale, il
cui esordio sulla scena delle manifestazioni risale al
settembre scorso quando, a Villaverla, ci siamo incontrati
per la nostra adunata. In questi pochi mesi il nostro
complesso ha già un carnet di oltre venti concerti, segno
inequivocabile di come l'idea a suo tempo proposta e quindi
concretizzata abbia colto nel segno».
C'è un calcolo attendibile su quanti alpini della
"Vicenza" sfileranno?
«Saranno circa cinquemila, cui vanno aggiunti gli alpini,
sono sempre tanti, che invece di inserirsi nel corteo
saranno ai bordi coi loro familiari ad applaudire chi passa
loro davanti. Si va quindi verso una partecipazione molto
massiccia perché il nostro contributo è sicuramente
rilevante».
Ma c'è di più. Le penne nere beriche hanno pensato anche
alla loro città, e così sabato alle 17 in corso Palladio
sfilerà "La Tenentina", fanfara della sezione Ana
di Asti. Raggiunta piazza dei Signori, a salire sul palco
sarà il Coro congedati della brigata alpina
"Orobica", disciolta al pari della
"Cadore", la brigata dei vicentini, per offrire
alla cittadinanza un concerto come accadrà nelle stesse ore
in tanti centri, grandi e piccoli, della nostra provincia.
La marcia di avvicinamento alla città del Grappa è ormai
nel pieno della sua forza e, come sempre accade ogni anno
verso la metà di maggio, anche stavolta le penne nere
beriche saranno pronte a sfilare orgogliose della loro
appartenenza e dei valori che portano nel cuore. Renato
Angonese
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08
Maggio 2008 |
| La
patalpina con il ponte sul sacchetto |
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La
grande Adunata risveglia i sentimenti patriottici, ma anche
la creatività e… l’appetito. Alla Fen Srl di Tezze sul
Brenta hanno pensato di dedicare alle migliaia di alpini in
arrivo a Bassano uno snack salato studiato in tutti i suoi
dettagli come omaggio alle Penne nere: la Patalpina. La
sagoma è quella di un cappello d’alpino.
Non è a base di patate ma di mais, con un esplicito
richiamo alla polenta, pietanza povera tradizionalmente
consumata sulle montagne. Come recita la descrizione del
prodotto, la Patalpina si adatta benissimo alla consumazione
fuori pasto e, naturalmente, dà il meglio di sé
accompagnata da un bicchiere di vino rosso.
Il primo snack nazionale viene proposto in una confezione
illustrata, con il ponte di Bassano in posizione centrale.
Ne sono stati prodotti 20 mila sacchetti, in distribuzione
in questi giorni nei bar del Bassanese e nei molti ristori
“volanti” allestiti lungo le strade transitate dagli
alpini e dai visitatori. La Fen è azienda specializzata
nella progettazione e costruzione di impianti industriali
per la produzione di alimentari.
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08
Maggio 2008 |
| L’INAUGURAZIONE.
Domani sarà meta di migliaia di penne nere per la
cerimonia in omaggio ai Caduti del ’15-’18 |
| Cima
Grappa, la Galleria torna a scrutare le Alpi |
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La
Galleria Vittorio Emanuele III a Cima Grappa è stata
inaugurata dal presidente della Provincia di Treviso
Leonardo Muraro con l’assessore al turismo Florian Zambon
e il sindaco di Crespano Nico Cunial. I suoi trinceramenti
tornano a vigilare sulle Prealpi.
L’opera difensiva fu realizzata in dieci mesi nel 1917 dal
colonnello del Genio Nicola Gavotti per fortificare la zona
della vetta del Massiccio, divenuto punto cruciale del
fronte arretrato sul Piave dopo la rotta di Caporetto. La
galleria si dipana per 5 chilometri nelle viscere della
montagna.
Quello
appena conclusosi rappresenta il primo stralcio di un
intervento più generale finalizzato a rendere visitabile
l’intera opera e rientra nell’ambito delle iniziative
per le celebrazioni del novantesimo anniversario della
Vittoria, organizzate dalla Provincia di Treviso che ha
ottenuto dalo Stato 9 milioni di euro per opere di restauro
dei siti storici della Grande Guerra.
Gli alpini potranno dunque visitare parte della Galleria
grazie all’intervento di circa 300 alpini volontari delle
sezioni Montegrappa, Treviso e Feltre che per restaurare
l’opera difensiva hanno lavorato nei mesi scorsi per circa
2000 ore. Le penne nere hanno ripulito e allestito circa
ottocento metri di galleria. All’interno della
fortificazione sono stati risistemati tratti di trincea e
restaurati i pezzi di artiglieria.
A pochi metri dalla riaperta galleria Vittorio Emanuele III,
il Sacrario di Cima Grappa, con la sua Via Eroica, che
domani vivrà uno dei momenti più intensi e solenni
dell’adunata alpina: l’omaggio ai Caduti della Grande
Guerra.
Sul Massiccio sono attese migliaia di alpini che saliranno
la statale Cadorna, chiusa al traffico regolare, con
un’ottantina di autobus per seguire la cerimonia
dell’alzabandiera e della deposizione di una corona
d’alloro. Il vescovo di Padova celebrerà una messa. Carlo
Barbieri
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08
Maggio 2008 |
| LA
PRESENTAZIONE. A Palazzo Roberti |
| Alpini,
parole e immagini di un mito |
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Rispetto
a tutti gli altri corpi dell'esercito italiano, quello degli
alpini è, in assoluto, il più amato e il più popolare: lo
confermano l'impegno e l'entusiasmo con cui tutta la città
si prepara ad ospitare l'81° adunata nazionale dell'Ana.
Lo storico Marco Mondini, bassanese e lui stesso alpino, ha
analizzato le ragioni e la storia di questa popolarità nel
libro dal titolo “Alpini: parole e immagini di un mito”,
presentato martedì alla libreria palazzo Roberti.
L'incontro rientra nei numerosi appuntamenti culturali
organizzati dall'Ana Montegrappa, in vista dell'attesa
manifestazione.
Accanto all'autore, sono intervenuti anche il rappresentante
nazionale dell'Ana Alessandro Rossi e lo storico bassanese
Paolo Pozzato per illustrare il volume al numeroso pubblico
presente.
«Il mito degli alpini - ha detto nell'introduzione
Alessandro Rossi - si consolida nel tempo attraverso il
sacrificio e l'umanità che ne sono il collante. Dai vari
fronti, dall'Albania e dalla Russia in particolare, nasce il
rovesciamento della sconfitta che trova purificazione nella
lotta partigiana, nella Resistenza e nei campi di sterminio:
in questo modo, gli alpini entrano nella leggenda del nostro
popolo».
Come spiegato da Paolo Pozzato, la mitologia che investe le
penne nere risale alla Grande guerra poiché, fino ai primi
del Novecento, il corpo più acclamato dell'esercito è
quello dei bersaglieri. Dopo la conquista del Montenero e
dopo le altre rilevanti imprese degli alpini si consolida un
mito che prosegue anche durante il ventennio fascista,
intrecciandosi a quello degli arditi. Mondini ha preso in
esame una bibliografia di oltre centocinquanta titoli,
individuando le motivazioni dell'affermarsi di una leggenda
e di un fenomeno che risulta essere unico al mondo.
La letteratura e la memorialistica, in primis, hanno avuto
molto peso nella creazione di questo mito.
«L'idea del libro - ha detto l'autore - è nata dalla
volontà di spiegare la celebrità degli alpini. Il volume
non è la storia dell'Ana ma di un immaginario collettivo
che sussiste al di là di ogni ideologia o stagione
politica. Gli alpini - ha concluso Mondini - godono di una
straordinaria fortuna letteraria e, in virtù dei loro
successi nel campo di battaglia, sono diventati i migliori
figli della nazione, i difensori della patria».
L'affermazione del loro leggendario coraggio spetterebbe,
dunque, all'Ana che, nei decenni, ha saputo farsi
depositaria della storia di questo corpo, coronando di
eroismo le molteplici imprese compiute dagli scarponi
d'Italia. E.C.
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08
Maggio 2008 |
| SCARPONI
D’ITALIA. Arrivati su biciclette tricolori o
Campagnole militari, da Montesuello di Salò e da
Sirmione |
| Tra
Castelcucco e Castagnito un’amicizia nata alle
adunate |
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Per
gli alpini, l’annuale adunata nazionale rappresenta la più
importante occasione per ritrovare i vecchi compagni di
naja, ma anche per stringere e consolidare nuove amicizie,
nello spirito di fratellanza e di condivisione che da sempre
caratterizza il corpo degli scarponi d’Italia.
È il caso, ad esempio, delle due sezioni di Castelcucco e
Castagnito che si sono conosciuti quattro anni fa e da
allora si ritrovano ad ogni adunata.
A Bassano, sono arrivati ieri ed alloggiano in tenda in via
Passalacqua: Massimo Torresan e Dario Ceccato per
Castelcucco e Francesco Mozza e Luca Rapalino per Castagnito
ci raccontano dello spirito di amicizia proprio degli
alpini, la loro facilità a socializzare offrendo
l’immancabile "goto de vin" e chiamando chi è
dotato di fisarmonica a suonare le tradizionali cante
alpine.
Leggendaria, delle penne nere, è pure la capacità di
munirsi dei mezzi più curiosi per spostarsi nei luoghi
dell’adunata: un esempio è Angelo da Brescia che,
giocando col proprio nome, si autodefinisce "senza ali,
ma coi pedali". Su una bicicletta verde, bianca e rossa
e con il tricolore svolazzante, dal primo maggio ad oggi, ha
percorso il bassanese, fino ad Asiago. Ha r inunciato
al Grappa "perchè - egli racconta - per affrontarlo ci
vorrebbero vent’anni di meno". Appartiene alla
sezione di Montesuello di Salò e, alloggiato in viale
Vicenza, attende tra oggi e domani gli altri ottocento
alpini del suo gruppo.
Degni di nota sono pure Franco e Giacomo, due alpini di
Sirmione che percorrono Bassano con una Campagnola militare
del 1958. «Siamo arrivati lunedì sotto la pioggia -
racconta Franco - ma non abbiamo paura perchè gli alpini
hanno il coraggio e la forza per affrontarla».
Oltre al Ponte, hanno visitato la caserma Montegrappa e sono
saliti ad Asiago; oggi sarà la volta del Sacro Monte. «Siamo
una quarantina da Sirmione - ha aggiunto Giacomo - e ieri
sera ci siamo ritrovati per mangiare insieme e intonare
qualche canto. Con questa adunata intendiamo portare
benessere e pace al Bassanese». E.C.
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07
Maggio 2008 |
| AUTORITÀ.Il
presidente della Regione ha invitato il nuovo
premier |
| Berlusconi
atteso in città con La Russa |
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 Il
nome più quotato è quello di Ignazio La Russa ma per molti
non sarebbe così remota la possibilità che, ai piedi del
Grappa, in occasione dell’ottantunesima adunata nazionale
degli alpini possa giungere, come massimo rappresentante del
nuovo esecutivo, lo stesso Silvio Berlusconi.
A confermarlo d’altro canto è stata ieri pomeriggio
l’assessore regionale Elena Donazzan.
«Non è escluso - ha risposto a chi la interpellava
sull’argomento -. So infatti che il governatore del Veneto
Giancarlo Galan ha invitato il leader del Popolo delle
libertà a Bassano per questo evento».
È quindi possibile che il capo del prossimo governo possa
davvero far tappa in città, anche se per il momento non ci
sono in merito notizie ufficiali. Sebbene scorrano via
veloci i giorni e le ore che separano il piccolo centro
dall’abbraccio delle penne nere e manchi davvero poco
all’avvio del raduno Ana, ancora non è dato infatti
sapere con certezza quali saranno le autorità che dalla
Capitale giungeranno ai piedi del Grappa in occasione della
sfilata finale di domenica e delle celebrazioni a Cima
Grappa.
 Nessuna
conferma è ancora giunta sulle rive del Brenta da Roma,
dove si sta compiendo proprio in questi giorni il delicato
rito del passaggio delle consegne tra il governo precedente
e i vincitori delle ultime elezioni. Qualche indiscrezione
tuttavia, come sempre accade, è già filtrata. Negli
ambienti Ana da tempo si vocifera che, con tutta probabilità
sarà l'onorevole. di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa,
in qualità di nuovo ministro della difesa, a portare agli
alpini il saluto dello Stato e anche in questo caso
l’assessore Donazzan non ha smentito. Su questa eventualità,
poco più di una settimana fa si era sbilanciato d’altro
canto anche il presidente del comitato organizzatore del
convegno Paolo Casagrande. Da ieri mattina tuttavia, tale
ipotesi è presa in considerazione assieme a quella di una
sortita di Silvio Berlusconi.
Sembra invece assodato che non sarà presente la massima
carica dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano. Il primo rappresentante della nazione era stato,
come di prassi, invitato alla manifestazione ma non
interverrà.
La notizia è giunta ieri pomeriggio proprio per voce del
col. Casagrande, che, a margine della conferenza stampa di
presentazione del neonato comitato per la difesa della
caserma Montegrappa, ha smentito nella maniera più assoluta
tutte le voci di corridoio relative ad un possibile arrivo
di Napolitano. C.Z.
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07
Maggio 2008 |
| VIABILITÀ.
Viale Venezia transennato. In piazzale Trento, dopo
la rimozione di due aiuole, sono iniziati i lavori
per la collocazione delle gradinate per 2104 posti a
sedere |
| Si
montano le tribune, via gli spartitraffico |
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In
viale delle Fosse sono apparse le impalcature delle tribune,
lungo viale Venezia è stata sistemata una lunga fila di
transenne e all’imbocco di discesa Brocchi, davanti a
piazzale Trento, sono state letteralmente rimosse due
aiuole.
Mentre
prosegue veloce il conto alla rovescia dei giorni e delle
ore che separano Bassano dall’adunata, altrettanto
febbrilmente procedono in città i lavori di allestimento
delle strutture necessarie per l’ottantunesimo convengo
alpino. A San Vito, è apparsa una nuova rotatoria e ieri
mattina, ai due lati di Viale delle Fosse, è iniziato
l’assemblaggio dei palchi d’onore su cui siederanno le
autorità e i più fortunati tra gli spettatori della
sfilata conclusiva, circa 2104 persone.
Contestualmente gli uomini del Comune hanno provveduto a
rimuovere i due spartitraffico collocati al centro
dell’importante arteria cittadina, così com’era già
avvenuto una decina di giorni fa per quelli posti
all’intersezione tra viale Parolini e viale XI Febbraio.
Domenica, infatti, la strada dovrà essere sgombra da
qualsiasi ostacolo per lasciar libero il passaggio dei
gruppi di alpini che parteciperanno al corteo finale.
Per tutta la giornata di ieri, quindi, gli operai sono
rimasti al lavoro quasi al centro della strada e il comando
dei vigili ha dovuto inviare i suoi agenti per dirigere e
coordinare il traffico.
«Ora le operazioni andranno avanti a oltranza e si lavorerà
anche di notte - ha riferito il presidente dell’Ana
Montegrappa Carlo Bordignon -. In viale Venezia sono già
state sistemate le transenne ed entro domani pomeriggio
(oggi, ndr) anche le tribune dovranno essere pronte».
Una volta che le strutture saranno montate infatti, gli
uomini delle forze dell’ordine dovranno avere il tempo per
controllarle e per verificare che tutto sia in ordine e in
linea con le disposizioni in materia di sicurezza e di
circolazione stradale. Caterina Zarpellon
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07
Maggio 2008 |
| MULTA.
La prima sanzione della polizia locale inaugura la
linea dura dell’Amministrazione |
| Guerra
a trabiccoli e trattorini Che
botta agli alpini trevigiani! |
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Il
comitato organizzatore dell’Ana e gli amministratori
bassanesi erano stati chiari e avevano avvertito tutti:
niente trabiccoli in città durante l’adunata e pene
severe per i trasgressori.
E così, non appena iniziata la settimana del grande
convegno alpino, i vigili bassanesi hanno intensificato i
controlli e hanno subito bloccato il primo mezzo
“improprio” comparso sulle strade bassanesi, sanzionando
con 1000 euro di multa gli autisti del folcloristico
carretto a motore.
In viale del Gasperi gli uomini della polizia municipale
hanno infatti fermato un gruppo di penne nere provenienti da
Treviso che viaggiavano su una vecchia automobile di piccola
cilindrata, modificata appositamente per l’occasione.
Gli agenti hanno intimato l’alt alla squadra di cappelli
grigioverdi a bordo e hanno subito sequestrato il mezzo,
comminando poi una salatissima ammenda agli alpini
trevigiani, ai quali non è rimasto che consegnare l’auto
agli uomini del comando cittadino.
I controlli, ha assicurato l’assessore alla sicurezza e
alla polizia municipale Claudio Mazzocco, proseguiranno per
tutta la settimana e gli agenti saranno intransigenti.
Lo stesso Comitato organizzatore e anche l’Ana nazionale,
d’altro canto, appoggiano pienamente la “linea
dura" adottata dall’amministrazione.
Un’atteggiamento intransigente ma indispensabile per
evitare che le strade del territorio ai piedi del Grappa si
riempiano di trabiccoli, trattorini e improbabili mezzi
semoventi, destinati a intralciare il traffico e a rendere
ancor più difficoltosa la circolazione.
«Quello di viale De Gasperi è stato il primo episodio - ha
commentato infine il membro della Giunta - ma continueremo
ad essere ferrei anche nei prossimi giorni».
Come si suol dire... “alpino avvisato”... . C.Z.
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07
Maggio 2008 |
| IL
TAGLIO DEL NASTRO. La struttura ospedaliera è stata
presentata a sindaci e amministratori |
| Nuovo
pronto soccorso al battesimo del fuoco |
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Nuovo,
ampliato, reso più razionale e potenziato nei servizi che
sarà in grado di offrire: si è presentato così il pronto
soccorso del San Bassiano a sindaci ed assessori dei 28
Comuni dell'Ulss 3, convocati dopo i lavori di
ammodernamento (costati oltre 1.700.000 euro, 800.000 dei
quali messi a bilancio dalla Regione) dell'area dedicata
alle emergenze.
«La
zona del pronto soccorso - ha spiegato il direttore medico
Claudio Menon - è cresciuta di ottocento metri quadri, di
fatto raddoppiando in estensione, ma le innovazioni più
significative riguardano non tanto l'ampliamento degli
spazi, quanto la loro razionalizzazione. Se in precedenza -
ha aggiunto - avevamo un corridoio affiancato dai singoli
reparti, oggi abbiamo una centrale operativa totalmente
informatizzata, dalla quale si dipartono a raggiera i
singoli settori dedicati alle diverse emergenze».
«L' Accettazione è stata modificata in modo da tutelare la
privacy dei pazienti» ha aggiunto il direttore generale
dell'Ulss 3 Valerio Alberti.
«Tornando ad aspetti medico-sanitari - ha ripreso la parola
Menon - l'area pensata per le emergenze (la cosiddetta
“zona rossa”) è costruita secondo criteri di sicurezza
europei, così da dare la possibilità ad una stessa équipe
di seguire efficacemente più di una emergenza in
contemporanea. In aggiunta sarà presto operativa un'
“area di bonifica”. Non dimentichiamo poi, all'esterno,
l'ampliamento degli spazi per l'atterraggio degli elicotteri
e il quartier generale del Centro operativo misto, l'unità
di intervento che raggruppa trenta postazioni di lavoro di
personale ospedaliero, protezione civile e forze dell'ordine».
Il pronto soccorso è rinnovato e il primo test di
funzionamento sarà l'adunata. «Con l'augurio - come ha
dichiarato il sindaco Bizzotto - che una struttura così
moderna e funzionale sia chiamata a lottare col minor numero
possibile di emergenze».L.P.
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07
Maggio 2008 |
| Un
cordone sanitario efficiente e capillare |
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Sette
punti medici avanzati (PMA) attivi ventiquattro ore su
ventiquattro: in Prato S. Caterina, nell' ex spedale, al
Centro giovanile, in Angarano a palazzo Bonaguro, in viale
Venezia nell'ex casema Montegrappa, a Romano , a San
Fortunato e sul Grappa in località Cason de Meda lungo la
"Cadorna", con il compito di alleviare le fatiche
dell'ospedale cittadino, trattando le patologie minori e
stabilizzare le maggiori (codice giallo e rosso). Tre
presidi medici fissi (a Rosà, Marostica e Carpanè) e
quattro mobili, per le aree più difficilmente accessibili,
per fungere da supporto all'attività di primo soccorso.
Guardia medica potenziata, così da coprire il maggior
numero di emergenze durante le 72 ore dell'adunata alpina,
coordinata con la task force del Centro operativo misto che
riunisce medici, volontari, protezione civile e forza
dell'ordine nel quartier generale del San Bassiano e, a
completamento del tutto, gli elicotteri-ambulanza trasferiti
ai piedi del Grappa per essere più vicini ai luoghi
dell'adunata. È questo, in estrema sintesi, il piano di
assistenza sanitaria predisposto dall'Ulss 3 per intervenire
durante i giorni che vedranno Bassano "invasa"
dalle penne nere: "un piano integrato a più livelli
per essere capillarmente e tempestivamente presenti dove ci
sarà bisogno di un intervento medico", come ha
spiegato il direttore generale Valerio Alberti.
Sulla scorta dell'esperienza delle precedenti adunate la
rete "presidi fissi-presidi mobili" dovrà
garantire la miglior copertura possibile, in grado di
coprire anche imprevisti ed eventi difficilmente
ponderabili. E per non lasciare nulla al caso, ieri
pomeriggio alle 17 sono arrivate in dono al Pma del centro
storico quattro bici-mediche donate dall'associazione
"No profit center" di Romano d'Ezzelino.
"Mezzi che permetteranno ai volontari - come ha
commentato il presidente di No profit center, Giancarlo
Andolfatto - di muoversi agevolmente tra le vie del centro,
così da portare rapidamente il loro aiuto, dove
richiesto".L.P.
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07
Maggio 2008 |
| ASANITÀ.
Il 29 aprile è stato sottoscritto con la dirigenza
dell’Asl il piano d’emergenza predisposto con la
prefettura. Potenziati i distretti e tutti i servizi |
| Ulss,
350 addetti in più nel fine settimana |
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«Durante
l’adunata tutti i servizi sanitari saranno garantiti. I
proclami di sciopero vengono da una minoranza che, tra
l’altro, ha firmato assieme a noi gli accordi con
l’amministrazione dell’Asl 3».
Il personale dell’ospedale di Bassano sta con gli alpini e
nei giorni centrali del convegno nazionale delle penne nere
è pronto ad assicurare un servizio straordinario per
garantire l’assistenza sanitaria a tutti i 400 mila ospiti
attesi ai piedi del Grappa. È questo il messaggio lanciato
ieri mattina, all’ingresso del nosocomio di via dei Lotti,
dal coordinatore delle Rsu ospedaliere e dagli esponenti
provinciali di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica.
Dopo aver ascoltato gli annunci dei portavoce dei sindacati
di minoranza come il Nursind, pronti a far incrociare le
braccia ad operatori e infermieri proprio nel clou della
manifestazione, le maggiori sigle sindacali attive nella
struttura cittadina hanno voluto tranquillizzare i bassanesi
e le penne nere che stanno già arrivando in città in
occasione dell’adunata alpina. Emiliano Galvanetto (Cisl),
Carola Paggin (Uil) e Giancarlo Puggioni (Cgil) hanno
infatti ricordato che il 29 aprile scorso è stato
sottoscritto con la dirigenza sanitaria dell’Ulss
bassanese un’intesa relativa al piano sanitario
d’emergenza approvato nei mesi scorsi dalla prefettura di
Vicenza, dalle forze dell’ordine e da tutti gli enti e le
organizzazione coinvolte nell’organizzazione del raduno.
Un protocollo messo a punto per fornire le cure mediche a
tutte le persone in arrivo e, di fatto, approvato da tutte
le sigle sindacali.
«Hanno firmato anche quanti ora contestano i patti e
minacciano scioperi» ha precisato Galvanetto, sottolineando
poi come il documento preveda l’impiego, nel fine
settimana di 350 addetti in più rispetto al normale, ma
anche una serie di garanzie e di gratificazioni per gli
operatori, gli infermieri e i tecnici che dovranno
rinunciare alle ferie e ai riposi o che dovranno sobbarcarsi
turni più pesanti. «Rispetto a quanto era accaduto due
anni fa ad Asiago - continuano i sindacalisti - abbiamo
ottenuto dall’azienda di poter mettere in campo un numero
di dipendenti inferiore ma comunque sufficiente a garantire
un servizio adeguato all’afflusso previsto». «Basti
pensare - dicono ancora i sindacalisti - che al pronto
soccorso saranno sempre operativi 15 infermieri, a cui se ne
aggiungerà uno reperibile». Sono stati potenziati anche i
distretti e i cambi turno sono stati predisposti in maniera
da non coincidere con gli orari critici per la viabilità
bassanese nei giorni del’adunata.
L’amministrazione dell’Ulss di Bassano ha poi messo a
disposizione una somma per indennizzare e gratificare
economicamente tutti quei dipendenti che saranno al lavoro
in queste giornate intense per la città.
«La cifra è cinque volte superiore a quella prevista per
l’adunata sull’Altopiano - evidenziano i portavoce dei
lavoratori - ma anche su questo le sigle minoritarie ora
trovano da ridire. Eppure al tavolo delle trattative non
hanno mai contestato nulla».«È chiaro - commenta il
coordinatore Rsu Maurizio De Rossi - che questa polemica è
stata creata solo perché qualcuno potesse avere visibilità»
«Stiamo però parlando di un gruppuscolo - insiste
Giancarlo Puggioni -. Il personale dell’ospedale è a
disposizione e si trova in piena sintonia con l’evento. E
questa è anche un’assunzione di responsabilità».
I bassanesi e le penne nere non avranno quindi di che
preoccuparsi, lasciano intendere i rappresentanti di Cgil,
Cisl e Uil.Il fatto stesso che tutti abbiano siglato
l’intesa del 29 aprile di fatto, d’altro canto, dovrebbe
annullare ogni possibilità di sciopero. Caterina Zarpellon
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07
Maggio 2008 |
| INFORMAZIONE.
Trasmesse la cerimonia sul Grappa e la sfilata |
Tutta
l’adunata in diretta tv
L’esclusiva è di Tva Vicenza |
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Quest'anno
tutta la sfilata di domenica sarà trasmessa in diretta
satellitare e tutto il mondo potrà puntare gli occhi sugli
alpini a Bassano. L'iniziativa viene da Tva Vicenza, che
venerdì e domenica trasmetterà la cerimonia del Grappa e
la sfilata di tutte le sezioni alpine dal proprio canale
satellitare Sky 907, in una prima assoluta a livello
nazionale ed europeo, esclusiva di questa rete.
Venerdì, il canale 907 Sky rivolgerà l’obiettivo al
sacrario del Grappa e la cerimonia sarà visibile sui due
megaschermi predisposti dall'Ana in centro città: alle 9.30
la trasmissione inizierà con la messa in onda del filmato
"Bentornati alpini", che ripercorre l'adunata
nazionale del 2006 ad Asiago, e proseguirà con la diretta
della cerimonia di Cima Grappa. Conclusa la celebrazione, il
907 Sky ospiterà il filmato storico dal titolo "La
Grande guerra", prodotto da Videomedia e Rossato
Edizioni, con le immagini originali della battaglia
combattuta sul Sacro monte.
La trasmissione di domenica verterà invece
sull’appuntamento clou dell’adunata, con la diretta
non-stop della sfilata dalle 8.45 alle 18.30, e continuerà
in serata alle 20.45 e alle 23.45. Repliche dell’evento
andranno in onda il lunedì e il martedì seguenti,
rispettivamente alle 9.30 e alle 21; contemporaneamente un
documentario su Tva Vicenza racconterà l'intera adunata.
Le riprese saranno raccolte in cassetta e dvd che, sabato 17
maggio, potranno essere acquistati in tutte le edicole.
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07
Maggio 2008 |
| L’ARRIVO.
In città già si vedono numerose penne nere
provenienti dal Nord Italia. I primi commenti |
| Da
Como sul Ponte «Qui ci ridiam la mano» |
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Il
conto alla rovescia in vista dell’adunata sta per
terminare: l’invasione delle penne nere è attesa domani
ma già nei giorni scorsi i rappresentanti di alcune sezioni
sono arrivati in città.
L’atmosfera che si respira è effervescente soprattutto
nella sede del comitato organizzatore della manifestazione,
intento ormai negli ultimi preparativi.
Il
punto di riferimento, come facilmente prevedibile, resta il
Ponte vecchio, adottato alla finedella seconda guerra
mondiale dall’Ana e in questi giorni addobbato per
l’atteso, grande, evento con decine di bandiere
biancorossoverdi mosse dal vento della Valsugana.
Sullo storico simbolo bassanese, quattro alpini cadorini si
sono incontrati ieri con altrettanti romagnoli: i primi
appartengono alla sezione Ana di Auronzo mentre i secondi a
quella di Dozza, vicino a Imola. Sono amici di vecchia data
che si sono conosciuti nel 1976 e hanno fatto dell’adunata
nazionale Ana l’occasione per rincontrarsi ogni anno.
Alloggiano a Thiene e ad Alano di Piave e resteranno qui
fino a lunedì: con sè hanno portato l’immancabile
cappello e la divisa per la sfilata di domenica.
Molin Ottavio ha 82 anni e da 37 è capogruppo degli alpini
di Auronzo. «Nel tragitto da Thiene a Bassano - racconta
l’alpino - ci siamo fermati a Marostica e poi siamo giunti
sul Ponte degli Alpini per ammirarlo, sorseggiando le grappe
Nardini e Poli. Domani visiteremo il Grappa e venerdì
accompagneremo la bandiera». Il più giovane del gruppo è,
invece, Fabio Nanni che ha 41 anni: è l’alfiere del
gruppo e domenica, in sfilata, porterà il gagliardetto
sezionale. Casualmente, sul Ponte Vecchio gli otto alpini
hanno incontrato il sindaco Gianpaolo Bizzotto e hanno
rivolto parole di apprezzamento per la nostra città e per
la calda accoglienza finora ricevuta.
Altre sezioni, provenienti da diverse parti d’Italia, sono
al lavoro da alcuni giorni per affiancare l’Ana
Montegrappa e il comitato organizzatore nella preparazione
dell’evento. Ieri mattina, in via Angarano sono giunti
numerosi alpini delle sezioni di Como e Lecco, in divisa
rossa, pronti per ripulire gli argini della Brenta.
Sono in città già da domenica sera e alloggiano nella
storica caserma Montegrappa: Felice, Giorgio, Giacomo,
Ernesto e molti altri formano questo gruppo di volontari
della protezione civile, impegnati a preparare
l’accoglienza degli altri alpini. Oltre al cappello e in
vista del lavoro che li attende, hanno caricato i furgoni
con svariati attrezzi: «motoseghe, badili, carriole e tanta
buona volontà», spiegano i rappresentanti del gruppo che,
domenica, sfilerà con la divisa gialla della protezione
civile: testimonianza dello spirito volontaristico e civile
del corpo degli alpini.
In questi giorni, i volontari hanno percorso e ripulito i
sentieri lungo il fiume, fino al Monte Crocetta: come gli
alpini di Como raccontano, hanno una lunga esperienza di
interventi di questo tipo, spesso anche in situazioni più
drammatiche, come nel caso di terremoti o alluvioni. Questa
volta sono mossi dall’entusiasmo dell’adunata e dalla
speranza di ritrovare molti vecchi compagni. E.C.
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07
Maggio 2008 |
| TRASPORTI.
Potenziati i servizi ferroviari |
| Per
l’Adunata più di 500 treni e 225 mila posti |
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In
occasione dell'Adunata e al conseguente straordinario
afflusso di viaggiatori, l'offerta ferroviaria delle linee
Venezia-Bassano-Trento, Padova-Cittadella-Bassano,
Padova-Castelfranco e Vicenza-Treviso è stata riprogrammata
e potenziata per dare un servizio più adeguato alla
clientela.
La direzione del “trasporto regionale del Veneto” di
Trenitalia, in collaborazione con l'Associazione nazionale
alpini e il comune di Bassano, ha predisposto un programma
con 515 treni e 225 mila posti; all'offerta ordinaria si
aggiungono quindi 216 treni straordinari e 145 mila posti.
Potenziati sia il servizio di vendita nelle biglietterie che
quelli di assistenza e informazione nelle stazioni
interessate dalla manifestazione, oltre ai presidi delle
sale operative territoriali.
Il piano di trasporto, frutto di un notevole sforzo
organizzativo da parte di Trenitalia è stato reso possibile
anche grazie all'apporto di personale e mezzi di altre
regioni.
Il piano prevede il potenziamento dei treni ordinari da
Venezia, Treviso, Padova e Vicenza per Castelfranco e
viceversa; un servizio di treni navetta a orario cadenzato
da Cittadella a Bassano e da Bassano a Primolano e
viceversa; e un servizio navetta ad alta capacità tra
Castelfranco e Bassano.
Per viaggiare con questi treni è necessario essere muniti
del regolare biglietto di viaggio, da convalidare prima di
salire in treno.
I biglietti si possono acquistare sia presso le biglietterie
che i self service e i punti vendita esterni. Si consiglia
di acquistare anticipatamente anche i biglietti per il
viaggio di ritorno.
Informazioni sull'offerta sono disponibili in stazione, sul
sito www.ferroviedellostato.it e telefonando al call center
892021.
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07
Maggio 2008 |
| Un
“ponte” in miniatura accoglie gli ospiti |
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Sono
innumerevoli le riproduzione del Ponte degli Alpini, tra
souvenir ed immagini decorative, sparse nei negozi e nelle
vetrine che raccolgono gli oggetti tipici o rappresentativi
della nostra città. 
In questi giorni, anche una scultura in legno lo ripropone
nelle dimensioni di sei metri di lunghezza per quasi tre di
altezza: l’opera è di Cristian Rossi, infermiere del 118
di Cittadella e residente a Crespano, da molti anni
appassionato modellista.
Già medaglia d’oro al valore civile, Rossi ha riprodotto
il Ponte Vecchio nelle sue esatte fattezze, intagliando il
legno di abete, tutte le sere, per due anni. Egli ha voluto
realizzarlo per rendere onore alla città di Bassano e agli
alpini: una fatica che ora è stata ricompensata con
l’esposizione della scultura in uno dei punti nevralgici
dell’adunata, di fronte alla sede del comitato
organizzatore della manifestazione.
Questo Ponte Vecchio in miniatura non mancherà di attirare
l’ammirazione dei moltissimi alpini e visitatori attesi a
Bassano per i prossimi giorni e resterà esposto fino a
lunedì. "Se ci saranno offerte o se sarà venduto - ha
detto l’autore Cristian Rossi - il ricavato sarà devoluto
per la costruzione del nuovo centro parrocchiale di
Crespano". E.C.
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07
Maggio 2008 |
| VANDALI.
Dopo i tricolori bruciati a Rosà |
| Rubate
le bandiere da via Tabacco |
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Vedere
la città tinta con il tricolore fa sicuramente un grande
effetto. Bandiere, striscioni e addobbi in onore degli
alpini impreziosiscono ancor di più gli scorci più
suggestivi della nostra città. Purtroppo, però, il
notevole sforzo degli organizzatori dell’Adunata in alcune
zone è stato rovinato dai soliti incivili.
È il caso del sottopasso di via Tabacco: prima bardato con
delle bandiere a caduta ma ora già spoglio, poichè qualche
maleducato si è divertito a far sparire i drappelli.
Davvero un peccato perchè al passaggio, già degradato per
colpa di rifiuti e muri imbrattati, le bardature tricolori
donavano anche.
I gesti di vandalismo, in questi giorni, interessano però
anche la zona di Rosà. Nel parco delle Rose, i soliti
ignoti si sono accaniti contro le bandiere appese ai pali
della pubblica illuminazione. Quando uno dei volontari dei
quartieri che dormiva all'interno del teatro tenda per
controllare la zona è stato svegliato dal baccano fatto dai
bulli, ha cercato di affrontarli ma essendo da solo contro
cinque ha poi lasciato perdere.
La scorsa settimana erano state strappate altre bandiere
dalla sede degli alpini, che poi erano state anche bruciate.
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06
Maggio 2008 |
| ARRIVANO.
Ultimi interventi per ospitare migliaia di penne
nere |
| Mancano
solo tre giorni “all’alba” |
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Mancano
ancora tre giorni all’alba ma a Bassano scattano le prime
misure eccezionali previste per l’adunata e fervono i
lavori lungo il percorso della sfilata e negli attendamenti.
Preannunciata sabato scorso dall’inaugurazione del quarto
ponte sul fiume, è iniziata ieri, ufficialmente, sulle rive
del Brenta la settimana dell’ottantunesimo convegno
nazionale degli alpini. E mentre i gruppi Ana di tutta
Italia e dall’estero cominciano a piantare le tende ai
piedi del Grappa, l’amministrazione e il comitato
organizzatore dell’evento hanno cominciato a mettere in
atto alcuni dei provvedimenti straordinari studiati nei mesi
scorsi e a preoccuparsi dell’allestimento delle transenne
e delle tribune per il corteo finale di domenica.
Tribune che sarebbero dovute arrivare nella mattinata di
ieri in piazzale Trento ma che in realtà sono giunte a
destinazione solo nel tardo pomeriggio.
«Ci sono stati dei contrattempi - ha spiegato il presidente
della sezione Ana Montegrappa Carlo Bordignon - ma domani
mattina (oggi ndr) gli operai inizieranno a montarle».
Ieri intanto i tecnici della ditta Scotton di Mussolente si
sono messi al lavoro per sistemare, lungo il tragitto della
sfilata, un adeguato impianto audio. Sono stati piazzati dei
megafoni in viale delle Fosse e all’imbocco di Largo
Parolini ma, a quanto conferma l’addetto stampa del
comitato organizzatore Flavio Gollin, l’amplificazione
arriverà anche in viale Venezia e nel piazzale del Tempio
ossario. In questa zona e anche in piazza Libertà si sta
inoltre pensando di collocare, nei prossimi giorni, due
maxischermi per permettere a tutti di assistere alla
cerimonia di Cima Grappa di venerdì e alla messa solenne
che sarà celebrata sabato pomeriggio all’ossario.
«Sono poi entrate in funzione le cucine dell’ex ospedale
e della caserma Montegrappa - continua Gollin -, che
verranno gestite dai gruppi di Casoni e di Casella
d’Asolo. E sono arrivati anche i primi delegati delle
sezioni estere».
Con l’approssimarsi della manifestazione delle penne nere,
per gli abitanti della città del Grappa sono cominciati però,
inevitabilmente, anche i primi disagi di tipo viabilistico.
Ieri mattina infatti la stazione delle corriere di piazzale
Trento, per permettere l’allestimento dei palchi
d’onore, è stata spostata in via Chilesotti per le
percorrenze urbane e in viale Diaz per quelle extraurbane e
in molte strade del centro è stata vietata la sosta alle
auto, anche se in realtà, come ha spiegato l’assessore ai
lavori pubblici Egidio Torresan, nella prima giornata di
quella che si preannuncia come una settimana campale per i
bassanesi, «si è mantenuta una certa tolleranza». C.Z.
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06
Maggio 2008 |
| Vetrine
e negozi in tema col grande evento |
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Un
successo il concorso lanciato dall’Umce per premiare le
vetrine più belle in sintonia con i simboli dell’adunata.
Un
fiorire di antichi, preziosi, cimeli e bandiere tricolori in
tutto il Bassanese a conferma della simpatia e dell’amore
della gente per gli alpini in arrivo da tutta Italia.
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06
Maggio 2008 |
| Nonostante
la pioggia di ieri mattina è cominciato il
montaggio delle strutture |
| In
Prato Santa Caterina la cittadella militare |
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L’esercito
arriva a Bassano e pianta le tende in Prato Santa Caterina e
in Parco Ragazzi del ’99, due siti strategici della città
del Grappa scelti per ospitare, nei giorni
dell’ottantunesima adunata nazionale degli alpini, una
vera cittadella militare.
Mentre
in tutta la città fervono i preparativi per il grande
evento di venerdì, sabato e domenica, anche nel parcheggio
e nell’area verde a nord del centro storico i lavori sono
già iniziati. E nonostante la pioggia di ieri mattina,
entro oggi con tutta probabilità i soldati della Brigata
alpina Julia incaricati di seguire questo settore della
manifestazione, riusciranno a completare l’allestimento
del campo: finiranno quindi di montare gli stand espositivi
e di attrezzare le strutture di servizio per il personale
della cittadella.
Le operazioni sono partite nella prima mattinata di ieri,
quando, all’interno del parco e nel piazzale hanno
cominciato ad essere scaricati dai mezzi militari tende,
teloni e travi e pali di metallo. Decine di uomini in
divisa, provenienti dai reparti di Udine, di Belluno ma
anche da nuclei minori, hanno così potuto dare il via ad
una serie di attività che trasformeranno il
"prato" in una vetrina d’eccezione, dove le
penne nere attese ai piedi del Grappa per la sfilata e tutti
i bassanesi e i visitatori potranno ammirare le attrezzature
tecniche messe a disposizione del corpo degli alpini ma
anche le attività in cui sono solitamente impegnati gli
uomini e le donne di questo settore dell’esercito.
«Nell’area del parcheggio - ha spiegato il maresciallo
Davide Paoloni, del reparto comando supporti tattici della
Brigata Julia di Udine - verranno allestiti una decina di
stand in cui verrà esposto l’equipaggiamento tecnico
delle truppe alpine: ci saranno armi e un poligono ma anche
una palestra di roccia».
Sarà invece riservato esclusivamente al personale della
cittadella militare un particolare settore del parco, dove i
soldati hanno cominciato a montare tre tende da tre metri
per otto e dove gli addetti agli stand avranno uno spazio
dedicato esclusivamente a loro.
«Questo sito - ha continuato l’ufficiale - diverrà la
base logistica per chi lavorerà all’interno della
cittadella militare».
Nei prossimi giorni inoltre in Prato Santa Caterina sarà
allestito anche uno dei sei punti medici avanzati previsti
nei mesi scorsi dal Comitato organizzatore dell’Ana e
dall’Azienda sanitaria in città e nel comprensorio e
sempre in questa zona è già stata individuata un’area da
usare, in caso d’emergenza, come piazzola per gli
elicotteri. C.Z.
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06
Maggio 2008 |
| MONTE
GRAPPA. In occasione dell’adunata nazionale sarà
estesa la copertura della rete per la telefonia
mobile |
| Gli
alpini “regalano” cellulari che funzionano |
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Per
la Comunità montana del Brenta l’adunata nazionale 2008
ha costituito l’occasione da non perdere per riproporre la
necessità della copertura cellulare sul Massiccio del
Grappa. Questa volta due gestori hanno accolto l’appello,
dichiarando la disponibilità a installare stabilmente delle
apparecchiature per assicurare il servizio.
Nella postazione di Col della Berretta, che servirà la zona
Finestron, Col dei Prai, Cima Grappa e località Lepre,
verranno installati ripetitori Tim e Wind; mentre nella
postazione dei Colli Alti, che servirà San Giovanni, Campo
de Roa, Ponte San Lorenzo, Cibara e Val dea Giara, verrà
installato un ripetitore Tim.
Per la realizzazione dell’iniziativa si è reso dunque
necessario il coinvolgimento di più soggetti. S
i è dovuta prevedere la collocazione di adeguate strutture
per accogliere le apparecchiature. Operazione resa possibile
per l’intervento finanziario della Comunità montana che
ha sottoscritto una convenzione con l’impresa che cura la
diffusione dei segnali telefonici e televisivi sul Grappa.
Inoltre,
l’attuazione dell’iniziativa ha richiesto la
collaborazione dei Comuni di Cismon del Grappa (postazione
Col della Beretta) e Solagna (postazione Colli Alti), nel
cui territorio vengono posizionate le apparecchiature
telefoniche per il rilascio delle necessarie autorizzazioni.
Grazie alla disponibilità di tecnici e funzionari delle
imprese e all’interessamento dei Comuni, si sta
realizzando in questi giorni l’intervento per assicurare
la ricezione telefonica mobile a partire dall’Adunata
nazionale degli Alpini.
La copertura telefonica mobile del Massiccio del Grappa,
tuttavia, è stato un problema che i cittadini e le
associazioni che operano nella zona hanno posto da tempo
all’attenzione degli Enti pubblici.
In passato la Comunità montana aveva più volte sollecitato
i gestori di reti di telefonia mobile a estendere il
servizio sul Grappa, privo di qualsiasi copertura.
La mancanza di tale servizio, infatti, ha creato
indubbiamente non pochi ostacoli allo sviluppo turistico
della zona. Cosa che la Comunità montana ha sempre
perseguito nell’ottica di valorizzare questa importante
realtà.
La possibilità di comunicare attraverso la rete dei
cellulari diventa ancor più importante nelle situazioni di
necessità o emergenza, come in caso di incidenti stradali o
ad escursionisti. L’attivazione del servizio appare quindi
sempre più indispensabile.
«Nonostante i ripetuti solleciti proposti in passato -
evidenzia il presidente della Comunità montana del Brenta,
Pierluigi Peruzzo - la richiesta era stata accolta solo
parzialmente e da un solo gestore. Questo importante
servizio va dunque a colmare una lacuna del Massiccio per il
quale la Comunità si è sempre interessata nell’ambito di
un progetto complessivo di valorizzazione turistica della
zona montana che ha usufruito di importanti risorse europee.
La collocazione stabile di questi fa ben sperare che anche
nel prossimo futuro possano essere collocati ulteriori
ripetitori, in modo che i gestori di telefonia mobile
possano assicurare sul Grappa la completa ricezione».
Renato Pontarollo
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06
Maggio 2008 |
| “Difendiamo
la caserma Monte Grappa” |
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Oggi
alle 16, alla caserma Monte Grappa, sarà presentato il
comitato "Difendiamo la Monte Grappa", con lo
scopo di salvaguardare il patrimonio ideale, monumentale e
storico della caserma.
Sarà illustrata l'iniziativa relativa ad una raccolta di
firme da proporre alle migliaia di alpini che giungeranno
a Bassano e ai tanti bassanesi che vorranno difendere un
simbolo della città.
Il
Comitato è stato promosso dal presidente onorario della
sezione Ana Monte Grappa, Bortolo Busnardo, dal
vice-presidente nazionale Alessandro Rossi, dal
consigliere nazionale Sebastiano Favero, dal presidente
della sezione Monte Grappa Carlo Bordignon, dal presidente
del Comitato organizzatore colonnello Paolo Casagrande,
dal già comandante della caserma Monte Grappa maggiore
Pietro Aglio e dal presidente dell'Unuci Alberto
Calzamiglia . Saranno presenti il sindaco Gianpaolo
Bizzotto, l'europarlamentare Sergio Berlato e l'assessore
regionale Elena Donazzan.
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06
Maggio 2008 |
| Rosà
Una "limousine" alpina. ... |
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Una
"limousine" alpina. Succede a San Pietro di Rosà
dove un gruppo di genitori della locale scuola materna si è
organizzato per realizzare una vettura lunga sette metri,
con dieci posti a sedere, un tavolo, una spinatrice di vino,
una griglia per le salsicce, come nemmeno una lunga
limousine di lusso può permettersi. Tutto è nato dopo
l'ultima festa della Befana.«E adesso che cosa facciamo
fino a fine giugno, sagra del paese?», si sarebbe chiesto
il gruppo di amici, abituati a vivere insieme diverse
esperienze di volontariato. E qualcuno avrebbe suggerito: «Perchè
non facciamo qualcosa per l'adunata alpina?». L'idea è
piaciuta, ma che cosa fare? «Io ho una vecchia golf del
1991», ha detto Alberto Berno, che conduce una piccola
società di assistenza stradale. «Ed io una Fiesta del 1990»
ha risposto Alessandro Bernardi. Ed allora perché non unire
le due auto, con il motore ancora in buon uso? si sono detti
gli amici di San Pietro. Detto, fatto. Da settimane Alberto
Berno, Loris Campanaro, Mauro Guarise, Alessandro Bernardi,
Andrea De Paoli, Bruno Guglielmi, Carlo Bin, tutti genitori
della scuola, passano le ore in un capannone in via Brega a
tagliare, saldare e limare.
«Abbiamo realizzato un lungo veicolo, che va avanti e
indietro per i due versi - riferisce sempre Alberto Berno -,
abbiamo tenuto i due motori, uno da una parte, uno
dall'altra, i due volanti. In mezzo abbiamo realizzato con
delle panchine dieci posti a sedere, un tavolo con
l'erogatore di vino, e una griglia». Un veicolo solido,
lungo sette metri. La"limousine alpina" sarà
portata nei prossimi giorni Bassano e "nascosta"
nel giardino di un alpino per essere tirata fuori solo
all'ultimo minuto. Silvano Bordignon
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06
Maggio 2008 |
| Per
l'Adunata, Provincia e Coldiretti lanciano la
promozione dei prodotti tipici |
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«Cari
alpini, il Vicentino non è solo la terra della grappa e del
Palladio: ci sono un sacco di prodotti agroalimentari da
scoprire o riscoprire». L'adunata di Bassano è vista dalla
Provincia come una vetrina importante per pubblicizzare cibi
e bevande tipici della nostra terra. "Mangia genuino,
mangia vicentino" è lo slogan di uno striscione che i
cittadini di Vicenza e provincia hanno già avuto modo di
vedere da alcuni giorni sulle strade del territorio.
L'assessore provinciale all'agricoltura Luigino Vascon, il
presidente di Coldiretti Diego Meggiolaro e quello di Sapori
del Palladio Dino Panozzo hanno spiegato ieri a Palazzo
Nievo cosa c'è dietro: «È un'operazione a favore della
vicentinità: non in senso meramente campanilistico, ma
anche economico», dice Vascon. «Con quello slogan
viaggeranno per la Provincia una settantina di autobus e
tutti i taxi della città. Una quarantina poi gli striscioni
stradali sparsi un po' ovunque, a parte la zona di Marostica
e Bassano, dove gli alpini ci hanno preceduto».
«All'adunata però saremo presenti facendo conoscere i
nostri prodotti agli operatori nazionali dell'informazione».
Come? Attraverso uno zainetto omaggio (sempre "made in
Vicenza") contenente il pregiato Olio dei Berici e del
Bassanese, il Mais Marano, il riso di Grumolo delle
Abbadesse, il pluripremiato formaggio del Pennar e il miele.
«A parte il pesce di mare, il nostro territorio offre di
tutto: sta anche a noi consumatori vicentini aiutare
l'economia locale scegliendo i nostri prodotti invece di
essere esterofili. Se non si mettono le basi per creare
imprenditoria agricola nelle zone collinari e montane, pari
al 72\% della provincia, e attraverso essa reddito, prima
saranno gli uomini a scendere e poi le nostre montagne».
Il territorio agricolo della provincia si sta riducendo ma i
prodotti di qualità sono tanti: ben novanta le varietà
certificate a livello comunitario. Meggiolaro punta sul
"menù a chilometri zero" anche per un
ragionamento che ricorda il Beppe Grillo ecologista: «Consumare
i prodotti locali fa risparmiare anche energia e benzina.
Faccio un esempio: ci sono camion che portano al sud l'acqua
Recoaro e altri che salgono per portare la Fiuggi. Il
risparmio sui costi di trasporto comporterebbe prezzi più
bassi anche per i consumatori. Ci rendiamo conto che il
nostro lavoro è reso più difficile dalle logiche della
grande distribuzione».
Appena pubblicata dalla Provincia anche una nuova guida agli
agriturismo del Vicentino suddivisi per zone
geografiche.Enrico Soli
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06
Maggio 2008 |
| Rallentamenti
e colonne per gli ultimi addobbi. Già scattati da
ieri alle 6 numerosi divieti di sosta. In parco
Ragazzi del ’99 sta prendendo forma la
"cittadella militare" |
| Bassano
ha già cambiato volto per l'adunata |
| La
stazione delle corriere trasferita provvisoriamente
da piazzale Trento in due sedi, viale Diaz e via
Chilesotti. Arrivate le tribune per il palco
centrale |
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Bassano
sta rapidamente cambiando volto. Mancano pochi giorni
all'adunata degli alpini e la città si sta preparando ad
accogliere l'invasione pacifica di circa 400 mila penne
nere. Tante infatti sono le persone attese sul territorio
per l'evento.
Come preannunciato nelle scorse settimane, ieri mattina sono
scattatati numerosi provvedimenti, tra i quali il divieto di
sosta in diverse aree del centro o a ridosso di questo, dove
saranno ubicate le principali strutture funzionali alla
manifestazione.
E così la stazione dei pullman è stata trasferita da
piazzale Trento per consentire le operazioni di allestimento
delle tribune per le autorità che seguiranno la sfilata di
domenica: i tir con il materiale sono arrivati nel
pomeriggio di ieri.
«Il capolinea del servizio di bus extraurbano è stato
temporaneamente trasferito lungo viale Diaz - ha spiegato
Egidio Torresan, assessore alla viabilità - che per evitare
ingorghi, soprattutto nelle fasce orarie di punta, per tutta
la settimana rimarrà chiuso al traffico veicolare. Non
saremo inflessibili: l'accesso sarà consentito ai residenti
e a chi si deve recare al lavoro e chiuderemo un occhio
anche nelle situazioni particolari, purché non si creino
colonne e disagi».
«In qualsiasi caso - ha aggiunto Stefano Giunta, assessore
ai trasporti pubblici e all'istruzione - per gli studenti il
servizio sarà garantito fino al centro studi di Santa
Croce, quindi come prima. Cambia solo il sito del capolinea,
che in questi giorni non sarà più piazzale Trento ma viale
Diaz».
Inevitabili, ieri, i rallentamenti e qualche disagio
nell'area della Destra Brenta che gravita sul viale.
Il servizio di trasporto bus urbano, invece, è stato
spostato nella nuova autostazione, quella appena realizzata
di fianco alla ferrovia.
«Abbiamo preferito trasferirvi solo una parte del servizio
pubblico dei bus per non eccedere con gli sconvolgimento in
corso e per far decollare il nuovo capolinea
progressivamente - ha motivato l'assessore Torresan - ci
vorrà qualche settimana per completare lo spostamento ed
entrare a pieno regime».
Infatti, calato il sipario sull'adunata , i pullman deputati
al trasporto extraurbano torneranno in piazzale Trento.
Ancora una volta in via provvisoria, in attesa di essere
collocati nella nuova postazione.
E sempre da ieri mattina, è scattato il divieto di sosta in
alcuni parcheggi cittadini. Vietato lasciare l'auto in viale
delle Fosse, davanti al vecchio ospedale, ma anche lungo
altre vie cittadine. Nei luoghi ritenuti sensibili, Etra sta
posizionando nuovi cestini e bidoni per i rifiuti e sta
potenziando le isole ecologiche con ulteriori cassonetti per
la differenziata.
T
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