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L'Altopiano di Asiago

Foto by: Enrico Andreotti artenrico@libero.it

"C'è UN LUOGO..."

...dove le foreste d'abete e di larice si confondono con gli infiniti pascoli, paradiso per marmotte, cervi, camosci e caprioli;
rifugio per sc oiattoli, galli cedroni e aquile.

...dove la storia ha lasciato segni indelebili, dalle incisioni rupestri della Val d'Assa al Villaggio del Bostel, dalla cultura degli antichi Cimbri alla Prima Guerra Mondiale.

...dove crescono fiori meravigliosi e incredibili, dal giglio martagnone alla genziana, dalla stella alpina alla drosera, pianta carnivora di torbiera.

...dove dal 1310 al 1807 si formò uno dei primi governi democratici della storia, con la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni.

...dove ancora oggi si perpetua lo scambio tra l'Uomo e la Natura, con la produzione del formaggio, del miele e dei distillati d'erbe e con la raccolta dei funghi e dei frutti di bosco.

...dove vivono ancora gli Gnomi, i Folletti e le Fate, che spiano nascosti nelle loro tane tramando scherzi e burle, sempre presenti nelle antiche leggende locali.

...dove puoi trovare piñ di 500 chilometri di piste per lo sci da fondo che d'estate si trasformano nella piñ grande e completa rete di sentieri per la mountain-bike.

...dove il trekking, le escursioni e le passeggiate a cavallo hanno ancora il sapore dell'avventura, portandoti a scoprire angoli sempre nuovi.

...dove gli "sport nazionali" sono lo sci da fondo, lo sci alpino, l'hockey su ghiaccio, il pattinaggio veloce e il salto del trampolino, ma anche l'estivo sci d'erba.

...dove un campo da golf con 18 buche tra i migliori d'Europa e un aeroporto attrezzato con una pista in cemento a 1000 metri di alt itudine sono cose assolutamente normali.

...dove si può percorrere l'imponente Ca del Sasso che, con i suoi 4444 gradini, una delle piñ lunghe gradinate del mondo, costruita in pietra di calcare dal 1388 al 1392.

...dove il cielo lim pidissimo e si osservano le stelle e l'universo intero, con i propri occhi, sdraiati sull'erba o sulla neve, o con i quattro telescopi del principale Osservatorio Astrofisico Italiano.

...dove un tempo vivevan o gli dei, sull'Altaburg e sulla Cima Dodici, sul Monte Katz e nella Valle Fren. E forse gli dei ci sono ancora...

 

 

Storia - Altopiano di Asiago
L'uomo sull'Altopiano: le selci e i graffiti della Valdassa sono le "fonti mute" che parlano di una preistorica presenza umana sull'Altopiano, di una presenza comunque temporanea. Un afflusso probabilmente stagionale, dovuto alla caccia e al prelievo della selce, abbondante sull'Altopiano, buona per ottenere raschiatoi, lame, grattatoi. La scoperta del villaggio del Bostel di Rotzo (1781, Dal Pozzo) port˜ alla luce le tracce di un popolo stabilitosi, forse per primo, su questi monti: casette interrate ed avanzi di stoviglie, manufatti di ferro e di bronzo, monete d'argento (di conio romano), ossa di animali, ecc. Altri segni di insediamenti precristiani sono stati trovati a Lusiana e ad Enego, con richiami frequenti alla civiltà romana.

La parlata cimbra è attualmente il documento più evocativo delle origini della gente altopianese. Questa "lingua" è simile al tedesco. L'Altopiano, territorio un tempo pressochè impraticabile e selvaggio, è stato certamente luogo di ripiego e di rifugio per frange di tribù e di popoli che negli inquieti secoli post-romani varcarono le Alpi. Immigrazioni tuttavia germaniche e, tra le ultime (subito dopo il Mille) famiglie di coloni bavaresi alla ricerca di terre da disboscare, bonificare e da coltivare. Quassù, al sicuro, hanno riordinato la loro vita e mantenuto nel tempo la lingua e i costumi originari. La parlata cimbra è dunque riferibile ad un dialetto tedesco, o meglio bavarese.

I primi centri a formarsi furono Rotzo ad ovest ed Enego ad est, in corrispondenza cioè dell'avanzare della colonizzazione del territorio dai bordi verso il centro. Sorsero via via gli altri: Gallio, Foza, Roana, Lusiana, Asiago, e divennero ben presto Comuni, "protetti" dapprima dagli Ezzelini, dagli Scaligeri e dai Visconti poi (1400), dai quali ottennero speciali privilegi economici necessari alla sopravvivenza in una zona montana come questa. In tale periodo l'unione fra i Sette Comuni si rafforzò sino al patto della Reggenza (1310) che permise l'autonomia politico- amministrativa ed una propria milizia. L'insegna ideale che la sosteneva e guidava, sembra racchiusa nelle parole: " Dise saint Siben, Alte Komeun, Prudere Liben ": " Questi sono i Sette Antichi Comuni, Fratelli Cari".

Nel 1404, la Federazione dei Sette Comuni si alleò volontariamente alla Repubblica di Venezia, in una fedeltà che durò per 4 secoli (1807). Venezia garantiva le esenzioni e i privilegi indispensabili alla Reggenza e le richiedeva la salvaguardia dei confini settentrionali, importanti strategicamente, impegno che costò ai Comuni in quel tempo saccheggi e devastazioni a più riprese (1487, 1508, 1805) eppure episodi di tenace e vittoriosa difesa.

Nel 1631 la peste, che desolava l'alta Italia, raggiunse anche Asiago, cagionando 1500 morti. Con la rivoluzione francese e Napoleone, Venezia decadde ed anche la Reggenza. Si passò poi sotto l'Impero Austriaco (1815) e vennero cancellati di colpo i benefici fino ad allora goduti, sostituiti di contro da tasse ed imposte che portarono via via l'Altopiano ad un'economia di pura sussistenza. Da qui l'emigrazione verso le regioni più promettenti d'Europa e d'oltre-oceano. Nonostante le difficoltà, apparvero i segni del progresso moderno, con opere pubbliche, i primi alberghi e le banche, nuove vie di comunicazione interne e con la pianura. La Legione Cimbrica, forte di 800 soldati, sorta nel fatidico 1848 e che contribuì a contenere l'avanzata degli austriaci, conferma la partecipazione dell'Altopiano al Risorgimento. Parecchi volontari inoltre presero parte alla II Guerra d'Indipendenza e alla Spedizione dei Mille.

Nel 1866 ci fu l'annessione all'Italia. Ad un maggiore collegamento interno contribuì efficacemente la costruzione del ponte sulla Valdassa (1906) e, con la pianura, la realizzzazione dell'ardita ferrovia a cremagliera (1909). L'emigrazione però continuava, anche se cominciavano nuove attività (estrattive, della distillazione, ecc.).

Un evento cruento e terribile come quello che la storia ci ha tramandato sotto il nome di "Grande Guerra" ha lasciato in terra asiaghese le sue indelebili tracce. Tutto il territorio dell'altopiano e' intriso dei segni di un evento che si e' legato indissolubilmente a questi luoghi e alle sue genti. La guerra (1915-1918) interessò da vicino il territorio della provincia vicentina. Non toccò la città, duramente colpita una trentina d'anni dopo dai bombardamenti del secondo conflitto, ma fu combattuta sull'Altopiano di Asiago, che ne conserva ancora oggi i segni.

Per il territorio asiaghese fu una guerra devastante: gli scontri tra il nostro esercito e quello austro ungarico causarono la morte di migliaia di uomini, che al fronte difesero con la vita la salvezza della patria. Nel 1915 il confine passava per il Pasubio, Velo d'Astico, le Mandrielle, cima della Caldiera e monte Forcellona: le nostre truppe lo attraversarono per assicurarsi posizioni migliori, ma nel 1916 l'offensiva nemica le respinse, costringedole ad arretrare.

La seguente controffensiva restituì il terreno perduto e le posizioni furono sistemate a difesa. Le truppe italiane arrivarono a nord est di Asiago, sul monte Ortigara, una posizione strategica importantissima, poichè permetteva di affacciarsi sulla Valsugana, nelle retrovie austriache.

Il 10 giugno del 1917 migliaia di soldati attaccarono, riuscendo a conquistare gran parte della montagna, fino al Passo dell'Agnella: fu uno scontro terribile, che richiese il sacrificio di moltissime vite umane. Il 25 giugno gli austriaci risposero violentemente all'attacco, approfittando del fatto che le nostre truppe a sud non erano riuscite ad avanzare. L'Ortigara fu da allora tristemente noto come il "Calvario degli Alpini".

Un anno dopo, la VI Armata, rinforzata dalle truppe inglesi e francesi, difese le linee fra l'Astico e il Brenta. Il cinema e la letteratura, a decenni di distanza,  ci hanno restituito solo in parte l'atmosfera cruda e drammatica dei sacrifici e delle perdite dei giovani soldati che diedero la loro vita per la patria: decine di migliaia di loro vissero in condizioni disumane, e morirono sui monti e nelle valli dell'Altopiano.

Ad Asiago nel 1934 fu eretto un Sacrario militare per custodire la memoria dei quasi 50.000 caduti di entrambe le parti durante il conflitto: oltre 32.000 di essi sono ignoti. Un piccolo museo che raccoglie le immagini e i documenti del periodo si trova annesso al Sacrario. I luoghi che oggi fanno da sfondo per gite e camminate dei vacanzieri e dei turisti della domenica sono ancora segnati da chilometri di strade militari, rifugi scavati nella roccia e trincee.

La guerra segnò non solo le terre, ma soprattutto le genti dell'Altopiano, che furono costretti a lasciare la propria terra come profughi. Al ritorno iniziò la lenta opera di ricostruzione, ma la povertà era sovrana e molti dovettero ancora emigrare alla ricerca di un lavoro. Nacque allora un'usanza singolare e molto pericolosa, che divenne un vero e proprio modo di guadagnarsi da vivere, in tempi difficili, il mestiere del ìrecuperante.

STORIA DELLA LINEA FERROVIARIA PIOVENE-ROCCHETTE/ASIAGO

Fino alla metà dell'Ottocento, l'Altopiano dei Sette Comuni era collegato alla pianura solamente da una carareccia che scendeva fino a Cogollo del Cengio e da tre strade a gradini: la Calà del Sasso (4444 scalini), la Piovega di Sopra (4480) e la Piovega di Sotto (5680) che consentivano il collegamento con la Valsugana, Enego e Primolano.
Per sopperire alla mancanza di un adeguato collegamento con la pianura che costringeva l'Altopiano ad un isolamento controproducente, soprattutto nel periodo invernale, l'industriale laniero sen. Alessandro Rossi nell'anno 1882 propose un collegamento ferroviario con la pianura incaricando l'ing. Alfonso Crippa a concretizzare l'idea.
Il primo progetto (Arsiero via Pedelasca, Castelletto, Roana, Canove ed arrivo ad Asiago dopo km 32,350) fu accantonato per il percorso troppo lungo e l'alto costo dell'opera.
Alessandro Rossi convocò quindi l'ing. Ferdinando Shacke, esperto di ferrovie di montagna, il quale presentò il progetto della linea Piovene-Rocchette/Asiago, di km 21,190 con tratta a cremagliera lunga km 5,760. L'approvazione dell'opera avvenne il 15/07/1907 e subito dopo iniziarono i lavori.
Il 10/01/1910 la linea venne ufficialmente inaugurata, rompendo così il secolare isolamento dell'altopiano.
Un ruolo fondamentale fu svolto dal trenino durante le due guerre quando permise il trasporto di truppe ed armi ma anche di sfollati.
Nel 1958, venne decretata la chiusura definitiva del servizio ferroviario, a causa degli alti costi di gestione e della concorrenza delle autocorriere "Sita". Successivamente tutta l'opera venne smantellata e le locomotive furono demolite; rimasero in piedi solamente i caselli e le stazioni, ad esclusione di quella di Cesuna che venne abbattuta.
Finiva così dopo 48 anni un'encomiabile servizio di altissimo valore sociale, gestito con perizia e sacrificio da tutto il personale ferroviario.

Arte e Cultura nell'Altopiano di Asiago
Sacrario Militare del Leiten
Fu progettato dall’architetto Orfeo Rossato, realizzato in marmo bianco del luogo anche con l’opera degli scultori Montini e Zanetti, venne inaugurato il 17 luglio 1938.
Presenta una base quadrata di 80 m. di lato con sovrastante terrazza a cui si accede mediante due scalinate frontali e sul cui parapetto sono apposte frecce che indicano le cime e le località che furono teatro delle più sanguinose battaglie. Un’altra scala permette di raggiungere la parte superiore, un grandioso arco trionfale quadrifronte con al centro un’ara votiva.
Interno la parte inferiore, meglio definibile come “cripta”, è percorsa da corridoi perimetrali e assiali lungo i quali sono distribuiti i loculi con i resti dei Caduti. I corridoi convergono tutti in una cappella ottogonale con altare. Lungo le pareti sono collocati i resti di dodici medaglie d’oro al Valore Militare.
Nel Sacrario sono custodite le salme di 33.086 caduti italiani (di cui 12.795 noti e sistemati in loculi individuali e 20.291 ignoti raccolti in tombe collettive); sono stati anche raccolti e tumulati i resti di 18.505 caduti austroungarici (dei quali 12.355 ignoti) provenienti anch’essi da cimiteri di guerra altopianesi.
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Il Sacrario è visitabile tutti i giorni: dal 02/10 al 14/05 dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00 dal 15/05 al 01/10 dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00
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Il Palazzo Municipale
Il Municipio di Asiago già sede della Spettabile Reggenza dei 7 Comuni e del successivo Consorzio, venne raso al suolo durante la Grande Guerra. Dopo la guerra si diede il via alla sua ricostruzione. Il 22 ottobre 1922 venne scelto il progetto presentato dall’architetto veneziano Vittorio Invernizzi. Il 6 luglio 1924 fu posta la prima pietra commemorativa su cui venne scolpito il motto della ricostruzione di Asiago:”Ex igne splendidor”. La cooperativa marmisti di Vicenza scolpì sulla Torre Campanaria il leone di San Marco in marmo bianco, già presente nel gonfalone donato alla Reggenza dalla Serenissima.
Sulla facciata occidentale vennero realizzati in mosaico gli stemmi dei 7 Comuni; nella Loggia dei Caduti si trova la statua del veneziano Annibale De Lotto. Nel 1927 si installò l’orologio della Torre Campanaria e la campana in bronzo con nota in do del peso di 1600 kg. e con una bocca dal diametro di 139 cm.
Interno: i singoli locali vennero dotati di lampadari in vetro di Murano, mosaici , stucchi e opere pittoriche e scultore in bronzo.
Nella Sala Consiliare, anche detta Sala dei Quadri, sono esposti 12 basso rilievi in legno dipinti che rappresentano i 12 mesi dell’anno sull’Altopiano, donati dall’Artista locale Giovanni Forte Tanasio. Si possono inoltre ammirare quattro pannelli ciascuno di 5 metri per 2 del pittore veneziano Alessandro Pomi: rappresentano l’atto di dedizione della Spettabile Reggenza a Venezia, le attività pastorali, il lavoro nei boschi, l’apoteosi della vittoria.Questa sala ha mantenuto la struttura originaria, con soffitto in legno a cassettoni.
Nelle apposite teche sono conservati il gonfalone civico e quello della reggenza (XVII sec.) ed alcuni effetti personali del generale garibaldino Cristiano Lobbia (fra cui la divisa ed un teodolite, strumento a cannocchiale per la misurazione degli angoli nei rilievi topografici, di sua invenzione). Tra i diplomi conservati, spiccano quello dell’Istituto Federale di credito per la ricostruzione di Asiago e Roana e quello relativo all’elevazione del centro al rango di Città nel 1924. Il Palazzo Podestarile di Asiago, alla presenza del Principe di Piemonte, venne inaugurato il 21 settembre 1929.
Esterno: saggio di architettura classica in marmo locale bianco e rosso, con incorporata la torre con cella e colonne e tetto a cartoccio, il Palazzo domina maestosamente il centro storico del capoluogo altopianese.
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Il Duomo di San Matteo
Il Duomo è dedicato al patrono della città: San Matteo Apostolo.
Il primo elemento in muratura di questa chiesa risale al XIV secolo (1393). Fu oggetto di numerose distruzioni e ricostruzioni nel corso dei secoli. L’ultima distruzione del Duomo risale al 1916: la guerra distrusse l’opera dell’architetto Luigi De Boni costruita fra il 1842 e il 1870 e che venne consacrata dal vescovo di Padova Giuseppe Callegari il 12 settembre 1888. Fu ricostruito nell’immediato dopoguerra e inaugurato nel 1926.
Esterno: in stile neoclassico a colonnato corinzio, ha struttura a crociera con tre navate ed una cupola centrale. La facciata e la scalinata, opera dell’architetto Vincenzo Bonato, sono realizzate in marmo rosso di Asiago, tagliato e lavorato con lasene, capitelli, cornicione e timpano superiore. La statua centrale che rappresenta il patrono S. Matteo ed un ragazzo in ginocchio, è opera dell’asiaghese Pallante Pesavento; sopra le due porte laterali figurano le statue della Beata Giovanna Maria Bonomo e di Sant’Antonio da Padova. Sul lato nord, il campanile monumentale con finestroni a bifora, è realizzato tutto in pietra da taglio lavorata con torre campanaria al cui interno si trovano 4 campane in bronzo fuse nel 1821: la campana maggiore è denominata “Matìo”. Anche il campanile fu distrutto durante la Grande Guerra ma poi venne ricostruito.
Interno: l’altare maggiore ha retrocoro circolare; ci sono due altari nella crociera: in quello di destra è stato traslato il 16 agosto 1650, ad opera del vescovo di Padova Giorgio Cornaro, il corpo del martire S. Modesto; altri due altari sono nelle navate laterali. All’inizio delle due navate minori si trovano a sinistra il Battistero, a destra la cappella dedicata alla Beata Giovanna Maria Bonomo (inaugurata nel 1970 in occasione del terzo centenario della sua morte con un altare in cui è conservata un’urna datata 1785 con la tibia della Beata). E’ricco di contenuti artistici e opere. Di grande valore sono le due pale “La Vergine Santissima fra S. Matteo e S. Giovanni” opera di Francesco da Ponte il Vecchio (posta sopre l’altare maggiore) e “S. Antonio Abate fra S. Giustina, S. Lucia e S. Rocco da un lato, e S. Vito e S. Modesto dall’altro” opera di Francesco da Ponte il Giovane (posto sopra l’ingresso alla Cappella del Sacro Cuore). Da rilevare anche una “Via Crucis” del Polazzi e l’organo con 3600 canne che si deve alla famiglia Ruffatti di Padova.

La Fontana del Fauno
Fu eretta nei giardini pubblici negli anni 1921/22.
La base venne realizzata in marmo rosso di Asiago ; lungo i lati sono collocate quattro sculture in bronzo rappresentanti quattro animali dei boschi: il gallo cedrone, il lupo,l’aquila, lo scoiattolo. Al centro della vasca c’è la statua principale raffigurante un fauno, divinità protettrice delle greggi e dei campi con orecchie appuntite, corna e piedi caprini, che cavalca un capriolo.
Tutte le opere in bronzo furono realizzate dallo scultore vicentino M. Zanetti.  

La Beata Giovanna Maria Bonomo
Nacque ad Asiago il 15 agosto 1606 e a quindici anni entrò nel monastero benedettino S. Girolamo di Bassano dove prese i voti con il nome di Suor Giovanna. Fu eletta per due volte Badessa del convento e per tre volte Priora. Morì a Bassano il 1° marzo 1670 e venne beatificata sotto il pontificato di Pio IV il 9 ottobre 1783.
Asiago le dedicò un monumento che venne inaugurato l’11 ottobre 1908 nella piazzetta lungo il Corso IV Novembre. Una particolarità della statua: quando il 15 maggio 1916 cominciarono a cadere sul capoluogo altopianese le prime granate, tutto venne raso al suolo e la statua della Beata Giovanna rimase miracolosamente intatta (solo il mignolo della mano destra venne scalfito).

Il Parco della Rimembranza e la Chiesetta di S. Maria Liberatrice
Il Parco, non molto esteso, si trova a poche centinaia di metri dal centro di Asiago. Copre l’area del vecchio cimitero e la zona sacra entro cui è stata costruita la chiesetta di S. Maria Liberatrice. Nel terreno sono infisse aste di ferro battuto con targhette in ottone a ricordo dei caduti in guerra. Nel parco si trovano anche i busti in bronzo del generale garibaldino Cristiano Lobbia (1828-1876), dell’Abate Giovanni Costa (1736-1816),  della medaglia d’oro asiaghese Giovanni Carli (1910-1945) e il cippo-ricordo dell’altra medaglia d’oro generale Euclide Turba caduto sul Monte Castelgomberto il 23/11/1917, la lapide-monumento dedicata ai caduti e dispersi in Russia, la lapide-ricordo dell’esodo della popolazione asiaghese nel drammatico 1916 e quella ai caduti della divisione alpina Pusteria.  

La Chiesa di S. Rocco
La chiesa di San Rocco si trova lungo il Corso IV Novembre. E’ in stile romanico lunga 28 metri e larga 11, è costruita in muratura di pietrame e cotto, con pavimento in magnesile. Gli affreschi del soffitto e delle pareti sono di Adolfo Mattielli. L’altare maggiore ha il retrocoro circolare; ai lati ci sono due altari minori. Il campanile, costruito sul lato nord, è in pietra da taglio lavorata con cella campanaria e tre campane.  

L’ex Stazione Ferroviaria
Venne inaugurata il 10 febbraio 1910 con il treno che partì da Asiago lungo la linea Asiago-Piovene Rocchette: 22 km. di strada ferrata che divenne mezzo di movimento di merci e persone da e per la pianura. La stazione ferroviaria fu progettata nel 1910 dall’architetto veneziano Guido Sullam. Dal 1958, dopo la soppressione della linea, divenne sede della biglietteria dell’autostazione. Negli anni ‘80 il fabbricato venne acquistato dalla Comunità Montana e divenne oggetto di studio per un’importante ristrutturazione e divenire così sede della “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni”. Nel 1984 cominciarono i lavori che durarono tre anni. La struttura rimase invariata come venne imposto dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici di Verona.

Il Parco Margherita
Viene anche chiamato Parco Brigata Regina e costituisce una zona verde  nel centro di Asiago. All’interno del parco si trovano tre campi da tennis in terra battuta,  un campo di schettinaggio e una zona recintata adibita a parco giochi per i più piccoli e con un sentiero di percorso vita.
Al centro del parco, dove si congiungono i vari vialetti che lo attraversano si erge il monumento alla Vittoria alata, opera dello scultore Turillo Sindoni e realizzato negli anni 1921/1922.

L’Osservatorio Astrofisico
Inaugurato nel 1942 in occasione del terzo centenario della morte di Galileo, fu fatto costruire dall’Università di Padova per iniziativa del suo rettore Carlo Anti. Venne scelta Asiago per le condizioni di limpidezza dell’atmosfera e del cielo che avrebbero consentito un interessante e proficuo lavoro.Venne installato un telescopio delle Officine Galileo di Firenze dallo specchio parabolico di 122 cm. di diametro, allora il più grande d’Europa e tutt’oggi in funzione. Nel 1956 e nel 1965 vennero aggiunti altri due telescopi. Nel 1973, nella nuova sede a Cima Ekar, venne installato un nuovo e imponente telescopio con specchio di 182 cm. di diametro progettato dagli studiosi dell’Osservatorio di Asiago e realizzato dalle Officine Sarti di Bologna. Ancora oggi è il più grande telescopio d’Italia. Ad Asiago si effettuano ricerche relative ad ogni branca della moderna astrofisica e questo fa dell’Osservatorio un punto di riferimento scientifico non solo in campo nazionale.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio del Turismo del Comune, P.zza Carli, Asiago.

L’Aeroporto “Romeo Sartori”
L’ Altopiano ha un primato in campo aereonautico: infatti a Gallio dal Monte Sisemol si tenne il primo raduno internazionale di Volo a Vela d’Italia. Il 14 ottobre 1924 il tedesco Martens stabilì nell’Altopiano il nuovo record mondiale di distanza con un volo di 20 km. e della durata di 18 minuti. Così sorse l’aereoporto alla periferia di Asiago. Il 3 agosto 1933 morì l’aviatore roanese Romeo Sartori e a lui venne dedicato.
Negli anni settanta la struttura è stata dotata di una pista in cemento ed è passata dalle competenze dell’aereonautica militare a quella civile. Ora si sta cercando di ultimare le pratiche per l’apertura della pista  anche al regolare traffico merci e passeggeri.

Museo all’aperto di Monte Zebio
Lo Zebio, grazie alla sua posizione centrale, divenne un caposaldo importantissimo della linea di resistenza austriaca che (tra l’estate del 1916 e l’autunno del 1918) si snodava dalla Val d’Assa  all’Ortigara.
Per tale motivo esso venne attrezzato alla difesa con un complesso sistema di trincee, gallerie e postazioni in caverna ancor oggi in gran parte visibili.

Nel corso dell’estate 1916 e soprattutto in occasione della Battaglia dell’Ortigara (10 - 25 giugno 1917) i reparti italiani attaccarono ripetutamente le posizioni austriache senza conseguire tuttavia alcun successo. Tristemente famosa è la vicenda della mina (realizzata dagli italiani sotto lo sperone della Lunetta a partire dall’autunno 1916) che scoppiò intempestivamente, forse a causa di un fulmine, l’8 giugno 1917 alle 17.30, (con due giorni di anticipo rispetto a quanto stabilito), causando anche la deflagrazione della contromina austriaca. 120 soldati italiani persero la vita: a questi vanno aggiunti oltre quaranta ufficiali della brigata Catania che in quel momento stavano osservando dalla Lunetta le posizioni austriache in previsione della  imminente Battaglia dell’Ortigara.

A partire dal 1997 il Comune di Asiago, nell’ambito del progetto di realizzazione del Sentiero della Pace (progetto ammesso a beneficiare dei contributi europei dell’Obiettivo 5b), ha avviato il recupero e valorizzazione delle posizioni austriache della Crocetta dello Zebio (immediatamente sovrastante la malga Zebio) e della cosiddetta Mina di Scalambron mediante la pulizia ed il consolidamento di parte della trincea di resistenza e del cratere della mina, il recupero delle postazioni, delle lapidi e dei baraccamenti posizionati nelle immediate retrovie e l’installazione di tabelle e pannelli esplicativi.
Nei pressi del Rifugio Stalder inoltre, è stato realizzato, sul tracciato di un vecchio camminamento italiano, un tratto di trincea a scopo didattico costituita da alcune sezioni “tipo” desunte dall’esame di materiale documentale d’epoca ed in particolare dalle disposizioni del Genio militare.
Si è provveduto infine a risistemare l’adiacente ex cimitero militare ove sono stati sepolti numerosi caduti della Brigata Sassari e, più a sud, i resti del comando italiano di settore.
Tutti gli ambiti interessati dagli interventi di sistemazione museale sono collegati da un percorso ad anello che ne consente una facile e sicura visita.  

Canove: Museo Storico della Guerra 1915-1918
E’ ospitato nei locali dell’ex stazione ferroviaria dal 1972 ed è sotto il patrocinio del Comune di Roana per poter avere il riconoscimento ed ottenere dagli Enti Militari la cessione di armi, munizioni e altro materiale bellico. Il Museo è disposto su due piani ma è insufficiente sia per la quantità di materiale sia per il crescente numero di visitatori. In esso sono contenuti 1500 reperti di ogni genere, dalle armi ad effetti personali, da divise ed elmetti a macchinari e stufe ed una vasta serie di foto interessanti. Per eventuali visite, telefonare a: Roxy Bar 0424 692405 .    

Roana
IL PONTE unisce Rotzo, Roana, Mezzaselva  al resto dell’Altopiano superando gli strapiombi della Val d’Assa. Progettato alla fine del secolo scorso dall’ingegnere Aurelio Slaviero, venne inaugurato il 17 luglio 1906; misurava 80 metri d’altezza e 180 di lunghezza.
Nel 1916 venne fatto saltare dai comandi militari italiani per bloccare l’avanzata austro-ungarica durante la “Strafexpedition”. Dopo la guerra il ponte venne ricostruito fra il 1922 e il 1924: è formato da tre arcate di cui la centrale con una luce di 58 metri. Venne inaugurato il 24 settembre 1924 alla presenza di Mussolini.  

Istituto di Cultura Cimbra
Roana è uno dei maggiori comuni dell’Altopiano, secondo per popolazione e importanza solo ad Asiago. E’ formata da sei agglomerati urbani, infatti e’ denominata “sei campanili”, dislocati sul settore sud-occidentale dell’Altopiano. Roana è impegnata nella tutela e salvaguardia del Cimbro (l’antica parlata di origine germanica dell’Altopiano) grazie all’opera dell’Istituto di Cultura Cimbra.
L’Istituto è visitabile e per eventuale prenotazione telefonare al Sig. Bonato 0424 66106.
In estate è sempre aperto.    

Cesuna
Uno dei sei paesi facenti parte del comune di Roana. É conosciuto per il suo Museo dei Cuchi, strumenti a fiato fatti di terracotta.
Il Museo è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00.
Per eventuali conferme o prenotazioni di visite di gruppo, telefonare al 0424 694283.

Rubbio
Fa parte del Comune di Conco e si trova a 1057 m. s.l.m. Per arrivarci da Asiago si segua la strada statale per Bassano fino al bivio per Val Lastaro-Rubbio, si giri a sinistra e si mantenga la strada principale fino al paese. Rubbio è conosciuto per la sua cava dipinta e per quella abitata.

La Cava Dipinta
È opera dell’artista di Bassano Toni Zarpellon. La scelta di una landart, piuttosto che lo spazio chiuso di una galleria, è per il fatto che, secondo l’artista, nella cava lo spazio che contiene l’immagine è l’immagine stessa. L’artista dei primordi è teso verso un’essenzialità delle forme, caricandole di una istintualità priva di orpelli intellettualistici tipici di ogni civiltà in crisi. C’è un rapporto libero con la realtà, denso di significati spirituali e misteriosi, che è lo stupore di fronte al mistero della vita nel cosmo.
Toni Zarpellon ha sempre nutrito molto interesse per quelle espressioni artistiche che dilatavano il rapporto con la collettività dove l’arte aveva un ruolo centrale perchè dava risposte ai bisogni spirituali nel tempo e nello spazio. L’asprezza del suo segno nasce da uno stato di tensione permanente con funzione di scavo per aprire nuove brecce nell’oscurità della mente.
Venne relizzata tra il 1988 e il 1990  mentre la Cava Abitata nel 1991 anfiteatro lugubre popolato dalle sculture antropomorfiche, raccattate nei rifiuti di un cimitero di macchine, mostri-relitti rigettati dalla società dei consumi. Sono gli spazi aperti della natura, i luoghi della vita; il percorso artistico di Antonio Zarpellon incide sul sociale, verso un tentativo di riscatto dalle aberranti alienazioni.  

 

 

 

I MUSEI SULL'ALTOPIANO DI ASIAGO 7 COMUNI

orari inverno

SACRARIO MILITARE LEITEN - Asiago
Tutti i giorni/Every day: 9.00-12.00 / 14.00-17.00
Ingresso libero/Free admission

ISTITUTO DI CULTURA CIMBRA - Roana
Visite su prenotazione/Visit by booking: 0424 66047 0424 66106
Ingresso libero/Free admission

MUSEO DELLA GUERRA 1915-1918 - Canove di Roana
Visite per comitive su prenotazione/Visits for groups by booking: 0424 692405
Ingresso 1,50 Euro Admission: 1,50 Euro

MUSEO DEI CUCHI - Cesuna di Roana
Tutti i g iorni/Every day: 10.00-12.00 / 15.30-18.30
Ingresso libero/Free admission

...e nei mesi estivi:

VILLAGGIO PREISTORICO DEL MONTE CORGNON - Lusiana
Solo sabato e domenica dal 1 luglio al 15 settembre/From 1st July to 15th September, only Sunday & Saturday: 10.00-17.00
Ingresso/admission 2,50

GIARDINO ALPINO DEL MONTE CORNO - Lusiana
Solo sabato e domenica dal 21 giugno al 15 agosto/From 21th June to 15th August, only Sundays & Saturdays: 10.00-17.00
Ingresso/admission 2,50

DA VEDERE...

I CIMITERI INGLESI

Tutelati dalla "Commonwealth War Graves Commission" sull'Altopiano ci sono 5 c imiteri inglesi: Barenthal, Granezza, Cavalletto, Magnaboschi, Boscon

L'OSSERVATORIO ASTRONOMICO
E' il centro di ricerca astronomica piñ importante d'Italia. Si trova a 2 km dal centro di Asiago verso contrada Pennar. Ha una sede stac cata a Cima Echar dove situato il telescopio piñ grande d'Italia, uno dei maggiori in Europa. Per altre informazioni cliccate Osservatorio di Asiago

FORTE CORBIN E I LUOGHI DELLA GRANDE GUERRA
Oper a di ingegneria realizzata sull'Altopi ano nel periodo antecedente allo scoppio de lla Prima Guerra Mondiale, iniziata infatti nel 1906, ora eccellente esempio di fo rtezza tipica di alta montagna della Prima Guerra Mondiale. E' stato costruito su uno sper one di roccia proteso a chiudere la vallata su cui cade a picco. La complessi e la raffinatezza della struttura, in buona parte ancora ben visibile, propongono in m odo esemplare quanto di meglio l'ingegneria militare dell'epoca potesse elaborare.
Dopo un anno dall'inizio del conflitto, la carenza di medi calibri in zona avanzata privò anche Forte Corbin dei suoi pezzi migliori, tanto che nelle cupole si montaron o tronchi d'albero perc il nemico ritenesse il Forte ancora in piena efficienza. Il 15 maggio 1916 sul Forte caddero giganteschi proie ttili da mm 380 e poi da mm 480.
Dopo un periodo in mano agli austriaci, in seguito alla Stafexpedition, il Forte fu per qualche anno alloggio di reparti militari di addestramento. Dallo Stato fu poi ve nduto all'attuale proprietario, Severino Panozzo.
Già da anni meta di visitatori offre quest'anno una novi: l'illuminazione a pannelli solari delle due polver iere, entrambe ben conservate, ad opera del diciottenne figlio del proprietario, Federico Panozzo. Di notte il Forte Corbin viene poi illuminato da un faro multicolore ben visibile an che dalla zona di Arsiero.
Per raggiungere il Forte, dalla chiesa parroc chiale di Tresche Conca, percorrere per 5-6 km la strada in direzione Malga Rocch etto

Come Arrivare

Asiago 7 Comuni una realtà facilmente raggiungilbile da ogni luogo d'Italia e d'Europa. Infatti l'Altopiano si trova nel nord del Veneto, tra le Dolomiti e il Mare Adriatico, al centro dell'Europa, a poco tempo dal Brennero e dal Tarvisio, ma anche da Milano, da Genova o da Bologna.

LE PRINCIPALI STRADE DI COLLEGAMENTO
-dall'Autostrada A4 Serenissima, all'altezza di Vice nza Est si imbocca la comodissima Autostrada Valdastico A31 fino all'uscita di Piovene Rocchette; da qui, si imbocca la Strada Statale del Costo , entrando a Tresche Conca di Roana.
-da Trento, passando per Lavarone e per la Piana Vezzena, si entra a Camporovere di Roana.
-da Bassano del Grappa, si sale a Conco; oppure a Foza passando da Valstagna; o a Enego, passando per Primolano.
-da Marostica, si sale a Lusiana.
-da Arsiero, si sale a Rotzo passando per Pedescala.

IN FERROVIA
-da Milano o da Venezia fino a Vicenza, proseguendo fin o a Thiene.
-da Venezia fino a Primolano.
IN PULLMAN
-da Vicenza, da Padova, da Thiene e da Bassano del Grappa numerose corse tutti i giorni dell'anno.
-da Milano, Autostradale solo in alta stagione.
AEROPORTI
-Asiago "Romeo Sartori" (solo voli turistici)
-Venezia "Marco Polo" - 120 km
-Verona "Villa franca" - 105 km

 

LE PRINCIPALI DISTANZE
VENEZIA 95 km
VICENZA 50 km
PADOVA 64 km
VERONA 110 km
TARVISIO 320 km
BRENNERO 1 90 km
TRENTO 55 km
MILANO 245 km
TORINO 389 km
GENOVA 375 km
BOLOGNA 200 km
FIRENZE 290 km
ROMA 575 km
TRIESTE 250 km
MONACO 380 km
DUSSELDORF 935 km
VIENNA 720 km
Impianti Sciistici
500 chilometri di piste per lo sci da fondo, lo spettacolo della natura incontaminata tra malghe, boschi e pendii, immerso in un'atmosfera magica e quasi fiabesca.Tutto questo e quanto si puo' vivere durante un bianchissimo inverno sull'Altopiano di Asiago, il paradiso per chi ama la montagna. Trascorrere un inverno, o anche soltanto pochi giorni di relax, sull'Altopiano di Asiago significa cogliere in pieno lo spirito di una vera e propria vacanza.

La bellezza maestosa di questi luoghi, unita alla quiete che circonda ogni cosa e alla vicinanza dai centri abitati, il capoluogo dista una cinquantina di chilometri e più vicine ancora sono Bassano e Thiene, fanno dell'Altopiano il sito ideale per ogni tipo di esigenza. Lungo le piste che attraversano Campomulo, Malga Moline, le cime del Kaberlaba e dell'Ortigara, praticare lo sci da fondo è non solo uno sport, ma un vero rito con le sue regole da rispettare.

L'aria fredda e pungente delle vette si arricchisce dei profumi forti dei boschi di vegetazione sempreverde che regalano a questi luoghi scorci di paesaggio nordico che sono valsi loro l'appellativo di Finlandia d'Italia. Anche la fauna è uno spettacolo: in alcuni momenti di minore affollamento è ancora possibile incontrare le tracce del passaggio di lepri e caprioli, oppure, alzando gli occhi al cielo, ammirare il volo della pernice bianca e dell'aquila.

Chi ama la fotografia naturalistica, o più semplicemente la dolce contemplazione degli immensi e maestosi panorami alpini, troverà qui il suo personale paradiso: da Cima d'Asta al Sass de Mura fino alle più lontane vette della Marmolada, dell'Adamello, del Bernina e dell'Ortles. L'Altopiano è forse l'unico luogo alpino d'Italia in cui si fondono assieme storia, bellezza paesaggistica e quiete immacolata.

Da un passato difficile, condensato nelle macerie della Grande Guerra che distrusse praticamente tutto, al tempo della ricostruzione, che sfruttò al meglio quell'immensa rete viaria lunga 500 chilometri tracciata dagli eserciti per gli spostamenti delle truppe e che in seguito diventò la base per le moderne realizzazioni, oggi Asiago è il centro di un reticolo immenso di percorsi che fanno capo a una decina di punti chiave per lo sci da fondo, tra cui vale la pena ricordare quelli di Gallio e di Enego Marcesina.

Uno degli itinerari più suggestivi parte proprio da Gallio, sale a Campomulo, tocca la Malga Mandrielle e arriva al Buso del Diavolo. A Malga Moline si incontra il rifugio Adriana dal quale i più esperti e allenati possono salire ancora verso il bivio Italia e raggiungere i 2.106 metri dell'Ortigara per godere di un panorama mozzafiato.

Un altro itinerario, forse più consigliabile a chi ha già una parziale conoscenza dei luoghi, è quello che porta da Campolungo verso il confine con il Trentino e il Passo Vezzena, un percorso lungo 16 chilometri costellato di malghe alpine, impegnativo per la fatica che richiede, ma assolutamente generoso in fatto di vedute panoramiche e senso di pace e di silenzio.

Qui sembra davvero di essere in un paese nordico o addirittura immersi nei grandi spazi delle foreste del Nord America. Quando l'inverno volge al termine e la primavera si avvicina, è possibile lasciare le piste regolari per addentrarsi nei boschi circostanti e, ancora più lontani dalle voci e dai rumori, immersi in un silenzio quasi irreale, vivere appieno tutta la magia incantata di questo paradiso a portata di mano.

 

DISCESA

Ed ecco gli impianti di risalita che offre l'Altopiano di Asiago (Vi)

 

Localita' Kaberlaba - Asiago

0424/462119

 

Rifugio Verena - Localita' Monte Verena (Mezzaselva di Roana)

0424 66061

 

Gallio 2000 Melette

0424/445118 - 445120

 

Sciovie Cima Echar - Asiago

0424/455156

 

Sciovie Valbella - Gallio

0424/658148

 

Sciovie Val Maron - Enego

0424/490085

 

 

FONDO

L'altopiano di Asiago offre piu' di 500KM di piste da fondo, sciare in questi percorsi e' un'esperienza unica, circondati solo dalla splendida natura dell'altopiano.

Se non hai mai provato lo sci di fondo prima d'ora, rivolgiti ad uno dei centri fondo dell'altopiano per il noleggio e per i corsi di sci.

CENTRO FONDO CAMPOLONGO ROTZO

0424/66487 - 691055

 

CENTRO FONDO GALLIO

0424/445115

 

CENTRO FONDO ENEGO (VALMARON )

0424/490033 - 490326

 

CENTRO FONDO CESUNA

0424/67308

 

CENTRO FONDO ASIAGO

0424/462721

 

CENTRO FONDO MONTE CORNO LUSIANA

0424/406396

 

CENTRO FONDO FONTANELLA LUSIANA/ASIAGO

0424/64241 - 64298

 

Escursioni e passeggiate sull'Altopiano di Asiago

Il vicentino è terra ideale per passeggiate ed escursioni, con un territorio ricco di verde che offre ampi spazi pianeggianti, dolci declivi collinari e poderose montagne meta di turisti e visitatori in ogni stagione. Il trekking è uno sport molto praticato in provincia di Vicenza, soprattutto nel vasto territorio dell'Altopiano di Asiago e delle Piccole Dolomiti. Una scelta vastissima, dalla semplice gita domenicale alla via ferrata per esperti escursionisti. Le possibilità di gite, escursioni o semplici passeggiate nelle valli e sui monti vicentini sono praticamente infinite.

Sia che siate animati da interessi naturalistici, o che desideriate soddisfare interessi storici e culturali, il vicentino offre un programma davvero entusiasmante. Sull'Altopiano dei 7 Comuni, ad esempio, sono ancora visibili i segni della Grande Guerra, sotto forma di trincee, mulattiere e fortilizi che già da soli forniscono un programma valido per numerose soluzioni. Sul Monte Verena ci sono i resti del forte dal quale fu sparata la prima cannonata italiana della Grande Guerra, raggiungibile tramite seggiovia che parte dal Rifugio Verenetta. Dalla cima del Monte Cengio, con il leggendario salto dei Granatieri, si può raggiungere il forte di Punta Corbin, da cui godere di una vista magnifica.

Ma il luogo forse più conosciuto e frequentato dagli escursionisti è certo il Monte Ortigara. Altri percorsi interessanti sono quelli che raggiungono i monti Fior e Castelgomberto, tra malghe caratteristiche e pascoli di alta montagna. Cima Dodici, con i suoi oltre 2.360 metri di altitudine, è il punto più elevato dell'Altopiano: per arrivarci, dal Bivio Italia si percorre la mitica Karl Strasse, immersi in un panorama suggestivo e ricco di fiori montani coloratissimi. A Rotzo si può incontrare la leggenda, visitando l'Altar Knotto, che secondo il popolo dei cimbri era luogo scelto dalle divinità per le loro temibili vendette. E' un antichissimo altare di pietra, dalla forma suggestiva e curiosa, sul quale i popoli provenienti dal nord offrivano sacrifici agli dei a cielo aperto.

Altra escursione suggestiva a Castelletto di Rotzo è la visita al Bostel, la cui collina sovrasta la Val d'Assa e quella dell'Astico, un sito archeologico storicamente considerato il più antico insediamento umano sull'Altopiano, abitato da popolazioni paleovenete. Per i più allenati ci sono i 4444 gradini della famosa Calà del Sasso, antica via di comunicazione per il commercio del legname all'epoca della Serenissima Repubblica veneziana, che collega Sasso, una frazione di Asiago, con Valstagna.

La sua costruzione iniziò nel 1388, come via di comunicazione che permetteva alla gente di montagna di raggiungere i mercati di Bassano e dintorni in pianura, con un canalone affiancato per lo scorrimento delle assi di legno. Lungo questo percorso, ideale per non farsi notare, passarono anche contrabbandieri di tabacco, disertori e ricercati per motivi politici.

Mappa dell'Altopiano di Asiago

 

Mappa della Città di Asiago

 

Gli altri centri dell'Altopiano

 
Monte Ortigara ed Enego

 


Altri comuni storici sono Gallio e Foza ambedue sulla provinciale che da Asiago si dirige verso la Valsugana, lasciando a nord la strada e quindi i sentieri che salgono al Monte Ortigara, zona di notevole interesse naturalistico oltre che storico-militare. Esemplari pregiati di flora e fauna popolano infatti questo rilievo calcareo: pini mughi, rododendri, genziane e stelle alpine tra i vegetali; pernici bianche, lepri alpine, ermellini e aquile reali tra gli animali. Enego è altro polo turistico ai margini dell'Altopiano verso la Valsugana. La sua parrocchiale è intitolata a S. Giustina, raffigurata all'interno in una bella pala di Jacopo Bassano.

 

Roana e Rotzo

 

Roana era uno dei Sette Comuni di genti bavaresi, federatesi in reggenza nel 1310. Ne documenta la civiltà il Museo della Tradizione cimbra. A Rotzo un altro dei Comuni medievali fondato nel IX sec., si stabilì il più antico luogo di culto cristiano del territorio di Asiago, testimoniato dall'antica chiesetta di S. Margherita, ricostruita però dopo la guerra. La frazione di Castelletto ha restituito resti preistorici veneto-gallici.

 

"Altar Knotto"

Ai margini orientali dell'Altopiano di Asiago, nel territorio del comune di Rotzo, l'ampio tavolato dei Sette Comuni si fa impervio e strapiomba sulla Valdastico. Qui, un enorme masso naturale svetta sul dirupo e pare sospeso nel vuoto: è l'Altar Knotto. Su questo altare pagano, intorno all'anno 1000, i montanari dell'Altopiano veneravano divinità di origine germanica, come Odino, Thor. Attorno all'antica pietra dell'Altar knotto si offrivano doni e si compivano sacrifici in onore degli spiriti dei boschi, dei monti e delle sorgenti. Il luogo è anche detto "Pria del diavolo", in quanto tuttora associato a racconti diabolici di forze misteriose e affascinanti.

 

Foto: "Altar Knotto" suggestiva immagine

 

Val d'Assa

 

 

 

Le acque dell'Assa descrivono un'ampia curva quasi parallela a quella più meridionale dell'Astico. Prima di passare tra Asiago e Roana, il fiume definisce una valle di grande bellezza, che la panoramica statale 349 risale in direzione del passo di Vezzena, antichissimo valico per il Trentino. Il sito del Tunkelbald conserva numerose incisioni rupestri, non rare in questa valle: il solco profondo, che mostra con evidenza la sua origine di valle glaciale würmiana nella morena frontale visibile subito fuori di Camporovere, è stato infatti in età preistorica uno dei principali itinerari d'accesso all'altopiano. Il nome Vezzena designa anche un formaggio stagionato, prodotto nelle casere della zona.

 

 

I graffiti della Val d'Assa

La zona più nota e densa di ritrovamenti è la "parete di quota 824" raggiungibile con due itinerari che partono dal centro di Roana e dalla vicina frazione di Canove.
Per la visita è necessario prendere accordi con il gruppo Archeologico "Ass Taal", sig. Calogero Grado Tel. 0424-692282.

Nella foto: disegno da rilievo dell'arch. C. Conti.

 

In una forra molto profonda e accidentata, che parte dalla Piana di Vezzena fino a unirsi alla Valdastico, sia sul fondo della valle che a mezza costa si trovano segni del passaggio di gente primitive che hanno lasciato più di diecimila incisioni sulla roccia a testimonianza di antiche cerimonie. Si ritiene che la valle suscitasse sulle popolazioni preistoriche un fascino particolare al punto da venerarla come sacra e frequentarla per particolari riti magici e propiziatori. I graffiti più antichi, che risalgono al Neolitico, tra il 5000 e il 4000 a.C. (si tratta però di una datazione non definitiva), sono stati arricchiti nel corso dei secoli da segni che seguivano il mutamento dei riti e dei culti religiosi. Non mancano richiami a probabili miti astrali e cosmologici, e la fantasia dell'osservatore può sbizzarrirsi a piacimento fra segni che "alludono" a macchine ed esseri volanti. C'è infatti chi li considera racconti scritti sulla pietra di invasioni da parte di alieni atterrati sul nostro pianeta a bordo di gigantesche astronavi. Seguendo altri racconti popolari si può visitare il "Tanzerloch" di Camporovere, una voragine profonda circa 78 metri dove gruppi di streghe ballano e cantano come matte, attirando le belle fanciulle che osano avventurarsi nel bosco di notte. Sempre a Roana si possono visitare la "Loite Kugela", una grotta che, grande come una chiesa, serviva da rifugio all'intero paese, e il Giacominerloch, la voragine dove sparì il boscaiolo Josele innamorato della bella Giacomina, una misteriosa creatura che viveva tra fiumi e laghi sotterranei.

Foto dell'Altopiano di Asiago

Altopiano di Asiago - Panorama

Asiago - Parco "Millepini"

Trenino del parco giochi per bambini

Altopiano di Asiago - Panorama

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Echar - Panorama

Asiago (agosto 2000) - Scultori del Legno

(Manifestazione annuale che si svolge ogni anno ad Asiago ai primi di settembre)

Asiago - Sacrario Militare

 

Gallio - Sacello della Madonna del Carmine

Asiago - Fontana

Gallio - Sacello della Madonna del Carmine

Asiago - Fontana

Asiago - Gazebo

Asiago - Sacrario Militare

Asiago - Sacrario Militare

Altopiano di Asiago - Casolare

Foto by: Enrico Andreotti artenrico@libero.it

 

 

COMUNE DI BASSANO | PROVINCIA DI VICENZA

 

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