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ARTE
ALTRI CENTRI NEI DINTORNI DELL'ESAGONO VENETO
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| Storia - Altopiano di Asiago | |
| L'uomo
sull'Altopiano: le selci e i graffiti della Valdassa sono le
"fonti mute" che parlano di una preistorica presenza umana
sull'Altopiano, di una presenza comunque temporanea. Un afflusso
probabilmente stagionale, dovuto alla caccia e al prelievo della
selce, abbondante sull'Altopiano, buona per ottenere raschiatoi,
lame, grattatoi. La scoperta del villaggio del Bostel di Rotzo
(1781, Dal Pozzo) port˜ alla luce le tracce di un popolo
stabilitosi, forse per primo, su questi monti: casette interrate ed
avanzi di stoviglie, manufatti di ferro e di bronzo, monete
d'argento (di conio romano), ossa di animali, ecc. Altri segni di
insediamenti precristiani sono stati trovati a Lusiana e ad Enego,
con richiami frequenti alla civiltà romana.
La
parlata cimbra è attualmente il documento più evocativo delle
origini della gente altopianese. Questa "lingua" è simile
al tedesco. L'Altopiano, territorio un tempo pressochè
impraticabile e selvaggio, è stato certamente luogo di ripiego e di
rifugio per frange di tribù e di popoli che negli inquieti secoli
post-romani varcarono le Alpi. Immigrazioni tuttavia germaniche e,
tra le ultime (subito dopo il Mille) famiglie di coloni bavaresi
alla ricerca di terre da disboscare, bonificare e da coltivare.
Quassù, al sicuro, hanno riordinato la loro vita e mantenuto nel
tempo la lingua e i costumi originari. La parlata cimbra è dunque
riferibile ad un dialetto tedesco, o meglio bavarese. STORIA DELLA LINEA FERROVIARIA PIOVENE-ROCCHETTE/ASIAGO Fino alla metà
dell'Ottocento, l'Altopiano dei Sette Comuni era collegato alla
pianura solamente da una carareccia che scendeva fino a Cogollo del
Cengio e da tre strade a gradini: la Calà del Sasso (4444 scalini),
la Piovega di Sopra (4480) e la Piovega di Sotto (5680) che
consentivano il collegamento con la Valsugana, Enego e Primolano. |
| Arte e Cultura nell'Altopiano di Asiago | |
| Sacrario
Militare del Leiten Fu progettato dall’architetto Orfeo Rossato, realizzato in marmo bianco del luogo anche con l’opera degli scultori Montini e Zanetti, venne inaugurato il 17 luglio 1938. Presenta una base quadrata di 80 m. di lato con sovrastante terrazza a cui si accede mediante due scalinate frontali e sul cui parapetto sono apposte frecce che indicano le cime e le località che furono teatro delle più sanguinose battaglie. Un’altra scala permette di raggiungere la parte superiore, un grandioso arco trionfale quadrifronte con al centro un’ara votiva. Interno la parte inferiore, meglio definibile come “cripta”, è percorsa da corridoi perimetrali e assiali lungo i quali sono distribuiti i loculi con i resti dei Caduti. I corridoi convergono tutti in una cappella ottogonale con altare. Lungo le pareti sono collocati i resti di dodici medaglie d’oro al Valore Militare. Nel Sacrario sono custodite le salme di 33.086 caduti italiani (di cui 12.795 noti e sistemati in loculi individuali e 20.291 ignoti raccolti in tombe collettive); sono stati anche raccolti e tumulati i resti di 18.505 caduti austroungarici (dei quali 12.355 ignoti) provenienti anch’essi da cimiteri di guerra altopianesi. . Il Sacrario è visitabile tutti i giorni: dal 02/10 al 14/05 dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00 dal 15/05 al 01/10 dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 . Il Palazzo Municipale Il Municipio di Asiago già sede della Spettabile Reggenza dei 7 Comuni e del successivo Consorzio, venne raso al suolo durante la Grande Guerra. Dopo la guerra si diede il via alla sua ricostruzione. Il 22 ottobre 1922 venne scelto il progetto presentato dall’architetto veneziano Vittorio Invernizzi. Il 6 luglio 1924 fu posta la prima pietra commemorativa su cui venne scolpito il motto della ricostruzione di Asiago:”Ex igne splendidor”. La cooperativa marmisti di Vicenza scolpì sulla Torre Campanaria il leone di San Marco in marmo bianco, già presente nel gonfalone donato alla Reggenza dalla Serenissima. Sulla facciata occidentale vennero realizzati in mosaico gli stemmi dei 7 Comuni; nella Loggia dei Caduti si trova la statua del veneziano Annibale De Lotto. Nel 1927 si installò l’orologio della Torre Campanaria e la campana in bronzo con nota in do del peso di 1600 kg. e con una bocca dal diametro di 139 cm. Interno: i singoli locali vennero dotati di lampadari in vetro di Murano, mosaici , stucchi e opere pittoriche e scultore in bronzo. Nella Sala Consiliare, anche detta Sala dei Quadri, sono esposti 12 basso rilievi in legno dipinti che rappresentano i 12 mesi dell’anno sull’Altopiano, donati dall’Artista locale Giovanni Forte Tanasio. Si possono inoltre ammirare quattro pannelli ciascuno di 5 metri per 2 del pittore veneziano Alessandro Pomi: rappresentano l’atto di dedizione della Spettabile Reggenza a Venezia, le attività pastorali, il lavoro nei boschi, l’apoteosi della vittoria.Questa sala ha mantenuto la struttura originaria, con soffitto in legno a cassettoni. Nelle apposite teche sono conservati il gonfalone civico e quello della reggenza (XVII sec.) ed alcuni effetti personali del generale garibaldino Cristiano Lobbia (fra cui la divisa ed un teodolite, strumento a cannocchiale per la misurazione degli angoli nei rilievi topografici, di sua invenzione). Esterno: saggio di architettura classica in marmo locale bianco e rosso, con incorporata la torre con cella e colonne e tetto a cartoccio, il Palazzo domina maestosamente il centro storico del capoluogo altopianese. . Il Duomo di San Matteo La Fontana del Fauno La
Beata Giovanna Maria Bonomo Il
Parco della Rimembranza e la Chiesetta di S. Maria Liberatrice La
Chiesa di S. Rocco L’ex
Stazione Ferroviaria Il
Parco Margherita L’Osservatorio
Astrofisico L’Aeroporto
“Romeo Sartori” Museo
all’aperto di Monte Zebio A
partire dal 1997 il Comune di Asiago, nell’ambito del progetto di
realizzazione del Sentiero della Pace (progetto ammesso a
beneficiare dei contributi europei dell’Obiettivo 5b), ha avviato
il recupero e valorizzazione delle posizioni austriache della
Crocetta dello Zebio (immediatamente sovrastante la malga Zebio) e
della cosiddetta Mina di Scalambron mediante la pulizia ed il
consolidamento di parte della trincea di resistenza e del cratere
della mina, il recupero delle postazioni, delle lapidi e dei
baraccamenti posizionati nelle immediate retrovie e
l’installazione di tabelle e pannelli esplicativi. Canove:
Museo Storico della Guerra 1915-1918 Roana Istituto
di Cultura Cimbra Cesuna Rubbio La
Cava Dipinta
I MUSEI SULL'ALTOPIANO DI ASIAGO 7 COMUNI orari
inverno |
| Come Arrivare | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
Asiago 7 Comuni una realtà facilmente raggiungilbile da ogni luogo d'Italia e d'Europa. Infatti l'Altopiano si trova nel nord del Veneto, tra le Dolomiti e il Mare Adriatico, al centro dell'Europa, a poco tempo dal Brennero e dal Tarvisio, ma anche da Milano, da Genova o da Bologna. LE PRINCIPALI STRADE DI COLLEGAMENTO -dall'Autostrada A4 Serenissima, all'altezza di Vice nza Est si imbocca la comodissima Autostrada Valdastico A31 fino all'uscita di Piovene Rocchette; da qui, si imbocca la Strada Statale del Costo , entrando a Tresche Conca di Roana. -da Trento, passando per Lavarone e per la Piana Vezzena, si entra a Camporovere di Roana. -da Bassano del Grappa, si sale a Conco; oppure a Foza passando da Valstagna; o a Enego, passando per Primolano. -da Marostica, si sale a Lusiana. -da Arsiero, si sale a Rotzo passando per Pedescala. IN FERROVIA -da Milano o da Venezia fino a Vicenza, proseguendo fin o a Thiene. -da Venezia fino a Primolano. IN PULLMAN -da Vicenza, da Padova, da Thiene e da Bassano del Grappa numerose corse tutti i giorni dell'anno. -da Milano, Autostradale solo in alta stagione. AEROPORTI -Asiago "Romeo Sartori" (solo voli turistici) -Venezia "Marco Polo" - 120 km -Verona "Villa franca" - 105 km LE PRINCIPALI DISTANZE
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| Impianti
Sciistici
500 chilometri di piste per
lo sci da fondo, lo spettacolo della natura incontaminata tra
malghe, boschi e pendii, immerso in un'atmosfera magica e
quasi fiabesca.Tutto questo e quanto si puo' vivere durante un
bianchissimo inverno sull'Altopiano di Asiago, il paradiso per chi
ama la montagna. Trascorrere un inverno, o anche soltanto pochi
giorni di relax, sull'Altopiano di Asiago significa cogliere in
pieno lo spirito di una vera e propria vacanza.
La bellezza maestosa di questi luoghi, unita alla quiete che circonda ogni cosa e alla vicinanza dai centri abitati, il capoluogo dista una cinquantina di chilometri e più vicine ancora sono Bassano e Thiene, fanno dell'Altopiano il sito ideale per ogni tipo di esigenza. Lungo le piste che attraversano Campomulo, Malga Moline, le cime del Kaberlaba e dell'Ortigara, praticare lo sci da fondo è non solo uno sport, ma un vero rito con le sue regole da rispettare. L'aria fredda e pungente delle vette si arricchisce dei profumi forti dei boschi di vegetazione sempreverde che regalano a questi luoghi scorci di paesaggio nordico che sono valsi loro l'appellativo di Finlandia d'Italia. Anche la fauna è uno spettacolo: in alcuni momenti di minore affollamento è ancora possibile incontrare le tracce del passaggio di lepri e caprioli, oppure, alzando gli occhi al cielo, ammirare il volo della pernice bianca e dell'aquila. Chi ama la fotografia naturalistica, o più semplicemente la dolce contemplazione degli immensi e maestosi panorami alpini, troverà qui il suo personale paradiso: da Cima d'Asta al Sass de Mura fino alle più lontane vette della Marmolada, dell'Adamello, del Bernina e dell'Ortles. L'Altopiano è forse l'unico luogo alpino d'Italia in cui si fondono assieme storia, bellezza paesaggistica e quiete immacolata. Da un passato difficile, condensato nelle macerie della Grande Guerra che distrusse praticamente tutto, al tempo della ricostruzione, che sfruttò al meglio quell'immensa rete viaria lunga 500 chilometri tracciata dagli eserciti per gli spostamenti delle truppe e che in seguito diventò la base per le moderne realizzazioni, oggi Asiago è il centro di un reticolo immenso di percorsi che fanno capo a una decina di punti chiave per lo sci da fondo, tra cui vale la pena ricordare quelli di Gallio e di Enego Marcesina. Uno degli itinerari più suggestivi parte proprio da Gallio, sale a Campomulo, tocca la Malga Mandrielle e arriva al Buso del Diavolo. A Malga Moline si incontra il rifugio Adriana dal quale i più esperti e allenati possono salire ancora verso il bivio Italia e raggiungere i 2.106 metri dell'Ortigara per godere di un panorama mozzafiato. Un altro itinerario, forse più consigliabile a chi ha già una parziale conoscenza dei luoghi, è quello che porta da Campolungo verso il confine con il Trentino e il Passo Vezzena, un percorso lungo 16 chilometri costellato di malghe alpine, impegnativo per la fatica che richiede, ma assolutamente generoso in fatto di vedute panoramiche e senso di pace e di silenzio. Qui sembra davvero di essere in un paese nordico o addirittura immersi nei grandi spazi delle foreste del Nord America. Quando l'inverno volge al termine e la primavera si avvicina, è possibile lasciare le piste regolari per addentrarsi nei boschi circostanti e, ancora più lontani dalle voci e dai rumori, immersi in un silenzio quasi irreale, vivere appieno tutta la magia incantata di questo paradiso a portata di mano.
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DISCESA
FONDO
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Escursioni e passeggiate sull'Altopiano di Asiago |
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| Il
vicentino è terra ideale per passeggiate ed escursioni, con un
territorio ricco di verde che offre ampi spazi pianeggianti, dolci
declivi collinari e poderose montagne meta di turisti e visitatori
in ogni stagione. Il trekking è uno sport molto praticato in
provincia di Vicenza, soprattutto nel vasto territorio dell'Altopiano
di Asiago e delle Piccole Dolomiti. Una scelta vastissima, dalla
semplice gita domenicale alla via ferrata per esperti escursionisti.
Le possibilità di gite, escursioni o semplici passeggiate nelle
valli e sui monti vicentini sono praticamente infinite. Sia che siate animati da interessi naturalistici, o che desideriate soddisfare interessi storici e culturali, il vicentino offre un programma davvero entusiasmante. Sull'Altopiano dei 7 Comuni, ad esempio, sono ancora visibili i segni della Grande Guerra, sotto forma di trincee, mulattiere e fortilizi che già da soli forniscono un programma valido per numerose soluzioni. Sul Monte Verena ci sono i resti del forte dal quale fu sparata la prima cannonata italiana della Grande Guerra, raggiungibile tramite seggiovia che parte dal Rifugio Verenetta. Dalla cima del Monte Cengio, con il leggendario salto dei Granatieri, si può raggiungere il forte di Punta Corbin, da cui godere di una vista magnifica. Ma il luogo forse più conosciuto e frequentato dagli escursionisti è certo il Monte Ortigara. Altri percorsi interessanti sono quelli che raggiungono i monti Fior e Castelgomberto, tra malghe caratteristiche e pascoli di alta montagna. Cima Dodici, con i suoi oltre 2.360 metri di altitudine, è il punto più elevato dell'Altopiano: per arrivarci, dal Bivio Italia si percorre la mitica Karl Strasse, immersi in un panorama suggestivo e ricco di fiori montani coloratissimi. A Rotzo si può incontrare la leggenda, visitando l'Altar Knotto, che secondo il popolo dei cimbri era luogo scelto dalle divinità per le loro temibili vendette. E' un antichissimo altare di pietra, dalla forma suggestiva e curiosa, sul quale i popoli provenienti dal nord offrivano sacrifici agli dei a cielo aperto. Altra escursione suggestiva a Castelletto di Rotzo è la visita al Bostel, la cui collina sovrasta la Val d'Assa e quella dell'Astico, un sito archeologico storicamente considerato il più antico insediamento umano sull'Altopiano, abitato da popolazioni paleovenete. Per i più allenati ci sono i 4444 gradini della famosa Calà del Sasso, antica via di comunicazione per il commercio del legname all'epoca della Serenissima Repubblica veneziana, che collega Sasso, una frazione di Asiago, con Valstagna. La sua costruzione iniziò nel 1388, come via di comunicazione che permetteva alla gente di montagna di raggiungere i mercati di Bassano e dintorni in pianura, con un canalone affiancato per lo scorrimento delle assi di legno. Lungo questo percorso, ideale per non farsi notare, passarono anche contrabbandieri di tabacco, disertori e ricercati per motivi politici. |
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Mappa dell'Altopiano di Asiago |
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Mappa della Città di Asiago
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Gli altri centri dell'Altopiano |
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Foto dell'Altopiano di Asiago |
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Foto by: Enrico Andreotti artenrico@libero.it
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