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Le immagini più belle dell'81° Adunata Nazionale Alpini a Bassano

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12 Maggio 2008
Che folla a Bassano
Almeno in 400 mila per applaudire la sfilata degli 80 mila
L’ADUNATA DEI RECORD

Bassano, dodici ore di gloria: grazie alpini!

                      

 
12 Maggio 2008
INDIMENTICABILE. Le strade di Bassano gremite di gente sin dalle prime ore del mattino 
Grande domenica Forti emozioni, lacrime e applausi

Dodici ore di applausi ininterrotti. 

Un concerto per sole mani. Bassano ha salutato così i suoi figli con la penna nera riuniti nuovamente ai piedi del Grappa dopo 60 anni. Un’emozione continua, con le corde del cuore tese come quelle dei violini e gli occhi velati dalle lacrime a fatica trattenute.
Mai vista tanta gente. Composta, educata, coinvolta. Un’invasione pacifica. Una “brentana” di straordinaria bellezza, complici il sole, che ha moltiplicato i colori, e il vento del Canale che ha agitato, festosamente, le bandiere. Un saluto dall’alto, giusto per ricordare che gli «angeli» - come amava scrivere Gino Pistorello l’alpino poeta dalla lunga barba bianca mancato qualche anno fa - hanno creato la fresca e leggera brezza della Valsugana «supiando forte e pian» nelle loro trombe. 
Alle 7 lungo i viali della sfilata s’era già formato un doppio cordone di gente, aumentato col passare delle ore, sino a diventare muraglia invalicabile. Giovani, anziani, bambini, ragazze, donne persi in una babele di dialetti che tradivano la loro provenienza. Inconfondibili i bergamaschi e i bresciani, i più scatenati; fieri, come tutta la gente del Sud, gli abruzzesi, i siciliani e i sardi; cantilenanti i veneti; svelati dalla erre arrotata gli emiliani di Parma e Reggio, severi i piemontesi e i valdostani. Sapientini ma buoni i milanesi. Emozionati i rappresentanti delle delegazioni straniere, giunti da tutto il mondo, per ritrovare le antiche radici. Cile, Venezuela, Australia, Germania, Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Argentina, Brasile, Stati Uniti: da ripassare in mezz’ora tutta la geografia imparata faticosamente in anni di scuola. Il labaro nazionale dell’Ana, decorato con 213 medaglie d’oro, ha aperto l’interminabile teoria di “veci e boce”. Accanto al medagliere il sen. Carlo Giovanardi: per tenerlo a casa, quando scocca l’ora dell’adunata, bisognerebbe legarlo e sequestrarlo e forse riuscirebbe ancora a dipanare i nodi e a sgusciare via col suo sorriso monello, felice di averla fatta franca. 

Vicino a lui il presidente nazionale Corrado Perona, incredulo per quello che la città ha saputo offrire.
In testa al corteo il gonfalone di Bassano, decorato con medaglia d’oro per il doloroso prezzo di sangue pagato dai bassanesi nell’ultima guerra. Giovanni Zanolla, il vigile alfiere che da una ventina d’anni lo porta, e lo protegge, con passione in tutte le manifestazioni ufficiali, era pietrificato dall’emozione. Ma anche il sindaco Gianpaolo Bizzotto e il presidente del comitato organizzatore dell’evento, il col. Paolo Casagrande, fianco a fianco, hanno trattenuto a stento il pianto: non era solo sudore quello che furtivamente hanno asciugato più volte passando e ripassando la mano sul volto. L’orgoglio alpino è esploso in tutta la sua forza quando l’anziano reduce dell’Abissinia, un asiaghese, giunto davanti al palco delle autorità sulla sedie a rotelle, ha voluto a tutti i costi alzarsi in piedi e percorrere, sulle proprie gambe, i cento metri della tribuna d’onore, accompagnato da uno scrosciante, altissimo, battimani. Anche il bassanese Giovanni Zonta, sacrificate entrambe le gambe alla Patria (le perse per congelamento appena rientrato dall’Albania; aveva solo 22 anni e una vita ancora tutta da inventare nel 1942) ha partecipato alla sfilata, spinto in carrozzina dal figlio Lucio, in testa alla delegazione alpina della Germania. Per lui i commossi applausi dei concittadini e degli ospiti. E il battimano è divenuto ancora altissimo, come nelle partiture dei grandi musicisti, alla fine della giornata quando a chiudere la sfilata sono stati gli splendidi alpini della sezione Monte Grappa, guidati da Carlo Bordignon e Bortolo Busnardo, che a questa adunata hanno dedicato ogni momento del loro tempo con quella corale disponibilità che è parte integrante del dna alpino. 
Toccanti le parole pronunciate dal presidente nazionale Perona per ringraziare tutti coloro che hanno dato “mano e cuore" per l’organizzazione dello straordinario evento. 
Bassano ha lasciato il segno. E ricordi incancellabili ai 400 mila e passa, per stare in difetto sulle cifre azzardate dai vertici dell’Ana, che in questi giorni hanno solcato strade e piazze. Al di là del Ponte, delle fanfare, dei cori, delle abbondanti bevute e della pioggia traditrice che sabato sera ha cercato inutilmente di rovinare la festa. Arrivederci a Latina, amici alpini. Roberto Cristiano Baggio

 
12 Maggio 2008
Il glorioso vessillo del “Bassano”

“Di qui non si passa”. È il motto del Battaglione alpini “Bassano” che ieri ha aperto la sfilata. Costituito nel 1886 in seno al 4° reggimento alpini, partecipò attivamente alla Prima guerra mondiale su vari fronti, dall’Ortigara al Grappa fino alla conca di Plezzo. 

Nel Secondo conflitto mondiale combattè sul fronte occidentale, prima di essere sopraffatto dai tedeschi in Francia dopo l’8 settembre. Fu ricostituito nel 1951 nel 6° reggimento. Ieri il reparto era accompagnato dal glorioso gagliardetto ricamato a mano dalle donne dopo il ’15-’18. SIL.F. 

 
12 Maggio 2008
Record di stranieri e tantissime autorità sul palco
Che spettacolo la “carica” degli 80 mila!

«Il Monte Grappa è sacrificio, il Ponte di Bassano è amicizia. Ieri per l’Italia, oggi per il mondo».
Nello striscione mostrato con orgoglio dalla sezione di Imperia è racchiuso il segreto del grande successo di questa ottantunesima edizione dell’adunata nazionale degli alpini. Il Grappa e il Ponte sono due tra le immagini più care alle penne nere e Bassano si conferma una volta di più come la capitale mondiale degli alpini.
L’affetto, la passione e lo slancio con cui tutto il Bassanese ha accolto gli 80 mila alpini che hanno sfilato resterà nella storia dell’adunata di un corpo e di un’associazione impegnati ieri nella difesa del nostro Paese e oggi nel farsi portavoce di valori e ideali universali. Un record l’adunata di Bassano l’ha già battuto ed è quello della presenza “straniera”. 
La nostra è terra d’emigrazione e sono molti coloro che hanno atteso proprio l’appuntamento bassanese per fare ritorno a casa da ogni parte del mondo, in un’occasione specialissima. Il passaggio delle penne nere delle sezione estere ha strappato caldi applausi ma anche qualche lacrima, sia tra chi sfilava sia tra il pubblico. 
Dalle prime impressioni raccolte tra gli addetti ai lavori, mai s’era vista una simile rimpatriata da ogni angolo del mondo. Caloroso, come sempre, il saluto agli alpini dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia, legati al nostro Paese da un sentimento profondo. 
Accanto a loro le pene nere di Colombia, Sud Africa, Argentina, Australia, Nord America, Perù e Uruguay solo per citare i Paesi più lontani. A sottolineare l’internazionalità dell’adunata anche la presenza del colonnello americano Gordon Skip Davis, vicecomandante della Setaf in procinto di partire per l’Afghanistan, diventato “alpino” dopo aver prestato servizio per qualche anno nel Battaglione Susa. 
Momenti di commozione ci sono stati anche quando hanno sfilato i reduci, accompagnati dall’ovazione “Grazie Veci”. Grande l’attenzione delle istituzioni nazionali nei confronti di questa manifestazione unica nel suo genere. 
Sulla tribuna d’onore sono saliti il ministro alla difesa Ignazio La Russa, il ministro al Welfare Maurizio Sacconi, l’ex ministro Carlo Giovanardi, l’ex presidente del Senato Franco Marini, il responsabile nazionale della protezione civile Guido Bertolaso.
Sul palco anche i vertici militari, con in testa il capo di stato maggiore dell’esercito gen. di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, il comandante delle truppe alpine gen. Bruno Petti, il comandante della Brigata Julia gen. Paolo Serra, il comandante del centro di addestramento alpino gen. Claudio Berto, il comandante del sesto reggimento alpini gen. Massimo Poli, il comandante del settimo alpini gen. Antonio Maggi. Con loro amministratori d’ogni livello e militari d’ogni grado ma soprattutto tanta gente, perché l’adunata degli alpini è innanzitutto un’immensa festa popolare. Una festa che ha definitivamente sigillato l’indissolubile legame tra Bassano e gli alpini. Silvano Ferraro. 

 
12 Maggio 2008
Oltre agli alti gradi militari la lista dei politici nazionali e locali in cerca di visibilità tra uomini di governo, onorevoli neo eletti e figure storiche 
Sul palco con i vip in “parata”

Se quello di ieri durante la grande sfilata finale era un vero “parterre de roi” dipende dai punti di vista. Se la presenza (un’ora e mezza circa) del ministro della Difesa Ignazio La Russa, del ministro del Welfare Maurizio Sacconi (che viene dalla vicina Conegliano) e del sottosegretario Carlo Giovanardi con delega alle tossicodipendenze e al servizio civile è sufficiente, bene. Altrimenti (come lamentava qualcuno) è lo stesso. Perché la giornata di ieri a Bassano è degli alpini e della città. E questo non glielo leva nessuno. 
Comunque sul cosiddetto “palco delle autorità” c’erano La Russa, Sacconi e Giovanardi, l’ex presidente del Senato e alpino Franco Marini, il presidente del Veneto Giancarlo Galan, la neo deputata Manuela Dal Lago e il neo deputato Massimo Calearo, in prima fila sul palco inamovibile per ore l’assessore regionale Elena Donazzan, con lei l’europarlamentare sempre aennista Sergio Berlato, si vede l’ex deputato Giorgio Conte e il senatore Paolo Franco, il presidente del Consiglio regionale Marino Finozzi e l’on. Udc Antonio De Poli. Oltre al generale comandante delle truppe alpine Bruno Petti e al Capo di Stato maggiore Fabrizio Castagnetti.
Il primo a parlare è Maurizio Sacconi, tra una pausa e l’altra della sfilata. Che come ministro del Welfare ha competenze per il volontariato: «L’alpino è il volontario più generoso. Sono contento che Bassano abbia avuto questa possibilità, anche perché questo è il Veneto vero, non quello fatto di “estremi”. Un messaggio ai politici: questa è un’Italia generosa a cui si deve rispondere generosamente».
Giovanardi è al centro del palco: «Non manco alle adunate da 10 anni. Questo è un evento straordinario. L’organizzazione? Benissimo, a parte il temporale». 
Dicono che il Governo ha snobbato l’adunata... «Io so solo che rappresento il Senato, e sono fortunato». Giancarlo Galan difende il milione di euro che la Regione ha investito nella manifestazione: «E alla fine non resterà una cartaccia per terra». 
Parla di solidarietà e senso del dovere. Dice che «le caserme dismesse sono un patrimonio, bisogna avviare un discorso serio con il Demanio perché restino a disposizione dei cittadini». Galan, anche per lei il Governo è assente oggi? «È vero, per me La Russa doveva venire qui alle 8 di mattina. Anzi no, dalle 9.30, quando sono arrivato io...». 
Ma il Veneto è quello degli alpini o dei picchiatori di Verona? E la frase di Fini sulle bandiere bruciate? «Il Veneto è quello che per la Caritas e il Censis è un esempio di integrazione. Fini? Quando si parla tanto a volte si sbaglia».
È pronto per un nuovo giro del Vicentino invece Massimo Calearo Ciman: «Voglio rivisitare i 60 Comuni toccati durante le elezioni. Il mio impegno è per il territorio, era doveroso essere qui visto che al di là della Lega non ci sono altri parlamentari che rappresentano il Vicentino».
On. Dal Lago, è pieno di sindaci della Lega che sfilano con il tricolore... «Anche i sindaci della lega sono orgogliosi degli alpini, come siamo orgogliosi di essere padani. Noi siano solo in contrasto con quegli aspetti nazionali che vanno contro le nostre richieste federaliste. Ma dopo questo voto penso che sia la volta buona». Si avvicina ridendo il presidente dell’Ana di Bergamo: «Onorevole, lei è brava, ma frequenta delle brutte persone». Alessandro Mognon

 
12 Maggio 2008
E Bertolaso ringrazia gli alpini-volontari  «Siete una colonna»

Poche parole quelle di Franco Marini, ex presidente del Senato ma alpino per sempre, aspetta i suoi amati gruppi abruzzesi: «L’adunata è sempre una grande emozione». Sul palco c’è anche Guido Bertolaso, responsabile nazionale della protezione civile. Che probabilmente accende ogni giorno un cero alla Madonna perché gli alpini esistono: «Le penne nere sono una colonna della protezione civile - dice - Ci fanno rimpiangere meno la fine della leva obbligatoria». Cosa chiederà al nuovo governo? «Di investire di più sulla prevenzione, il nostro punto vulnerabile. Perché sui soccorsi siamo ormai abbastanza bravi. Ma la prevenzione ci permetterebbe di limitare i danni. Vedi il dissesto idrogeologico, i fiumi. Basta pensare a Mestre l’anno scorso allagata da una pioggia. Certo servono soldi, speriamo che migliori la situazione economica».
C’è anche Flavio Zanonato, il sindaco di Padova famoso per il “muro” antispaccio. La sicurezza? «La legalità difende i più deboli, purché ci sia anche l’integrazione«.
Passa il capitano Pietro Aglio, l’ultimo comandante della Caserma Montegrappa di Bassano oramai dismessa. Chiederà a La Russa di salvarla? «Non posso, i militari devono obbedire. Ma sarebbe giusto mantenere una presenza di alpini a Bassano, la Montegrappa è un simbolo, anzi Bassano è la caserma Montegrappa». Intanto da una sedia del palco un anziano alpino scivola a terra. Subito i soccorsi, arriva l’infermiere. Lo aiutano, lui sorride e si risiede. È vero: gli alpini cadono ma si rialzano sempre. AL.MO. 

 
12 Maggio 2008
La “sfilata” di La Russa ministro debuttante

Scende dalla macchina blindata e sfoggia la dentatura (già notevole di per sè) in un sorriso non a 32 ma a 320 denti. Perché fare il ministro della Difesa all’aennista Ignazio La Russa piace da morire. E si vede. Bacia la Donazzan (la prima a venirgli incontro), passa in rassegna gli alpini schierati, dimentica di girarsi per il saluto ma si riprende subito. E prima di salire fa la sua, di rassegna, davanti al palco tra urla e saluti. 
Arriva Galan, lo bacia. Sarà un caso, ma La Russa appare proprio quando devono passare gli alpini di Bergamo, il gruppo più numeroso d’Italia, seguiti dai bresciani che sono forse i secondi. Comunque lui canta l’inno nazionale, saluta, sventola il tricolore. Anzi alla fine se lo porta via ma qualcuno dal pubblico gli urla «Ehi, quello è nostro». E lui ridendo glielo lancia.
Poi è il momento della stampa: «Tranquilli ragazzi - dice a decine tra cameramen e taccuini accalcati -, io me ne intendo, fate come vi dico». E infatti ognuno fa come vuole. Allora, come è andata la prima uscita da ministro qui a Bassano? «Mi sono emozionato, ho respirato vero amore per la patria. È stato un regalo enorme, quello che mi è stato fatto, e sono orgoglioso di essere qui a Bassano. Una prima uscita formidabile». Poi sui giovani: «Giornate come queste dimostrano come sia importante un aggancio delle nuove generazioni con i valori espressi dalle forze armate. Fermo restando la volontarietà della leva, si può però discutere su un contatto maggiore con le Forze armate sui valori che offrono». 
Preoccupazioni per i fatti del Libano? «I timori non mancano, ma nel territorio assegnato alle truppe italiane non c’è grande allarme. Comunque ho chiesto ai vertici militari di organizzarmi già domani un viaggio in Libano. Per ricordare che tutti dobbiamo a quei soldati, i nostri, un grazie».
Qualcuno domanda se gli alpini «potrebbero andare a Napoli per l’emergenza rifiuti». «Napoli? È una città bellissima, che paga una cattiva gestione per colpa di mille motivi. Ma che riportata ai suoi splendori potrebbe semmai ospitarla, un’adunata degli alpini». Dal Grappa al Vesuvio? AL.MO. 

 
12 Maggio 2008
L’ALBA DELL’ADUNATA. Alle 8.45, con le note della fanfara della brigata alpina “Julia”, inizia quello che sarà destinato a diventare subito un evento irripetibile 
Trentatrè e scoppia l’applauso

L’alba dell’adunata. I bassanesi e quanti hanno seguito gli alpini da tutta Italia e dai quattro continenti, avevano già colmato ogni spazio disponibile lungo il percorso da viale Venezia, passando per viale delle Fosse, sino a piazzale Cadorna. Intanto, nella zona tra San Vito e San Giuseppe di Cassola a decine di migliaia le penne nere si “ammassavano” per la sfilata.
In quegli stessi momenti, alla storica caserma Montegrappa, si curavano gli ultimi dettagli dell’ordine di sfilamento: il labaro nazionale, la bandiera di guerra del Settimo reggimento, i gonfaloni dei Comuni decorati e a seguire gli altri. In viale Venezia, era già schierata una compagnia con il gagliardetto del battaglione Bassano di stanza a Brunico. Il vessillo fu cucito a mano dalle donne bassanesi subito dopo la fine della Grande Guerra, un pezzo da museo portato a Bassano per la prima volta proprio in occasione dell’adunata. 
Accanto la fanfara della brigata alpina Julia con la mascotte, il cagnolino Emil, vestito con il drappo verde d’ordinanza. Davanti alla Montegrappa il gen. Bruno Petti, comandante delle truppe alpine, il gen. Paolo Serra, comandante della brigata Julia, il gen. Claudio Berto, comandante del Centro addestramento alpino di Aosta. 
Con loro i colonnelli Antonio maggi e Massimo Poli, rispettivamente comandanti del Settimo e del Sesto alpini. Insieme al presidente Corrado Corona hanno accolto a Bassano Carlo Giovanardi, di casa tra gli alpini. «Sono qui nel segno della continuità - ha detto l’ex ministro -, un’adesione convinta e affettuosa per ciò che questa adunata rappresenta e naturalmente un omaggio delle istituzioni all’Ana». 
Attorno l’attesa si faceva sempre più fremente. Molti avevano trovato posto sopra muretti, recinzioni e siepi per poter ammirare l’avvio dell’interminabile corteo di penne nere. Anche il gen. Petti non nascondeva l’emozione. «Che dire - ha commentato -, ammiravano gli alpini quando li aiutavo nell’organizzazione dell’adunata di Trieste nel 1964 e ora sono qui, comandante delle truppe alpine...». «Un’adunata da record - ha detto Perona, in cuor suo impaziente di sfilare -. Sicuramente è da record per l’affluenza degli alpini dall’estero. Veneto e Friuli sono terre di immigrazione e tanti sono tornati a Bassano». 
Alle 8,45 è stato reso l’onore al labaro dell’Ana nazionale con il “Trentatre” eseguito dalla fanfara. Quello è stato il segnale che l’ottantunesima adunata alpina di Bassano, dopo la lunga vigilia dipanatasi nel corso della settimana, stava davvero per avere inizio. Eseguendo l’ordine del “riposo”, un militare della fanfara ha involontariamente pestato uan zampa alla mascotte, il cagnolino Emil, che non ha saputo trattenre un guaito. 
Tra il pubblico c’è stato un abbozzo di sorrisi e commenti divertiti ma quando l’alpino si è chinato per una carezza al cane che segue la fanfara della Julia e che ha ripreso subito il suo posto, è scoppiato un fragoroso applauso. È stato poi il momento degli onori resi alla bandiera di guerra del Settimo alpini per i quali è stato eseguito l’Inno di Mameli. E dalle due ali di pubblico, lungo viale Venezia si è levato un solo coro. Quando i due striscioni di testa, il primo “Monte Grappa tu sei la mia patria”, il secondo “Sul Ponte di Bassano noi ci diam la mano”, si sono messi in marcia avanzando sulla prospettiva di viale Venezia completamente sgombro, colmo di pubblico ai lati, con il mazziere della fanfara della Julia a scandire l’incidere del corteo, si è levato un fragorso applauso e un grido di “viva gli alpini”, dietro la fanfara e il reparto in armi, il labaro decorato dell’Ana che brillava al sole, la bandiera di guerra del Settimo e il gonfalone di Bassano con il sindaco Bizzotto accanto. 
Lo scrosciare del battimano ha contagiato tutti i presenti, sino a viale delle Fosse dove dalla sinistra della sfilata, la compagnia d’onore del Sesto e la fanfare sono state investite da un lancio di fiori giallorossi, il saluto della città di Bassano ai suoi alpini. 
L’ottantunesima adunata nazionale delle penne nere era davvero iniziata. Carlo Barbieri

 
12 Maggio 2008
I reduci decorati reggono il labaro Ana 

Le prime a sfilare dopo i reduci sui mezzi storici, sono state le rapprsentanze straniere degli alpini: Zara. Pola, Fiume, Sudafrica, Argentina, Canada, Australia ma anche Gran Bretagna, la sezione straniera più “vecia”, creata nel 1928, come recitava il suo striscione, l’Australia con i suoi 1200 iscritti. E ancora Venezuela, Colombia, Perù (“Dalle Alpi alle Ande”), Uruguay (“Nemmeno l’oceano ci divide”). 
Con il Brasile, un anziano alpino che si reggeva a stentosul suo bastone ha voluto comunque fare a piedi la sua adunata. E poi Francia (“Le montagne non dividono ma congiungono”), Belgio, Lussemburgo, Svizzera, la cui sezione è stata ricordata per il suo intervento in soccorso dei terremotati del Friuli. 
Proprio mentre sfilavano davanti alla tribuna d’onore gli alpini “stranieri”, come è consuetudine, il labaro nazionale dell’Ana è stato affidato ai reduci decorati. Come è consuetudine sono loro a reggere il prezioso labaro decorato con 207 medaglie d’oro. 
Il primo è stato Nelson Cenci, classe 1919, sottotenente del Vestone, Medaglia d’argento al valor militare, combattente su tutti i fronti di guerra dal ’40 al ’43, comandante di plotone della 55ª compagnia durante la campagna di Russia. 
Nelson Cenci, è stato citato più volte nel celebre “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern, del quale Cenci era il comandante. 
Dopo di lui il compito di reggere il labaro nazionale è spettato ad un altro noto decorato: Guido Vettorazzo, anch’esso un nome che rimanda alla tragica epopea dell’Armir sul fronte russo. 

 
12 Maggio 2008
PRESENZE. Sono state stimate in 430 mila dai responsabili della manifestazione
Ha rischiato di crollare il record di Udine

Settantacinque mila penne nere in marcia e 4380 solo della Montegrappa, quasi dodici ore di sfilata, 430 mila persone assiepate sulle transenne ad osservare il passaggio dei militari, dei gonfaloni e dei cappelli grigioverdi che per un’intera giornata hanno riempito le strade della città. Sono i numeri, impressionanti, dell’ottantunesima adunata alpina, terminata verso le 21 di ieri sera, con più di tre ore di ritardo rispetto al programma ufficiale, quando la sezione bassanese, il nucleo Ana dei padroni di casa, e le 136 bandiere simbolo degli anni di vita dell’associazione nazionale, hanno chiuso la sfilata finale. Un lunghissimo corteo che dalle 9 del mattino e fino a sera ha riversato su viale Venezia, viale delle Fosse, viale Parolini e viale XI febbraio un fiume di penne nere provenienti da tutta Italia e dall’estero e suddivise in ottanta diverse sezioni e che ha portato nel centro bassanese più di 400 mila persone. 
Un record per gli organizzatori, visto che solo a Udine si era riusciti a raggiungere un così alto numero di presenze. Decine di migliaia di soci dell’Associazione nazionale alpini, secondo il ritmo scandito da 136 bande e fanfare, hanno marciato senza interruzione per un giorno intero.
Dopo il passaggio della bandiera del settimo reggimento, seguita dai drappelli dei militari, lungo le strade sono scesi i rappresentanti di tutti i gruppi alpini: prima i reduci, poi le sezioni estere e, dal più lontano al più vicino, tutti i nuclei italiani. C.Z. 

 
12 Maggio 2008
LA GENTE. Corale la partecipazione dei cittadini al grande evento
Bassanesi orgogliosi d’esserci

All’alzabandiera Bassano era già sveglia. Forse non ha neppure dormito l’altra notte, insonne per lo sciamare senza sosta degli alpini, per l’eco dei cori saliti all’ultimo piano degli appartamenti. Per quei chioschi illuminati fino alle cinque, che hanno profumato l’aria intrisa di pioggia inaspettata ma incapace di smorzare l’entusiasmo. Per quel vociare festante di tutti quei simpatizzanti che per niente al mondo si son persi un evento che entrerà nella storia non solo della città ma di tutti i paesi che le fanno corona. 
Persiane alzate, balconi aperti da cui sventolano centinaia di tricolori fin dal primo mattino, ieri. Le tivù sintonizzate sui canali che trasmettono le immagini della sfilata davanti al tavolo della prima colazione. I bassanesi non hanno disertato l’adunata degli alpini. Orgogliosi di esserci. 
Sono davvero pochi i cittadini che intimoriti dall’incredibile assedio del weekend hanno abbandonato Bassano. Una coralità in marcia fin dalle sei del mattino da tutti i comuni dei dintorni. A piedi, in bici, in moto, con il bus. Fino a far innalzare il numero di presenze a 450 mila, e anche oltre, stando all’Ana, per abbracciare idealmente tutti gli alpini d’Italia.
Viale Venezia, viale delle Fosse stipati di una folla che si è assiepata fin dalle sette del mattino e raggiunge anche la quinta, sesta fila a sbirciare in punta di piedi la sfilata al di là delle transenne. Bassanesi al fianco degli alpini giunti in pullman in città con centinaia di corriere fino alle undici. 
Davanti alla caserma Montegrappa addirittura non si passa. La folla è fitta. Al sottopasso di viale delle Fosse si procede a senso alternato con l’effetto ingorgo in entrata ed in uscita verso e in uscita dal centro storico. L’ospitalità dei bassanesi è proverbiale. Nei giardini da giorni sono parcheggiati i camper, installate le tende degli alpini delle sezioni d’Italia pronte a sfilare. C’è chi ha aggiunto brande di fortuna nei salotti di casa. Addirittura chi ha messo a disposizione un’intero stabilimento in via Portile a quattro gruppi di alpini provenienti dal nord d’Italia. Una sorta di itinerario dell’accoglienza che si può percorrere leggendo i cartelli delle sezioni ospiti appesi alle recinzioni, che ritrae idealmente l’amicizia di Bassano con mezza Italia. Intere balconate imbandierate spuntano lungo viale Venezia, affollate di persone, sono la testimonianza che Bassano all’adunata c’è al gran completo. Battono le mani, salutano, sventolano vessilli, instancabilmente fino a tarda sera. Temerari nessuno molla. Neppure la postazione dietro le transenne guadagnata di buon’ora. Qualcuno ha riaperto l’ufficio di domenica, con vista sul viale dell’evento, per ospitare parenti e amici.
Il tripudio però è in coda alla sfilata quando è la sezione di casa a scendere sul parterre dell’adunata. L’entusiasmo è da "torcida". È il caloroso grazie degli alpini, di tutti gli amici delle penne nere a questa città che per quattro giorni è stata la patria di un’arma che hanno servito la Patria nelle truppe da montagna e oggi continua ad onorarla e farne materia di vita.
C’è stata anche un’insolita meta lungo il carosello di viale Venezia, che non è sfuggita ai più; sollevando qualche simpatica gelosia delle "penne rosa" un po’più in là con gli anni. Al civico 11 del viale una bella ragazza bionda, tra i gerani rossi del balcone, è stata la "Giulietta" degli alpini in sfilata. Lei con la mano levata a salutare le penne nere che sensibili al fascino femminile frenano per un attimo con galanteria la marcia e ricambiano il saluto.
Una Bassano per così invasa e festosa, per giorni interi, è indimenticabile. Una cartolina da aggiungere a quella tradizionale del Ponte Vecchio che per sempre consentirà alla città del Grappa di indossare idealmente il cappello con la lunga penna nera, «che serve da bandiera» ancora con più rispetto ed orgoglio. Luisa Dissegna

 
12 Maggio 2008
Ha lavorato un anno intero per allestire il suo giardino in onore degli alpini al civico 5 di viale 
Sboccia dietro al bagno il giardino degli alpini

Ha lavorato un anno intero per allestire il suo giardino in onore degli alpini al civico 5 di viale Venezia, lungo il percorso della sfilata. Fiori tricolori nelle aiuole, cuscini patriottici lavorati all’uncinetto e tovaglia merlata bianco, rosso e verde. Addirittura una piccola ara con la foto del fratello della madre, Pietro Tosin, classe 1892, morto il 14 dicembre del 1913 sul monte Tombion e sepolto all’Ossario di Asiago.
Bruna Parise è davvero arrabbiata. Ce l’ha con chi nei giorni scorsi gli ha messo davanti casa delle latrine. E poi, dopo ripetute proteste, le ha sostituite con una bancarella che oscura tutto il suo daffare per l’adunata.
C’è di più. Il marito di 90 anni, Bernardino Frescura, è stato un’alpino della Seconda Guerra, partito nel giugno del ’40 appena diplomato al liceo per il fronte occidentale. Ex veterinario, ha raccolto il suo diario di guerra, grazie al figlio Gianni, in un libro titolato "Guerra Italogreca". Per lui, costretto in carrozzella, neppure un posto in prima fila, al di là delle transenne del viale davanti casa.
«Ci hanno rovinato la festa - protesta l’indomabile signora Bruna - Ci hanno costretti dapprima dietro ad una latrina poi ad un banco delle "offertissime". Il mio giardino voleva essere l’emblema dell’onore ai caduti della Guerra persa, ai superstiti della Guerra vinta. Ho lavorato anch’io un anno per prepararmi all’adunata alpina. Invece è stata battaglia aperta con le autorità».L.D. 

 
12 Maggio 2008
LA TRAGEDIA. Luigi Cerantola, 70 anni, del gruppo di S. Marco è stato stroncato da un infarto alla fine della manifestazione alla quale aveva partecipato 
Tradito dal cuore dopo la sfilata

Si accascia e muore poco dopo la grande sfilata dell’Adunata. Un destino quanto mai beffardo è toccato ieri all’alpino Luigi Cerantola, 70 anni, pensionato residente in città.
Un attacco cardiaco lo ha infatti colto all’improvviso dopo la gloriosa passerella di viale delle Fosse, evento che aveva atteso con grande trepidazione.
La tragedia si è consumata intorno alle 21 di ieri sera. Luigi Cerantola, dopo aver sfilato con i commilitoni della sezione Ana “Monte Grappa” a bordo di un mezzo militare “Vm”, esperienza che lo ha commosso dall’emozione, è stato riportato in quartiere San Marco, dove si è sciolta la rappresentanza. 
Voleva raggiungere l’ex caserma “Monte Grappa” per incontrare amici ed ex commilitoni e brindare alla splendida riuscita della festa delle penne nere quando, all’altezza del passo carraio, ha accusato un malore e si è accasciato al suolo. Il pensionato è stato prima soccorso dalle persone che si trovavano con lui e da alcuni passanti, e poi dall’equipaggio di un’ambulanza dell’Esercito che passava di lì in quel momento. 
I medici hanno tentato il possibile, continuando le manovre di rianimazione anche durante il trasporto in ospedale, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare: il 70enne non si è più ripreso e il medico del pronto soccorso del San Bassiano non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Luigi Cerantola abitava in via Trozzetti con la moglie ed era molto conosciuto in città. In pensione dopo aver lavorato alle ex Smalterie, si dilettava a fare il pittore edile e a partecipare alle numerose iniziative delle penne nere del gruppo di San Marco, La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente tra molto dolore. Davide Moro

 
12 Maggio 2008
Viabilità paralizzata dopo il corteo finale Traffico in tilt per ore

Vie del centro invase dai pedoni, tant’è che per fare 50 metri ci voleva mezz’ora, e le strade della cintura cittadina decisamente trafficate. È stata un’ultima giornata a dir poco febbrile quella di ieri al “com” di via dei Lotti. Per tutto il giorno la task force interforze ha dovuto affrontare emergenze più o meno serie e fino a notte inoltrata non ha mai smesso di lavorare. Che l’ultimo giorno di adunata, quello con più affluenza, fosse il più difficoltoso, era previsto. Suem e pma hanno avuto un’impennata di chiamate: quasi cinquecento. Eccetto un 70enne che dal pma di prato S. Caterina è stato portato in elicottero al San Bassiano, dove poi si è ripreso, non ci sono però stati casi gravi.
Il vero punto critico sono stati la viabilità e i trasporti. D’altronde, con un’affluenza di oltre 400 mila persone i disagi erano inevitabili. Problemi ci sono stati per i treni navetta e per una parte dei bus navetta, incapaci di smaltire i passeggeri. Ma l’emergenza più grossa è stata il deflusso da Bassano dopo la sfilata finale. Un enorme serpentone di auto, pullman e camper ha mandato in tilt la circolazione stradale in tutta la zona. La situazione più critica si è registrata fuori dall’abitato, dove la viabilità è stata paralizzata per ore. Problemi di circolazione anche sulla Marosticana, arteria lungo la quale c’è il casello di Dueville della Valdastico. Tra Vicenza nord e la connessione con la A4 nel pomeriggio si è formata una coda di diversi chilometri. La situazione è tornata alla normalità alla sera.
«Siamo soddisfatti per com’è andata - ha spiegato il viceprefetto Foglia -. Eventuali disagi sono infatti stati fisiologici alla notevole affluenza di persone, e non a carenze organizzative». 

 
12 Maggio 2008
Incidente con il carro Denunciato

L’incidente provocato da un trabiccolo è malauguratamente accaduto. E ora il conducente del mezzo, L.C., 33 anni, della provincia di Cuneo, che aveva elaborato un carro agricolo, passerà seri guai.

Il fatto è avvenuto alle 4.30 di sabato in via Cereria. all’altezza del civico 15, dov’era posizionato un banco volante per la vendita di bibite. Vi si era fermato anche Nicola Bille, 39 anni di Marano Vicentino. 

Il conducente del trabiccolo, ripartendo, è accidentalmente finito con una ruota sul piede destro dell’alpino maranese, che ha subito una forte contusione. 

È intervenuta la polizia locale, che ha scoperto che L. C. tra l’altro era senza patente: gli era stata ritirata in precedenza. Si beccherà tremila euro come sanzione amministrativa ma incorrerà anche in un procedimento penale. L.Z.

 
12 Maggio 2008
Dal vecchio alpino che gonfia muscoli che non ci sono più ai giallorossi di rugby che alzano i boccali allo stagionato abruzzese che accorda il mandolino 
«La notte è piccola per noi...»

La notte più lunga comincia subito, già nell’atrio del Giornale, dove uno stagionato alpino, abruzzese d’origine trova rifugio e un attimo di pace, «Giusto il tempo di accordare il mio mandolino e tolgo il disturbo». Ma in via Jacopo Da Ponte, l’alcool e l’euforia fanno già i loro effetti, se una penna nera, nemmeno più di primo pelo e molto su di giri, ferma tre ragazze. «Scusate, guardate un po’ qui» e gonfia i pettorali. Li gonfia poi inutilmente perchè il torace in realtà è tanto molliccio e l’impatto scenico è inesistente. 
Le tre ghignano di gusto e questo, «beh, peccato» e si congeda così, battendo in ritirata con perdite. Eppoi chi lo dice che sarebbe stata un’adunata di soli cori alpini? Logori stereotipi, consumati luoghi comuni. In un angolo di Piazza Garibaldi, un drappello non ancora di veci, ma certamente di over intona «Donna Felicità», facendo ballare un corposo nugolo di persone in transito, un ballo fitto e premutissimo, perché appunto tutti avranno sì e no 20 centimetri quadrati a testa ed è già cara grazia che non ti si infili un gomito nell’occhio. 
In piazzotto Montevecchio, è l’1.05, inizia a piovigginare, ci sono un paio di istanti di panico, poi il cielo dà una tregua e un altro manipolo di buontemponi, tutti rigorosamente col cappello, cantano a squarciagola «Bandiera Gialla», portandosi mezzo piazzotto al seguito. Qualcuno, bello bevuto e spremuto comincia a dare evidenti segni di cedimento, è lungo disteso per terra, arriva l’ambulanza e carica il giovane in pieno coma etilico. Altri sorridono inopportunamente e avrebbero fatto meglio a non farlo e anzi vengono redarguiti al volo da un infermiere. 
In via Schiavonetti, zona «Buei», chi scrive è sequestrato da mezza squadra del Rugby Bassano, simpaticoni che hanno molto da spartire con lo spirito alpino, per lealtà e generosità. E anche perché tracannano in maniera spaventosa senza battere ciglio. E allora vai con la birra a fiumi in piazza Libertà, mentre al Terraglio un terzetto di screanzati forza un divieto di passaggio, nonostante l’addetto provi a frapporsi: pessima caduta di stile. E dire che 20 metri più in là c’era un altro ingresso libero. 
Poi, capita, sempre in centro che qualcuno apra la sua casa ad amici alpini per una spaghettata collettiva e improvvisata, anche se sono quasi le tre. Oppure, in via Bellavitis va in scena un’edizione speciale di «Stranamore», con un alpino che convince le coppie di passaggio a scambiarsi baci appassionati, mentre da un balcone in alto altri belli spiriti tifano ed esultano come in curva. 
C’è chi non sta in piedi e completamente brillo sradica un cartello stradale, ma alle 5 passate, in viale Diaz si danza a ritmo disco. Veci inclusi. Vincenzo Pittureri

 
12 Maggio 2008
«La mia 128 modificata non è un trabiccolo»

“Violazione dell'articolo 193/2: circolazione con veicolo sprovvisto di documenti di immatricolazione e assicurazione per danni contro terzi”.
Recita così il verbale redatto dal vigile urbano a carico di Johnny Sartori, vice-capo gruppo degli alpini di Paese, della sezione di Treviso, il quale, martedì scorso, è stato sorpreso mentre procedeva al volante della sua Fiat 128 “modificata”.
«Il vigile - spiega - mi ha fatto accostare, sequestrando il veicolo. Ma il nostro mezzo non è un “trabiccolo” come se ne vedono in giro. Manca di bollo, assicurazione e targa, ma freni, fari, frecce e stop non mancano». 
Reduce da quarantatre adunate, Johnny Sartori ha portato la sua 128 per le strade di quindici adunate prima di arrivare a Bassano. «Mai c’erano capitati il sequestro del mezzo e la contravvenzione di mille euro. Abbiamo cercato di spiegare le nostre ragioni ma non c’è stato verso». 
L'amarezza è grande per Johnny e gli amici Attilio, Piero e Leone che hanno partecipato a molte avventure sulla Fiat 128. 
«Un anno la Sperlari ci ha riempito l'auto con 120 chili di caramelle e torroncini che abbiamo poi distribuito ai bambini». L'auto, sprovvista di capotta, è dotata di un vano porta-fusto. «Per distribuire il vino - puntualizza Sartori - e l'avremmo fatto anche a Bassano, gratis naturalmente, se la 128 non ci fosse stata sequestrata».
Il gruppo trevigiano ha presentato un ricorso. P.M. 

 
12 Maggio 2008
Penne all’arrabbiata per un pranzo di... pace

Dalle penne nere alle penne all'amatriciana, per comporre una "razione K" che tra sughi e pesti alla genovese ha avuto ben poco di bellico. Sono stati oltre 50.000 gli alpini transitati ai due "pasta party" allestiti nell'ex caserma Cimberle-Ferrari e in parco "Ragazzi del '99". Se bisogna individuare, tra tutti, il luogo in cui la festa è stata più festosa e tra liscio romagnolo e tavolate pantagrueliche, anche gli spiriti più militarmente marziali si sono piacevolmente lasciati coinvolgere dal desiderio di divertirsi in compagnia, non ci sono dubbi, e di fronte alle "penne all'arrabbiata" si sono seduti allo stesso tavolo le uniformi gallonate di generali in congedo e i colorati e un po' goliardici cappelli da congedanti di ex "najoni" soldati semplici. Mensa unificata, nella quale tutti hanno trovato un po' di riposo dopo le marce a tappe forzate. La capacità di far sentire tutti i partecipanti affratellati sotto un unico grande cappello con la penna nera è, del resto, una costante delle adunate alpine, manifestatasi una volta di più al cospetto del Grappa in un'adunata che verrà tolta spesso dalla valigia dei ricordi per raccontarne lo svolgimento ai bassanesi che verranno.L.P.

 
12 Maggio 2008
Succede ogni anno quando si trasferiscono nel nostro emisfero 
Gli alpini d’Australia raddrizzano la testa

Per loro, il tricolore, garrisce al vento accanto ad un'altra bandiera. Sono gli alpini delle sezioni estere dell'Ana. Persone che hanno scelto altri luoghi del mondo come sede di vita e lavoro, per le quali il cappello alpino contribuisce a tenere vivo il legame col nostro Stivale.
Un legame particolarmente sentito dal presidente della sezione uruguayana, Pier Giorgio Boschiero, che, dirigente d'azienda oggi in pensione, che ha scelto prolungare la propria permanenza in Italia per circa un mese dopo l'adunata. Quanto ad entusiasmo non scherzano neppure i soci Ana del Brasile che hanno avuto modo di improvvisare un gemellaggio con una famiglia carioca in vacanza a Bassano.
I più organizzati? Sicuramente gli svizzeri, dispostisi in fila con i gagliardetti dei propri gruppi a rivelare una diffusione capillare dell'alpinità sul territorio elvetico. Dal momento, poi, che l'esercito rossocrociato è per sua natura alpino, ad accompagnare le penne nere c'era anche un militare elvetico, il colonnello Willy Bregy, vallese di Sion. Portavano la bandiera a stelle e strisce, gli associati della sezione di New York (che in realtà ha giurisdizione sull'intero New England, da Philadelphia a Boston), "semper fideles", come i loro colleghi Marines, ma ai valori dell'alpinità. Accanto a loro i "cugini" britannici e gli australiani, "alpini a testa in giù" che ogni anno per l'adunata cambiano emisfero. A tracciare un ideale collegamento tra i picchi andini e le nostre vette, sono arrivati da Lima e Santiago gli alpini del Cile e del Perù, a provare forse un po' di nostalgia per le rocce dolomitiche, c'erano invece gli associati del Benelux, dove non si sale oltre i 600 metri delle Ardenne. Particolarmente nutrita la delegazione proveniente dalla Francia, ai cui "Chasseurs des alpes" si ispirò il capitano Giuseppe Perrucchetti nel fondare il corpo degli alpini. All'opposto, è stata rappresentata per procura la sezione venezuelana, grazie ad un giovane alpino nato oltreoceano, ma residente da anni in Friuli. Quanto agli alpini del grande nord, c'erano i canadesi, ad intrecciare idealmente i rami d'abete dei nostri monti con le foglie d'acero del paese che li ha ospitati e gli scandinavi che riuniscono Svezia, Norvegia e Finlandia in un'unica sezione, la "Nordica". Primi a sfilare e primi a partire, gli alpini delle sezioni estere, ma anche, ad ogni primavera, primi a programmare il rientro in patria, per continuare a far garrire il tricolore accanto alle bandiere che li hanno adottati. Lorenzo Parolin

 
12 Maggio 2008
Ivo di Luch del gruppo Pagnacco
«Sono ritornato dopo 60 anni in questa città»

La lunga barba bianca testimonia il suo lungo passato alpino, iniziato all’età di 13 anni proprio qui a Bassano, nel contesto della storica adunata del 1948: Ivo di Luch ha 73 anni e in questi giorni passeggia nelle vie e nelle piazze bassanesi con il bastone, la penna nera e gli scarponi da montagna. 
Nel 1957 è partito per la leva con il 1° reggimento, artiglieria di montagna della brigata Taurinense e da quel momento non ha più abbandonato il cappello d’alpino. 
In città è arrivato giovedì, con il gruppo di Pagnacco, della sezione Ana di Udine e alloggia in vicolo San Sebastiano, insieme ai compagni con cui ha condiviso già molte adunate.
I suoi ricordi si rivolgono soprattutto alla Bassano del 1948, a quel ritrovo dell’Ana che ha portato gli alpini di tutta Italia ai piedi del Grappa, per inaugurare il Ponte Vecchio appena ricostruito. 
«Ero giovanissimo - racconta Ivo Di Luch - e sono venuto con gli ex combattenti della seconda guerra mondiale. Siamo partiti alle quattro di mattina da Udine e abbiamo fatto il viaggio in camion, seduti sulle panche della chiesa. Negli zaini avevamo delle cose da mangiare, preparate dalle mogli o dalle madri perchè all’epoca non c’erano i soldi per andare al ristorante».
Nel 1948 il numero degli alpini presenti era molto inferiore a quello di oggi: «La sfilata durava qualche ora e c’erano anche le donne - continua Di Luch -; eravamo in pochi per cui l’adunata durava solo un giorno». 
Qui a Bassano, invece, nonostante la sua età, il nostro alpino non ha esitato a dormire in tenda con gli altri compagni e approfitta dell’evento per incontrare i vecchi commilitoni: «Siccome proveniamo da diverse parti d’Italia - conclude Ivo di Luch - l’adunata è l’occasione per ritrovarci, bere un bicchiere di vino insieme e intonare qualche canto. Non servono telefonate, da anni ci troviamo con un appunatamento fisso: il sabato pomeriggio alle 17, nel bar più vicino alla tribuna d’onore». E.C. 

 
12 Maggio 2008
IL VIAGGIO IN TRENO
Da Vicenza con il Taf e l’incontro a sorpresa con il vapore

"Ramo secco": quante volte si è usato questo termine per indicare le linee feroviarie afferenti al Bassanese? Qualcosa per rimediare alla paventata chiusura negli ultimi anni è stato fatto: per l’adunata, le tre tratte convergenti sulla città sono resuscitate. Anche se non sono mancati i problemi soprattutto sabato. 
Stazione di Vicenza ore 9: sotto la pensilina del primo binario è pronto il Taf (Treno ad alta frequentazione) per Treviso. Tanti i cappelli alpini, ma anche consorti, nipoti ed amici. Atmosfera tranquilla e rilassata. Altro che code in auto... 
I nuovi convogli di Trenitalia non mancano di suscitare interesse e commenti tra i viaggiatori. 
A Cittadella la stazione è grigioverde. I cappelli, in gran parte “targati Bergamo", circolano sotto la pensilina in attesa della corsa delle 9.50 per Bassano. Una coppia di “Minuetto", fa la spola con la città del Grappa. Qualche conciliabolo del capotreno per concordare variazioni dell’ultima ora mentre il convoglio si riempie. Molti bambini assaporano la novità del viaggio su rotaia. 
Un vento gagliardo piega i rami degli alberi ma nessuno ci fa caso: Rossano Veneto, altro carico; poi Rosà, infine il capolinea. In stazione, quasi in orario, la sorpresa di un treno storico proveniente da Verona. In testa due gloriose macchine a vapore la Fs 740 038 e la gemella 283 “tirà in fin"e per la gioia dei fotografi e di chi ama gli sbuffi di fumo. R.A. 

 
12 Maggio 2008
BAGNO DI FOLLA. Lungo il percorso della sfilata tra rallentamenti, cori e migliaia di tricolori
Pedoni da ingorgo Sui marciapiedi 50 metri al ralenty

Bassano? No, Mestre: la barriera di Mestre. Alle migliaia di pedoni sudanti e sbuffanti sulle transenne dell’adunata è parso di rivivere un incubo domenicale ben noto: marciapiedi più intasati delle autostrade del mare.
Provare per credere. Ponte nuovo-tempio ossario: poco più di 50 metri, quasi 30 minuti di “coda”. Altro che passo d’uomo...
Ma a differenza delle file in auto, qui c’è il sorriso sulle labbra. E c’è la sfilata da ammirare. È il giorno della festa e non sarà un “rallentamento” - seppur da record - a rovinarla. E poco importa che qualche ragazza sulla sessantina, meno paziente degli altri, borbotti: «Ci sarò anche alla prossima adunata, basta che non sia ad Asiago o a Bassano». Spazi troppo stretti, è il suo pensiero, ma riceve molti più fischi che consensi. Persino da Sonia, bassanese sulla trentina, che avrebbe motivi ben più seri per lamentarsi: prova a farsi largo nel formicaio umano, chiede di passare, «lavoro in viale Venezia», spiega. Cioè dall’altra parte della città. Tanti auguri.
Ai più lesti non rimane che approfittare dei malori: sì, quando tra la folla si fanno largo gli infermieri che accompagnano “in salvo” persone colte da improvvisi mancamenti, se si riesce a prendere la “scia” si avanza anche di dieci metri in un minuto. Bingo.
Ma, suvvia, non è dappetutto così. Proprio in viale Venezia, dove parte la sfilata delle penne nere, è uno spettacolo di volti e colori e bandiere e fotocamere assiepati sulle transenne. Come al Giro d’Italia, anzi meglio, perché l’omaggio non è a celebrati campioni ma a gente qualunque: alpini, eroi per un giorno.
Sfilano le penne nere di ogni Regione, i bergamaschi hanno pure la claque organizzata: «Berghem, Berghem», intonano una ventina di ultrà appollaiati su un muro di due metri, lungo il viale. Dai balconi uomini e donne di ogni età sventolano tricolori e salutano i cappelli grigioverdi in marcia.
Ma in fondo alla strada, all’incrocio con viale delle Fosse, c’è un’altra complicazione a rendere ancora più gustoso il bagno di folla: è il rebus-sottopasso, pedoni fermi, bloccati all’imbocco dai carabinieri. «Che c’è, un attentato?», chiede qualcuno. Ma no, è il senso unico (alternato) che ha colpito ancora, medicina amara ma necessaria di questo grande raduno, che cura non solo i mali di traffico del Ponte Vecchio, ma anche i disturbi circolatori del sottopasso pedonale. Ma poi, che fretta c’è? Marco Scorzato

 
12 Maggio 2008
POSTAZIONE AEREA
La “sedia trespolo” compagna da 25 raduni

Una sedia-trespolo per filmare l’adunata. Roba da esperti. Già, perché per assistere alla sfilata - cioè vederla veramente e non essere coperti dal muro umano davanti a sè appeso alle transenne - ci vuole anche un po’ di fantasia.
Come quella a cui ha attinto Lindo Rizzi, 71 anni, da Gemona del Friuli, per costruirsi una micro-tribuna personale: una sedia da regista, con tanto di “rialzo” fai-da-te. Dal 1983 è la compagna di viaggio di ogni adunata. Da lassù riprende con una videocamera la sfilata, visto che i “veci” lo hanno battezzato «fotografo ufficiale» della sezione. E dalla sua postazione “aerea” se la ride, anche perché quelle “naturali”, fatte di cancellate, auto in sosta o bidoni della spazzatura, sono già andate a ruba dal primo mattino.M.SC. 

Pierluigi Melchiori è un alpino di Strigno, della sezione di Trento. 
Ha fatto il militare a Bressanone, come esploratore nella brigata Tridentina e, a Bassano, è arrivato venerdì, insieme al fratello Lucio, per onorare la lunga tradizione alpina della sua famiglia.
Il loro padre, infatti, ha combattuto in Russia e in Montenero durante il secondo conflitto mondiale e ha tramadato ai figli i suoi racconti di guerra.
Contrariamente al fratello, Lucio non ha fatto la naja per insufficienza toracica ma, prima di morire, il padre gli ha consegnato il proprio cappello d’alpino: «Mi ha chiesto di indossarlo per almeno un’adunata - racconta Lucio -. Questa è la quinta a cui partecipo e sono fiero di portare questo cappello».E.C. 

 

Sessantadue centimetri. L’amico Attilio Polonio estrae il metro da geometra per certificare la penna record. Ufficiosamente il vincitore è lui, Danilo Comazzetto, 46 anni, di Caerano S. Marco, nel Trevigiano. Sfodera un sorriso misto di soddisfazione ed orgoglio. Sa di avere gli occhi addosso perché la penna che ha infilata sul cappello è di dimensioni mai viste. Svetta da lontano, tutti lo fermano e gli chiedono di scattare una foto. «Si metta di profilo... grazie».
«Sì, io mi metto di profilo, se me lo chiedono, ma se continua così fisso pure un pedaggio. Un euro a foto, dite che è onesto?», azzarda sorridendo Comazzetto. «Questa penna l’ho comprata a Pontebba, nel 1981. Mi hanno detto che è penna d’aquila - e riguarda quei 62 centimetri - sarà vero?».M.SC.

«Gettavi un bicchiere d’acqua e diventava un pezzo di ghiaccio prima che toccasse terra». Negli occhi azzurri e lucidi di Giacomo Leali, reduce della Seconda Guerra Mondiale, sembra quasi di vederla, la Russia del ’43. Quel freddo, invece, lo sentono solo lui e i suoi compagni che al Generale Inverno sono scampati.
«Io sono tornato, mio fratello Francesco no». è il primo ricordo di Giacomo, alpino di Salò. A luglio avrà 91 anni. È il più applaudito della sua sezione, anche perché sfila vicino alle transenne e l’abbraccio della folla è quasi fisico.
«Monte Bianco, Albania, poi in Russia con la Tridentina», racconta. E rallenta. Tanto che dietro di lui il “bocia” incalza, e allora Giacomo con due passi di corsa riprende posto nella sua fila. Ri-applausi.M.SC. 

«Abbiate pietà di me...il 24 maggio devo sposarmi». Il cartello è appeso sulla schiena di Sergio Giovannello, 29 anni. Glielo hanno preparato per l’occasione gli amici burloni. Loro sono alpini e lo hanno voluto insieme all’adunata anche se è un po’ un intruso: è un granatiere, per di più in divisa.
È tutta opera degli amici che, per farlo riflettere sul grande passo che lo attende, non solo lo hanno fortemente voluto al raduno, ma gli hanno anche propinato una serie di gustosi scherzi e penitenze, come al più bocia dei bocia. Sergio sta al gioco, accetta e se la ride. E ride di gusto anche quando vicino a lui passa una signora che gli fa: «Guardi, io e mio marito siamo sposati da 40 anni - e si mette le mani tra i capelli - ma lei, bel giovane, è proprio sicuro di quel che fa?». 

 
12 Maggio 2008
E c’è chi lo “sfratta” per dormire sul suo carrello
Con il mulo sul bus   Ma l’animale dice no

Il miglior amico degli alpini... è il mulo! Una compagnia straordinaria e un sostegno imperdibile, oltre che logistico, per il corpo delle penne nere. 
Per anni la loro soma ha rappresentato l’unico modo per muovere interi battaglioni, giocare di sorpresa al nemico, cambiare le sorti di una battaglia. 
A Bassano, però, gli alpini dopo aver tentato goliardicamente di inerpicare il “fuoristrada alpino” su un bus di linea per raggiungere l’adunata, l’hanno addirittura sfrattata dal carrello per il trasporto, allestito con la paglia, per passarci al posto suo la notte comodamente.
A raccontare l’impresa di far salire il mulo sull’autobus delle Ftv come fosse in montagna, lungo la linea 2 che transita per viale Venezia, è un simpatico autista. «Il gruppo di alpini voleva a tutti i costi raggiungere l’ammassamento con il mezzo pubblico e con la bestia a seguito. Un episodio davvero curioso che ha stappato le risate e una sequenza di foto da parte degli altri passeggeri già a bordo - racconta il conducente -. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. 
La bestia non ne voleva sapere di farsi scorrazzare. Così hanno desistito. Io, però, gli avrei trasportati volentieri tutti».
SUL “LETTO” DELLA MULA. Sul bus no, ma al bar sì. O meglio, davanti al bancone di un baretto ambulante in piazza Libertà: è lì che Oscar e Pio Braito (nella foto), cugini alpini della Val di Fiemme, hanno deciso di sostare con la loro mula Martina.
I due padroni ordinano una birra, perché di vino sono ormai sazi: sulla groppa dell’animale hanno infatti caricato una mezza damigiana di vino rosso dalla quale si rifocillano a più riprese: «Sono ventidue litri - raccontano - l’altra sera in sei ore li abbiamo finiti tutti. Non da soli, sia chiaro, ne offriamo a chi ci chiede un goccio».
Che siano generosi non c’è dubbio, ma qualcuno non lo sa. Ignaro di questo era certamente quel furfante che, nella notte tra sabato e domenica, ha rubato loro una coscia di speck. «Il “mio” speck - precisa Pio - Lo avevamo lasciato fuori, attaccato alla mula: pensavamo che, tra alpini, ci si potesse fidare».
Ma come, Martina ha dormito fuori? «Sì, a parte il fatto che dorme quasi sempre fuori, in questi giorni siamo noi a non avere un tetto. E allora - spiegano i due cugini trentini - abbiamo deciso di dormire sul carrello con cui l’abbiamo portata qui: abbiamo sistemato la paglia, davvero confortevole». E costa niente. Anzi, costa uno speck. 

 
12 Maggio 2008
I GADGET
Cappelli a 25 euro   Con 5 in più sei ufficiale

Cappelli da alpini, 25 euro al pezzo. E se volete la penna da ufficiale, 5 euro in più. All’adunata bassanese c’è gloria anche per i caporali - che per un giorno possono sognare - ma soprattutto per i venditori ambulanti. Prezzi tabù per un cappello rigorosamente falso. Tutti (o quasi) lo sanno, peraltro, ma l’adunata è l’adunata e vuoi mettere la foto con il cappello?
Poi c’è il ponte. Anzi, i ponti, le miniature del simbolo della città in vendita un po’ dappertutto, persino una serie in ottone in un negozio di lampade antiche. Il titolare ne avrà fatto incetta prima del raduno, prevedendo di sfondare il mercato? Non proprio: erano da anni in magazzino, confermano dal negozio, perché il Ponte, a Bassano, è sempre in voga. E non si nega a nessuno. 

C’è la gradinata con le seggiole di plastica, posti coperti, molto chic: ma sono off limits, già assegnati alle personalità della politica e delle istituzioni, agli attesi vip. C’è poi la tribuna scoperta - che è quasi la migliore scelta, perché è in favore di sole e la pioggia è solo uno sbiadito ricordo della sera prima - ma è sempre un privilegio per pochi. Alla massa resta solo il “parterre”, fatto di transenne cui appoggiarsi per lenire la stanchezza di una giornata in piedi.
E chi, da lì, non riuscisse a scorgere nulla della sfilata? Si arrangi come può. Sonia Nicolini, di Brescia, docet: la sua tribuna è un bidone della spazzatura. «Per fortuna che è resistente: complimenti agli organizzatori». È proprio vero: sui rifiuti le buone politiche fanno la differenza.M.SC. 

 
12 Maggio 2008
SILENZIOSE E TENACI. Sono le volontarie in ferma breve che hanno sfilato ieri con il plotone del 7° reggimento alpini. A Belluno sono già un centinaio rispetto a 700 colleghi maschi
Mitragliatore in spalla, il corpo alpino sempre più femminile 
Non sono passate inosservate le ragazze in divisa. Il cappello alpino indossato da loro acquista ancora più fascino

Che festa memorabile a Bassano. E non solo per la grande partecipazione popolare che ha coinvolto tutto il Vicentino, oltre ai numerosissimi ospiti italiani e stranieri. C’è stata anche una grande partecipazione rosa alla sfilata. Con sei soldatesse che hanno sfilato con il plotone del 7° reggimento alpini, scortando la loro bandiera di guerra.
Schive, nonostante il fucile mitragliatore in spalla, vanno in parata ma non rilasciano volentieri commenti. Antonella è una di loro, un po’ meno riservata delle altre: volontaria in ferma breve di tre anni, ha già chiesto di essere raffermata, ha 23 anni ed è di Cividale del Friuli, un padre maresciallo degli alpini e «la passione che mi ha portato a seguire le sue orme». 
Antonella è un fuciliere con licenza di guidare mezzi blindati, nel linguaggio militare ciò si traduce in "esploratore blindo leggero", esile e minuta ha già sulle spalle cinque mesi di missione in Afghanistan. Un’esperienza che definisce semplicemente impegnativa. Nel suo reggimento a Belluno, le soldatesse sono già un centinaio a fronte dei circa 700 colleghi maschi. Il cappello alpino è stato indossato con disinvoltura da centinaia di donne che hanno accompagnato le loro penne nere all’adunata. Non si tratta del «mestiere di soldato» ma della condivisione di una passione, di una amore - come dicono in molte - trasmesso dai fidanzati che il cappello lo hanno portato sotto naja. Qualcun’altra si affida ad un’acquisto in una delle bancarelle che vendono il kit grigioverde e i souvenir 2008. 

 
11 Maggio 2008
Le invenzioni per attirare l’attenzione: un’Ape carica di giovani delusi dalle ragazze e un valdostano che smette i panni medievali e indossa quelli alpini 
Tra teste mozze e mangiafuoco

All’esperienza del Ponte degli Alpini nessuno rinuncia. E solcato il sacro tragitto, per chi sopravvive alla sosta in distilleria, il centro storico offre una serie di spettacoli spontanei: come l’Ape verde dei giovani alpini comaschi, su cui troneggia una testa di manichino. «È la donna mozza- commentano i simpatici ribaldi - che ha pagato con la gigliottina perchè ci ha detto di no». 
Nella filosofia alpina, la donna è sotto tiro: lo raccontano anche le decine di magliette dove si legge “Cercasi ragazza di razza, perchè bastarda l’ho già avuta”. Oppure un invito del genere “Maestro di sesso, prima lezione gratuita”.
Vanno forte le t-shirt con “Sopravvissuto all’adunata” e “A Bassano è arrivato l’alpino, si scola il grappino”. Dieci euro e resistenza ai lavaggi in lavatrice. In breve è un mercato globale: venditori autorizzati, immigrati abusivi, sacchi a pelo e materasissini presto esauriti nei negozi sportivi. Nei bar e nei locali incassi record che mettono i gestori in pace per almeno tre mesi. 
Questa è l’Adunata che oggi raggiungerà il culmine con la sfilata dei 100 mila, baciata dal sole. 

 
11 Maggio 2008
LA PROTESTA. Disagio
«Non ci sono servizi igienici»

Accontentare tutti è un’impresa disperata e così le lamentele prima o poi si fanno sentire. A protestare sono gli alpini di Cuneo, quelli che lo scorso anno hanno ospitato il raduno nazionale, accampati in Destra Brenta, nella zona di viale Pecori Giraldi. 
Sono un centinaio e non hanno neppure un servizio igienico a disposizione, nonostante la città sia stata disseminata di wc chimici. Hanno provato a chiedere aiuto al Comitato organizzatore e al Comune ma hanno ottenuto solo un rimpallo di responsabilità.
Così per espletare i loro bisogni sono costretti ad elemosinare il permesso al gestore di un distributore di benzina o a sciropparsi almeno un chilometro a piedi prima di trovare una toilette. «Speriamo si ricordino di noi» commentano sconsolati i piemontesi. 

 
11 Maggio 2008
Stanno riscuotendo un grosso successo anche le rassegne espositive dedicate agli ultimi conflitti mondiali. Migliaia di visitatori
Rarissimi e preziosi cimeli per riscoprire un po’ di storia

Molteplici sono le mostre che la città ha dedicato alla storia delle penne nere e delle due guerre mondiali. 
L’affluenza che si registra in questi giorni al museo civico e nelle altre sedi espositive è enorme con migliaia di visitatori al giorno, non solo alpini, ma anche giovani e famiglie che approfittano dell’occasione di festa per conoscere il patrimonio storico e artistico della città.
Il museo più visitato in assoluto è quello degli alpini al Ponte Vecchio, dove sono esposti cimeli, bandiere, uniformi militari e foto d’epoca. 
Gli alpini Aldo e Luciano di Trento, ieri mattina, l’hanno particolarmente apprezzato per la gran quantità di oggetti e reperti esposti mentre Bruno Ibic ed Elio Gubana di Polcenigo vi hanno ritrovato le storie sulla guerra raccontate dal padre o dal nonno.
Nell’atrio di palazzo Agostinelli trova posto, invece, la riproduzione in legno del Ponte Vecchio, realizzata da Terenzio Bonato di Pove: lo storico simbolo di Bassano, ha attirato ieri centinaia di visitatori che hanno apprezzato anche le due rassegne, ospitate nella stessa sede, dal titolo "L’amore e la guerra" e "Alpini in tempo di pace".
Non meno interessante risulta essere la proposta di palazzo Bonaguro dove l’associazione Musei all’aperto ha realizzato una rievocazione della Grande guerra che comprende anche armi per l’assalto corpo a corpo, divise storiche e cappelli mentre due sale sono dedicate alla Croce Rossa italiana.
Le visite al museo civico, a Palazzo Sturm e al museo dell’auto Bonfanti, infine, hanno superato ogni più rosea aspettativa: nel complesso di piazza Garibaldi, la mostra fotografica e multimediale sugli "Alpini a Bassano", in particolare, sta riscontrando un ottimo successo di pubblico. E.C. 

 
11 Maggio 2008
Incredibile come l’adunata stimoli la fantasia dei partecipanti che ne inventano di tutti i colori
Tra i muli d’ordinanza trabiccoli e antichi carri

Con la puntualità che li caratterizza ad ogni adunata, sono apparsi anche a Bassano i "Trabiccoli", termine che, contravvenendo alla passione militare per sigle ed acronimi, identifica i simpatici mezzi di spostamento a metà tra il goliardico e il celebrativo, cui è affidato il compito di trasportare gruppi di alpini nei luoghi del ritrovo annuale.
Trabiccoli come il "Codice rosso" (il rosso è, ovviamente, quello di un vino invecchiato al punto giusto e particolarmente saporito, da far sorseggiare ad amici e simpatizzanti lungo il percorso), l'ambulanza che, grazie al gruppo di Latisana sezione di Udine, arriva direttamente dal fronte isontino con costumi d'epoca e mulo d'ordinanza. Il merito dell'iniziativa va attribuito all'alpino Paolo Milani che ha recuperato e ristrutturato un carro originale della Croce rossa degli ultimi anni del XIX secolo. "Anche i finimenti del traino sono originali - spiega il capogruppo Carlo De Marchi - a ricordare la storia di una località che cela la memoria dei secoli anche nel suo toponimo: Latisana deriva infatti da "Latus Anniae", spazio e stazione di rifornimento della via Annia, tra Concordia Sagittaria e Trieste".
Non ci sono però solo veicoli a traino animale e propulsione "enogastronomica", nel variopinto novero dei trabiccoli da adunata, ma anche improbabili fuoriserie frutto di operazioni di assemblaggio tra differenti automobili, con cappello alpino di cartapesta a ricoprirle, e altri veicoli a metà tra il motocarro e l'autobus turistico stile "Indocina coloniale", un luogo più da legione straniera che da truppe di montagna. Bassano, però, memore dei propri trascorsi iridati nel ciclismo, ospita anche tante, tantissime biciclette. Qualche alpino a due ruote, slalomeggiando tra i pedoni, azzarda pantaloncini attillati e divisa da Giro d'Italia, con penna posticcia sul caschetto da cronoman, ma il vero alpino-ciclista, quando affronta le viuzze medievali di una città come Bassano, preferisce "Grazielle" pieghevoli, aggiornate agli anni '70, meglio se dipinte nei tre colori della nostra bandiera e una divisa, "maglietta-e-braghe corte" da congedante di lungo corso. Questa delle biciclette, e delle vie del centro lasciate in mano ai pedoni, uscendo dallo scherzo e da una simpatica goliardia, è davvero una delle sorprese più piacevoli dell'adunata alpina nella nostra città: un vero e proprio effetto positivo della chiusura al traffico delle arterie principali che indirizzano il traffico a Bassano. Rilevata, infatti, una maggiore sobrietà, rispetto alle edizioni del passato, di alcune fantasie carnevalesche in grigioverde e resosi palese il desiderio delle penne nere di uscire dallo stereotipo "alpino uguale vino" (non più damigiane, semmai botticelle o fiaschette di capienza misurata) è infatti davvero gradevole percorrere strade e piazze senza timori o pericoli di incidenti, in un pomeriggio finalmente davvero primaverile. Ci si è chiesti nei giorni scorsi che cosa avrebbe lasciato in eredità l'adunata a Bassano e già in corso d'opera possiamo registrare il piacere di passeggiare circondati da un'atmosfera di festa. A fronte di una quotidianità fatta di scadenze e orari improrogabili, davvero non è poco. Anche per questo, grazie alpini. Lorenzo Parolin

 
11 Maggio 2008
Molti genitori a passeggio con i figli a testimoniare l’attaccamento delle penne nere alla famiglia
I bimbi mascotte dell’adunata

L’orgoglio di indossare il cappello con la penna nera contagia anche i bambini. Figli di alpini o soltanto di genitori che a questa grande festa hanno deciso di non rinunciare, in segno di stima e condivisione al corpo militare dal cuore grande; capace di amare ogni persona.
I piccoli alpini hanno sfilato in spalla a papà, in braccio alla mamma o nei passeggini allestiti con il tricolore. 
Come dimenticare, infatti, l’attaccamento degli alpini alla famiglia e ai bambini di tutto il mondo, dove non si contano più le missioni umanitarie compiute dai veci e bocia. 

 
11 Maggio 2008
CURIOSITÀ. Canti alpini al posto dei rintocchi 
A Ca’ Baroncello i cori delle campane

Il saluto agli alpini lo danno, a Ca’ Baroncello, le campane della chiesa dedicata a S. Leopoldo. Mattina e sera, infatti, le sei campane intonano alternativamente la Canzone del Piave e «Su pei monti» diffondendo, con la loro voce argentina, le note care alle penne nere di tutto il quartiere.

A Ca’ Baroncello sono accampati numerosi gruppi, molti dei quali hanno trovato ospitalità nel campo di calcio. Tra essi anche una folta rappresentanza di Caravaggio impegnata, fin che l’ugola regge, in canti di montagna, quasi in concorrenza con le... campane.

 
11 Maggio 2008
A ponte Vecchio particolare spettacolo di giovani artisti che hanno commosso per la loro bravura
Trombe, tamburi e flauti Lo show di 40 fanfare

Gli alpini sono arrivati e a migliaia ieri hanno invaso le piazze e le vie bassanesi, facendosi sentire non solo per le voci allegre e scherzose ma anche per le numerose bande e fanfare che, in tutta la città, si sono esibite in concerti itineranti improvvisati. Sono oltre una quarantina, infatti, le formazioni strumentali giunte per l’adunata ed, oggi, accompagneranno in sfilata ciascuna la propria sezione Ana.
Ieri, intanto, alcuni gruppi di musicisti hanno animato la città con la proposta dei brani celebri della tradizione alpina. Tra le più eseguite figurano l’immancabile Inno degli alpini, la marcia militare, "Montegrappa" e "Sul ponte di Bassano", offerte al pubblico con fantasiose improvvisazioni. 
Particolarmente originali sono stati gli otto componenti della fanfara Julia: i musicisti "disertori" - così si è autodefinito il loro portavoce Stefano da Verona - con ottoni e percussioni hanno rallegrato Piazzotto Montevecchio, esibendo un repertorio rivolto alle canzoni popolari di tutto il mondo. 
Un centinaio di passanti li ha accerchiati per ascoltare la loro musica, accompagnandoli con il canto; altri alpini, invece, hanno approfittato per intraprendere qualche passo di ballo liscio ma l’applauso più caloroso è giunto dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli. 
Altri sei alpini della fanfara di Vallelbo di Biella hanno coinvolto, invece, chi passeggiava al Ponte Vecchio: in questi giorni i sei giovani suonano insieme agli altri componenti della banda sezionale biellese ma, d’abitudine, costituiscono la "Street music band" e animano sagre, eventi culturali, feste e manifestazioni. 
Ieri hanno proposto un contorno musicale di trombe, tromboni e bombardino per l’esecuzione della "Marcia dei coscritti" e di molti altri brani di musica popolare e alpina.
In viale delle Fosse, invece, la fanfara di Ossolana ha proposto le melodie più note della tradizione musicale di Domodossola: i trentacinque elementi della formazione hanno alternato all’esecuzione strumentale anche parti corali, coinvolgendo nel canto i numerosi spettatori.
Ma le fanfare presenti in città in questi giorni provengono da tutta Italia e, oltre ai concerti del palcoscenico urbano, ieri sera, alcuni gruppi si sono esibiti al Velodromo Mercante, in quartiere Firenze e in Rondò Brenta. Altre bande sezionali hanno offerto concerti in tutte le località del comprensorio, da Castelfranco a Breganze, fino ai paesi della Valbrenta, a Solagna, Cismon e San Nazario. E.C. 

 
11 Maggio 2008
Gli alpini piemontesi di Castelnuovo Nigra lanciano un appello a non abolire completamente una tradizione delle adunate alpine
Il vecchio trattore legato... al palo

Davanti al campo fa bella mostra uno splendido trattore Same del 1952, sormontato da un grande cappello alpino. È stato appena restaurato, colorato di verde, e ha una mezza botte per cofano.
È il simbolo degli alpini di Castelnuovo Nigra, un paese a pochi chilometri da Ivrea. Il simbolo e anche il cruccio, perché non ha targa né documenti. Insomma, è uno dei “trabiccoli” cui l’Ana ha dichiarato guerra.
«È un peccato tenerlo qui fermo - dice il capogruppo Renzo Serena - È un gran bel mezzo, l’abbiamo preparato con cura e vorremmo farci un giro, ma è un rischio. Per colpa dei soliti imbecilli ci rimettiamo anche noi. Purtroppo, in ogni adunata c’è gente che rovina il buon nome degli alpini facendo stupidaggini con i mezzi più strani e rappresentando a volte un pericolo per gli altri».
«Tengo a sottolineare - prosegue appoggiato dagli amici della sezione - che i veri alpini non fanno gli imbecilli con i “trabiccoli”. Siamo gente con la testa sulle spalle, abbiamo famiglia, molti di noi fanno i camionisti e non hanno alcuna intenzione di rischiare la patente. Quel che voglio dire è che usare dei mezzi un po’ particolari in occasione delle adunate fa parte della nostra tradizione. Siamo d’accordo sul fatto che bisogna mettere un freno e intensificare i controlli per fermare chi esagera. Riteniamo però che non sia giusto tagliare completamente questo aspetto divertente delle nostre adunate».
Il trattore è immobile e muto, ma sembra desideroso quanto loro di mettersi in moto e far sentire la propria voce.
«Sapete che facciamo - taglia corto Renzo Serena - un giretto ce lo facciamo. Se poi al primo controllo ci fermano, torniamo indietro senza fare tante storie e prendiamo l’autobus».SIL.F. 

 
11 Maggio 2008
IN TENDA. A spasso tra gli accampamenti fuori città tra le penne nere giunte nel Bassanese da ogni parte d’Italia
Spiedi, polenta, vin rosso È il vero “spirito” alpino

Auto, camper, camion, moto, bici, carri trainati da trattori, motocarri. Sono arrivati con ogni mezzo possibile e da ogni parte. I dintorni di Bassano sono un unico grande accampamento, con tende, roulotte e ripari più o meno improvvisati. 
L’imperativo è uno solo, divertirsi a tutti i costi, in un’occasione nella quale, si sa, si può anche esagerare. Visitare gli attendamenti vuol dire immergersi completamente nello spirito allegro dell’adunata, quello che che precede il momento più serio e composto della sfilata. C’è chi alle undici dorme ancora dopo gli strapazzi notturni, chi si lava sotto un’improbabile doccia, chi fa colazione con porchetta e vin bianco, chi sta già preparando la polenta, chi cuoce il maialino e la carne alla brace, chi è arrivato all’ultimo momento e suda piantando picchetti. 
Moreno Fagoto arriva da Cividale del Friuli e guida uno dei gruppi della cittadina friulana. L’allegria è già ad un buon livello, sotto alla tenda militare donata alla sezione dal disciolto 8° reggimento alpini. «Ci stiamo divertendo molto - dice - Partecipiamo a tutte le adunate, siamo andati anche a Catania. Non potevamo mancare a questa. È una bella festa perché ci permette di ritrovarci e di stare insieme. Se hai lo spirito giusto sei sempre benvoluto». 
Luigi Monticelli e Gianluigi Chisono arrivamo dalla Val Cavallina, nel Bergamasco e si stanno dando da fare attorno ad un maialino che ruota sullo spiedo. «Siamo un centinaio - dicono sorridenti - e i primi di noi sono arrivati ancora lunedì. Cerchiamo di non mancare a nessuna adunata. È un’esperienza troppo bella».
Fabio Zanon è uno dei giovani rappresentanti del gruppo di Chies e Pradebon d’Alpago. Sono una quarantina, di tutte le età. Vanno dai 18 agli 80 anni. Con loro c’è anche Roberto Funes, che sta facendo il militare a Belluno nel 7° reggimento alpini. «Noi siamo quelli che continuano la tradizione - dicono con l’immancabile “goto” di rosso in mano - ed è una tradizione che non deve morire».
Dall’altoparlante esce a manetta musica tirolese che stona un po’ col resto delle melodie alpine. «Perché l’ascoltiamo? - dicono in coro - Perché noi guardiamo a nord, perché ci piacciono le cose che arrivano dal nord. La cassetta ce l’ha donata nonna Giovanna: gran donna!». Dal Bergamasco, terra cara agli alpini, arriva anche il gruppo di Adrara San Martino, in Val Calepio. «Siamo una quarantina - dice Mario Capoferri e mescolando la polenta che cuoce lenta sul fuoco a legna - i primi sono arrivati sabato scorso. È una gran bella occasione per stare assieme, divertirsi, ritrovare gli amici e anche ricordare chi non c’è più». Per gli organizzatori sono giornate “campali”. Nell’area Fratelli delle scuole cristiane, a Spin di Romano, uno dei principali accampamenti, il lavoro non manca.
«È impossibile dire quanta gente ci sia - dice il responsabile Antonio Toldo - è tutto occupato e da venerdì sera abbiamo aperto le porte anche a chi non aveva prenotato». Silvano Ferraro

 
11 Maggio 2008
Si consuma nei locali storici vicino al Ponte e nei negozi del centro la “movida” dell’adunata alpina
Lo shopping in grigioverde tra “mezzi e mezzi” e lingerie

Pavimento che appiccica di "mezzo e mezzo" versato da innumerevoli brindisi alla distilleria Nardini: la meta immancabile di questa adunata è il tempio indiscusso della grappa. Ci si pigia dentro a forza per accalappiarsi il bicchiere dell’aperitivo più conosciuto del Ponte, che durante quest’adunata sta sostituendo anche cappuccino e sgroppino dalle 8,30 alle 2 del mattino. Di bottiglie di grappa dicono di averne vendute talmente tante che non tengono neppure più il conto. Lo stesso succede alla distilleria Poli.
Al di là dello storico manufatto in legno la scena è tale e quale. Altra tappa obbligata la Taverna al Ponte: sopra c’è la sede dell’Ana Montegrappa, sotto il museo degli alpini. Entrare è d’obbligo, anche a costo di fare la fila.
È soprattutto al di là di piazzotto Montevecchio, verso il Ponte Vecchio, che si concentra lo shopping degli alpini. La "movida" dell’adunata. Alla Bottega di Giampaolo Ceccato oggi è giorno di confezioni di grappe dentro al ponte di legno, bottiglie di vino, funghi essiccati e farina per fare la polenta. Ne fanno man bassa un gruppo di alpini di Asti.
Gettonatissimi tutti i bar, i ristori, i panifici, gli stand dove si può mettere sotto i denti del cibo. I chioschi della birra sono affollatissimi.
Qualche goliardico "vecio" di Brenzone sul Lago di Garda entra addirittura alla Casa del Busto di Ketty Todaro. Gli alpini cercano pizzi e lingerie per le donne che li aspettano a casa, forse attratti dal cartello in vetrina "un saluto intimo...". Slip tricolori se possibile. Ketty sorride: «Non si fanno grandi affari con gli alpini, ma vuoi mettere che allegria! La simpatia delle penne nere è contagiosa».
C’è anche chi, in coppia con la moglie, trova il tempo di provarsi un paio di scarpe per il ballo liscio e il latino-americano. E poi chi esoticamente, tra i veli e le monetine tintinnanti di abiti per la danza del ventre di Sun Shop, sogna un’odalisca per la serata agli attendamenti.
«Scherzi a parte, qui c’è stato un gran via vai per acquisti di rullini e macchine fotografiche usa e getta», spiega Laura Fiorese.
Alcuni negozi delle tradizionali vie dello shopping bassanese hanno invece deciso di tenere le serrande abbassate e di salutare gli alpini con un cartello di benvenuto. Non è così alla libreria Palazzo Roberti dove numerosi alpini si danno appuntamento per cercare libri su temi storici, guide e testi sul Monte Grappa. A volte anche introvabili. L’alpino Ugo di Biella cerca una raccolta di saggi, ormai introvabile, curata da Rigoni Stern. È un appassionato del genere. Possiede 200 titoli impilati nella libreria di casa. «Sono stati davvero molti gli alpini venuti a consultare i nostri scaffali» conferma Franco Bizzotto. Luisa Dissegna

 
11 Maggio 2008
LE DONNE DEGLI ALPINI. Sono protagoniste instancabili accanto ai loro uomini di un’esperienza fuori dal comune e per certi versi indimenticabile
C’è un esercito di “penne rosa”

"Rosa" sì ma con grinta e orgoglio. Brune, bionde. Di ogni età. Allegre e tutte bellissime con le gote rosse come le ciliegie, baciate dal sole di maggio e dall’entusiasmo di una giornata di festa non certo comune. Donne orgogliose e sorridenti al fianco dei loro uomini alpini in "trasferta" da ogni parte della Penisola. L’adunata a Bassano non è affare solo per veci e bocia.
Mogli, fidanzate, figlie, mamme. Sono le indomabili "penne rosa" dell’adunata di Bassano, per un’intero fine settimana protagoniste, in prima linea, al fianco dei loro uomini. Sfidano, col "feltro verde" comprato alla bancarella e calato in testa, la consegna «il cappello con la penna è sacro» stringendosi con affetto sul carismatico ponte di legno a chi il cappello se lo è conquistato facendo la naja.
Non si spaventano neppure per le notti di bivacco passate a cucinare per una truppa o a cantare fino a che la voce s’impasta di sonno e di quel bicchiere in più che il "gruppo" non si fa mai mancare in queste occasioni.
Compagne fedeli, come la giovanissima Elisabetta di Brescia, moglie dell’alpino Matteo, che il battesimo della sua prima adunata lo ha celebrato abbracciata dentro ad un sacco a pelo. Lui si schernisce: «Vedo di stancarla così non mi seguirà più alle adunate». Ma si vede lontano un miglio quanto ci tiene ad averla con se.
C’è chi, per non perdere la sua bella, l’ha addirittura assicurata ad una cordata di amici. Luciana e l’alpino Luciano sono di Zugliano ma lei ci tiene a precisare la sua origine bassanese. Con il campanilismo doc di queste parti ammette: «È la più bella adunata cui ho partecipato». A riguardo della corda? «La sera ci serve per legare i mariti».
Instancabili, pronte a tener botta per amore anche a qualche birra in più all’ora del cappuccino, Silvia e Samantha di Recoaro hanno accompagnato i mariti a Bassano «con un pizzico di sopportazione e tanto sentimento per i nostri "veci"».
Inutile frenare l’ardore dei mini battaglioni che invadono la città. Elisa, bassanese, è assediata dal coro di tre alpini di Ivrea, con la "tassa" legata al passante della cintura, compagna di una notte insonne a festeggiare. Sorride divertita dall’insolita e galante "avance" musicale.
Linguaggio universale la musica, soprattutto ad un’adunata dove più che parlare si canta. Esibizioni corali si ascoltano un po’ dappertutto. C’è chi balla il liscio con il "vecio" e monopolizza un’intera piazzetta. Chi non resiste al fascino femminile e imbraccia la fisarmonica: Giuseppe di Marano Valpolicella dedica un’accorata «tutti mi dicono bionda, oilioilà» ad una bella donna, Mirian, che suo marito Antonio di Verona non perde d’occhio - a ragion veduta - alla distilleria sul ponte, affollatissima di penne nere. Lei è spagnola e tutto questo entusiasmo le è particolarmente familiare: «Un’atmosfera "caliente" che mi ricorda la Spagna», spiega.
Si potrebbe ritrarre un’intero album a Bassano: le donne degli alpini, un po’ alpine pure loro anche se non hanno la penna nera sulla testa e qualche volta guardano questa festa di canti e di bevute sedute da una panca. L’altra metà del cielo. Donne che sono l’altra metà di una storia, l’altra metà di una vita. Però, ci sono. Solo una parte di questo mondo, un po’ maschile, un po’ duro, un po’ cameratesco e un po’ tenero. Luisa Dissegna

 
11 Maggio 2008
Suem e postazioni mediche avanzate costrette a un’estenuante tour de force
È record di interventi: più di cento in un giorno

Un record di interventi. Nella giornata di ieri e fino alla tarda serata, Suem e posti medici avanzati hanno dovuto affrontare oltre cento interventi. Una buona parte raggiungendo le persone in difficoltà in ambulanza, il resto ricevendo i pazienti direttamente al San Bassiano oppure nei vari presidi. Variegata la tipologia dei casi affrontati: in larga misura si è trattato di alpini e turisti che hanno alzato un po’ troppo il gomito, ma non sono mancati malori legati al caldo di questi giorni e interventi per incidenti stradali e cadute. I casi più impegnativi sono finiti al San Bassiano, mentre i pazienti meno gravi sono stati trattati nei “pma”.
Tra i posti medici avanzati, il più grosso è quello ricavato all’ex ospedale, gestito dalle squadre sanitarie della protezione civile dell’Ana sotto il coordinamento del vicentino Silvano Pertile. Ben 160 i volontari impegnati per l’adunata: suddivisi in 3 turni, hanno a disposizione nove ambulanze e due centri mobili, lasciate in centro storico. 
Non solo: a causa della difficoltà di spostarsi in centro, il “pma” si è anche avvalso di 4 squadre a piedi impegnate a “pattugliare” il territorio. Numerosi gli interventi, tra i quali merita di essere citato quello di un reduce di 85 anni emigrato in Francia. «Fate qualcosa: ieri sono andato in Grappa a piedi e domani voglio tornarci, solo che ho male a un ginocchio». Detto, fatto: un’infiltrazione, e l’arzilla penna nera è tornata in forma.
Rilevante anche il posto medico avanzato della Croce Verde, con base alla caserma Monte Grappa e guidato dalla dottoressa Alessandra Cordella. Incessanti le chiamate, due per casi molto gravi: una bassanese di 24 anni ha accusato problemi neurologici ed è stata portata al San Bassiano e, poco dopo le 17 in salita Margnan, un uomo di circa 70 soccorso per problemi cardiaci. La mole di lavoro è stata tale che gli addetti, col passare delle ore, hanno aumentato il numero di volontari e mezzi. Il “pma” della Croce Verde ha due ambulatori e venti posti letto per pazienti non gravi.
Per la task force sanitaria anche la giornata odierna potrebbe essere onerosa. 

 
11 Maggio 2008
Entro le 11.30 di oggi. L’organizzazione deve gestire viabilità e parcheggi 
Duemila pullmanSarà un’invasione

Non più le centinaia di migliaia di cappelli grigioverdi a passeggio per le vie di Bassano. La vera sfida della macchina organizzativa dell’Adunata, ora, sono i migliaia di... pullman che da questa notte stanno arrivando in vista della grande sfilata. Ben duemila sono infatti le corriere attese per il gran finale del raduno alpino, un numero che farebbe impallidire chiunque. Eppure, stando al piano predisposto dal comitato organizzatore, tutto dovrebbe svolgersi senza particolari disagi. Parcheggio compreso.
Dalla tarda serata di ieri, grande attenzione in tal senso è prestata dal Centro operativo misto, il coordinamento interforze che gestisce tutta la sicurezza dell’evento, del quale è responsabile il viceprefetto Vincenzo Foglia. Massiccia è la mobilitazione anche per i volontari, gestiti da una sala operativa ricavata nell’ex caserma Monte Grappa, della quale sono responsabili Ruggero Gnesotto e Sandro Campello. «Ogni giorno più di mille volontari della protezione civile Ana e di altre associazioni contribuisce all’ordine pubblico e alla logistica - spiegano Campello e Gnesotto -. Un impegno notevole: basti pensare, ad esempio, che quotidianamente vengono sfornati più di 1400 pasti per gli addetti in servizio. Considerata la massiccia affluenza di penne nere, comunque, finora tutto è sostanzialmente filato liscio, anche se il bello è proprio l’arrivo dei pullman».
Duemila i pullman attesi entro le 11.30 di oggi, che a spanne faranno scendere altre 100 mila persone tra penne nere e turisti. Il piano prevede innanzitutto la discesa dei passeggeri nei piazzali del centro commerciale “47” e nella zona del Ca’ Sette. Circa 500 mezzi, poi, andranno a parcheggiare lungo via Colombo, che sarà occupata per tutti i suoi 2 km di lunghezza. E i rimanenti sosteranno in alcune altre aree già individuate. «È una sfida impegnativa e stiamo lavorando per evitare intoppi alla viabilità - prosegue Campello -: solo noi volontari saremo presenti con oltre cento persone, a cui vanno aggiunte le forze dell’ordine».
Ieri, intanto, l’Adunata è entrata nella fase clou. Fin dal primo mattino le vie di Bassano sono state prese d’assalto e le forze dell’ordine hanno dovuto faticare non poco a regolare il traffico sul ponte vecchio per evitare intasamenti nonostante il senso unico. In termini di ordine pubblico, oltre all’incessante lavoro del Suem e dei sanitari per aiutare quanti hanno alzato un po’ troppo il gomito, c’è stato un impegno notevole contro il dilagare dei commercianti abusivi, in questi giorni fermati e sanzionati a decine dalla polizia locale e dalla finanza. Altre emergenze di rilievo, fino alla tarda serata, non ne sono state segnalate, anche se vanno registrate le tante lamentele per l’insufficienza di bagni pubblici e le loro condizioni.
Infine, la viabilità e i trasporti. Col passare delle ore, ieri, il traffico è inevitabilmente aumentato. Notevoli rallentamenti sono stati riscontrati nella cintura di Bassano a causa dei numerosi veicoli in entrata. Per quanto riguarda la viabilità fuori dalla città, invece, la situazione è stata pressochè normale. Il continuo sorvolo con gli elicotteri di protezione civile, polizia e vigili del fuoco ha permesso di osservare costantemente l’evolversi della circolazione e, grazie anche alle pattuglie dispiegate in strada e agli occhi elettronici collegati con il Com, di predisporre eventuali misure per ridurre i disagi. Un tasto dolente sono stati i trasporti pubblici: abbastanza bene hanno funzionato i bus navetta, molto meno invece i treni, che in alcune tratte hanno dovuto lasciare a terra i passeggeri perchè le carrozze erano insufficienti a smaltire l’affluenza di utenti alle stazioni ferroviarie. Davide Moro

 
11 Maggio 2008
Dal Cile alla Svezia la rimpatriata di chi si sente a casa solo in Italia
Quel cappello messo in valigia è la bandiera dell’emigrante

«Quando siete partiti avete portato con voi un cappello da alpino che avreste potuto gettare alle ortiche e di cui invece avete fatto una bandiera e nel quale avete racchiuso la vostra identità». 
Si emoziona il presidente nazionale dell’Ana Corrado Perona quando parla ai delegati delle sezioni alpine estere, che numerosissimi quest’anno hanno fatto tappa a Bassano per partecipare all’ottantunesima adunata nazionale e, in molti casi, per ritornare alle radici, per rivedere i vecchi amici e le terre da cui partirono decine di anni fa ma mai scordate. Ieri mattina, assieme ai loro familiari e ai rappresentanti della Federazione internazionale dei soldati di montagna, si sono ritrovati con il responsabile dell’Ana e con gli amministratori locali per il consueto appauntamento annuale e per salutare due sodalizi appena nati: quello colombiano e quello romeno.
Tutti si sentono ancora italianissimi, come Giuseppe Degli Esposti che, dopo 46 anni passati in Sud America, ci tiene a non essere definito un alpino cileno ma una penna nera italiana residente in Cile, o come Ferdinando Carretti, presidente della sezione Ana argentina, per il quale tornare nello stivale, è come «respirare una boccata d’ossigeno».
Per gli alpini che vivono oltre confine l’appartenenza all’associazione rappresenta d’altro canto, ha detto Luigi Covati di New York, «un motivo d’orgoglio» ha sottolineato Fermo Lucchini, che da 43 anni abita in Germania. «Quando ce ne siamo andati, abbiamo preso lo zaino e il cappello - ricorda Giovanni Crestanello, detto Nini, iscritto alla sezione sudafricana -. E ancor oggi pensiamo con entusiasmo e con amore alla nostra patria. Proprio per questo per chi viene da lontano, sfilare durante l’adunata rappresenta un’emozione ancor più forte».
«Si tratta di sentimenti indescrivibili, impossibili da capire per chi non ha vissuto una simile esperienza» ha confermato Ido Poloni, marosticense trapiantato in Svezia dal 1952. C.Z. 

 
11 Maggio 2008
Dalla stazione del capoluogo anziché le due ore previste migliaia di passeggeri da tutta Italia si sono sorbiti un viaggio di ben 155 minuti
Treni stracolmi, andamento lento

Vicenza -Bassano in tre ore di in treno, sola andata. 
Un’ odissea durata quasi tre ore per le migliaia di penne nere che dal capoluogo berico ieri e oggi hanno voluto raggiungerere la città degli alpini. 
Tutti in fila per salire sul "treno dei desideri" diretto a Bassano. Tutto doveva essere un normale trasferimento ferroviario con un cambio a Cittadella. Sessanta chilometri che sono già in tempi normali "una croce" per i comuni pendolari, diventati qui un "calvario" per chi sperava di coprire la tratta nelle due ore previste. In realtà, per migliaia di alpini l’esodo è durato oltre tre ore, con tre cambi di treno. 
Centocinquantacinque minuti di viaggio, incluse le soste.
La folla di viaggiatori che fin dall’alba di ieri aveva deciso d’intraprendere il viaggio su rotaia per Bassano è stata messo a dura prova, così come sulla rete ferroviaria, da Padova, Schio e Belluno
Se con l’avvicinamento a Bassano da tutte le stazioni il flusso andava crescendo, lingue diverse, dialetti e canti hanno coperto le pause forzate. «Siamo abituati ad aver pazienza, noialtri...» rispondevano gli alpini. 
Alcuni tra loro partiti già all’alba di sabato dal Piemonte, Lombardia, Emilia. Per loro tutto regolare fino a Vicenza, fino a quella manciata di chilometri che li separavano da Bassano. «Comprensibili disagi - spiegano dalla direzione delle Ferrovie -, data la mole di persone che tra ieri e oggi si sono riversati sulla tratta ferroviaria, dove qualcuno ha dovuto pure attendere il treno successivo».
«Si consideri - spiegano dalle FS -, che per l’adunata sono stati aggiunti 120 treni speciali, con una media di 600 passeggeri a convoglio». Il "miracolo di pazienza" degli alpini è servito a sanare anche questo: l’allegra compagnia viaggiante l’ha presa con la "solita filosofia".
Tra un cambio e l’altro, strette di mano, panini serviti sulle murette delle stazioni e l’immancabile cantata. Tra i passeggeri imprigionati dagli alpini, pure una anziana suora dorotea di Vicenza che ha chiesto un" bis" con "quel mazzolin de fiori". 
Così dalla testa alla coda del treno echeggiavano note e qualche parolina di troppo, con le scuse alla suorina ovviamente. Alla fine, dopo qualche protesta per l’ingiustificato ritardo e tre ore di viaggio, l’arrivo a Bassano ha sciolto la tensione. 
Ma il dubbio su cosa stesse accadendo su quei treni, dev’essere però rimasto a Nicola, un bimbo di appena un anno che, guardando gli alpini era rassicurato dalla mamma che gli diceva: «È tutto normale. O quasi...». Antonio Gregolin

 
11 Maggio 2008
I bassanesi si godono l’ondata di turisti e di alpini da tutta Italia, mentre Comune e Ana guidano con successo una macchina organizzativa eccellente
E la città ospitale si diverte con chi ha “conquistato” il ponte

Un sabato speciale dove l’importante era esserci, a qualsiasi costo. Già alle 9 di mattina le strade di Bassano erano stracolme di gente che urlava e sprizzava felicità, voglia di stare insieme. A tutte le età.
C’erano bambini con il cappello d’alpino, nei seggiolini o per mano accompagnati da genitori raggianti, c’erano giovani coppie che si tenevano per mano come fosse in luna di miele, c’erano compagnie da mezza Italia di 50, 60, 70 anni felici come ragazzini con mogli al seguito, e poi i giovani che spinti dall’entusiasmo della gita fuori porta, non si sono risparmiati.
Cori da stadio indirizzati a chiunque passasse, e poi le tose, le ragazze, bersaglio di una goliardia tutta da alpini, dove alla fine conta divertirsi, eccome. Poi concerti, cerimonie, mostre, un programma fittissimo che ha accontentato anche i “palati più esigenti”. 
A vincere la voglia di stare insieme, quella “grande famiglia” come dicono gli alpini fatta di decine di migliaia di persone unite per ore e per giorni.
Ma a vincere sono stati anche i bassanesi, cittadini con la C maiuscola, ospitali e pazienti, divertiti e pronti partecipare senza sentirsi invasi o disturbati. E pazienza se sono volati qualche improperi a due passi dalle chiese, o se le battute al limite hanno offeso qualche anziana. Va così, fa parte dello spettacolo. Il resto ce l’ha messo la pubblica amministrazione, capace di organizzare un gioioso contenitore in maniera impeccabile, grazie all’Ana e al lavoro di un Comune che non si è risparmiato. Non era facile pulire le piazze in tempo reale dopo l’assalto dei 100mila. Foto Ceccon e foto Stella. 

 
11 Maggio 2008
I quattro lumbard che non conoscono acqua e i gemelli del pedale

“Il vino lo abbiamo sempre bevuto.L’acqua mai”. Sono giovani e forti i quattro di Melzo che fanno parte di un gruppo di venti arrivato da Linate e dintorni. Sulla t-shirt dichiarano la loro fede in lumbard, si fanno serigrafare il simbolo dell’adunata numero 81 e lasciano spazio alle prossime, «cui non mancheremo». Per Caio, Botte, Cacio e Wally, militari di leva tra il 1998 e il 2002, lo status di alpino si iscrive nel dna. Ancora sobri e pimpanti prima di mezzogiorno, salvano la cronista da un investimento in zona pedonale: una bici spunta da dietro l’angolo a tutta velocità, Caio («ecco qua la protezione civile sempre pronta») è lesto a strattonare l’incauta e l’incidente è scongiurato. Ringraziamenti di rito ma alla regola non si sfugge: baci ai salvatori e foto ricordo. 
Poco prima l’incrocio è con Giuseppe e Devis di Cornedo , 32 anni, Arrivano in bicicletta da Valdagno: partiti alle 6, hanno valicato il passo dello Zovo e via Schio,Thiene e Marostica sono arrivati a Bassano prima delle 11. Muniti di tenda e sacco a pelo dicono: «Gli amici sfaticati ci raggiungeranno in moto». 

 
11 Maggio 2008
Dal gruppo di Noventa che fa da taxi ai valdostani che apprezzano la birra del Papa, fino ai musicisti
Ogni volto diventa una storia      E ogni incontro è un brindisi

Ogni volto, una storia. Non abbiamo potuto fotografare quello di Tiziano, invalido da quattro anni, che abita a S.Bortolo,Vicenza. Mercoledì s’è fatto accompagnare a Bassano e avrebbe voluto tornarci, ma il filo che lo lega all’ospedale non gli consente fughe in avanti. Ha però addobbato il terrazzo di casa con striscioni e manifesti per testimoniare il suo orgoglio alpino, di chi un tempo correva le maratone ed oggi può far correre solo il pensiero affettuoso agli amici che sfilano.
Ogni volto, una storia. È proprio così avvicinandosi a Bassano di prima mattina, quando si sbarcano i primi indiani, venditori abusivi, incerti sul luogo dove srotolare la mercanzia. I vigili urbani incombono, i vigili del fuoco e i carabinieri sorvegliano il fiume, non c’è da fare gran salti. La quantità di bandiere aumenta mano a mano che Bassano si avvicina: dall’uscita della Valdastico in poi è un susseguirsi di posti tappa dove ottenere subito informazioni. Gli alpini di Dueville, Passo di Riva e Povolaro si turnano sotto il sole cocente. I cartelli invitano alla sosta alcolica e al panino “con prezzi Ana”. Birra e sandwich a 2.50 euro sono una proposta irrifiutabile. I pullmann sono salutati dai cartelli dei consorzio enogastronomici: benvenuti dalle Cantine di Breganze, benvenuti dalla ciliegia dop rossa di emozione, ma anche per il prezzo: 10 euro al chilo nei chioschi lungo la Gasparona. Marostica è patriottica nelle mura e delle torri, tricolori ovunque al pari delle comitive organizzate in chiave turistica. In breve non ci muoverà quasi più, la lunga colonna di auto diretta a Bassano viene spezzata solo dagli alpini parcheggiatori. Sono quelli di Noventa, attendati lungo via Vicenza, a prestarsi come taxi agli amici: sulla jeep e sul rimorchio se ne caricano una decina per volta, fino ai ponti, «e dopo ch’i vada a pìe» commenta l’autista Giuseppe Pulvini.
Alla rotatoria accordano gli strumenti i sette per sette di Isola della Scala, guidati da Stefano Caraffa: già membri della fanfara della Julia, oggi suonano nella banda scaligera di paese e sono un polo di attrazione naturale. 
Andrea Ravazzolo di Abano, con mamma al seguito, dà loro un passaggio sulla bici-sidecar, e il sodalizio tra le due province è immediatamente siglato. Si diventa amici in tre secondi qui. Lo sanno bene gli abruzzesi di Colledoro di Teramo, accampati in 70 a Rosà: imbracciano le fisarmoniche in piazza Libertà e fanno corona a Giovanni Cotogno che suona il du’ botte, un organetto a due bassi sempre più raro. I virtuosismi alpini - per altro riprodotti anche in un cd - strappano applausi e ovviamente brindisi di circostanza.
Brindisi? Con la birra del Papa nel chiosco di Romano Cornale, affollatissimo di alpini valdostani. Dovrebbero essere 2500 solo loro entro domani. Ad Angarano, i principi del campeggio sono gli alpini di Gonars: hanno anche la bombola per riscaldare l’acqua calda nelle docce. E ne approfittano i vicini del calcio Ars Audax di Caldogno: sono in 27, quasi tutti alpini ma come spiega Fabrizio Maddalena non potranno sfilare perchè non hanno le divise. Per l’adunata hanno fatto rinviare a lunedì il torneo Aics previsto ieri. In compenso viaggiavano a costate alla brace, ieri sera, con ospite l’ex assessore Marco Zocca di Vicenza. «All’emozione di percorrere il Ponte degli Alpini come in un tapis roulant non potevamo rinunciare» dicono, preparando le macchine fotografiche per stamane. Nicoletta Martelletto

 
11 Maggio 2008
Code interminabili per accedere alla “caserma” della Julia allestita dal 2° Reggimento. Oggi ultimo giorno (con orario ridotto) dalle 10 alle 18 
Cittadella degli alpini, che exploit!

Cittadella degli alpini presa d’assalto. Nel primo giorno di apertura oltre diecimila persone hanno varcato la sbarra all’ingresso dell’area militare di Prato Santa Caterina, realizzata dalla Julia che ha affidato al Settimo alpini la cura degli aspetti logistici e organizzativi, sotto la responsabilità del ten.col. Stefano Fregona. E ieri, l’assedio di visitatori, che hanno assistito ad unlancio di paracadutisti, è proseguito in proporzioni ancora maggiori. Difficile pazientare stretti in coda ma altrettanto difficile resistere alla tentazione di poter vedere da vicino l’evoluzione delle truppe alpine e il grado di preparazione raggiunto dai nostri militari impegnati nelle più difficile missioni all’estero. Quattromila metri quadri di area espositiva dove trova spazio il meglio dell’equipaggiamento, dell’armamento e della logistica delle truppe alpine. A partire dagli alpini paracadutisti, l’élite delle truppe alpine, gli unici ad avere la qualifica “Ranger”. Il serg. magg. Massimiliano Sgrobbe illustra ai visitatori il meglio delle armi in dotazione al reparto che fornisce supporto alle truppe speciali. I parà alpini della cittadella ,poi, simulano un intervento per liberare un ostaggio, illustrando le tecniche operative. 
Il ten. Andrea Cristiano, 34 anni, di Napoli, descrive caratteristiche e impiego dei mezzi logistici e tattici d’avanguardia del Settimo, il primo ad avere in dotazione il “Lince”, veicolo tattico leggero blindato, Iveco con motore diesel common rail da 3000 di cilindrata, 190 cavalli per 130 chilometri orari. Pesa 6,5 tonnellate, ha lo scafo blindato ed è capace di reggere l’urto di un ordigno con 8 chili di tritolo. La cellula di sopravvivenza con il suo equipaggio, sotto la spinta di 10 chili di esplosivo salta, sganciandosi dal veicolo attutendo così la deflagrazione. Un mezzo assai apprezzato all’estero, come il fratello minore “Puma”, e che ha già salvato la vita ai nostri militari. Gli alpini della cittadella tengono a mostrare l’importanza della loro presenza dei teatri bellici e postbellici a favore della ricostruzione e della popolazione locale. Il capitano Filippo Tremolada, 29 anni, di Vedano al Lambro, del 5° alpini di Vipiteno, battaglione Morbegno, comandante la 44° compagnia accoglie i visitatori nello stand delle missioni all’estero. Tra il luglio 2007 e il gennaio scorso, ad Herat, in Afghanistan, nell’ambito della missione Nato Isaf, aveva alle dipendenza 130 uomini. Gli alpini effettuavano pattugliamenti e scorte e formavano il personale di polizia afgano ma si occupavano molto di infrastrutture, facendosi promotori di interventi di ricostruzione di scuole e ospedali. L’ufficiale lombardo mostra le immagini di mesi di lavori in una terra lontana e difficile, dove i militari italiani hanno saputo farsi apprezzare dagli alleati e dalla popolazione, facendo onore al’Italia. 
Da non mancare lo stand del Meteomont del comando truppe alpine che fornisce un importante servizio informativo meteonivologico su tutto l’arco alpino con le sue stazioni manuali e automatiche di rilevamento in quota, a supporto anche della Protezione civile ma pure accessibile gratuitamente ai cittadini. Coreografica la palestra di roccia artificiale alta sette metri allestita per consentire ai visitatori di cimentrasi in una vera e propria scalata con i militari del Centro addestramento alpino di Aosta. Al centro della cittadella è l’area allestita dal 3° reggimento artigilieria da montagna con un mortaio rigato Thomsom e un obice FH 70 in bella mostra. Oggi, giorno dell’adunata, ultimo giorno di apertura, dalle 10 alle 18. Lunedì, poi, la cittadella verrà smantellata. E Bassano perderà la sua caserma, fiore all’occhiello di questa adunata, visitata da decine di migliaiai di persone. A dimostrazione di quanto sia stretto il legame fra la società civile e le sue Forze armate. Carlo Barbieri

 
11 Maggio 2008
Wurstel miracolosi tra gli angeli che fanno sognare

Vere e proprie angeli della notte, capaci di far sognare con uno sguardo, meglio di una pubblicità con la Jolie.
Sono le bariste di stand e bar, che resistono fino alle cinque, dispensando sorrisi e alcol. 
Sconti no, quelli bisogna guadagnarseli sul campo. Da piazza Garibaldi al ponte degli alpini, sono almeno trenta i bar aperti e loro sono là: capaci di respingere le avances di uomini che ci provano perpetuamente, ragazzi che nel pieno della notte intonano canzoni di montagna, poi ci sono quelli che davanti ai fusti della birra si improvvisano romantici con frasi ad effetto tipo: «Tu sì che sei un’alpina, posso essere il tuo mulo?». Com’è capitato venerdì notte allo stand di fronte alle distillerie Poli. Ah, gli alpini. E là dove non arriva la seduzione di gruppo, un wurstel può compensare qualsiasi carenza d’affetto. Durante la notte è il prodotto sovrano, un souvenir che ti accompagna per tutta la notte. Ne sa qualcosa un gruppo di padovani che hanno allestito un tendone in piazzale Cadorna, con un braciere per hot dog rotondo, grande come un monolocale: «Staremo alzati tutta la notte - spiega una ragazza mora con le mani consumate dalle scottature -. Chissà perchè dalle 3 in poi tutti hanno fame». Chissà. E.MAR. 

 
11 Maggio 2008
La stanchezza è tanta ma guai a mollare

«Dai Carlo nemo via». La signora ha le caviglie che sembrano ananas, è dalla mattina che sta in piedi, su e giù per il centro. Ma suo marito dallo stand di birra tedesca non si vuole staccare, lo stomaco regge e l’allegria è tanta. «Desso nemo, tasi». Sembra un ordine della Julia e alla moglie alle due di mattina non resta che arrendersi. Per stavolta. La povera donna si siede sullo scalino del negozio, mani nella faccia e un sonno pazzesco. La tenda è a 500 metri, ma qui sembrano chilometri. 
Ci pensano i “trabiccoli” a segnare la strada: leggeri e liberi di girare per la città in festa. Dopo la severità delle prime ore di adunata da parte della polizia locale, nella notte si è capito ben presto che tutto era possibile. Non c’erano freni per biciclette motorizzate, jeep a sei ruote, vespe con saldature artistiche o motociclette che la guerra l’hanno vissuta veramente.
Un frastuono che non ha dato fastidio a nessuno, del resto l’alcol in questi casi fa miracoli portando uomini e donne di tutte le età allo stato di felicità pura. A bordo di un piccolo furgone con rimorchio è stato allestito perfino un piccolo bar a spina libera e una panca per mangiare. La festa è itinerante in una notte pazza, dove l’importante è stare assieme. L’urlo e il rutto libero hanno fatto il resto, come da tradizione, saluti in codice che non potevano mancare. Ma c’è spazio anche per chi vuole stare in disparte, attaccati a botti di rovere e cameriere sorridenti. Nelle stradine che portano al Duomo o nelle vicinanze della stazione, osterie ed enoteche nascoste hanno riempito di felicità decine di alpini. Potere delle adunate, potere di una Bassano ospitale. E.MAR.

 
11 Maggio 2008
LA VEGLIA ALPINA. Veci e bocia insieme per le vie del centro fino al mattino, il ponte degli Alpini diventa una meta irraggiungibile per migliaia di persone
Nelle piazze porfido al Merlot 

Il porfido di piazza Libertà suda Cabernet e Merlot, quello di via Discesa Gamba che porta al ponte, respira birra chiara. L’alba di sabato colora di rosso e canta Signore delle Cime.
È la notte folle e interminabile delle penne nere, la notte più attesa per migliaia di giovani alpini e giovanissimi sessantenni. Quella che i ragazzi giunti da Bergamo hanno preparato in ogni dettaglio: «Ci siamo presi tre giorni di vacanza - raccontano Mario, Cesco e Matteo, 70 anni in tre - abbiamo noleggiato un camper e ci siamo accampati fuori dal centro per evitare il caos, stasera si canta e si beve fin che ce n’è». E al grido di «barcollo ma non mollo», si cammina su e giù dentro un itinerario senza fine dove le gambe si muovono per inerzia. In ogni angolo ci sono cori improvvisati, caccia alle fanciulle, c’è chi gioca a carte, chi tracanna birra, chi batte sui banconi facendo sacramentare i baristi nei dieci, cento, mille stand presi d’assalto.
Verso l’una le piazze Garibaldi, Libertà, le stradine del ponte, gli accampamenti del Parco dei ragazzi del ’99, sono una distesa di teste e l’aria è un distillato di grappa veneta. Cori, canti, ogni angolo va bene per mettersi in cerchio e intonare canzoni di 80 anni fa, con Veci e Bocia insieme e se le note non sono quelle giuste cosa cambia? E se tra la folla c’è chi canta le canzoni dei Nomadi va bene lo stesso: «Sono stati alpini anche loro», grida fiero un quarantenne con barba, penna nera e orecchino al lobo, a quell’ora ogni interpretazione è concessa.
Distesi per terra lungo viale delle Fosse, quattro giovani alpini in camicia rossa, se la raccontano che è un piacere, storie di donne mai conosciute e tempi andati di naja. Sono vicentini, ma alle 2 di notte non sanno dire esattamente da dove: «Breganze, Bressanvido, Brendola?». E poi fanfare, orchestre, fisarmoniche e tamburi. Alle cinque di mattina le piazze sono ancora un fiume di gente. C’è poca voglia di andare a letto. Si barcolla, ma non si molla. Eugenio Marzotto

 
11 Maggio 2008
Prima passerella per i neo deputati
«Un lavoro complesso ma filerà tutto liscio»

Improvvisamente, annunciata da un forte vento che ha messo a dura prova accampamenti e bandiere, e da un cielo sempre più nero e cupo, ieri sera è arrivata la pioggia. Poco dopo le venti i primi, fastidiosi, goccioloni. Gli alpini non si sono preoccupati: una tettoia, un portico, l’ingresso di un’abitazione hanno offerto provvisorio riparo. I più spavaldi l’hanno presa tutta, infischiandosene delle possibili conseguenze. Gli ombrelli sono spuntati come funghi mentre l’acqua diventava sempre più fitta, rinviando, ma non rovinando, la festa. Due ore è durato il maltempo, accompagnato da raffiche intense che hanno fatto temere il peggio.
Poi, gradualmente, la pioggia è calata d’intensità e il centro è ritornato ad animarsi anche se l’aria s’è fatta più frizzante. Contro il freddo corroboranti birre e calici di vino. Cori e bande sono rispuntati per incanto ovunque, come nelle sere precedenti, e la gente ne ha approfittato per intrecciare qualche ballo o vagabondare da uno slargo all’altro fino all’alba.
Per oggi, le previsioni meteo annunciano una nuvolosità variabile ma, comunque, favorevole allo svolgersi dell’attesa sfilata, che prenderà il via alle 8.45 da viale Venezia. Anche la temperatura si manterrà nella media primaverile, con le minime intorno ai 12° mentre le massime toccheranno i 22°. Una lieve brezza porterà un pò di variabilità ma non inciderà particolarmente sul buon esito dell’evento. Nei giorni scorsi, fortunataente, complici le miti temperature, le penne nere hanno riempito le piazze e le vie bassanesi. Il bel tempo, annunciano i meteorologi, proseguirà nella giornata di domani.E.C. 

 
11 Maggio 2008
Ieri sera pioggia   Oggi tempo variabile

Culmina oggi, con la grande sfilata per le vie della città, l’ottantunesima adunata nazionale delle penne nere a Bassano.
Secondo il programma ufficiale stilato nei mesi scorsi dai membri del comitato organizzatore, alle 8 del mattino avrà inizio l’ammassamento dei partecipanti alla sfilata nelle zone di viale Venezia, viale Montegrappa, via San Pio X, dove per tutta la giornata si raduneranno le persone destinate a percorrere il tragitto che separa viale Venezia dalla zona del tempio ossario.Alle 8.45, di fronte alla caserma Montegrappa saranno resi gli onori iniziali e poi, alle 9, si comincerà a marciare. Oltre al neo ministro della difesa Ignazio La Russa, che giungerà nel pomeriggio ai piedi del Grappa e dedicherà alle penne nere la sua prima uscita istituzionale, assisteranno sugli spalti d’onore alla marcia dei cappelli grigioverdi anche l’ex ministro Carlo Giovanardi, e il presidente della Regione Giancarlo Galan, Sulle tribune d’onore allestite tra piazzale Trento e viale delle Fosse saliranno poi il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto ma anche il prefetto Pietro Mattei e il presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schnek, il sindaco di Vicenza Variati, che poi sfilerà, il questore Giovanni Sarlo, i neo onorevoli Manuela Lanzarin e Massimo Calearo C.Z. 

 
11 Maggio 2008
LA SFILATA. In tribuna per l’evento anche il neoministro alla difesa Ignazio La Russa
È il gran giorno 75 mila penne nere a passo di marcia

Compatti e inquadrati ciascuno nel proprio settore, col cappello in testa, tutti rigorosamente a passo di marcia. Gli alpini sono pronti: oggi si sfila. Dopo due giorni di festeggiamenti, stamattina 75 mila penne nere, come ha detto il presidente Corrado Perona, si «laveranno la faccia e si vestiranno a festa» per prendere parte all’imponente corteo destinato chiudere l’ottantunesima adunata nazionale dell’Ana.
Proprio in quest’occasione farà la sua prima uscita ufficiale il nuovo ministro della difesa Ignazio La Russa, che ieri pomeriggio ha confermato la sua presenza in città dove, dalle tribune d’onore innalzate tra piazzale Trento e viale delle Fosse, assisterà al grande corteo dei gruppi e delle sezioni dell’Associazione nazionale degli alpini.
Un evento che molti hanno definito storico e che in mattinata, anche se solo per poche ore, potrebbe portare sulle rive del Brenta lo stesso capo del governo Silvio Berlusconi, invitato dal governatore Giancarlo Galan. In realtà ieri non c’era ancora alcuna certezza su una possibile visita bassanese del neopresidente del Consiglio, ma il sindaco Gianpaolo Bizzotto, pur senza dare conferme, non ha escluso tale possibilità.
È sicuro invece, come ha ribadito l’assessore regionale all’istruzione, al lavoro ed alla protezione civile Elena Donazzan, che sarà dedicato alle penne nere il primo impegno fuori sede del ministro della difesa, che arriverà a Bassano, nella zona riservata alle autorità, verso le 16. «Mi sembra un gesto di riconoscimento doveroso - ha commentato la rappresentante della giunta veneta - per ciò che gli alpini rappresentano, ieri come oggi, in armi, in congedo, sui fronti di guerra. Si tratta di uomini - ha continuato Donazzan - cui deve andare il rispetto delle istituzioni, ed è per questo che ho avuto modo di significare personalmente, al neoministro, il mio particolare ringraziamento sia da assessore del Veneto sia da bassanese».
Quello della sfilata d’altro canto sarà il momento centrale del raduno, quello che apporrà il sigillo alla manifestazione e che quest’anno vedrà scendere nelle strade della piccola capitale "scarpona" almeno 75 mila penne nere, divise in sette diversi settori.A far ala al loro passaggio altri trecentomila alpini.
Un fiume di cappelli griogioverdi che dalle nove del mattino e sino a stasera (questo il tempo necessario, secondo gli organizzatori per far sfilare tutte le ottantun sezioni italiane e le tentatre straniere) riempirà viale Venezia, viale delle Fosse, viale Parolini, viale XI febbraio e infine la zona del tempio ossario e viale De Gasperi, dove si romperanno le righe.
Tra i primi a compiere il tragitto intorno al centro storico ci saranno i militari in servizio, i reduci e i militari stranieri, seguiti dalle sezioni di Zara, Pola e Fiume, da quelle estere e poi da tutte quelle sparse sul territorio nazionale, Da ultimi sfileranno i padroni di casa, i soci Ana della Montegrappa e infine le 136 bandiere simbolo dei 136 anni di vita del corpo degli alpini. Caterina Zarpellon

 
11 Maggio 2008
ECCO LA GRANDE FESTA DI BASSANO 
IN TRIBUNA D’ONORE PER L’EVENTO ANCHE IL MINISTRO DELLA DIFESA IGNAZIO LA RUSSA
Oggi sfilano gli alpini     È l’apoteosi 

La manifestazione sarà l’atto finale dell’ottantunesima adunata nazionale
Si comincia alle 9, si chiude alle 21.
Per la grande marcia sono attesi per questa notte duemila pullman che porteranno
altre 100 mila alpini di tutta Italia.

 

Questa mattina, poco prima delle nove, di fronte alla Caserma Monte Grappa ci sarà la resa degli onori iniziali alla Bandiera di Guerra del 7° Reggimento Alpini, al Labaro Nazionale dell'Ana e ai gonfaloni che tra due ali di persone festanti hanno attraversato venerdì pomeriggio la nostra città.
Sarà un momento particolarmente significativo sia perché l'avvio della sfilata sarà dato da tutte le sezioni e i gruppi degli Alpini impegnati in Italia e all'estero, sia perché ognuna delle persone che oggi saranno in città, e saranno migliaia, non accetta che il destino di questa Caserma sia già segnato.
Bassano è città alpina per eccellenza e il suo ponte è un simbolo di quella solidarietà che la canzone sottolinea: «Noi ci darem la mano». Ed è una mano protesa a quanti hanno bisogno di aiuto, qualunque sia la necessità. Ma Bassano è anche la città del Grappa per l'identico filo conduttore che unisce l'una all'altro dal 1917, prima, e dal 1944 poi. Dopo la rotta di Caporetto Bassano ha assistito alle tragiche incursioni aeree nemiche, ha visto tanti suoi figli diretti al fronte quanto mai prossimo, non ritornare. È questo patrimonio di amor patrio, di dedizione, di sacrificio, di semplicità, che i nostri nonni ed i nostri padri hanno saputo tramandare alle generazioni odierne.

 
10 Maggio 2008
OLTRE 200 MILA VECI E BOCIA IN CITTÀ    LA GRANDE MANIFESTAZIONE “SCARPONA”
OGGI ENTRA NEL VIVO. DOMANI LA SFILATA
Penne Nere benvenute a Bassano

Ieri mattina l’alzabandiera e la deposizione di corone in città, poi a Cima Grappa
il ricordo commosso dei morti in guerra 

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa domani non sarà tra gli ospiti d’onore ma ha inviato il suo «personale saluto»

 

Nella notte hanno toccato quota 200 mila e oltre, già ieri erano più di 100 mila e in 12 mila sono saliti ieri mattina al Sacrario di Cima Grappa.
Gli alpini non si smentiscono mai e a Bassano del Grappa l’81.ma adunata «scarpona» oggi entra nel vivo portando per la prima volta in un’occasione del genere tante persone là dove sono sepolti 23 mila soldati caduti nella Grande Guerra.
Ieri mattina alzabandiera e deposizione di corone di fiori in centro città, poi sul Grappa la commozione e il ricordo del sacrificio della Grande Guerra con la messa officiata dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo. Le Penne Nere «in marcia» verso il loro secondo raduno a Bassano (il primo fu nel 1948) hanno anche popolato le principali città del Veneto. I tradizionali cappelli si sono visti oltre che a Vicenza e nei paesi limitrofi la città del Grappa, anche a Venezia, Treviso e Padova.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intanto, «rammaricandosi di non poter presenziare all’81.ma adunata nazionale degli Alpini» ha inviato ai radunisti il «suo personale affettuoso saluto, unitamente a quello del Governo e delle Forze Armate».
Il ministro ha inviato un messaggio di auguri al presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Perona e ha anche sottolineato il lavoro della «generosa terra veneta».

 
9 Maggio 2008
Foto e duemila reperti della Grande Guerra

Per rievocare le tragiche vicende della Grande guerra, in cui gli alpini hanno espresso il loro coraggio e il loro valore, le sale di palazzo Bonaguro ospiteranno fino al 18 maggio la mostra dal titolo “Bassano, il monte Grappa e la Grande guerra”. La rassegna,è stata allestita dall’associazione “Musei all’aperto 1915-18”, in collaborazione con la sezione Ana “Montegrappa” e il comitato organizzatore dell’adunata. 
Dal 1999, il sodalizio “Musei all’aperto 1915-18”, presieduto da Alberto Calsamiglia, promuove iniziative locali, rivolte a mantenere viva la memoria della Grande guerra. L’esposizione nel prestigioso palazzo di via Angarano, con i suoi duemila reperti, rientra a pieno titolo in questa attività e intende ricordare tutti i caduti, non solo gli alpini ma anche i fanti e la croce rossa che, nel tragico contesto del fronte, hanno affiancato le penne nere. La frase “Monte Grappa”: dopo novant’anni i ricordi scaldano ancora i nostri cuori” introduce un percorso suggestivo, fatto di ricostruzioni scenografiche, cimeli e armi che accompagnano lo spettatore attraverso le sofferenze patite e le difficoltà della vita in trincea. Interessante la collezione di 40 cappelli che rievoca la storia del copricapo delle truppe da montagna, dal 1880 ad oggi; ma si trovano anche le divise originali di tutti gli eserciti impiegati nella grande guerra, compresa una raccolta di mazze di ferro, che costituivano lo strumento più efficace nel combattimento uomo a uomo. Una sala multimediale ospita, infine, la proiezione di documenti, immagini, ricostruzioni belliche e storie di personaggi eroici, realizzati dal col. Gianni Bellò, responsabile militare dei sacrari del Veneto e del Trentino. E.C. 

 
9 Maggio 2008
PAOLO CASAGRANDE
«Un lavoro complesso ma filerà tutto liscio»

«Se la manifestazione riesce bene nel suo complesso potrò dirmi comunque soddisfatto. 
Certo...a ben guardare vorrei non solo che tutto filasse liscio ma che questa fosse ricordata come una grande adunata».
Dopo mesi di lavoro e dopo intense giornate passate a programmare e a controllare che tutti i tasselli del puzzle dell’ottantunesimo convegno nazionale degli alpini si incastrassero perfettamente, per Paolo Casagrande, presidente del comitato organizzatore dell’Ana, è giunto il momento della prova del nove. 
- Colonnello, lei ha sempre detto di voler dare ai bassanesi e agli ospiti l'adunata che tutti si aspettano. 
Ma perché questo raduno è così speciale?
«Il Bassanese è conosciuto per essere stato teatro di importanti fatti storici durante la prima e la seconda guerra mondiale . 
E poi qui c’è un ponte degli alpini che nessun altro ha e un monte, il Grappa, dove oggi, con la solenne cerimonia sul sacrario, riusciremo davvero a fare qualcosa di importante. Tutte queste cose hanno il loro peso».
- Quando è stato chiamato a dirigere la macchina organizzativa del convegno, le è stata quindi affidata una grossa responsabilità.
«All’inizio non sapevo a cosa andavo incontro. 
Non conoscevo molti aspetti legati alla manifestazione, come quelli commerciali, e non mi aspettavo di dover portare avanti un compito così complesso. 
I temi presi in considerazione sono stati tantissimi ma grazie a questa esperienza si sono però create delle amicizie bellissime con tutte le persone che mi hanno affiancato».
- Se dovesse fare un augurio e una raccomandazione agli alpini e a chi parteciperà ai festeggiamenti...
«Dire di vivere questi tre giorni con gioia, evitando gli eccessi nel bere e ricordando che le adunate sono l’espressione dei valori che l’alpinità racchiude: amor patrio, onestà e solidarietà». 

 
9 Maggio 2008
Migliaia di penne nere saliranno oggi sulla Cima, a quota 1776, per rendere onore ai Caduti. Il vescovo di Padova Mattiazzo celebrerà una messa 
Sul Monte Grappa l’omaggio ai padri

Domenica sarà la giornata clou, quella della grande partecipazione di massa, della sfilata di tutte le sezioni Ana d’Italia. 
Oggi, però, l’ottantunesima adunata alpina, quella di Bassano, la città del Grappa, vivrà forse il suo momento più intenso, quello della memoria e dell’omaggio a quanti, chiamati a compiere il loro dovere, sul Grappa combatterono e morirono perchè sulla vetta sventolasse il tricolore. 
Sulla Cima del Massiccio del monte sacro alla patria, oggi viene reso l’omaggio al sacrificio dei padri. 
Là dove, 90 anni fa si batterono con coraggio, consci di rappresentare per l’Italia l’ultimo baluardo difensivo, soldati di ogni angolo della Penisola, chiamati quassù ad arginare l’avanzata nemica che incombeva sulla pianura Padana. 
A testimoniare quel sacrificio, nel 1936 venne inaugurato il Sacrario di Cima Grappa. Realizzato in pietra del Grappa da Giovanni Greppi Giannino Castiglioni, raccoglie 12616 spoglie di Caduti italiani, di cui 10mila ignoti, accanto a quelli che in vita furono nemici ma fratelli nel comune destino di morte, ossia 10mila Caduti austriaci, quasi tutti ignoti. Nel Sacrario riposa anche il generale Gaetano Giardino, sepolto con i suoi soldati della IV Armata del Grappa. Il monumento in bronzo a lui dedicato in viale Delle Fosse venne eretto nel 1938. Vicino al Sacrario, è la Galleria Vittorio Emanuele III, realizzata nel 1917 e appena inaugurata dopo i restauri. Per suggellare il legame con il monte sacro, la città ai piedi del Massiccio, trovatasi in prima linea durante il 1915-’18, nel 1928 mutò la sua denominazione da Bassano Veneto a Bassano del Grappa. Oggi sul Grappa saliranno circa ottanta autobus per accompagnare a quota 1776 gli alpini che vorranno rendere omaggio a quei soldati di 90 anni fa. I mezzi partiranno da Romano ogni tre minuti dalle 6 alle 9,30. Senso unico in salita la mattina, in discesa nel pomeriggio. 
Il percorso è presidiato già da ieri. Il transito sulla Cadorna è vietato a qualsiasi altro mezzo. La giornata di oggi inizierà alle 8, in città, con l’alzabandiera in piazzale Cadorna e la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti di tutte le guerre. Intanto gli autobus avranno già cominciato a salire la statale Cadorna sul Grappa. Alle 10,45, al Sacrario della Cima, si ripeterà il rito dell’alzabandiera, seguito dalla deposizione di una corona d’alloro. 
Subito dopo il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo celebrerà la messa solenne per tutti i Caduti italiani e austroungarici. Carlo Barbieri

 
10 Maggio 2008
BORTOLO BUSNARDO
Abile lavoro di tessitura per centrare il bersaglio

Un gentiluomo d’antico stampo, uomo vero. Di poche ma solide parole. Bortolo Busnardo è il “padre” dell’adunata bassanese. L’ha inseguita, corteggiata a lungo, lusingata e conquistata. Un lavoro enorme, fatto di pubbliche relazioni, incontri, programmi, durato anni. Intelligenza e tenacia gli hanno permesso di raggiungere l’obiettivo dopo che la candidatura aveva superato il difficile e severo esame dei vertici Ana. Quando, nel settembre di due anni fa, la Montegrappa ha avuto la conferma ufficiale, ricevendo l’investitura per l’organizzazione dell’81° raduno, gli alpini gli si sono stretti attorno in un ideale abbraccio.
Se a Bassano le penne nere di tutto il mondo ritorneranno per sfilare lungo i viali più belli della città, lo si deve solo ed esclusivamente a lui. L’adunata non ha altri padri. Bortolo Busnardo è l’unico.
Il vecchio alpino guarda avanti con occhio fiero. Passa sopra le meritate lodi.
Bassano ce l’ha fatta, soprattutto grazie a lei...
«Ci ritroveremo sul nostro amato Ponte, a sessant’anni dalla prima adunata bassanese coincisa con la ricostruzione dello storico manufatto dopo la distruzione causata dalla guerra, - sostiene Busnardo nell’estendere l’invito a tutti gli alpini - per rinnovare, con una stretta di mano, un patto generazionale per il consolidamento e la costruzione di ponti ideali di amicizia e solidarietà, capaci di resistere alle torbide brentane dell’egoismo e della malpolitica, e al progressivo degrado di quei comportamenti, principi e valori che hanno marcato il passo dei nostri padri». 
Su questi valori Bortolo Busnardo ha fondato tutta la vita, senza venir mai meno ai suoi principi ispiratori. 
Nato a Possgano, a due passi dalla casa di Antonio Canova, il 16 marzo di 75 anni fa e rimasto ben presto orfano di entrambi i genitori, s’applicò con tenacia negli studi conseguendo il diploma di geometra e iniziando la libera professione. Nel 1953 la chiamata alle armi. Frequentò la scuola Auc, dalla quali uscì con grado di sottotenente degli alpini. Prese servizio nel sesto reggimento a Brunico, compagnia mortai reggimentale. Due i richiami: nel 1961, nella compagnia mortai dell’ottavo reggimento alpino a Moggio Udinese; e nel 1966 ad Aosta dove maturò la promozione a capitano. Fresco di naja, nel 1955 si è iscritto al gruppo Ana di Casoni con funzioni prima di segretario e poi di capogruppo. Nel 1958 è entrato nel consiglio direttivo della sezione Monte Grappa. Con il collega Palaro, per anni responsabile dell’ufficio tecnico comunale di Bassano, ha progettato e diretto le prime opere per la realizzazione della sede. Ha progettato e diretto i lavori di sistemazione della sede dopo l’alluvione del ’66.
Ha organizzato e guidato, a livello sezionale, le operazioni a Magnano in Riviera nel 1976, subito dopo il tragico terremoto che sconvolse il Friuli. L’anno successivo ha guidato gli alpini a Venzone, sempre nel Friuli martoriato dal sisma. Ancora in prima linea a Muro Lucano nell’81, a Pescopagano nell’82, a Enego nell’83 in Valtellina nell’87.
Con il vicepresidente Toni Marin ha guidato l’intervento in Albania e la campagna antidroga e l’intervento in Sicilia. Nel 1988 è stato eletto consigliere nazionale. Ha partecipato all’intervento in ARmenia con l’ospedale da campo dell’Ana. Ha progettato e coordinato assieme a due nipoti, i lavor di costruzione dell’asilo di Rossoch. Dal 1992 al 1994 è stato vicepresidente nazionale vicario. Ha costituito il gruppo sezionale di protezione civile. Dal 1957 è donatore di sangue; ha fondato il gruppo Aido di casoni. E stato vicepresidente della sezione Monte Grappa dal 1977 al 1984, anno in cui ha assunto la carica di presidente e che ha mantenuto sino a due anni fa quando ha passato il testimone a Carlo Bordignon. È comunque stato nominato presidente onorario.
È sempre in prima linea per combattere, da vero alpino, la burocrazia, le macerie, le negligenze dell’uomo. Una guerra condotta a colpi di piccone e di badile, una guerra che non fa vittime ma aiuta la gente a ritrovare speranza e fiducia nella vita.
Per l’adunata ai piedi del Grappa ha speso energie, tempo, amicizie, dedicandosi totalmente al progetto che due anni fa è riuscito a far approvare dall’Ana, centrando così uno storico obiettivo. 

 
9 Maggio 2008
SESSANT’ANNI FA L’ULTIMO RESTAURO. Fu fatto saltare il 29 ottobre del 1945 da una mina posta da un soldato tedesco in ritirata. Tre anni dopo venne inaugurato
Bruciato o travolto dalle piene Il ponte ricostruito undici volte

Che il "Giornale di Vicenza" sia vicino agli alpini è testimoniato da un raro opuscolo edito il 2 ottobre 1948 alla vigilia della inaugurazione del Ponte ricostruito “come era e dove era”, proprio in occasione dell'Adunata di 60 anni fa. Si tratta di una raccolta iconografica di 50 pagine più copertina, che non ha nulla da invidiare alle moderne iniziative editoriali quanto a impostazione, commenti alle immagini, foto riprodotte con riferimenti circostanziati e pertinenti, pubblicità. Già, perché non vi trova spazio solo “l'Impresa costruzioni edilizie Cav. Giulio Tessarolo e Figli, ricostruttrice del Ponte Vecchio e di altre importanti opere” ma anche una sorta di main sponsor: la Marzotto-Tradizioni e progresso-Lanifici in Valdagno, Tessuti e Filati e una ventina di altre aziende con tanto di slogan coniato per l'occasione. Il Pastificio Borella, con sedi a Bassano, Vigonza e Adria, invitava: “Alpini! Se volete mangiar bene, chiedete sempre la pasta dell'Alpino Borella”. Il pastificio oggi ha sede a Camponogara (Ve) ma produce ancora. Non par vero ma una visita al sito web ve lo confermerà: Bigoli de Bassan, E Pene de Alpin de Bassan e I Subioti de Bassan. Tra gli inserzionisti figuravano: la Distilleria acquavite Nardini, la ditta Bernardo Finco ancora in via Zaccaria Bricito, 34 - telefono 176, l'istituto Sacro Cuore “Istituto Magistrale parificato - Scuole elementari, corsi di cultura e convitto”, la Cassa di Risparmio, la Banca Cattolica del Veneto, l'allora Cartoleria Scrimin e altri negozi non più in attività. Per tornare al ponte Vecchio, le prime notizie, presumibilmente attendibili, sulla sua esistenza, vengono datate 1209. È del 1450 la piena della prima distruzione: il ponte sarà riaperto ai passanti nel 1453. Nel 1493 il ponte è di nuovo in rovina e ci vorranno cinque anni per la ricostruzione ad opera della Serenissima. Nel 1511 è il maresciallo La Palisse, in fuga, ad appiccare il fuoco alla struttura, la quale verrà ristabilita solo nel 1519 “in quel modo et forma che era solito farsi in passato”. Nel 1520 altra piena e altra rovina cui pone rimedio il podestà Gianni Fantino Memo nel volgere di un anno. Dopo una piena del 1524 il ponte viene ricostruito in pietra su due arcate ma “la pietra regge meno del legno” commenta l'autore Rino Borin, se nel 1526 il ponte non regge un'altra piena per essere ricostruito in legno, e nella consueta forma nel 1531 dal podestà Grimani.
Altra rovina è causata da una piena del 1567 e ci vorranno tre anni per riavere il ponte ricostruito “per il modello del Palladio”. Logoro e incurvato dalle piene, verrà interamente rifatto di lì a 150 anni ma ne passeranno appena una ventina perché una piena del 1748 se lo porti via come fuscello. Bartolomeo Ferracina impiegherà due anni per riconsegnarlo e riaprirlo al transito. Altra mano incendiaria di cui prendere nota è quella di Eugenio di Beauharnais che lascia Bassano nel 1813. Qui sarà Angelo Casarotti a ricostruirlo e inaugurarlo nel 1821. 
La storia più recente registra l'interruzione del ponte il 17 febbraio 1945 ad opera della Brigata partigiana “Martiri del Grappa” e la fucilazione di tre giovani il 20 febbraio. Il Ponte viene fatto saltare con il brillamento di una mina da un sodato tedesco in ritirata alle 10 del 29 aprile 1945. Nel gennaio del 1948 inizierà la ricostruzione e il 3 ottobre 1948 per la ventiduesima Adunata nazionale alpina il Ponte viene ricostruito “come era e dove era” dalla ditta Fratelli Tessarolo. Il resto è, per così dire... attualità. 

 
9 Maggio 2008
Il presidente Carlo Bordignon sottolinea il carattere internazionale dell’adunata ed elogia l’impegno delle penne nere bassanesi
«È la capitale mondiale delle penne nere»

«Bassano è la piccola capitale degli alpini e qui da noi ogni penna nera si sente a casa».
Oggi, con l’avvio dell’ottantunesima adunata nazionale, per l’Ana Montegrappa si realizza un sogno lungo sessant’anni. Dopo il primo grande raduno del dopoguerra, tenutosi nel 1948 ai piedi del Grappa, gli uomini col cappello grigioverde torneranno a sfilare per le vie della città imbandierate con il tricolore e il presidente della sezione Carlo Bordignon vedrà concretizzarsi un desiderio coltivato da molto tempo, da quando già dieci anni fa, come membro del consiglio sezionale, aveva iniziato ad immaginare un nuovo convegno alpino sulle rive del Brenta. 
«Avrei voluto l’adunata a Bassano nel ’98 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del ponte - ricorda -. All’epoca però non eravamo pronti».
Ora invece, a novant’anni esatti dalla fine della prima guerra mondiale e nel sessantennale della ricostruzione dello storico ponte ligneo, tutti gli iscritti della sezione Montegrappa sono consapevoli di poter rivendicare con orgoglio per il loro territorio un rapporto speciale con questo corpo dell’esercito. 
«La nostra è la città degli alpini per eccellenza - spiega Bordignon -. Dopo la guerra, le penne nere di tutta Italia contribuirono a ricostruire il ponte vecchio ed ora si sentono strettamente legate alle nostre zone. Non a caso quella di quest’anno sarà l’adunata con il maggior numero di delegati delle sezioni estere, molti dei quali, pur di di non mancare all’appuntamento bassanese, hanno preferito rinunciare ai convegni precedenti».
L’euforia e la particolare attenzione che in questi mesi hanno preceduto e preparato l’ottantunesimo convegno Ana sono quindi, per il numero uno degli alpini bassanesi, da un lato eccezionali ma anche più che giustificati.
«Sarà un evento speciale - conclude -. Quasi tutta la sezione è stata coinvolta nei preparativi e gli alpini hanno davvero dato il meglio di sé. Ci auguriamo di non aver fatto grossi errori ma credo di poter dire che siamo pronti. Domenica saranno circa seimila le penne nere della nostra sezione a marciare per le vie del centro durante la sfilata finale e saranno proprio i nostri soci a portare 68 delle 136 bandiere destinate a chiudere il corteo». 

 
9 Maggio 2008
«Ricorderemo tutti con nostalgia questi giorni bellissimi»

«Ci siamo, il grande evento è dietro l’angolo. Un primo bilancio si può fare dal punto di vista organizzativo. È un lavoro immane che sembra non finire mai. Ma siamo partiti con largo anticipo, più di un anno fa, dal momento in cui ci hanno assegnato l'adunata. In questi ultimi mesi, poi, ci siamo buttati a capofitto nel lavoro. E quando dico noi intendo un gruppo di lavoro enorme, composto dall'intera macchina comunale, con in testa l'ingegner Bonato, capo ufficio tecnico, da una parte, gli alpini con il testa il colonnello Paolo Casagrande presidente del Comitato Organizzatore dall'altra. Tra tutti c'è stata un'osmosi di collaborazione davvero invidiabile, nessun problema, nessun bisticcio: non è facile quando si mettono insieme tante persone!». 
A parlare è il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto.
Quante persone, in totale, hanno lavorato e stanno lavorando per l'adunata? 
«Tra alpini, protezione civile, volontari, dipendenti comunali… direi qualche bel migliaio!» 
Una macchina organizzativa imponente: davvero siete arrivati alla fine senza nessun intoppo?
«Direi che la macchina ce l'ha fatta a reggere i ritmi, anche se in questi ultimi giorni si avverte la tensione, ma è quasi ovvio. E quella che si prospetta è una settimana intensissima: finito il lavoro organizzativo inizia quello di gestione dell'evento… non c'è pausa!». 
C'è qualcosa che lei avrebbe voluto fare diversamente, magari anche più in grande, se solo avesse potuto?
«No. Onestamente no. Sarà perché parto dal presupposto che non pretendo mai qualcosa che diventa impossibile ma chiedo molto a me stesso e agli altri su ciò che è fattibile. Un dettaglio di cui siamo molto soddisfatti è sicuramente la passerella a nord del Ponte degli alpini, nata come soluzione di ripiego al ponte Bailey e rivelatasi un'ottima scelta, peraltro apprezzata dai bassanesi. Un progetto per la cui riuscita si sono impegnati moltissimo i miei assessori Egidio Torresan e Claudio Mazzocco». 
Si può dire che sia stata questa la più grande sfida che avete dovuto affrontare?
«Direi che, a volerle elencare tutte, le sfide affrontate, si rischia di dimenticarne qualcuna. Forse però la sfida più grande è stata un'altra: il giorno in cui, dopo l'incontro con l'allora presidente, ora “Presidentissimo” Bortolo Busnardo, ho scritto la lettera all'Ana Nazionale di Milano per chiedere l'adunata a Bassano. Avevamo tanti dubbi, ma una grande certezza: la nostra città e i Comuni vicini l'avrebbero accettata, apprezzata e servita, proprio come sta succedendo. E poi c'erano motivazioni forti a sostenerla, a cominciare dalle ricorrenze: 90 anni dalla fine del primo conflitto mondiale, 80 dall'anno in cui a Bassano è stato aggiunto l'appellativo “del Grappa” (e non della grappa!), 60 dalla ricostruzione del ponte grazie al grande aiuto degli alpini e 60 anche dalla prima adunata a Bassano!». 
Si parla sempre di accoglienza e di entusiasmo: ma com'è possibile che l'alpinità riesca ancora a coinvolgere non solo una città, ma un intero territorio, persone di qualsiasi età e qualsiasi appartenenza politica, religiosa, sociale….?
«Secondo me per un effetto emozionale a catena. Gli alpini sono sempre stati un corpo militare diverso dagli altri, hanno servito la patria in guerra e in pace, dentro e fuori dall'obbligo di leva. Quanti alpini hanno ritirato fuori con coraggio e orgoglio il cappello per andare ovunque, in Italia e nel mondo, ci fosse bisogno di portare sostegno materiale e umanitario, ovunque ci fosse bisogno di solidarietà. L'alpino si è sempre fatto voler bene. Non dimentichiamo poi tutti gli alpini che hanno dato la loro vita per la nostra libertà e la pace, regalandoci la serenità e il benessere in cui viviamo ora. Queste cose non si possono dimenticare: gli alpini hanno costruito la storia. L'attaccamento ai valori che loro rappresentano, la patria, la difesa della persona, la difesa del territorio, sono ancora vivi e per fortuna noto che se ne parla anche nelle scuole. Sono valori che, in tempo di pace, diventano amicizia, senso pratico, rispetto della vita, gioia e fratellanza. L'adunata è sì una grande festa, ma non avrebbe senso se non si basasse su questi concetti fondamentali». 
L'adunata ha coinvolto un intero territorio: ha anche contribuito a fare da collante tra i Comuni contermini?
«Devo dire che ho trovato un grande disponibilità tra colleghi sindaci e loro delegati: ognuno si è sentito parte in causa di questa adunata e l'intero territorio bassanese, insieme ad alcuni Comuni del trevigiano, ha fatto e sta facendo la sua parte in modo encomiabile». 
Che augurio vorrebbe fare a tutti quelli che parteciperanno all'adunata? 
«Innanzitutto dico “Benvenuti” a tutti quelli che stanno arrivando dall'Italia e dal mondo. Il monte Grappa, dall'alto dei suoi 1800 metri, ridando voce a tutti i Caduti della sua patria là sepolti o mai ritrovati, ci saluta, ci accoglie, ci assiste! Ai bassanesi, ai miei cittadini e, se i miei colleghi sindaci me lo permettono, anche ai cittadini di tutti i Comuni della Pedemontana, rivolgo un invito: facciamo un corpo unico con le migliaia di alpini che arriveranno, diamo onore al tricolore e se abbiamo ancora qualche bandiera, esponiamola! Apriamo le nostre case agli alpini (con gli alpini non ci sono problemi) apriamo loro i nostri cuori e viviamo insieme un grande evento. A chi vede l'adunata come un “problema”, a queste pochissime persone porgo invece un invito ad avere pazienza e a farsi coinvolgere dallo spirito gioioso, travolgente e impetuoso dell'adunata». 
Cosa lascera l'adunata alla città?
«L'adunata lascerà, ne sono certo, un bellissimo ricordo: avremo sicuramente nostalgia di questi giorni. Sarà un grande investimento per il futuro del territorio. Vorrei concludere con la preghiera che il buon Dio ci assista perchè tutto vada per il meglio e infine…Benvenuti alpini!». 

 
9 Maggio 2008
Il messaggio degli alpini è anche un richiamo a non dimenticare la nostra storia, quella dei nostri padri e dei nostri nonni
Bentornate, penne nere!

Bentornati alpini. Un benvenuto al vostro inconfondibile stile. Generoso, allegro, tipico degli uomini temprati dalla montagna. Uno stile senza retorica, come le canzoni che accompagnavano nelle marce estenuanti o nel fango delle trincee quando la guerra pungeva come il gelo, come il ferro spinato, come le bombe e i proiettili che seminavano pericoli, morte e tristezza. 
Quella degli alpini è un’immagine di bravi soldati, un corpo che si è distinto sia nei conflitti passati, ma anche nelle missioni di pace più recenti, sempre in prima linea in tutte quelle situazioni in cui vi siano da affrontare emergenze, calamità naturale, eventi di grandi proporzioni.
Questa è l’immagine che trasmettono gli alpini: gente sempre pronta a rimboccarsi le maniche, pronta a ricostruire, a piantar tende, ad aiutare chi è nel bisogno, ad affrontare qualche recupero di monumenti in degrado, a sposare progetti di solidarietà sul terreno del volontariato sociale o della protezione civile.
Ma uno dei tratti caratteristici degli alpini è l’allegria, la contagiosa propensione a far festa, la generosa attitudine a riconoscere che la vita si assapora in compagnia. Nelle loro adunate tutto ciò si fa evidente e siamo sicuri che anche stavolta, nell’appuntamento di questo fine settimana a Bassano, sarà - appunto - grande festa. Le previsioni della vigilia indicano numeri da capogiro: si parla di 350-400 mila presenze nella città del Grappa. Numeri che in altri contesti potrebbero creare il caos.
Invece siamo sicuri fino d’ora che andrà tutto bene, che non ci saranno intoppi, sfasature o note stonate. Il merito va proprio a loro, agli alpini che ci lavorano da un anno e che hanno studiano, d’intesa con l’amministrazione e gli enti locali ogni particolare della grande adunata. D’altro canto Bassano è la città d’Italia che forse più di ogni altra ha legato il suo nome e la sua storia agli alpini che qui porteranno il labaro di una associazione che, con le sue 212 medaglie, costituisce il segno tangibile di quanto gli alpini abbiano dato alla Patria, nei 131 anni di vita del Corpo. Bassano, il Grappa e il suo territorio s’intrecciano con la storia degli alpini, con le tanti reperti e ricordi della Grande Guerra e del secondo conflitto mondiale, dove tante penne nere bassanesi furono protagonisti di piccoli e grandi gesti di un eroismo che non ha ricevuto medaglie ma che non merita l’oblio. 
La memoria. In tempi in cui è facile dimenticare, ci pensano le penne nere, anche con la loro adunata e con le numerose iniziative collerali (mostre, rassegne fotografiche, esposizioni di vecchie divise, testimonianze) a ricordarci la nostra storia, a ricordare il sacrificio di chi ha perduto la vita nell’adempimento del dovere. 
«Per non dimenticare il sacrificio dei nostri padri», ammonisce giustamente uno degli striscioni che sfileranno a Bassano durante l’adunata degli alpini che in questa occasione celebrano i novant’anni dalla fine della prima guerra mondiale. Non dimenticare, ce lo insegnano proprio gli alpini che rispettano le tradizioni, la storia e la memoria, è un’esercizio sempre utile, non c’è pericolo di passare per ripetenti. 
E proprio Bassano non dimentica il contributo che gli alpini hanno dato alla ricostruzione dello storico ponte di legno distrutto nel 1945 dai tedeschi e ricostruito, nel rispetto del progetto palladiano, sessant’anni fa con il contributo degli alpini di tutta Italia. Uno slancio di generosità tipico delle penne nere che anche in questo sono da esempio alle giovani generazioni e, più in generale, ad un tempo - il nostro - dove la fretta giustifica spesso qualche egoismo di troppo. Per questo è importante che il messaggio degli alpini, ancora fresco e attuale, sia trasmesso e tramandato. 
L’adunata di questi giorni a Bassano che attirerà penne nere da ogni parte del mondo, è certamente un veicolo potente. Ci sono dunque tutti i presupposti per un evento speciale, festoso e suggestivo. 
Bentornati, alpini! Giulio Antonacci

 

09 Maggio 2008
GIANCARLO GALAN. Portare l’adunata a Bassano è stata una grande vittoria di tutto il Veneto
«È la capitale mondiale delle penne nere»

«Siamo nella capitale mondiale degli alpini e già questo è una garanzia del successo che avrà quest’adunata».
Giancarlo Galan, presidente della regione Veneto, non ha dubbi: la manifestazione sancirà in maniera ancor più indissolubile lo storico legame che da sempre unisce Bassano e il Grappa alle penne nere d’Italia e di tutto il mondo. Il governatore, presente ieri all’incontro di presentazione dell’evento che si è tenuto nella magica atmosfera delle “Bolle” di Nardini, ha tessuto le lodi della città del Grappa, che ha saputo assieme agli alpini farsi promotrice con coraggio di questa splendida iniziativa.
«Sono riconoscente a Bassano - ha detto Galan - una delle città meglio amministrate del Veneto, perché ha saputo regalarci questa grande manifestazione. Questa città riveste da sempre un ruolo di primo piano in seno alla nostra regione e noi anche in questo caso le abbiamo riservato l’attenzione che merita. Quando il sindaco Bizzotto è venuto a battere cassa per l’organizzazione dell’evento, sono stato ben felice di rispondere positivamente. I soldi che la Regione ha tirato fuori sono soldi di tutti e vanno spesi bene. Nel caso di Bassano ero sicuro che questo sarebbe avvenuto».
«Se devo essere sincero - ha proseguito Giancarlo Galan - quando all’indomani di Asiago mi è stata buttata lì l’idea di riportare gli alpini a Bassano per il sessantesimo anniversario della ricostruzione del Ponte, ero un po’ scettico. Subito ho pensato che sarebbe stata una battaglia persa. Impegno, determinazione e passione, invece, alla fine hanno vinto e questa ora è una battaglia vinta per Bassano e per tutto il Veneto».
«Io sono uno dei pochi politici che hanno fatto il servizio militare - ha detto ancora con un pizzico d’orgoglio il presidente Galan - non negli alpini ma come soldato semplice nella Fanteria d’arresto a Udine, quindi non mi spavento di fronte alle difficoltà organizzative, e non solo, legate a questa adunata. Siamo ben preparati e sono consapevole delle capacità e della civiltà degli alpini». Mi preme sottolineare una cosa molto importante - ha concluso Galan - Per questa adunata la Regione ha tirato fuori un milione di euro e per buona parte si tratta di un investimento per Bassano e il Bassanese. Molte cose fatte per l'adunata, infatti, rimarranno. Mi riferisco all’ampliamento del pronto soccorso, all’omologazione della piazzola di atterraggio degli elicotteri per voli diurni e notturni, dell’ampliamento del parcheggio dell'ospedale, al nuovo ascensore esterno del S. Bassiano. Si tratta di lavori resi possibile proprio dal fatto di aver portato l’adunata a Bassano e che fanno dell’ospedale una delle strutture modello della sanità italiana».
Come chicca finale, Galan ha annunciato che non è esclusa la presenza in città del presidente Berlusconi.
«Mi ha garantito che se potrà ci sarà - ha detto - In ogni caso sarà presente il ministro della difesa». S.F.

 
09 Maggio 2008
Presentata ufficialmente l’ottantunesima adunata
Un omaggio al Grappa e ai suoi eroi

È stata concessa «per i valori che il Grappa e il ponte vecchio rappresentano», ha detto il sindaco Gianpaolo Bizzotto; è stata «voluta fortemente e preparata con entusiasmo e dedizione», ha sottolineato il presidente della sezione Montegrappa Carlo Bordignon.
Oggi, dopo sessant’anni da quella storica del 1948, l’adunata nazionale degli alpini torna per la seconda volta a Bassano, capitale mondiale delle penne nere.
Ieri mattina da Nardini, alle "Bolle" di Fuksas, il presidente dell’Ana Corrado Perona, i vertici dell’associazione e dell’esercito e il governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan, hanno ufficialmente presentato l’ottantunesima edizione della più importante manifestazione itinerante d’Italia. Di fronte agli amministratori e ai politici locali, alle penne nere, al prefetto di Vicenza Pietro Mattei e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, nell’avveniristico complesso architettonico messo a disposizione dalla famiglia Nardini, resi gli onori alla bandiera, sono state ricapitolate le motivazioni storiche profonde che hanno condotto sulle rive del Brenta i cappelli grigioverdi e sono state ripercorse le tappe dell’imponente lavoro che in questo anno e mezzo ha impegnato gli organizzatori.
«È stata una grande impresa - ha sottolineato il presidente Carlo Bordignon, porgendo il benvenuto agli ospiti - compiuta nel sessantesimo anniversario della ricostruzione del nostro ponte da parte delle penne nere e a novant’anni dalla fine della Prima guerra mondiale. L’intera sezione ha operato al massimo delle sue forze per accogliere i soci dell’Ana nel migliore dei modi».
D’altro canto, come ha ricordato il primo amministratore, non solo la città, «che si gloria di portare il nome del monte sacro alla patria», ma tutto il territorio e i comuni contermini sentono fortemente la loro vocazione alpina.
«Dobbiamo molto a questo corpo dell’esercito - ha proseguito il sindaco Bizzotto - e abbiamo chiesto proprio per motivi "valoriali" un’adunata che ci è costata così tanto impegno». Un sforzo massiccio, che permesso di rendere operativi 2500 volontari della protezione civile a cui si aggiungeranno altri mille uomini della sezione Montegrappa, di sistemare 47 mila persone negli attendamenti e negli alloggi collettivi, di transennare le vie bassanesi, di mettere in piedi treni speciali e bus navetta.
Sono questi solo alcuni dei numeri dell’adunata bassanese, i «dati importanti» riassunti ieri dal presidente del Comitato organizzatore, il col. Paolo Casagrande che, oltre ad aver annunciato per stamani una strisciata tricolore sul Grappa, ha ringraziato tutti coloro che hanno operato per la buona riuscita della festa alpina.
«Alle spalle di quest’evento - ha sottolineato - c’è stata la capacità di fare squadra. E se è vero che ufficialmente l’adunata è stata classificata come un’esercitazione di protezione civile, è innegabile che protezione civile, gli operatori sanitari e tutti i volontari agiranno in questi giorni realmente sul territorio e avranno a che fare con vere emergenze».
Il convegno alpino sarà però anche un’occasione per dimostrare la vitalità, la professionalità delle truppe alpine ancora in servizio, che hanno allestito in parco ragazzi del ’99 una cittadella militare in cui verranno illustrate le attività dei reparti, le nuove tecnologie e le attrezzature in dotazione all’esercito. «Lì ci sono ragazzi e ragazze che hanno scelto di vivere come alpini - ha spiegato il comandante delle truppe alpine Bruno Petti - per permettere che l’Italia sia ben rappresentata nel mondo».
Oggi l’adunata entra nel clou con la cerimonia solenne, in mattinata, a Cima Grappa e la sfilata per le vie del centro nel pomeriggio.

Alla vigilia dell’Adunata degli Alpini, che si apre oggi a Bassano, il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha voluto indirizzare un particolare saluto «all’alpino Rigoni Stern».
Nel sottolineare che Bassano è «città degli alpini più di qualunque altra città degli alpini», Galan ha espresso il proprio affetto nei confronti dello scrittore, definendolo «maestro d’arte e di vita, che per le generazioni di ieri e di oggi rappresenta il Veneto migliore». Caterina Zarpellon

 
09 Maggio 2008
CORRADO PERONA. A 90 anni dalla fine della guerra il giusto omaggio al Monte Grappa
«Alpini, volto positivo della nostra nazione»

La mente del “vecio” e il cuore del “bocia”. Corrado Perona, presidente nazionale dell’Ana, incarna perfettamente lo spirito dell’alpino, capace di grandi slanci e di imprese generose senza però mai perdere di vista la realtà. Ed è in quest’ottica che ieri mattina ha analizzato questa ottantunesinma edizione dell’adunata alpina.
«A novant’anni dalla fine della Prima guerra mondiale - ha detto durante l’incontro di presentazione dell’evento - l’appuntamento con il Monte Grappa non poteva mancare e la richiesta di Bassano non poteva essere ignorata. L’adunata nazionale è un momento importante per tutti gli alpini ma non solo per loro. È un avvenimento carico si significato. L’Italia è un Paese di grandi contraddizioni: si va dai gravi fatti di Verona allo spirito che anima il ritrovo degli alpini, passando per lo splendido esempio dell’imprenditore Nardini che ha realizzato questo capolavoro. Purtroppo, si parla troppo spesso delle negatività di un Paese che invece ha molto di positivo da offrire. Noi alpini siamo positivi. La nostra è una grande famiglia, appassionata e governata bene ed è per questo che va avanti».
«In noi - ha sottolineato Perona - c’è una grande voglia di stare insieme e di costruire qualcosa. Stiamo cercando di infondere lo spirito che ci anima anche nelle nuove generazioni e per questo abbiamo avviato una serie di iniziative in collaborazione con le scuole. Dopo la grande esperienza di Cuneo siamo giunti a Bassano, sicuri della grande accoglienza che anche la terra veneta ci riserverà».
«L’adunata è una grande festa - ha dichiarato il presidente nazionale - Ci ritroviamo una volta all’anno e in quell’occasione, perché no, beviamo un bicchiere in più, a costo di strapazzarci un po’ il fegato, ma fa parte di noi, del nostro essere alpini. Ma questo è solo uno dei volti dell’adunata, quello del sabato sera. Alla domenica mattina, tira un’aria nuova. L’alpino si ripulisce e si veste a festa per partecipare alla grande sfilata che rappresenta il momento principale della manifestazione, nel quale si esprime la nostra vera essenza».
«Sfogliando l’album dei ricordi - ha detto ancora Perona - ho ritrovato una foto dell’adunata del 1948, nella quale c’è mio padre in riva al Brenta, a pochi passi dal Ponte.
Ebbene, sessant’anni dopo ci sono io e con me c’è anche mio figlio. Ciò mi rende immensamente felice, nella speranza che da lassù possano vedermi».
«Un invito? - ha concluso - Gettiamoci alle spalle le preoccupazioni e godiamoci la festa». Silvano Ferraro

 
09 Maggio 2008
La Protezione civile è già sulla... strada

La protezione civile dell’Ana è entrata in azione a Bassano e per tutta la durata dell’adunata sarà in servizio sulle strade di collegamento alla città, nei punti medici avanzati ma anche nei centri operativi per garantire il funzionamento del sistema di comunicazione.
«I nostri volontari - ha spiegato il gen. Maurizio Gorza, responsabile del nucleo di Pc dell’associazione nazionale alpini - svolgeranno in questi giorni delle attività di controllo delle arterie che portano a Bassano: saranno presenti negli snodi di Cittadella, Vicenza, Treviso e Conegliano per indirizzare gli ospiti attesi ai piedi del Grappa».
I tir e i mezzi pesanti dovranno seguire degli itinerari speciali, predisposti da tempo dagli organizzatori, mentre le auto saranno incanalate nei percorsi individuati all’interno della ragnatela di strade della regione. Le penne nere inquadrate nella protezione civile, ha poi riferito Gorza, gestiranno il punto medico avanzato allestito nell’ex pronto soccorso di viale delle Fosse e l’ospedale da campo Ana, montato ieri in prato Santa Caterina. Si occuperanno anche delle comunicazioni radio e dei transennamenti. «Prima di unirsi agli altri volontari - ha concluso - alcuni dei nostri uomini hanno inoltre regalato alla città la pulizia completa del monte Crocetta, del percorso ciclopedonale tra Pove e Bassano, di quello del castello Ezzelino e del boschetto posto sotto il ponte nuovo». C.Z.

 
09 Maggio 2008
L’INAUGURAZIONE. Cerimonia dell’alzabandiera in Prato S. Caterina
La cittadella «Questi sono gli alpini oggi»

Se in questi giorni Bassano è il cuore dell’alpinità, la cittadella degli alpini di Prato Santa Caterina in questo fine settimana è sicuramente il cuore di Bassano. E non poteva essere altrimenti per la città del Grappa che ieri pomeriggio, alla cerimonia di apertura della “cittadella”, ha ritrovato quella caserma che perse alcuni anni orsono in seguito alla ristrutturazione delle forze armate.
Il complesso militare è stato allestito dalla brigata Julia che ne ha delegato la realizzazione al 7° reggimento alpini. «Bassano è la storica capitale degli alpini», ha detto salutando le autorità il gen. Bruno Petti, comandante delle Truppe alpine, che ha presenziato la cerimonia con il gen. Paolo Serra, comandante della Brigata alpina Julia, e il colonnello Antonio Maggi, comandante del Settimo alpini.
Erano presenti il prefetto Pietro Mattei, il questore Giovanni Sarlo, il col. Luciano Zubani, comandante provinciale dei carabinieri, il sindaco di Bassano Bizzotto, il presidente Ana Corrado Perona e l’assessore regionale Elena Donazzan. Con loro, i vertici Ana locali, le autorità militari e civili, gli amministratori cittadini e le delegazioni ungheresi e slovene in rappresentanza della Multinational land force di cui fa parte la brigata Julia.
Attorno, ad attendere di poter visitare la struttura, tanti e tanti visitatori, non solo bassanesi. All’interno, lungo un percorso di grande impatto scenografico, con raffinati allestimenti e persino simulazioni di attività operative, mezzi, equipaggiamenti, armamenti, sistemi di comunicazione e supoorti logistici, lo “stato dell’arte del corpo alpino”, per usare le parole del gen. Petti.
«Due le finalità della cittadella - ha affermato il comandante delle truppe alpine -: da un lato, offrire alle penne nere di un tempo, attraverso la visione dei nuovi equipaggiamenti e l’incontro con le nuove figure professionali, l’occasione di conoscere la realtà degli alpini di oggi; dall’altro, rivolgersi alle nuove generazioni per interessarle al mondo della montagna e per proporre loro interessanti opportunità di crescita professionale e umana».
«Viviamo nella pace e nella serenità - ha detto il sindaco Bizzotto - grazie a voi, per quello che fate nel mondo, in quei luoghi dove andate per portare questa pace e questa serenità. Con le armi? Sì anche con le armi se serve».
Prima del taglio del nastro il gen. Petti ha ordinato l’alzabandiera sulle note dell’inno nazionale, eseguito dalla fanfara della brigata Julia, davanti alla compagnia d’onore del 7° regg. alpini. I presenti, in piedi, hanno cantato i versi di Mameli. Subito dopo è stato attivato il collegamento in video conferenza con gli alpini di stanza in Kosovo e in Afghanistan dove operano rispettivamente una batteria del 3° artiglieria di Tolmezzo (una decina gli alpini veneti presenti) e il 2° regg. di Cuneo.
La cittadella degli alpini è stata subito presa d’assalto dai visitatori, accolti subito da un blindato leggero Lince, un Iveco molto apprezzato dalle forze armate straniere, come il Puma. «Un mezzo che ha salvato la vita a molti nostri militari», ha detto il gen. Petti.
Da vedere gli equipaggiamenti e gli armamenti dei paracadutisti alpini, l’élite delle penne nere, conoscere l’evoluzione delle armi leggere in dotazione ai reparti, il robot in dotazione al Genio, gli strumenti telemetrici per l’acquisizione dei bersagli anche a 48 chilometri di distanza e i nuovi equipaggiamenti per la difesa nucleare, biologica e chimica e la palestra di roccia. Carlo Barbieri

 
09 Maggio 2008
Penne nere sulla cima più alta del Polo Sud

Tra le chicche da non perdere alla cittadella degli alpini, merita un cenno lo stand del Centro addestramento alpino di Aosta, presente con il responsabile della sezione studi ed esperienze, il magg. Remo Armano e il maresciallo capo Elio Sganga. Quest’ultimo, tra il 9 dicembre e il 19 gennaio, ha fatto parte di una spedizione antartica insieme ai primi marescialli Ettore Taufer e Giovanni Amort, e al caporale Marco Farina. I quattro alpini hanno raggiunto i 4.897 metri della vetta del Monte Vinson, in Antartide, dopo aver compiuto la traversata di avvicinamento dalla base semipermantente statunitense a sud della Patagonia, sino alla cima più alta dell’Antartico coprendo in 13 giorni una distanza di 275 chilometri utilizzando solo gli sci e trainando quattro slitte da 70 chili in piena autonomia, lungo un tracciato mai prima percorso prima. In quattro giorni hanno conquistatola vetta e sono tornati al campo. Un’esperienza quella delle penne nere che, a chiusura dell’anno Polare Internazionale, si è distinta oltre che per il valore alpinistico anche per gli alti contenuti esplorativi e per lo stile ecosostenibile adottato.
Solo un’altra spedizione aveva raggiunto prima il campo base sotto il Vinson a piedi. Le altre ci arrivano solo in aereo. CA.B.

 
09 Maggio 2008
MEDIA. Per la prima volta l’evento sarà trasmesso via satellite
L’Adunata va in eurovisione    Ampia copertura delle tv locali

Un’Adunata trasmessa in eurovisione. Per la prima volta, il celebre evento dedicato agli alpini sarà visibile da tutto il continente. Il servizio è possibile grazie al satellite: dall’Italia, ad esempio, sintonizzandosi sul canale 907 di Sky si potrà assistere in diretta alla cerimonia sul Grappa di stamattina, e anche alla sfilata di domenica lungo le vie di Bassano.
Una vetrina importante, resa possibile grazie alla partnership che le emittenti Tele Boario e Tele Tutto, da un paio d’anni il service ufficiale dell’Ana, hanno stipulato con Tva Vicenza, che ha messo a disposizione la sua sala regia e anche il canale satellitare. Per gustarsi le fasi salienti del raduno delle penne nere comodamente seduti sulla poltrona di casa non è però necessario il satellite.
Sempre Tele Boario e Tele Tutto hanno infatti selezionato un pool di emittenti locali grazie alle quali l’Adunata sarà di fatto visibile in tutto il nord, al Piemonte al Friuli.
Oltre a Tva Vicenza e alla sua testata cittadina, Bassano Notizie, un grande impegno sarà profuso anche dall’altra emittente locale, Rete Veneta, che seguirà l’evento minuto per minuto soprattutto domenica, con una diretta in chiaro che inizierà alle 9 del mattino e andrà avanti fino a sera.
«Grazie all’esperienza acquisita nelle adunate di Asiago e a Cuneo - spiega Giacomo Pellegrinelli, direttore di Tele Boario -, saremo in grado di portare l’Adunata nelle case dei cittadini e, per la prima volta, anche a quanti in tutta Europa possiedono un collegamento satellitare. Oltre a ciò, cureremo anche la produzione del dvd ufficiale dell’Adunata numero 81, affinchè il ricordo di questo evento possa rimanere a tutte le penne nere».

 
09 Maggio 2008
VIGILANZA. Manolesta sempre in azione
Attenti agli scippi durante la sfilata

Attenti agli scippi. Nella ressa dell’adunata, fra decine di migliaia di persone gomito a gomito, si insinuano sempre i furbastri che allungano le mani su tasche posteriori, portafogli e zainetti.
Quando si cammina tra folla che spinge, senza possibilità di girarsi e tornare sui propri passi, si è facile preda di ladruncoli di ogni risma.
A mettere sul chi va là le penne nere è Lino Lanzarin, vulcanico promotore di iniziative canore, alpine e non, titolare del Timbrificio di piazza Garibaldi.
«State attenti - dice Lanzarin -. Non tenete i portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni, non portate documenti, siete alpini, non vi servono, o valori ingenti. Attenti alle tasche con cerniera sugli zaini portati in spalla. Basta un niente, una spinta, una pacca sulla spalla. Non ci si accorge di nulla. Chiedete agli alpini di San Vito quale esperienza hanno vissuto ad una delle ultime adunate. Li hanno ripuliti e non si sono accorti di nulla. Nella calca ci sono sempre i finti alpini, pronti a far man bassa in mezzo a 300mila persone. In città gli spazi sono ristretti e affollati. Accorgiti tu se qualcuno ti arraffa il portafogli e si allontana». CA.B.

 
09 Maggio 2008
TRASPORTI. Le Ferrotramvie vicentine mettono in campo 40 corriere con 80 autisti, previste 9 linee verso il centro
Bus, piano strategico per 120 mila passeggeri

Hanno elaborato prima 8-9 progetti strategici, poi lima di qua e aggiungi di là hanno scelto quello più convincente. Che prevedeva perfino le prove dei percorsi con le corriere con tanto di manovre in centro a Bassano tra piazzole, incroci e rotatorie per evitare di ritrovarsi poi incastrati tra un passaggio e l’altro in mezzo a un esercito di penne nere. Quasi un piano di guerra, quello studiato dalle Ferrotramvie vicentine per la calata degli alpini. Che, soprattutto domenica, dovranno garantire i viaggi sui bus ad almeno 10 mila persone ogni ora.
La grande mobilitazione della Ftv (sempre nella super giornata di dopodomani) partirà dalle 6 della mattina per concludersi a mezzanotte. Come hanno spiegato ieri i dirigenti delle Ferrotramvie: «Allora domenica garantiremo 9 linee con passaggi ogni 5 minuti, cioè 12 corse all’ora - spiega il presidente Valter Baruchello -. Solo dal pomeriggio, per la precisione dalle 18, la cadenza di arrivi e partenze sarà di 15 minuti tra l’una e l’altra».
Hanno un vantaggio comunque, le Ftv vicentine: «Due anni fa abbiamo fatto le prove tecniche ad Asiago, con l’altro raduno nazionale delle penne nere. Speriamo di essere abbastanza preparati». Il piano studiato (quello rimasto tra i quasi dieci messi sul tavolo) si basa intanto sulla chiusura delle scuole nel Bassanese per oggi «mentre sabato e lunedì saranno esclusi solo i servizi scolastici - spiega sempre il presidente -. Insomma restano operative le corse normali, come se fosse estate».
«Abbiamo concordato con l’organizzazione degli alpini un servizio trasporti da tutti i Comuni del Bassanese - dice il direttore delle Ftv Francesco Gleria -. In pratica una serie di percorsi a raggiera verso il centro città, oltre ad un potenziamento delle linee normali, vedi Sandrigo e Nove».
Certo sono numeri tosti quelli in circolazione in questi giorni. Domenica al volante di 40 bus saranno almeno 80 gli autisti, tutti dedicati all’adunata e tutti volontari (e con un extra sullo stipendio). In pratica si alterneranno in tre turni da sette ore l’uno. Senza contare l’inghippo (pare superato) dello sciopero nazionale dei trasporti di 4 ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil con Ugl e sindacati autonomi per oggi ma evitato (solo a Bassano) con la precettazione decisa dal prefetto di Vicenza.
Tornando all’adunata, come si diceva mentre domenica fino alle 18 sarà garantito un passaggio ogni 5 minuti nei 9 punti di “sbarco” nell’anello esterno della città, nei giorni più “tranquilli” di venerdì e sabato le corriere avranno una cadenza di 10 minuti.
Qualche calcolo: 100 persone a corsa, per 12 corse ogni ora dalle 6 alle 18 e arriviamo a 120 mila passeggeri scarrozzati tra i paesi e il centro. Anche fossero la metà, sarebbe un bel record. «Oltre alle nostre linee per prudenza abbiamo coinvolto anche alcuni servizi privati della provincia e fuori provincia - continua Baruchello -, ad esempio da Cittadella».
Il servizio passeggeri dei bus Ftv non tornerà comunque normale prima di martedì, perché lunedì (ad adunata finita) andrà smaltito un po’ di traffico extra. Ultima nota, i costi: «Ferrotramvie spenderà 130 mila euro. Ma paga l’associazione alpini». Alessandro Mognon

 
09 Maggio 2008
SPETTACOLO. La Pro
L’ospedale militare del 1918

Anche la Pro Bassano si mobilita per l’adunata, riproponendo il quadro, tratto dalla Ballata del Millennio, dal titolo: «Ospedale Militare della Guerra ’15/’18.
La rappresentazione si terrà nel cortile interno la scuola elementare «Mazzini» con questo calendario d’appuntamenti: oggi, in notturna: primo spettacolo alle 20, secondo alle 20.40, terzo alle 21.20, quarto alle 22, quinta performance di chiusura alle 22.40. Domani, nel pomeriggio: primo spettacolo alle 16, secondo alle 16.40, terzo alle 17.20, quarto alle 18, quinta ed ultima esibizione alle 18.40. V.P.

 
09 Maggio 2008
PERSONAGGI. L’imprenditore li addestra con obici e munizioni... finti
L’alpino Aldo «Vorrei sfilare coi miei muli»

Aldo Serraiotto all'Adunata ci sarà. Cascasse il mondo. L'unico rammarico, come sembra, è che non potrà portare in sfilata i due muli di cui va fierissimo. Tecnicamente non hanno fatto la naia, non ne portano il marchio, e quindi la fede alpina che da alcuni mesi il signor Aldo cerca di imprimere in loro potrebbe non essere sufficiente.
Già, perché Serraiotto, imprenditore sessantenne che nella sua ditta di trasporti lavora dall'alba alla notte - quindi non precisamente uno a cui il tempo non passa mai -, si sta dedicando anima e corpo a Grenoble, una superba mula intelligentissima di color marrone, e a un altro esemplare, bianco, per il momento innominato. L'amore per gli animali simbolo del corpo alpino è nato esattamente quarant'anni fa, quando Aldo Serraiotto militò nell'artiglieria da montagna. Da allora l'amicizia è proseguita con episodi rituali, come la Befana per i bambini delle sue zone - abita a San Zeno - portata appunto in groppa dagli ostinati quadrupedi. A Cuneo ha visto i muli sfilare ed è rimasto ammaliato. E dall'inizio dell'anno è scattata la missione-adunata.
Si è procurato una coppia di muli e li sta allenando. Ogni sera, al ritorno dall'impegnativo lavoro quotidiano, li prende uno per mano e li porta a sgambare. Decine di chilometri: il raduno delle penne nere si avvicina… Li lava, li ferra, li accudisce, li coccola, li addobba con un finto obice in legno e la cassetta delle munizioni, e l'operazione di carico dura ogni volta almeno un'ora.
Da bravo imprenditore avvezzo a ottimizzare le risorse, e da persona estremamente altruista, Serraiotto ha pensato bene di unire al dilettevole personale l'utile per gli altri. Così le sue parate solitarie lungo le strade del Bassanese sono divenute momenti sociali molto apprezzati: con la moglie Anna e i figli Elisa e Marco ha per esempio allietato un pomeriggio agli anziani della casa di riposo "Madonnina" provocando, oltre a un'occasione di svago, momenti di sincera emozione sull'onda dei ricordi. Ora lo aspettano anche gli ospiti dello "Sturm". Ha quindi condotto i muli, con funzione didattica, nella scuola elementare di Cassola, per la gioia dei bambini. L'hanno invitato alla manifestazione degli Angoli rustici a Romano ed è arrivato a sfilare un sabato sera sul Ponte Vecchio, gratificato da una miriade di scatti fotografici, neanche fosse una top model in passerella.
Dietro di lui, cocciuto almeno quanto i muli a cui si accompagna, i parenti più stretti, impegnati a segnalarne il passaggio con le frecce lampeggianti dell'auto e pronti a raccogliere dalla strada le produzioni fisiologiche delle bestie lungo il cammino.
L'ultima escursione, di oltre trenta chilometri, gli ha addirittura procurato una storta alla caviglia. Ma per l'Adunata, questo ed altro. Del resto il signor Aldo agli alpini darebbe anche la propria camicia. Per ospitarli il prossimo weekend ha messo a disposizione due lotti di terreno destinati ad accampamento, una casa con trenta posti letto e addirittura… il camper di famiglia.
Una generosità così gratuita e illimitata che meriterebbe l'ammissione d'ufficio, per meriti acquisiti, alla sfilata di domenica. Lui, Grenoble e quell'altro, più piccolino ma non meno simpatico, dal candido vello. Alessandro Zaltron

 
09 Maggio 2008
Giancarlo Sosello, presidente della “Valsusa”
«Che accoglienza qui a Bassano!»

Giancarlo Sosello, bancario in pensione, naja alla Scuola militare alpina di Aosta poi completata nei ranghi del 2° reggimento della brigata “Taurinense”, da tre anni presidente della sezione Ana "Valsusa" nonché revisore dei conti della stessa Associazione nazionale alpini, il Bassanese già lo conosceva per averlo raggiunto più volte in passato però è rimasto egualmente sorpreso tornandovi ieri mattina:
«Sono rimasto molto colpito - sottolinea - dall'enorme quantità di tricolori che imbandierano le strade che gli alpini stanno percorrendo o percorreranno in questi giorni per raggiungere la "meta", cioè Bassano, visto che per noi dell'Ana l'adunata rappresenta qualcosa di fondamentale nell'arco dell'anno associativo. L'accoglienza che ci state riservando è davvero grande».
Come si sono preparate le penne nere della Val Susa per non mancare all'appuntamento?
«Premetto che per la nostra Sezione, formata da 2 mila e 650 soci e circa settecento "amici degli alpini", la partecipazione all'Adunata è una sorta di "legge non scritta" per cui ciascuno fa di tutto per non mancare.
E quando la si organizza in posti lontani, è il caso di Catania, ci si prepara in modo adeguato. Qui a Bassano contiamo di sfilare in tanti anche perché la nostra presenza "a tappeto" in valle ci ha, fra l'altro, consentito di reggere, anche con qualche incremento, sul piano numerico nonostante il progressivo innalzamento dell'età dei soci.
Per raggiungere questo risultato stiamo cercando nuove vie come la convenzione stipulata con i gestori degli impianti di risalita molto favorevole ai tesserati Ana ma contiamo molto anche sulla tradizione famigliare ed i rapporti transfrontalieri con gli "chasseurs" francesi. A questo proposito, a settembre, saremo a Besancon dove "esporteremo" l'adunata del 1° raggruppamento Ana (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e sezione Ana Francia) grazie ad un apposito gemellaggio coi commilitoni della città transalpina».
In attesa di questa interessante internazionalizzazione le penne nere della Val Susa stanno intanto raggiungendo in massa le sponde del Brenta per godersi un'adunata che promette di farsi ricordare. A lungo. Renato Angonese

 
09 Maggio 2008
Un piano eccezionale per la pulizia della città

Gli alpini che nei giorni scorsi sono arrivati a Bassano, oltre alla calda accoglienza della popolazione hanno rilevato anche la pulizia e l’ordine della città. Inutile dire che il Comune e gli organizzatori dell’adunata sperano che, per quanto possibile, vie e piazze restino pulite anche nei giorni clou della manifestazione.
A questo scopo, Etra ha predisposto una piano eccezionale per la raccolta dei rifiuti residui, messo in atto in tutte le zone interessate dall’evento delle penne nere.
Negli alloggi collettivi e negli attendamenti sono state predisposte delle isole ecologiche, con le campane per il vetro, la plastica e la carta che permetteranno l’effettuazione della raccolta differenziata; saranno inoltre potenziate quelle già esistenti nel centro cittadino con contenitori anche per l’organico, vicino agli stand gastronomici e fuori dai bar in particolare.
Per i rifiuti misti, in tutto il centro storico sono stati piazzati oltre cinquemila cestini in polipropilene realizzati per resistere alla pioggia; una squadra di operatori dell’Etra, a piedi, provvederà a svuotarli di continuo mentre il servizio di raccolta nelle isole ecologiche avverrà durante la notte, in modo da non arrecare alcun disturbo al decorso della manifestazione.
Con la chiusura della strade, oggi e domani, la raccolta porta a porta dell’umido e del secco sarà sospesa in tutto il territorio comunale, come anche quella della carta in città.E.C.

 
09 Maggio 2008
MAROSTICA. Il mastio si anima domani con sfilate e allestimenti
Anche il Castello rivive in onore delle penne nere

La città di Marostica è pronta ad accogliere l’81a Adunata nazionale degli alpini con una giornata di festa, musica, esposizioni e spettacoli. Domani si terrà “Il castello che rivive”, iniziativa dell’associazione Pro Marostica che per un giorno anima l’antico mastio con allestimenti, musica e sfilate dei personaggi della Partita a Scacchi, quest’anno in programma venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 settembre.
Alle 11 si attende l’esibizione dei figuranti, dai personaggi più noti ai vessilliferi con i loro giochi di bandiere. Lungo le vie Dalle Laste, Pizzamano e Mazzini è in programma la sfilata dei Congedati della Brigata Alpina Cadore, che si conclude alle 11.45 in piazza degli Scacchi con un conviviale aperitivo in musica.
Nel pomeriggio, alle 15.30, spazio alla musica con l’esibizione della Banda di Campolongo diretta dal maestro Alvise Zanini.
Il viaggio a ritroso nell’epoca medievale continua dalle 16 alle 18 con una visita all’interno del Castello inferiore, dove è possibile rivivere gli antichi fasti della nobile residenza.
Fino a domenica la sala mostre del Castello inferiore ospita due esposizioni: “Raccolta storico-militare dal 1900 al 1945” di Bruno De Agnoi, in ricordo del maresciallo Giovanni Pezzullo, e “Creazione, evoluzione, dissoluzione” di Ilio Marangon.
Sempre domenica, alle 16.30, in piazza si attende l’esibizione del coro Ana di Melzo, in ricordo del marosticense Piero Corrà, diretto dal maestro Emilio Scarpanti. La giornata di festa si conclude alle 20.30, sempre nella celebre scacchiera, con il saluto del sindaco Alcide Bertazzo e il gran concerto con la Fanfara dei congedati della Brigata alpina Cadore.

 
09 Maggio 2008
ROSÀ. Chiuse le scuole oggi e domani. Due concerti con bande e cori
Benzinai e commercianti faranno orario continuato

In occasione dell’adunata nazionale degli alpini, i distributori di carburante e gli esercizi pubblici avranno un orario continuato.
Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco di Rosà, Manuela Lanzarin.
Nel periodo compreso fra domani e lunedì, i titolari degli impianti di distribuzione dei carburanti potranno tenerli aperti sia al mattino che al pomeriggio, in deroga alla normativa vigente.
Inoltre, da ieri fino a domenica, tutte le attività commerciali in sede fissa potranno tenere aperti i battenti fino alle 24.
Gli esercizi pubblici e gli stand per la somministrazione di bibite e bevande potranno tenere aperte le porte senza limiti di orario.
Attività fino alle 24, per gli esercizi di commercio su aree pubbliche, nelle zone individuate dalla Giunta che effettuano la vendita di prodotti alimentari e non.
Sospensione delle lezioni nei vari ordini di scuola, oggi e domani 10. Le lezioni riprenderanno lunedì.
Gli alpini rosatesi hanno dotato di servizi una zona di campagna in via Carpellina, per ospitare un settantina di amici di Pinerolo.
Due gli appuntamenti organizzati in paese nel contesto dell’adunata.
Stasera alle 20,30, nel Parco delle rose, concerto bandistico con il complesso di Campolongo sul Brenta e la banda Montegrappa.
Domani alle 20,45, al teatro Montegrappa, concerto corale con il coro La Rosa, il coro “Bric Bucie” di Pinerolo, il gruppo “Aqua Ciara” di Recoaro.
Nel corso delle due serate, nel teatro tenda allestito in via Schallstadt, funzionerà lo stand gastronomico. Mario Baggio

 
08 Maggio 2008
NOVITÀ. Sessantotto allievi del Remondini in servizio nei prossimi giorni in 17 punti tappa
Alpini “informati” dagli... studenti

Sessantotto giovani stagisti, distribuiti in 17 punti tappa collocati nei principali snodi viari delle direttrici che conducono a Bassano sono pronti ad entrare in servizio nei prossimi giorni, quelli infuocati dell’Adunata nazionale, per indirizzare, guidare e informare gli alpini e i visitatori in arrivo in queste ore da tutta Italia.
In vista dell’ottantunesima adunata nazionale degli alpini la mobilitazione in città è generale e coinvolge anche i ragazzi di quarta e di quinta dell’indirizzo turistico dell’istituto tecnico professionale Remondini. Gli studenti, quasi una settantina, sono infatti stati reclutati dall’agenzia di incoming Veneto Marketing, da qualche mese al fianco del comitato organizzatore dell’Ana, per aiutare i volontari dell’associazione nazionale alpini che da domani a domenica, saranno operativi nei "box informazioni" piazzati in città ma anche in periferia, all’uscita dell’autostrada di Dueville, a Cittadella, a Borso, a Solagna o addirittura a Castelfranco.
Con il sostegno della Regione, della Provincia e del Comune, Veneto Marketing e la scuola cittadina hanno infatti stipulato un accordo di collaborazione presentato ieri ufficialmente dal preside dell’istituto Davide Danieli.
Una convenzione che permetterà ai ragazzi delle classi terminali di offrire il proprio contributo per la buona riuscita della manifestazione.
Le postazioni, a cui potrà far riferimento chiunque voglia recarsi a Bassano, saranno in totale ventuno e, ad eccezione di quella di Romano, che sarà attiva sin dalla mattina, entreranno in funzione da domani alle 14 e rimarranno aperte anche sabato e domenica dalle 8 alle 20. Alcune saranno gestite da addetti specializzati dello Iat o del comune ma ben 17 saranno affidate ai gruppi alpini e ai giovani del Remondini, che faranno turni di sei ore e che, come hanno sottolineato l’assessore regionale alla formazione Elena Donazzan e il presidente dell’agenzia di incoming Roberto Xausa, avranno un’occasione straordinaria, sotto molti aspetti unica, di sperimentare sul campo quanto imparato a scuola.
Una sorta di "battesimo del fuoco" come ha detto qualcuno.
«Si tratterà di un lavoro impegnativo - ha avvertito l’assessore provinciale Morena Martini, rivolgendosi agli studenti, pronti e motivati a scendere in campo - e vi richiederà di operare sempre con il sorriso sulle labbra».
«Ma ogni vostro sorriso - ha aggiunto Donazzan - sarà un ottimo biglietto da visita per la città». Caterina Zarpellon

 
08 Maggio 2008
STAMANE. Con il presidente della Regione
La presentazione alle Bolle di Nardini

Prendono avvio stamani in città, con la presentazione ufficiale alla stampa, le celebrazioni dell’ottantunesima adunata nazionale degli alpini.
Per l’occasione quindi, alle 10.45, nella struttura delle Bolle progettate dall’arch. Fuksas per la distilleria Nardini, sarà presente, accanto ai vertici dell’Ana, capeggiati dal presidente nazionale Corrado Perona, il governatore Giancarlo Galan, che, a quanto hanno riferito dalla Regione, ha assicurato la sua presenza sul palco d’onore anche alla sfilata finale di domenica.
Non sono invece ancora giunte conferme ufficiali sui nomi dei rappresentanti del nuovo governo centrale che dovrebbero arrivare da Roma nel finesettimana per assistere al corteo conclusivo.
Per il momento l’unica notizia certa è che sarà l’assessore Donazzan a rappresentare il Veneto domani mattina a Cima Grappa, durante la solenne cerimonia sul sacrario, e poi sabato pomeriggio, alla messa prevista al Tempio ossario cittadino.
Il collega della Giunta regionale Oscar De Bona avrà invece il compito di portare i saluti dell’esecutivo veneto all’incontro con i delegati delle sezioni estere. C.Z.

 
08 Maggio 2008
GLI ARRIVI. La sezione veneta si è stabilita nella zona di viale De Gasperi, quella lombarda all’interno di via Colomba: entrambe hanno inaugurato la cambusa
Già in cucina gli alpini di Brescia e Verona

Sono ancora poche le penne nere che sfilano in città: il clou degli arrivi, infatti, è previsto per la giornata di domani ma, nelle zone dove sono posizionati gli accampamenti, già si trovano i primi ospiti.
Le sezioni di Brescia e di Verona si sono stabilite nella zona di viale De Gasperi, con tende e sacchi a pelo, in onore dell’alto spirito di adattamento tipico del corpo alpino.
Quelli di Verona, in particolare, sono arrivati lunedì scorso e alle 6.30 della mattina hanno iniziato a montare la tenda, con la predisposizione della cucina che, ieri, a pranzo, sotto il caldo sole di mezzogiorno, ha iniziato a funzionare per cucinare il minestrone. Sono un gruppo di "veterani" delle adunate, con alle spalle ben quaranta edizioni passate: Antonio Zandonà è il "vecio" della sezione ed ha 76 anni mentre il "bocia del gruppo" è Renzo Perina. Insieme a Guglielmo Marconi e a Elio attendono l’arrivo di molti altri amici alpini.
Per la sfilata di domenica hanno portato il cappello: «questa è la nostra divisa - ci racconta Antonio -; una volta l’ho perso, è caduto dal treno. Sono riuscito a scendere solo dopo 20 km ed ho ripercorso tutte le rotaie per ritrovarlo».
Gli alpini di Brescia sono appostati, invece, all’interno di via Colomba: ieri hanno visitato il Grappa e ad accudirli, in cucina, c’è il loro cuoco Ermanno. Per ora sono in dodici, della sezione di Borgo Poncarale, da dove giungeranno altri alpini nei prossimi giorni. Sono giunti in città lunedì scorso, portando cibo e attrezzature per cucinare ma, nel bassanese, hanno acquistato il vino, del souvignon e del buon cabernet. Altri tre alpini di Bergamo - Carlo, Giovanni e Franco - li abbiamo incontrati mentre passeggiavano nelle piazze del centro storico, insieme alle rispettive mogli: queste ultime senza cappello "perchè - ci spiega Carlo - le donne sono amiche degli alpini ma non possono indossare la penna!". In città hanno trovato una calda accoglienza, molta pulizia e, soprattutto, una "sana aria alpina". E.C.

 
08 Maggio 2008
L’ANA VICENZA AL LAVORO. Prevista la partecipazione alla sfilata di almeno 5 mila penne nere della sezione berica
Vicenza in pista con 200 alpini

«Abbiamo già 200 dei nostri alpini impegnati nell'organizzazione dell'81^ adunata nazionale di Bassano. In particolare si tratta di aliquote della nostra Protezione civile, della squadra sanitaria dislocata nell'ospedale vecchio della città, cui vanno aggiunte le nostre penne nere inserite nel Son, il Sevizio d'ordine nazionale direttamente dipendente dall'Ana nazionale».
Giuseppe Galvanin, presidente della sezione Ana "Vicenza", una delle maggiori d'Italia quanto ad organico e attività sul territorio e in favore della popolazione, snocciola cifre importanti sull'ormai imminente adunata nazionale.
«Disponiamo di 136 gruppi per un totale complessivo di circa ventimila soci. Fra questi, 550 sono volontari di protezione civile includendo nel conto quattro squadre specialistiche fiore all'occhiello in questo specifico settore della nostra attività associativa. Con la squadra logistica siamo in grado di sopperire alle necessità in fase d'emergenza alla cui soluzione si dedica anche la squadra-cinofili.
Con il "reparto trasmissioni" - prosegue il responsabile berico - garantiamo i collegamenti anche in quest'occasione mentre il gruppo sanitario sarà in prima linea sul fronte degli interventi diretti alle persone in difficoltà».
Come si configura la partecipazione della "Vicenza" alla sfilata di domenica?
«C'è da fare una premessa: nonostante la vicinanza di Bassano del Grappa, molti dei nostri gruppi hanno scelto di partecipare all'evento allestendo dei campeggi già da qualche giorno».
Andranno così a vivere una sorta di "campo estivo".
«Esattamente come ai tempi della naja, per molti assai lontana, comunque mai dimenticata. Un modo per ricordare assieme i tempi del grigioverde. Molti gruppi saranno assieme a quelli con i quali sono gemellati, sono tanti, così l'atmosfera che andrà a crearsi ricalcherà in pieno il nostro spirito improntato all'amicizia e alla condivisione. Per quanto riguarda la sfilata, avremo con noi, ancora una volta in prima fila, Sante Dal Santo, classe 1902, uno degli alpini meno giovani d'Italia: per noi un simbolo. Va poi sottolineato che con la nostra sezione sfileranno ben sei corpi bandistici. Una nota particolare a questo proposito voglio dedicarla alla nostra fanfara storica sezionale, il cui esordio sulla scena delle manifestazioni risale al settembre scorso quando, a Villaverla, ci siamo incontrati per la nostra adunata. In questi pochi mesi il nostro complesso ha già un carnet di oltre venti concerti, segno inequivocabile di come l'idea a suo tempo proposta e quindi concretizzata abbia colto nel segno».
C'è un calcolo attendibile su quanti alpini della "Vicenza" sfileranno?
«Saranno circa cinquemila, cui vanno aggiunti gli alpini, sono sempre tanti, che invece di inserirsi nel corteo saranno ai bordi coi loro familiari ad applaudire chi passa loro davanti. Si va quindi verso una partecipazione molto massiccia perché il nostro contributo è sicuramente rilevante».
Ma c'è di più. Le penne nere beriche hanno pensato anche alla loro città, e così sabato alle 17 in corso Palladio sfilerà "La Tenentina", fanfara della sezione Ana di Asti. Raggiunta piazza dei Signori, a salire sul palco sarà il Coro congedati della brigata alpina "Orobica", disciolta al pari della "Cadore", la brigata dei vicentini, per offrire alla cittadinanza un concerto come accadrà nelle stesse ore in tanti centri, grandi e piccoli, della nostra provincia.
La marcia di avvicinamento alla città del Grappa è ormai nel pieno della sua forza e, come sempre accade ogni anno verso la metà di maggio, anche stavolta le penne nere beriche saranno pronte a sfilare orgogliose della loro appartenenza e dei valori che portano nel cuore. Renato Angonese

 
08 Maggio 2008
La patalpina con il ponte sul sacchetto

La grande Adunata risveglia i sentimenti patriottici, ma anche la creatività e… l’appetito. Alla Fen Srl di Tezze sul Brenta hanno pensato di dedicare alle migliaia di alpini in arrivo a Bassano uno snack salato studiato in tutti i suoi dettagli come omaggio alle Penne nere: la Patalpina. La sagoma è quella di un cappello d’alpino.
Non è a base di patate ma di mais, con un esplicito richiamo alla polenta, pietanza povera tradizionalmente consumata sulle montagne. Come recita la descrizione del prodotto, la Patalpina si adatta benissimo alla consumazione fuori pasto e, naturalmente, dà il meglio di sé accompagnata da un bicchiere di vino rosso.
Il primo snack nazionale viene proposto in una confezione illustrata, con il ponte di Bassano in posizione centrale. Ne sono stati prodotti 20 mila sacchetti, in distribuzione in questi giorni nei bar del Bassanese e nei molti ristori “volanti” allestiti lungo le strade transitate dagli alpini e dai visitatori. La Fen è azienda specializzata nella progettazione e costruzione di impianti industriali per la produzione di alimentari.

 
08 Maggio 2008
L’INAUGURAZIONE. Domani sarà meta di migliaia di penne nere per la cerimonia in omaggio ai Caduti del ’15-’18
Cima Grappa, la Galleria torna a scrutare le Alpi

La Galleria Vittorio Emanuele III a Cima Grappa è stata inaugurata dal presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro con l’assessore al turismo Florian Zambon e il sindaco di Crespano Nico Cunial. I suoi trinceramenti tornano a vigilare sulle Prealpi.
L’opera difensiva fu realizzata in dieci mesi nel 1917 dal colonnello del Genio Nicola Gavotti per fortificare la zona della vetta del Massiccio, divenuto punto cruciale del fronte arretrato sul Piave dopo la rotta di Caporetto. La galleria si dipana per 5 chilometri nelle viscere della montagna.
Quello appena conclusosi rappresenta il primo stralcio di un intervento più generale finalizzato a rendere visitabile l’intera opera e rientra nell’ambito delle iniziative per le celebrazioni del novantesimo anniversario della Vittoria, organizzate dalla Provincia di Treviso che ha ottenuto dalo Stato 9 milioni di euro per opere di restauro dei siti storici della Grande Guerra.
Gli alpini potranno dunque visitare parte della Galleria grazie all’intervento di circa 300 alpini volontari delle sezioni Montegrappa, Treviso e Feltre che per restaurare l’opera difensiva hanno lavorato nei mesi scorsi per circa 2000 ore. Le penne nere hanno ripulito e allestito circa ottocento metri di galleria. All’interno della fortificazione sono stati risistemati tratti di trincea e restaurati i pezzi di artiglieria.
A pochi metri dalla riaperta galleria Vittorio Emanuele III, il Sacrario di Cima Grappa, con la sua Via Eroica, che domani vivrà uno dei momenti più intensi e solenni dell’adunata alpina: l’omaggio ai Caduti della Grande Guerra.
Sul Massiccio sono attese migliaia di alpini che saliranno la statale Cadorna, chiusa al traffico regolare, con un’ottantina di autobus per seguire la cerimonia dell’alzabandiera e della deposizione di una corona d’alloro. Il vescovo di Padova celebrerà una messa. Carlo Barbieri

 
08 Maggio 2008
LA PRESENTAZIONE. A Palazzo Roberti
Alpini, parole e immagini di un mito

Rispetto a tutti gli altri corpi dell'esercito italiano, quello degli alpini è, in assoluto, il più amato e il più popolare: lo confermano l'impegno e l'entusiasmo con cui tutta la città si prepara ad ospitare l'81° adunata nazionale dell'Ana.
Lo storico Marco Mondini, bassanese e lui stesso alpino, ha analizzato le ragioni e la storia di questa popolarità nel libro dal titolo “Alpini: parole e immagini di un mito”, presentato martedì alla libreria palazzo Roberti. L'incontro rientra nei numerosi appuntamenti culturali organizzati dall'Ana Montegrappa, in vista dell'attesa manifestazione.
Accanto all'autore, sono intervenuti anche il rappresentante nazionale dell'Ana Alessandro Rossi e lo storico bassanese Paolo Pozzato per illustrare il volume al numeroso pubblico presente.
«Il mito degli alpini - ha detto nell'introduzione Alessandro Rossi - si consolida nel tempo attraverso il sacrificio e l'umanità che ne sono il collante. Dai vari fronti, dall'Albania e dalla Russia in particolare, nasce il rovesciamento della sconfitta che trova purificazione nella lotta partigiana, nella Resistenza e nei campi di sterminio: in questo modo, gli alpini entrano nella leggenda del nostro popolo».
Come spiegato da Paolo Pozzato, la mitologia che investe le penne nere risale alla Grande guerra poiché, fino ai primi del Novecento, il corpo più acclamato dell'esercito è quello dei bersaglieri. Dopo la conquista del Montenero e dopo le altre rilevanti imprese degli alpini si consolida un mito che prosegue anche durante il ventennio fascista, intrecciandosi a quello degli arditi. Mondini ha preso in esame una bibliografia di oltre centocinquanta titoli, individuando le motivazioni dell'affermarsi di una leggenda e di un fenomeno che risulta essere unico al mondo.
La letteratura e la memorialistica, in primis, hanno avuto molto peso nella creazione di questo mito.
«L'idea del libro - ha detto l'autore - è nata dalla volontà di spiegare la celebrità degli alpini. Il volume non è la storia dell'Ana ma di un immaginario collettivo che sussiste al di là di ogni ideologia o stagione politica. Gli alpini - ha concluso Mondini - godono di una straordinaria fortuna letteraria e, in virtù dei loro successi nel campo di battaglia, sono diventati i migliori figli della nazione, i difensori della patria».
L'affermazione del loro leggendario coraggio spetterebbe, dunque, all'Ana che, nei decenni, ha saputo farsi depositaria della storia di questo corpo, coronando di eroismo le molteplici imprese compiute dagli scarponi d'Italia. E.C.

 
08 Maggio 2008
SCARPONI D’ITALIA. Arrivati su biciclette tricolori o Campagnole militari, da Montesuello di Salò e da Sirmione
Tra Castelcucco e Castagnito un’amicizia nata alle adunate

Per gli alpini, l’annuale adunata nazionale rappresenta la più importante occasione per ritrovare i vecchi compagni di naja, ma anche per stringere e consolidare nuove amicizie, nello spirito di fratellanza e di condivisione che da sempre caratterizza il corpo degli scarponi d’Italia.
È il caso, ad esempio, delle due sezioni di Castelcucco e Castagnito che si sono conosciuti quattro anni fa e da allora si ritrovano ad ogni adunata.
A Bassano, sono arrivati ieri ed alloggiano in tenda in via Passalacqua: Massimo Torresan e Dario Ceccato per Castelcucco e Francesco Mozza e Luca Rapalino per Castagnito ci raccontano dello spirito di amicizia proprio degli alpini, la loro facilità a socializzare offrendo l’immancabile "goto de vin" e chiamando chi è dotato di fisarmonica a suonare le tradizionali cante alpine.
Leggendaria, delle penne nere, è pure la capacità di munirsi dei mezzi più curiosi per spostarsi nei luoghi dell’adunata: un esempio è Angelo da Brescia che, giocando col proprio nome, si autodefinisce "senza ali, ma coi pedali". Su una bicicletta verde, bianca e rossa e con il tricolore svolazzante, dal primo maggio ad oggi, ha percorso il bassanese, fino ad Asiago. Ha rinunciato al Grappa "perchè - egli racconta - per affrontarlo ci vorrebbero vent’anni di meno". Appartiene alla sezione di Montesuello di Salò e, alloggiato in viale Vicenza, attende tra oggi e domani gli altri ottocento alpini del suo gruppo.
Degni di nota sono pure Franco e Giacomo, due alpini di Sirmione che percorrono Bassano con una Campagnola militare del 1958. «Siamo arrivati lunedì sotto la pioggia - racconta Franco - ma non abbiamo paura perchè gli alpini hanno il coraggio e la forza per affrontarla».
Oltre al Ponte, hanno visitato la caserma Montegrappa e sono saliti ad Asiago; oggi sarà la volta del Sacro Monte. «Siamo una quarantina da Sirmione - ha aggiunto Giacomo - e ieri sera ci siamo ritrovati per mangiare insieme e intonare qualche canto. Con questa adunata intendiamo portare benessere e pace al Bassanese». E.C.

 
07 Maggio 2008
AUTORITÀ.Il presidente della Regione ha invitato il nuovo premier
Berlusconi atteso in città con La Russa

Il nome più quotato è quello di Ignazio La Russa ma per molti non sarebbe così remota la possibilità che, ai piedi del Grappa, in occasione dell’ottantunesima adunata nazionale degli alpini possa giungere, come massimo rappresentante del nuovo esecutivo, lo stesso Silvio Berlusconi.
A confermarlo d’altro canto è stata ieri pomeriggio l’assessore regionale Elena Donazzan.
«Non è escluso - ha risposto a chi la interpellava sull’argomento -. So infatti che il governatore del Veneto Giancarlo Galan ha invitato il leader del Popolo delle libertà a Bassano per questo evento».
È quindi possibile che il capo del prossimo governo possa davvero far tappa in città, anche se per il momento non ci sono in merito notizie ufficiali. Sebbene scorrano via veloci i giorni e le ore che separano il piccolo centro dall’abbraccio delle penne nere e manchi davvero poco all’avvio del raduno Ana, ancora non è dato infatti sapere con certezza quali saranno le autorità che dalla Capitale giungeranno ai piedi del Grappa in occasione della sfilata finale di domenica e delle celebrazioni a Cima Grappa.
Nessuna conferma è ancora giunta sulle rive del Brenta da Roma, dove si sta compiendo proprio in questi giorni il delicato rito del passaggio delle consegne tra il governo precedente e i vincitori delle ultime elezioni. Qualche indiscrezione tuttavia, come sempre accade, è già filtrata. Negli ambienti Ana da tempo si vocifera che, con tutta probabilità sarà l'onorevole. di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa, in qualità di nuovo ministro della difesa, a portare agli alpini il saluto dello Stato e anche in questo caso l’assessore Donazzan non ha smentito. Su questa eventualità, poco più di una settimana fa si era sbilanciato d’altro canto anche il presidente del comitato organizzatore del convegno Paolo Casagrande. Da ieri mattina tuttavia, tale ipotesi è presa in considerazione assieme a quella di una sortita di Silvio Berlusconi.
Sembra invece assodato che non sarà presente la massima carica dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il primo rappresentante della nazione era stato, come di prassi, invitato alla manifestazione ma non interverrà.
La notizia è giunta ieri pomeriggio proprio per voce del col. Casagrande, che, a margine della conferenza stampa di presentazione del neonato comitato per la difesa della caserma Montegrappa, ha smentito nella maniera più assoluta tutte le voci di corridoio relative ad un possibile arrivo di Napolitano. C.Z.

 
07 Maggio 2008
VIABILITÀ. Viale Venezia transennato. In piazzale Trento, dopo la rimozione di due aiuole, sono iniziati i lavori per la collocazione delle gradinate per 2104 posti a sedere
Si montano le tribune, via gli spartitraffico

In viale delle Fosse sono apparse le impalcature delle tribune, lungo viale Venezia è stata sistemata una lunga fila di transenne e all’imbocco di discesa Brocchi, davanti a piazzale Trento, sono state letteralmente rimosse due aiuole.
Mentre prosegue veloce il conto alla rovescia dei giorni e delle ore che separano Bassano dall’adunata, altrettanto febbrilmente procedono in città i lavori di allestimento delle strutture necessarie per l’ottantunesimo convengo alpino. A San Vito, è apparsa una nuova rotatoria e ieri mattina, ai due lati di Viale delle Fosse, è iniziato l’assemblaggio dei palchi d’onore su cui siederanno le autorità e i più fortunati tra gli spettatori della sfilata conclusiva, circa 2104 persone.
Contestualmente gli uomini del Comune hanno provveduto a rimuovere i due spartitraffico collocati al centro dell’importante arteria cittadina, così com’era già avvenuto una decina di giorni fa per quelli posti all’intersezione tra viale Parolini e viale XI Febbraio.
Domenica, infatti, la strada dovrà essere sgombra da qualsiasi ostacolo per lasciar libero il passaggio dei gruppi di alpini che parteciperanno al corteo finale.
Per tutta la giornata di ieri, quindi, gli operai sono rimasti al lavoro quasi al centro della strada e il comando dei vigili ha dovuto inviare i suoi agenti per dirigere e coordinare il traffico.
«Ora le operazioni andranno avanti a oltranza e si lavorerà anche di notte - ha riferito il presidente dell’Ana Montegrappa Carlo Bordignon -. In viale Venezia sono già state sistemate le transenne ed entro domani pomeriggio (oggi, ndr) anche le tribune dovranno essere pronte».
Una volta che le strutture saranno montate infatti, gli uomini delle forze dell’ordine dovranno avere il tempo per controllarle e per verificare che tutto sia in ordine e in linea con le disposizioni in materia di sicurezza e di circolazione stradale. Caterina Zarpellon

 
07 Maggio 2008
MULTA. La prima sanzione della polizia locale inaugura la linea dura dell’Amministrazione
Guerra a trabiccoli e trattorini    Che botta agli alpini trevigiani!

Il comitato organizzatore dell’Ana e gli amministratori bassanesi erano stati chiari e avevano avvertito tutti: niente trabiccoli in città durante l’adunata e pene severe per i trasgressori.
E così, non appena iniziata la settimana del grande convegno alpino, i vigili bassanesi hanno intensificato i controlli e hanno subito bloccato il primo mezzo “improprio” comparso sulle strade bassanesi, sanzionando con 1000 euro di multa gli autisti del folcloristico carretto a motore.
In viale del Gasperi gli uomini della polizia municipale hanno infatti fermato un gruppo di penne nere provenienti da Treviso che viaggiavano su una vecchia automobile di piccola cilindrata, modificata appositamente per l’occasione.
Gli agenti hanno intimato l’alt alla squadra di cappelli grigioverdi a bordo e hanno subito sequestrato il mezzo, comminando poi una salatissima ammenda agli alpini trevigiani, ai quali non è rimasto che consegnare l’auto agli uomini del comando cittadino.
I controlli, ha assicurato l’assessore alla sicurezza e alla polizia municipale Claudio Mazzocco, proseguiranno per tutta la settimana e gli agenti saranno intransigenti.
Lo stesso Comitato organizzatore e anche l’Ana nazionale, d’altro canto, appoggiano pienamente la “linea dura" adottata dall’amministrazione.
Un’atteggiamento intransigente ma indispensabile per evitare che le strade del territorio ai piedi del Grappa si riempiano di trabiccoli, trattorini e improbabili mezzi semoventi, destinati a intralciare il traffico e a rendere ancor più difficoltosa la circolazione.
«Quello di viale De Gasperi è stato il primo episodio - ha commentato infine il membro della Giunta - ma continueremo ad essere ferrei anche nei prossimi giorni».
Come si suol dire... “alpino avvisato”... . C.Z.

 
07 Maggio 2008
IL TAGLIO DEL NASTRO. La struttura ospedaliera è stata presentata a sindaci e amministratori
Nuovo pronto soccorso al battesimo del fuoco

Nuovo, ampliato, reso più razionale e potenziato nei servizi che sarà in grado di offrire: si è presentato così il pronto soccorso del San Bassiano a sindaci ed assessori dei 28 Comuni dell'Ulss 3, convocati dopo i lavori di ammodernamento (costati oltre 1.700.000 euro, 800.000 dei quali messi a bilancio dalla Regione) dell'area dedicata alle emergenze.
«La zona del pronto soccorso - ha spiegato il direttore medico Claudio Menon - è cresciuta di ottocento metri quadri, di fatto raddoppiando in estensione, ma le innovazioni più significative riguardano non tanto l'ampliamento degli spazi, quanto la loro razionalizzazione. Se in precedenza - ha aggiunto - avevamo un corridoio affiancato dai singoli reparti, oggi abbiamo una centrale operativa totalmente informatizzata, dalla quale si dipartono a raggiera i singoli settori dedicati alle diverse emergenze».
«L' Accettazione è stata modificata in modo da tutelare la privacy dei pazienti» ha aggiunto il direttore generale dell'Ulss 3 Valerio Alberti.
«Tornando ad aspetti medico-sanitari - ha ripreso la parola Menon - l'area pensata per le emergenze (la cosiddetta “zona rossa”) è costruita secondo criteri di sicurezza europei, così da dare la possibilità ad una stessa équipe di seguire efficacemente più di una emergenza in contemporanea. In aggiunta sarà presto operativa un' “area di bonifica”. Non dimentichiamo poi, all'esterno, l'ampliamento degli spazi per l'atterraggio degli elicotteri e il quartier generale del Centro operativo misto, l'unità di intervento che raggruppa trenta postazioni di lavoro di personale ospedaliero, protezione civile e forze dell'ordine».
Il pronto soccorso è rinnovato e il primo test di funzionamento sarà l'adunata. «Con l'augurio - come ha dichiarato il sindaco Bizzotto - che una struttura così moderna e funzionale sia chiamata a lottare col minor numero possibile di emergenze».L.P.

 
07 Maggio 2008
Un cordone sanitario efficiente e capillare

Sette punti medici avanzati (PMA) attivi ventiquattro ore su ventiquattro: in Prato S. Caterina, nell' ex spedale, al Centro giovanile, in Angarano a palazzo Bonaguro, in viale Venezia nell'ex casema Montegrappa, a Romano , a San Fortunato e sul Grappa in località Cason de Meda lungo la "Cadorna", con il compito di alleviare le fatiche dell'ospedale cittadino, trattando le patologie minori e stabilizzare le maggiori (codice giallo e rosso). Tre presidi medici fissi (a Rosà, Marostica e Carpanè) e quattro mobili, per le aree più difficilmente accessibili, per fungere da supporto all'attività di primo soccorso. Guardia medica potenziata, così da coprire il maggior numero di emergenze durante le 72 ore dell'adunata alpina, coordinata con la task force del Centro operativo misto che riunisce medici, volontari, protezione civile e forza dell'ordine nel quartier generale del San Bassiano e, a completamento del tutto, gli elicotteri-ambulanza trasferiti ai piedi del Grappa per essere più vicini ai luoghi dell'adunata. È questo, in estrema sintesi, il piano di assistenza sanitaria predisposto dall'Ulss 3 per intervenire durante i giorni che vedranno Bassano "invasa" dalle penne nere: "un piano integrato a più livelli per essere capillarmente e tempestivamente presenti dove ci sarà bisogno di un intervento medico", come ha spiegato il direttore generale Valerio Alberti.
Sulla scorta dell'esperienza delle precedenti adunate la rete "presidi fissi-presidi mobili" dovrà garantire la miglior copertura possibile, in grado di coprire anche imprevisti ed eventi difficilmente ponderabili. E per non lasciare nulla al caso, ieri pomeriggio alle 17 sono arrivate in dono al Pma del centro storico quattro bici-mediche donate dall'associazione "No profit center" di Romano d'Ezzelino. "Mezzi che permetteranno ai volontari - come ha commentato il presidente di No profit center, Giancarlo Andolfatto - di muoversi agevolmente tra le vie del centro, così da portare rapidamente il loro aiuto, dove richiesto".L.P.

 
07 Maggio 2008
ASANITÀ. Il 29 aprile è stato sottoscritto con la dirigenza dell’Asl il piano d’emergenza predisposto con la prefettura. Potenziati i distretti e tutti i servizi
Ulss, 350 addetti in più nel fine settimana

«Durante l’adunata tutti i servizi sanitari saranno garantiti. I proclami di sciopero vengono da una minoranza che, tra l’altro, ha firmato assieme a noi gli accordi con l’amministrazione dell’Asl 3».
Il personale dell’ospedale di Bassano sta con gli alpini e nei giorni centrali del convegno nazionale delle penne nere è pronto ad assicurare un servizio straordinario per garantire l’assistenza sanitaria a tutti i 400 mila ospiti attesi ai piedi del Grappa. È questo il messaggio lanciato ieri mattina, all’ingresso del nosocomio di via dei Lotti, dal coordinatore delle Rsu ospedaliere e dagli esponenti provinciali di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica.
Dopo aver ascoltato gli annunci dei portavoce dei sindacati di minoranza come il Nursind, pronti a far incrociare le braccia ad operatori e infermieri proprio nel clou della manifestazione, le maggiori sigle sindacali attive nella struttura cittadina hanno voluto tranquillizzare i bassanesi e le penne nere che stanno già arrivando in città in occasione dell’adunata alpina. Emiliano Galvanetto (Cisl), Carola Paggin (Uil) e Giancarlo Puggioni (Cgil) hanno infatti ricordato che il 29 aprile scorso è stato sottoscritto con la dirigenza sanitaria dell’Ulss bassanese un’intesa relativa al piano sanitario d’emergenza approvato nei mesi scorsi dalla prefettura di Vicenza, dalle forze dell’ordine e da tutti gli enti e le organizzazione coinvolte nell’organizzazione del raduno.
Un protocollo messo a punto per fornire le cure mediche a tutte le persone in arrivo e, di fatto, approvato da tutte le sigle sindacali.
«Hanno firmato anche quanti ora contestano i patti e minacciano scioperi» ha precisato Galvanetto, sottolineando poi come il documento preveda l’impiego, nel fine settimana di 350 addetti in più rispetto al normale, ma anche una serie di garanzie e di gratificazioni per gli operatori, gli infermieri e i tecnici che dovranno rinunciare alle ferie e ai riposi o che dovranno sobbarcarsi turni più pesanti. «Rispetto a quanto era accaduto due anni fa ad Asiago - continuano i sindacalisti - abbiamo ottenuto dall’azienda di poter mettere in campo un numero di dipendenti inferiore ma comunque sufficiente a garantire un servizio adeguato all’afflusso previsto». «Basti pensare - dicono ancora i sindacalisti - che al pronto soccorso saranno sempre operativi 15 infermieri, a cui se ne aggiungerà uno reperibile». Sono stati potenziati anche i distretti e i cambi turno sono stati predisposti in maniera da non coincidere con gli orari critici per la viabilità bassanese nei giorni del’adunata.
L’amministrazione dell’Ulss di Bassano ha poi messo a disposizione una somma per indennizzare e gratificare economicamente tutti quei dipendenti che saranno al lavoro in queste giornate intense per la città.
«La cifra è cinque volte superiore a quella prevista per l’adunata sull’Altopiano - evidenziano i portavoce dei lavoratori - ma anche su questo le sigle minoritarie ora trovano da ridire. Eppure al tavolo delle trattative non hanno mai contestato nulla».«È chiaro - commenta il coordinatore Rsu Maurizio De Rossi - che questa polemica è stata creata solo perché qualcuno potesse avere visibilità»
«Stiamo però parlando di un gruppuscolo - insiste Giancarlo Puggioni -. Il personale dell’ospedale è a disposizione e si trova in piena sintonia con l’evento. E questa è anche un’assunzione di responsabilità».
I bassanesi e le penne nere non avranno quindi di che preoccuparsi, lasciano intendere i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.Il fatto stesso che tutti abbiano siglato l’intesa del 29 aprile di fatto, d’altro canto, dovrebbe annullare ogni possibilità di sciopero. Caterina Zarpellon

 
07 Maggio 2008
INFORMAZIONE. Trasmesse la cerimonia sul Grappa e la sfilata
Tutta l’adunata in diretta tv
L’esclusiva è di Tva Vicenza

Quest'anno tutta la sfilata di domenica sarà trasmessa in diretta satellitare e tutto il mondo potrà puntare gli occhi sugli alpini a Bassano. L'iniziativa viene da Tva Vicenza, che venerdì e domenica trasmetterà la cerimonia del Grappa e la sfilata di tutte le sezioni alpine dal proprio canale satellitare Sky 907, in una prima assoluta a livello nazionale ed europeo, esclusiva di questa rete.
Venerdì, il canale 907 Sky rivolgerà l’obiettivo al sacrario del Grappa e la cerimonia sarà visibile sui due megaschermi predisposti dall'Ana in centro città: alle 9.30 la trasmissione inizierà con la messa in onda del filmato "Bentornati alpini", che ripercorre l'adunata nazionale del 2006 ad Asiago, e proseguirà con la diretta della cerimonia di Cima Grappa. Conclusa la celebrazione, il 907 Sky ospiterà il filmato storico dal titolo "La Grande guerra", prodotto da Videomedia e Rossato Edizioni, con le immagini originali della battaglia combattuta sul Sacro monte.
La trasmissione di domenica verterà invece sull’appuntamento clou dell’adunata, con la diretta non-stop della sfilata dalle 8.45 alle 18.30, e continuerà in serata alle 20.45 e alle 23.45. Repliche dell’evento andranno in onda il lunedì e il martedì seguenti, rispettivamente alle 9.30 e alle 21; contemporaneamente un documentario su Tva Vicenza racconterà l'intera adunata.
Le riprese saranno raccolte in cassetta e dvd che, sabato 17 maggio, potranno essere acquistati in tutte le edicole.

 
07 Maggio 2008
L’ARRIVO. In città già si vedono numerose penne nere provenienti dal Nord Italia. I primi commenti 
Da Como sul Ponte «Qui ci ridiam la mano»

Il conto alla rovescia in vista dell’adunata sta per terminare: l’invasione delle penne nere è attesa domani ma già nei giorni scorsi i rappresentanti di alcune sezioni sono arrivati in città.
L’atmosfera che si respira è effervescente soprattutto nella sede del comitato organizzatore della manifestazione, intento ormai negli ultimi preparativi.
Il punto di riferimento, come facilmente prevedibile, resta il Ponte vecchio, adottato alla finedella seconda guerra mondiale dall’Ana e in questi giorni addobbato per l’atteso, grande, evento con decine di bandiere biancorossoverdi mosse dal vento della Valsugana.
Sullo storico simbolo bassanese, quattro alpini cadorini si sono incontrati ieri con altrettanti romagnoli: i primi appartengono alla sezione Ana di Auronzo mentre i secondi a quella di Dozza, vicino a Imola. Sono amici di vecchia data che si sono conosciuti nel 1976 e hanno fatto dell’adunata nazionale Ana l’occasione per rincontrarsi ogni anno. Alloggiano a Thiene e ad Alano di Piave e resteranno qui fino a lunedì: con sè hanno portato l’immancabile cappello e la divisa per la sfilata di domenica.
Molin Ottavio ha 82 anni e da 37 è capogruppo degli alpini di Auronzo. «Nel tragitto da Thiene a Bassano - racconta l’alpino - ci siamo fermati a Marostica e poi siamo giunti sul Ponte degli Alpini per ammirarlo, sorseggiando le grappe Nardini e Poli. Domani visiteremo il Grappa e venerdì accompagneremo la bandiera». Il più giovane del gruppo è, invece, Fabio Nanni che ha 41 anni: è l’alfiere del gruppo e domenica, in sfilata, porterà il gagliardetto sezionale. Casualmente, sul Ponte Vecchio gli otto alpini hanno incontrato il sindaco Gianpaolo Bizzotto e hanno rivolto parole di apprezzamento per la nostra città e per la calda accoglienza finora ricevuta.
Altre sezioni, provenienti da diverse parti d’Italia, sono al lavoro da alcuni giorni per affiancare l’Ana Montegrappa e il comitato organizzatore nella preparazione dell’evento. Ieri mattina, in via Angarano sono giunti numerosi alpini delle sezioni di Como e Lecco, in divisa rossa, pronti per ripulire gli argini della Brenta.
Sono in città già da domenica sera e alloggiano nella storica caserma Montegrappa: Felice, Giorgio, Giacomo, Ernesto e molti altri formano questo gruppo di volontari della protezione civile, impegnati a preparare l’accoglienza degli altri alpini. Oltre al cappello e in vista del lavoro che li attende, hanno caricato i furgoni con svariati attrezzi: «motoseghe, badili, carriole e tanta buona volontà», spiegano i rappresentanti del gruppo che, domenica, sfilerà con la divisa gialla della protezione civile: testimonianza dello spirito volontaristico e civile del corpo degli alpini.
In questi giorni, i volontari hanno percorso e ripulito i sentieri lungo il fiume, fino al Monte Crocetta: come gli alpini di Como raccontano, hanno una lunga esperienza di interventi di questo tipo, spesso anche in situazioni più drammatiche, come nel caso di terremoti o alluvioni. Questa volta sono mossi dall’entusiasmo dell’adunata e dalla speranza di ritrovare molti vecchi compagni. E.C.

 
07 Maggio 2008
TRASPORTI. Potenziati i servizi ferroviari
Per l’Adunata più di 500 treni e 225 mila posti

In occasione dell'Adunata e al conseguente straordinario afflusso di viaggiatori, l'offerta ferroviaria delle linee Venezia-Bassano-Trento, Padova-Cittadella-Bassano, Padova-Castelfranco e Vicenza-Treviso è stata riprogrammata e potenziata per dare un servizio più adeguato alla clientela.
La direzione del “trasporto regionale del Veneto” di Trenitalia, in collaborazione con l'Associazione nazionale alpini e il comune di Bassano, ha predisposto un programma con 515 treni e 225 mila posti; all'offerta ordinaria si aggiungono quindi 216 treni straordinari e 145 mila posti.
Potenziati sia il servizio di vendita nelle biglietterie che quelli di assistenza e informazione nelle stazioni interessate dalla manifestazione, oltre ai presidi delle sale operative territoriali.
Il piano di trasporto, frutto di un notevole sforzo organizzativo da parte di Trenitalia è stato reso possibile anche grazie all'apporto di personale e mezzi di altre regioni.
Il piano prevede il potenziamento dei treni ordinari da Venezia, Treviso, Padova e Vicenza per Castelfranco e viceversa; un servizio di treni navetta a orario cadenzato da Cittadella a Bassano e da Bassano a Primolano e viceversa; e un servizio navetta ad alta capacità tra Castelfranco e Bassano.
Per viaggiare con questi treni è necessario essere muniti del regolare biglietto di viaggio, da convalidare prima di salire in treno.
I biglietti si possono acquistare sia presso le biglietterie che i self service e i punti vendita esterni. Si consiglia di acquistare anticipatamente anche i biglietti per il viaggio di ritorno.
Informazioni sull'offerta sono disponibili in stazione, sul sito www.ferroviedellostato.it e telefonando al call center 892021.

 
07 Maggio 2008
Un “ponte” in miniatura accoglie gli ospiti

Sono innumerevoli le riproduzione del Ponte degli Alpini, tra souvenir ed immagini decorative, sparse nei negozi e nelle vetrine che raccolgono gli oggetti tipici o rappresentativi della nostra città.
In questi giorni, anche una scultura in legno lo ripropone nelle dimensioni di sei metri di lunghezza per quasi tre di altezza: l’opera è di Cristian Rossi, infermiere del 118 di Cittadella e residente a Crespano, da molti anni appassionato modellista.
Già medaglia d’oro al valore civile, Rossi ha riprodotto il Ponte Vecchio nelle sue esatte fattezze, intagliando il legno di abete, tutte le sere, per due anni. Egli ha voluto realizzarlo per rendere onore alla città di Bassano e agli alpini: una fatica che ora è stata ricompensata con l’esposizione della scultura in uno dei punti nevralgici dell’adunata, di fronte alla sede del comitato organizzatore della manifestazione.
Questo Ponte Vecchio in miniatura non mancherà di attirare l’ammirazione dei moltissimi alpini e visitatori attesi a Bassano per i prossimi giorni e resterà esposto fino a lunedì. "Se ci saranno offerte o se sarà venduto - ha detto l’autore Cristian Rossi - il ricavato sarà devoluto per la costruzione del nuovo centro parrocchiale di Crespano". E.C.

 
07 Maggio 2008
VANDALI. Dopo i tricolori bruciati a Rosà
Rubate le bandiere da via Tabacco

Vedere la città tinta con il tricolore fa sicuramente un grande effetto. Bandiere, striscioni e addobbi in onore degli alpini impreziosiscono ancor di più gli scorci più suggestivi della nostra città. Purtroppo, però, il notevole sforzo degli organizzatori dell’Adunata in alcune zone è stato rovinato dai soliti incivili.
È il caso del sottopasso di via Tabacco: prima bardato con delle bandiere a caduta ma ora già spoglio, poichè qualche maleducato si è divertito a far sparire i drappelli. Davvero un peccato perchè al passaggio, già degradato per colpa di rifiuti e muri imbrattati, le bardature tricolori donavano anche.
I gesti di vandalismo, in questi giorni, interessano però anche la zona di Rosà. Nel parco delle Rose, i soliti ignoti si sono accaniti contro le bandiere appese ai pali della pubblica illuminazione. Quando uno dei volontari dei quartieri che dormiva all'interno del teatro tenda per controllare la zona è stato svegliato dal baccano fatto dai bulli, ha cercato di affrontarli ma essendo da solo contro cinque ha poi lasciato perdere.
La scorsa settimana erano state strappate altre bandiere dalla sede degli alpini, che poi erano state anche bruciate.

 
06 Maggio 2008
ARRIVANO. Ultimi interventi per ospitare migliaia di penne nere
Mancano solo tre giorni “all’alba”

Mancano ancora tre giorni all’alba ma a Bassano scattano le prime misure eccezionali previste per l’adunata e fervono i lavori lungo il percorso della sfilata e negli attendamenti. Preannunciata sabato scorso dall’inaugurazione del quarto ponte sul fiume, è iniziata ieri, ufficialmente, sulle rive del Brenta la settimana dell’ottantunesimo convegno nazionale degli alpini. E mentre i gruppi Ana di tutta Italia e dall’estero cominciano a piantare le tende ai piedi del Grappa, l’amministrazione e il comitato organizzatore dell’evento hanno cominciato a mettere in atto alcuni dei provvedimenti straordinari studiati nei mesi scorsi e a preoccuparsi dell’allestimento delle transenne e delle tribune per il corteo finale di domenica.
Tribune che sarebbero dovute arrivare nella mattinata di ieri in piazzale Trento ma che in realtà sono giunte a destinazione solo nel tardo pomeriggio.
«Ci sono stati dei contrattempi - ha spiegato il presidente della sezione Ana Montegrappa Carlo Bordignon - ma domani mattina (oggi ndr) gli operai inizieranno a montarle».
Ieri intanto i tecnici della ditta Scotton di Mussolente si sono messi al lavoro per sistemare, lungo il tragitto della sfilata, un adeguato impianto audio. Sono stati piazzati dei megafoni in viale delle Fosse e all’imbocco di Largo Parolini ma, a quanto conferma l’addetto stampa del comitato organizzatore Flavio Gollin, l’amplificazione arriverà anche in viale Venezia e nel piazzale del Tempio ossario. In questa zona e anche in piazza Libertà si sta inoltre pensando di collocare, nei prossimi giorni, due maxischermi per permettere a tutti di assistere alla cerimonia di Cima Grappa di venerdì e alla messa solenne che sarà celebrata sabato pomeriggio all’ossario.
«Sono poi entrate in funzione le cucine dell’ex ospedale e della caserma Montegrappa - continua Gollin -, che verranno gestite dai gruppi di Casoni e di Casella d’Asolo. E sono arrivati anche i primi delegati delle sezioni estere».
Con l’approssimarsi della manifestazione delle penne nere, per gli abitanti della città del Grappa sono cominciati però, inevitabilmente, anche i primi disagi di tipo viabilistico. Ieri mattina infatti la stazione delle corriere di piazzale Trento, per permettere l’allestimento dei palchi d’onore, è stata spostata in via Chilesotti per le percorrenze urbane e in viale Diaz per quelle extraurbane e in molte strade del centro è stata vietata la sosta alle auto, anche se in realtà, come ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Egidio Torresan, nella prima giornata di quella che si preannuncia come una settimana campale per i bassanesi, «si è mantenuta una certa tolleranza». C.Z.

 
06 Maggio 2008
Vetrine e negozi in tema col grande evento

Un successo il concorso lanciato dall’Umce per premiare le vetrine più belle in sintonia con i simboli dell’adunata.

 

Un fiorire di antichi, preziosi, cimeli e bandiere tricolori in tutto il Bassanese a conferma della simpatia e dell’amore della gente per gli alpini in arrivo da tutta Italia.

 
06 Maggio 2008
Nonostante la pioggia di ieri mattina è cominciato il montaggio delle strutture
In Prato Santa Caterina la cittadella militare

L’esercito arriva a Bassano e pianta le tende in Prato Santa Caterina e in Parco Ragazzi del ’99, due siti strategici della città del Grappa scelti per ospitare, nei giorni dell’ottantunesima adunata nazionale degli alpini, una vera cittadella militare.
Mentre in tutta la città fervono i preparativi per il grande evento di venerdì, sabato e domenica, anche nel parcheggio e nell’area verde a nord del centro storico i lavori sono già iniziati. E nonostante la pioggia di ieri mattina, entro oggi con tutta probabilità i soldati della Brigata alpina Julia incaricati di seguire questo settore della manifestazione, riusciranno a completare l’allestimento del campo: finiranno quindi di montare gli stand espositivi e di attrezzare le strutture di servizio per il personale della cittadella.
Le operazioni sono partite nella prima mattinata di ieri, quando, all’interno del parco e nel piazzale hanno cominciato ad essere scaricati dai mezzi militari tende, teloni e travi e pali di metallo. Decine di uomini in divisa, provenienti dai reparti di Udine, di Belluno ma anche da nuclei minori, hanno così potuto dare il via ad una serie di attività che trasformeranno il "prato" in una vetrina d’eccezione, dove le penne nere attese ai piedi del Grappa per la sfilata e tutti i bassanesi e i visitatori potranno ammirare le attrezzature tecniche messe a disposizione del corpo degli alpini ma anche le attività in cui sono solitamente impegnati gli uomini e le donne di questo settore dell’esercito.
«Nell’area del parcheggio - ha spiegato il maresciallo Davide Paoloni, del reparto comando supporti tattici della Brigata Julia di Udine - verranno allestiti una decina di stand in cui verrà esposto l’equipaggiamento tecnico delle truppe alpine: ci saranno armi e un poligono ma anche una palestra di roccia».
Sarà invece riservato esclusivamente al personale della cittadella militare un particolare settore del parco, dove i soldati hanno cominciato a montare tre tende da tre metri per otto e dove gli addetti agli stand avranno uno spazio dedicato esclusivamente a loro.
«Questo sito - ha continuato l’ufficiale - diverrà la base logistica per chi lavorerà all’interno della cittadella militare».
Nei prossimi giorni inoltre in Prato Santa Caterina sarà allestito anche uno dei sei punti medici avanzati previsti nei mesi scorsi dal Comitato organizzatore dell’Ana e dall’Azienda sanitaria in città e nel comprensorio e sempre in questa zona è già stata individuata un’area da usare, in caso d’emergenza, come piazzola per gli elicotteri. C.Z.

 
06 Maggio 2008
MONTE GRAPPA. In occasione dell’adunata nazionale sarà estesa la copertura della rete per la telefonia mobile
Gli alpini “regalano” cellulari che funzionano

Per la Comunità montana del Brenta l’adunata nazionale 2008 ha costituito l’occasione da non perdere per riproporre la necessità della copertura cellulare sul Massiccio del Grappa. Questa volta due gestori hanno accolto l’appello, dichiarando la disponibilità a installare stabilmente delle apparecchiature per assicurare il servizio.
Nella postazione di Col della Berretta, che servirà la zona Finestron, Col dei Prai, Cima Grappa e località Lepre, verranno installati ripetitori Tim e Wind; mentre nella postazione dei Colli Alti, che servirà San Giovanni, Campo de Roa, Ponte San Lorenzo, Cibara e Val dea Giara, verrà installato un ripetitore Tim.
Per la realizzazione dell’iniziativa si è reso dunque necessario il coinvolgimento di più soggetti. S
i è dovuta prevedere la collocazione di adeguate strutture per accogliere le apparecchiature. Operazione resa possibile per l’intervento finanziario della Comunità montana che ha sottoscritto una convenzione con l’impresa che cura la diffusione dei segnali telefonici e televisivi sul Grappa.
Inoltre, l’attuazione dell’iniziativa ha richiesto la collaborazione dei Comuni di Cismon del Grappa (postazione Col della Beretta) e Solagna (postazione Colli Alti), nel cui territorio vengono posizionate le apparecchiature telefoniche per il rilascio delle necessarie autorizzazioni.
Grazie alla disponibilità di tecnici e funzionari delle imprese e all’interessamento dei Comuni, si sta realizzando in questi giorni l’intervento per assicurare la ricezione telefonica mobile a partire dall’Adunata nazionale degli Alpini.
La copertura telefonica mobile del Massiccio del Grappa, tuttavia, è stato un problema che i cittadini e le associazioni che operano nella zona hanno posto da tempo all’attenzione degli Enti pubblici.
In passato la Comunità montana aveva più volte sollecitato i gestori di reti di telefonia mobile a estendere il servizio sul Grappa, privo di qualsiasi copertura.
La mancanza di tale servizio, infatti, ha creato indubbiamente non pochi ostacoli allo sviluppo turistico della zona. Cosa che la Comunità montana ha sempre perseguito nell’ottica di valorizzare questa importante realtà.
La possibilità di comunicare attraverso la rete dei cellulari diventa ancor più importante nelle situazioni di necessità o emergenza, come in caso di incidenti stradali o ad escursionisti. L’attivazione del servizio appare quindi sempre più indispensabile.
«Nonostante i ripetuti solleciti proposti in passato - evidenzia il presidente della Comunità montana del Brenta, Pierluigi Peruzzo - la richiesta era stata accolta solo parzialmente e da un solo gestore. Questo importante servizio va dunque a colmare una lacuna del Massiccio per il quale la Comunità si è sempre interessata nell’ambito di un progetto complessivo di valorizzazione turistica della zona montana che ha usufruito di importanti risorse europee. La collocazione stabile di questi fa ben sperare che anche nel prossimo futuro possano essere collocati ulteriori ripetitori, in modo che i gestori di telefonia mobile possano assicurare sul Grappa la completa ricezione». Renato Pontarollo

 
06 Maggio 2008
“Difendiamo la caserma Monte Grappa”
Oggi alle 16, alla caserma Monte Grappa, sarà presentato il comitato "Difendiamo la Monte Grappa", con lo scopo di salvaguardare il patrimonio ideale, monumentale e storico della caserma.
Sarà illustrata l'iniziativa relativa ad una raccolta di firme da proporre alle migliaia di alpini che giungeranno a Bassano e ai tanti bassanesi che vorranno difendere un simbolo della città.
 
Il Comitato è stato promosso dal presidente onorario della sezione Ana Monte Grappa, Bortolo Busnardo, dal vice-presidente nazionale Alessandro Rossi, dal consigliere nazionale Sebastiano Favero, dal presidente della sezione Monte Grappa Carlo Bordignon, dal presidente del Comitato organizzatore colonnello Paolo Casagrande, dal già comandante della caserma Monte Grappa maggiore Pietro Aglio e dal presidente dell'Unuci Alberto Calzamiglia . Saranno presenti il sindaco Gianpaolo Bizzotto, l'europarlamentare Sergio Berlato e l'assessore regionale Elena Donazzan.
 
06 Maggio 2008
Rosà    Una "limousine" alpina. ...

Una "limousine" alpina. Succede a San Pietro di Rosà dove un gruppo di genitori della locale scuola materna si è organizzato per realizzare una vettura lunga sette metri, con dieci posti a sedere, un tavolo, una spinatrice di vino, una griglia per le salsicce, come nemmeno una lunga limousine di lusso può permettersi. Tutto è nato dopo l'ultima festa della Befana.«E adesso che cosa facciamo fino a fine giugno, sagra del paese?», si sarebbe chiesto il gruppo di amici, abituati a vivere insieme diverse esperienze di volontariato. E qualcuno avrebbe suggerito: «Perchè non facciamo qualcosa per l'adunata alpina?». L'idea è piaciuta, ma che cosa fare? «Io ho una vecchia golf del 1991», ha detto Alberto Berno, che conduce una piccola società di assistenza stradale. «Ed io una Fiesta del 1990» ha risposto Alessandro Bernardi. Ed allora perché non unire le due auto, con il motore ancora in buon uso? si sono detti gli amici di San Pietro. Detto, fatto. Da settimane Alberto Berno, Loris Campanaro, Mauro Guarise, Alessandro Bernardi, Andrea De Paoli, Bruno Guglielmi, Carlo Bin, tutti genitori della scuola, passano le ore in un capannone in via Brega a tagliare, saldare e limare.
«Abbiamo realizzato un lungo veicolo, che va avanti e indietro per i due versi - riferisce sempre Alberto Berno -, abbiamo tenuto i due motori, uno da una parte, uno dall'altra, i due volanti. In mezzo abbiamo realizzato con delle panchine dieci posti a sedere, un tavolo con l'erogatore di vino, e una griglia». Un veicolo solido, lungo sette metri. La"limousine alpina" sarà portata nei prossimi giorni Bassano e "nascosta" nel giardino di un alpino per essere tirata fuori solo all'ultimo minuto. Silvano Bordignon

 
06 Maggio 2008
Per l'Adunata, Provincia e Coldiretti lanciano la promozione dei prodotti tipici

«Cari alpini, il Vicentino non è solo la terra della grappa e del Palladio: ci sono un sacco di prodotti agroalimentari da scoprire o riscoprire». L'adunata di Bassano è vista dalla Provincia come una vetrina importante per pubblicizzare cibi e bevande tipici della nostra terra. "Mangia genuino, mangia vicentino" è lo slogan di uno striscione che i cittadini di Vicenza e provincia hanno già avuto modo di vedere da alcuni giorni sulle strade del territorio. L'assessore provinciale all'agricoltura Luigino Vascon, il presidente di Coldiretti Diego Meggiolaro e quello di Sapori del Palladio Dino Panozzo hanno spiegato ieri a Palazzo Nievo cosa c'è dietro: «È un'operazione a favore della vicentinità: non in senso meramente campanilistico, ma anche economico», dice Vascon. «Con quello slogan viaggeranno per la Provincia una settantina di autobus e tutti i taxi della città. Una quarantina poi gli striscioni stradali sparsi un po' ovunque, a parte la zona di Marostica e Bassano, dove gli alpini ci hanno preceduto».
«All'adunata però saremo presenti facendo conoscere i nostri prodotti agli operatori nazionali dell'informazione». Come? Attraverso uno zainetto omaggio (sempre "made in Vicenza") contenente il pregiato Olio dei Berici e del Bassanese, il Mais Marano, il riso di Grumolo delle Abbadesse, il pluripremiato formaggio del Pennar e il miele. «A parte il pesce di mare, il nostro territorio offre di tutto: sta anche a noi consumatori vicentini aiutare l'economia locale scegliendo i nostri prodotti invece di essere esterofili. Se non si mettono le basi per creare imprenditoria agricola nelle zone collinari e montane, pari al 72\% della provincia, e attraverso essa reddito, prima saranno gli uomini a scendere e poi le nostre montagne».
Il territorio agricolo della provincia si sta riducendo ma i prodotti di qualità sono tanti: ben novanta le varietà certificate a livello comunitario. Meggiolaro punta sul "menù a chilometri zero" anche per un ragionamento che ricorda il Beppe Grillo ecologista: «Consumare i prodotti locali fa risparmiare anche energia e benzina. Faccio un esempio: ci sono camion che portano al sud l'acqua Recoaro e altri che salgono per portare la Fiuggi. Il risparmio sui costi di trasporto comporterebbe prezzi più bassi anche per i consumatori. Ci rendiamo conto che il nostro lavoro è reso più difficile dalle logiche della grande distribuzione».
Appena pubblicata dalla Provincia anche una nuova guida agli agriturismo del Vicentino suddivisi per zone geografiche.Enrico Soli

 
06 Maggio 2008
Rallentamenti e colonne per gli ultimi addobbi. Già scattati da ieri alle 6 numerosi divieti di sosta. In parco Ragazzi del ’99 sta prendendo forma la "cittadella militare"
Bassano ha già cambiato volto per l'adunata 
La stazione delle corriere trasferita provvisoriamente da piazzale Trento in due sedi, viale Diaz e via Chilesotti. Arrivate le tribune per il palco centrale

Bassano sta rapidamente cambiando volto. Mancano pochi giorni all'adunata degli alpini e la città si sta preparando ad accogliere l'invasione pacifica di circa 400 mila penne nere. Tante infatti sono le persone attese sul territorio per l'evento.
Come preannunciato nelle scorse settimane, ieri mattina sono scattatati numerosi provvedimenti, tra i quali il divieto di sosta in diverse aree del centro o a ridosso di questo, dove saranno ubicate le principali strutture funzionali alla manifestazione.
E così la stazione dei pullman è stata trasferita da piazzale Trento per consentire le operazioni di allestimento delle tribune per le autorità che seguiranno la sfilata di domenica: i tir con il materiale sono arrivati nel pomeriggio di ieri.
«Il capolinea del servizio di bus extraurbano è stato temporaneamente trasferito lungo viale Diaz - ha spiegato Egidio Torresan, assessore alla viabilità - che per evitare ingorghi, soprattutto nelle fasce orarie di punta, per tutta la settimana rimarrà chiuso al traffico veicolare. Non saremo inflessibili: l'accesso sarà consentito ai residenti e a chi si deve recare al lavoro e chiuderemo un occhio anche nelle situazioni particolari, purché non si creino colonne e disagi».
«In qualsiasi caso - ha aggiunto Stefano Giunta, assessore ai trasporti pubblici e all'istruzione - per gli studenti il servizio sarà garantito fino al centro studi di Santa Croce, quindi come prima. Cambia solo il sito del capolinea, che in questi giorni non sarà più piazzale Trento ma viale Diaz».
Inevitabili, ieri, i rallentamenti e qualche disagio nell'area della Destra Brenta che gravita sul viale.
Il servizio di trasporto bus urbano, invece, è stato spostato nella nuova autostazione, quella appena realizzata di fianco alla ferrovia.
«Abbiamo preferito trasferirvi solo una parte del servizio pubblico dei bus per non eccedere con gli sconvolgimento in corso e per far decollare il nuovo capolinea progressivamente - ha motivato l'assessore Torresan - ci vorrà qualche settimana per completare lo spostamento ed entrare a pieno regime».
Infatti, calato il sipario sull'adunata , i pullman deputati al trasporto extraurbano torneranno in piazzale Trento. Ancora una volta in via provvisoria, in attesa di essere collocati nella nuova postazione.
E sempre da ieri mattina, è scattato il divieto di sosta in alcuni parcheggi cittadini. Vietato lasciare l'auto in viale delle Fosse, davanti al vecchio ospedale, ma anche lungo altre vie cittadine. Nei luoghi ritenuti sensibili, Etra sta posizionando nuovi cestini e bidoni per i rifiuti e sta potenziando le isole ecologiche con ulteriori cassonetti per la differenziata.
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