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Cittadella

Le mura imponenti che circondano la città, sovrastate da ben 32 torri, sono pressoché intatte ed il sentiero che ne segue il giro del fossato ne propone una visita suggestiva. L’origine della città risale al 1220 quando il Comune di Padova fece costruire la cinta muraria per proteggere il proprio territorio. Il centro storico custodisce autentici tesori: la Torre di Malta, citata nella Divina Commedia, l’antico Palazzo Pretorio ed il prestigioso Teatro Sociale, uno dei pochi realizzati a palchetti nel Veneto.

Mirabile esempio di architettura difensiva, la cinta muraria di Cittadella è una delle costruzioni militari medievali meglio conservate d’Europa. Nel 1220 venne costruita dal Comune di Padova, in posizione strategica, per proteggere il territorio dagli attacchi esterni. Il tracciato vagamente circolare è dotato di quattro porte d’ingresso e 32 torri. Un sentiero che costeggia il giro del fossato propone una passeggiata suggestiva all’ombra delle antiche mura.

Cittadella Nel Medioevo

Cittadella, borgo medievale, conobbe il suo momento di maggiore gloria proprio nel Medioevo. La cittadina nacque da un progetto militare di Padova città, che nel 1220 ne promosse la fondazione con finalità evidentemente militari, per tutelare la parte più settentrionale del suo territorio contro il comune di Treviso, che poteva contare sulla struttura fortificata di Castelfranco. Altri obbiettivi che Padova si poneva con questa fondazione furono: mantenere i privilegi di imporre magistrati, lavori e servizi collettivi alle comunità rurali, erigere castelli, imporre dazi e balzelli sui commerci e sulla produzione artigianale, amministrare con propri tribunali la giustizia, reclutare servitù ed eserciti privati di masnadieri.
Tuttavia l'ambiente rurale in cui si inserì questa fondazione aveva avuto una lunga frequentazione da parte dell'uomo fin dall'età antica. Infatti Cittadella è situata ai confini meridionali di un ampio agro centuriato che occupa tutto il pedemonte bassanese e la sinistra del fiume Brenta fin pressappoco all'altezza della zona umida e ricca di fontanili che attraversa in senso longitudinale la pianura veneto - friulana e che dà origine a vari corsi d'acqua minori. In questo lembo del Veneto era funzionante ancora intorno al Mille un cospicuo tratto della via Postumia, la grande arteria stradale romana che percorreva la Valpadana dalla Liguria al Friuli. La vicinanza del Brenta e dunque una convergente struttura millenaria e altrettanto vitale come la Postumia furono determinanti per la scelta del luogo adatto alla nuova fondazione.

Attorno all'anno mille la campagna era scarsamente popolata e priva di grossi nodi di riferimento con la presenza di alcune grandi aziende curtensi e località con elementari forme di vita accentrata quali: Onara, Lovari, Galliera e Tombolo. Quanto all'organizzazione religiosa il territorio di Cittadella era sotto la giurisdizione della pieve battesimale di San Donato e almeno fino al 1376 gli abitanti di Cittadella continuarono a celebrare le principali attività liturgiche in San Donato.
Fra il Trecento e il Quattrocento Cittadella divenne capoluogo del territorio padovano. Due podestà furono nominati dal principe, scelti all'interno dell'oligarchia padovana e inviati a Cittadella con il compito di rappresentare il governo e di regolare un po' tutta la vita politica con la collaborazione delle istituzioni comunali locali. Erano sostituiti in caso di assenza da un vicario e portavano con sé un piccolo staff di ufficiali.
Un'intensa vita comunitaria aveva insegnato a strutturare assemblee e magistrature di pubblica utilità in forme il più possibile rispondenti alle esigenze della vita quotidiana. Nel 1236 Padova concesse alla cittadina di dotarsi di propri Statuti. In un secolo "difficile" quale fu il Trecento sembra che il borgo nuovo di cittadella si sia difeso piuttosto bene. In un ambiente privo di grandi squilibri sociali ed economici ebbe modo nondimeno di formarsi una élite di possidenti, di artigiani e di professionisti. La tradizionale base economica dell'agricoltura e dell'allevamento si integrò frequentemente con disparate attività produttive e nuove fonti di guadagno, tra cui si segnala l'arte della lana, il commercio e la lavorazione del legname, la fabbricazione di cuoi e pellicce. All'interno dello spazio murato si produssero nel basso Medioevo modificazioni corrispondenti ad un tenore e a un stile di vita semiurbano. Si bandirono via via costruzioni di paglia e di legname, per sostituire con edifici in muratura, più decorosi e igienici, oltre che meno infiammabili. Si migliorò il manto e la larghezza delle strade publice e si approntò un buon sistema di smaltimento delle acque con condutture sotterranee. Si qualificò l'aspetto della piazza centrale, con la loggia e la chiesa che costituivano uno dei fondamentali luoghi di ritrovo pubblico. Un forte impulso ebbe, già prima della fine del Trecento, l'urbanizzazione dei borghi esterni alle porte, con la costruzione di nuove chiese ed abitazioni private. Per quanto riguarda le mura, sappiamo che un apposito amministratore, o massaro, del comune doveva liquidare al podestà le consistenti spese ordinarie. Anche dopo la guerra di Cambrai, che procurò la devastazione dei borghi, una vistosa breccia nella cortina muraria e il rinnovarsi di interventi fortificatori, non mancarono, com'è noto, nella secolare vicenda di Cittadella manomissioni, alterazioni e ricostruzioni del vetusto apparato medioevale.
Cittadella seguì tutta la parabola emblematica e feroce di Ezzelino III da Romano, signorotto dispotico e per lunghi anni vincente in tutto il veneto centrale. All'interno della cinta muraria, presso Porta Padova si trova ancora la Torre di Malta, fatta da lui erigere 1251. Nel XIV secolo Cittadella ritornò sotto dominio dei Carrarresi. Conobbe una serie di vicissitudini quali: l'assedio da parte di Cangrande della Scala, due visite importanti: quella di Ludovico re d'Ungheria (1374) e dell'imperatore Carlo VIII (1354). Fu occupata da Gian Galeazzo Visconti nel 1389.
LE MURA DI CITTADELLA
 



La cerchia murata che circonda Cittadella (1220 d.C) ha forma di ellisse irregolare e con l'abitato costituisce un complesso organico del più alto interesse storico, non solo per gli studi sui castelli ma anche per quelli di urbanistica. Lo spazio interno che le mura delimitano è ordinato da due traverse che raccordano le quattro porte con il centro, dividendo l'abitato in quartieri, a loro volta suddivisi a scacchiera dalle caratteristiche stradelle.
La cortina murata comunica con l'esterno attraverso quattro ponti in corrispondenza delle porte (a loro volta costruite sui quattro punti cardinali), rivolte verso le vicine città di Padova, Vicenza, Bassano del Grappa e Treviso (di qui la denominazione Porta Padovana, Porta Vicentina, Porta Bassanese, Porta Trevisana). I ponti levatoi, mantenuti in servizio fino al secolo XVI, gradualmente vennero sostituiti con altri in muratura. Gli attuali risalgono alla prima metà del secolo scorso.

A Nord, il Castello di Porta Bassano, che era difeso da un piccolo fossato anche all'interno, con la casa del Capitano della Guarnigione.
Ad Est, il torrione di Porta Treviso, con arcata affrescata.
A Sud, il castello di Porta Padova, con la "Torre di Malta", orribile prigione usata da Ezzelino da Romano e citata da Dante, nella Divina Commedia.
Ad Ovest, il torrione di Porta Vicenza.
Arte e Cultura a Cittadella
TORRE DI MALTA E MUSEO ARCHEOLOGICO

Così si chiama la poderosa costruzione addossata all'interno della Porta Padovana. Fu costruita nel 1251 per ordine di Ezzelino da Romano il quale ne fece orrida prigione per i suoi nemici.

I cronisti del tempo descrissero a tinte fosche i fatti che la resero celebre. Si racconta che i prigionieri venissero inviati al castello con i piedi legati sotto il ventre dei cavalli e, quivi giunti, calati nel sotterraneo della torre e lasciati morire di fame, tra crudeli tormenti. Nel 1256, quando Ezzelino fu cacciato da Padova, i cittadellesi aprirono le porte a Tiso di Camposampiero che liberò alcune centinaia di prigionieri, fra i quali anche donne, ridotti in miserabile stato; i partigiani di Ezzelino, invece, sospinti in un cortile, furono massacrati.

   

Sul muro della Torre sono state apposte due lapidi che portano inciso un brano della "Cronica" di Rolandino, e i versi di Dante il quale avalla, con la sua autorità di poeta, il tragico racconto. La Torre di Malta è stata oggetto di appassionate ricerche storiche da parte di studiosi cittadellesi e da esse risulta evidente che è proprio la Malta cittadellese ad essere nominata dal divino Poeta.


Da qualche anno l'ampia sala conferenze ricavata al piano terra è sede di convegni e tavole rotonde, mentre i piani superiori sono riservati al Museo Archeologico, aperto al pubblico nei giorni di sabato e domenica dalle 15 alle 18.

Per visita in altre giornate o per informazioni è attivo il seguente numero telefonico: 340-3450558.
 
 MUSEO DEL DUOMO


Dopo anni di ricerche e di lavoro da parte di generosi e appassionati volontari; dopo una capillare campagna di catalogazione intrapresa dalla Soprintendenza; dopo i compiuti restauri finanziati dalla Parrocchia e da numerosi sponsor privati, il Duomo di Cittadella presenta ora, al proprio interno, un museo di arte sacra davvero imponente, che raggruppa tutte le opere collocate nel duomo nelle diverse epoche della sua storia.


Attraverso la guida della casa editrice Biblos dal titolo "Il duomo di Cittadella, itinerario storico-artistico", disponibile negli uffici della Pro Cittadella, il visitatore interessato potrà ammirare, all’interno della chiesa, in sagresia, in alcune sale e nella torre campanaria: affreschi, pale d’altare, dipinti, sculture, tabernacoli e paramenti completi per l’uso liturgico in pregevole manifattura d’oro e d’argento.

              

I MONUMENTI

Cittadella presenta i seguenti monumenti ed edifici di pregio artistico:

Cerchia murata
 

L'ancora intatta cortina delle mura misura 1461 m. di perimetro, con diametri di circa 450 m.; le quattro porte corispondono all'incirca ai 4 punti cardinali. I corpi emergenti, oltre ai 4 torrioni, sono 12 torri e 16 torresini di varia altezza; fra tutti si sviluppano 32 cortine con 10 merli guelfi e un'altezza del cammino di ronda di 12 m. circa dal piano di campagna. Lo spessore medio delle mura è di m. 2.10 Costruite senza fondazioni, sono sostenute da terrapieni ricavati col materiale delle fosse.



Porta Padovana
 

La Porta Padovana costituiva l'ingresso principale della città e una iscrizione, ora raschiata, dava il benvenuto agli ospiti. Dall'interno della Porta Padovana si può accedere ai giardini pubblici e attraverso di essi si può uscire per la Porta Vicentina.
Torre di Malta e Museo Archeologico
 

Così si chiama la poderosa costruzione addossata all'interno della Porta Padovana. Fu costruita nel 1251 per ordine di Ezzelino da Romano il quale ne fece orrida prigione per i suoi nemici. I cronisti del tempo descrissero a tinte fosche i fatti che la resero celebre. Si racconta che i prigionieri venissero inviati al castello con i piedi legati sotto il ventre dei cavalli e, quivi giunti, calati nel sotterraneo della torre e lasciati morire di fame, tra crudeli tormenti. Nel 1256, quando Ezzelino fu cacciato da Padova, i cittadellesi aprirono le porte a Tiso di Camposampiero che liberò alcune centinaia di prigionieri, fra i quali anche donne, ridotti in miserabile stato; i partigiani di Ezzelino, invece, sospinti in un cortile, furono massacrati. Sul muro della Torre sono state apposte due lapidi che portano inciso un brano della "Cronica" di Rolandino, e i versi di Dante il quale avalla, con la sua autorità di poeta, il tragico racconto. La Torre di Malta è stata oggetto di appassionate ricerche storiche da parte di studiosi cittadellesi e da esse risulta evidente che è proprio la Malta cittadellese ad essere nominata dal divino Poeta. Da qualche anno l'ampia sala conferenze ricavata al piano terra è sede di convegni e tavole rotonde, mentre i piani superiori sono riservati al Museo Archeologico, aperto al pubblico nei giorni di sabato e domenica dalle 15 alle 18. Per visita in altre giornate o per informazioni è attivo il seguente numero telefonico: 0340-3450558.


Chiesa di Santa Maria del Torresino
 

Prende il nome dalla Torre cui la chiesa è addossata nei pressi della Porta Padovana. E' tradizione che essa sia stata costruita contemporaneamente al castello, per gli uomini d'arme. In scavi recenti sono state scoperte fondazioni di un edificio precedente, forse quello delle origini. Le tele sugli altari sono di modesto livello artistico, interessanti però la storia locale. La vasca in pietra nella navata proviene dalla località Colombara di Cittadella; si ritiene fosse il fonte battesimale della medioevale chiesa di San Nicolò di Mejaniga, che si trovava nei pressi. Nel 1968 la Chiesa del Torresino, dopo un periodo di abbandono, è stata restaurata e riaperta al culto in memoria dei Caduti per la Patria. Nel corso del 1997 è stata ulteriormente valorizzata ed ora si svolgono, nella navata centrale, importanti rassegne d'arti e viene realizzata una rassegna di concerti primaverile ed una autunnale.
Porta Vicentina
 

Uno dei punti di accesso al "cammino di ronda" sulle mura medievali parte proprio da Porta Vicenza, sulla quale sono in fase di esecuzione i lavori di installazione di un ascensore e di una scala. Il visitatore potrà passeggiare da Porta Vicenza fino alla Torre di Malta situata a ridosso di Porta Padova, comprendendo in tal modo in maniera ancor più completa i caratteri difensivi originari e funzionali delle mura medievali. Il secondo punto di accesso è previsto dalla Torre Campanaria della Chiesa di Santa Maria del Torresino; il terzo è stato realizzato nella Torre di Malta, sopra la cui copertura è in fase di realizzazione il "Belvedere", destinato ad impreziosire ancor più la storica Torre, con la possibilità di godere di una straordinaria vista sulla città e sul territorio circostante.
Porta Bassanese
 

Era difesa con 5 ordini di arcate chiuse da saracinesche, due ponti levatoi e un fossato in comunicazione con quello che circonda le mura. Il Torrione addossato alla Porta Bassanese è stato reso agibile, recentemente, per mezzo di una scala interna che sale alla sommità da dove si gode un magnifico panorama.
Torrione di Porta Bassano Porta Trevisana
 
Palazzo Pretorio
 

Recentemente ristrutturato ed adibito a sede decentrata degli uffici comunali (ospita l'Ufficio Tecnico, l'Ufficio Commercio, l'Ufficio Cultura, i Servizi Demografici), rappresentava il potere dello Stato di Padova prima e di Venezia poi. All'interno si possono ammirare affreschi pregevoli scoperti da poco, mentre all'esterno notevole è il portale in marmo rosato che si fa risalire al 1500, con i due medaglioni che portano l'effigie di Pandolfo Malatesta. Dal mese di settembre 1998 è sede di mostre di carattere nazionale.
Duomo e Pinacoteca
 

Il Duomo e le sue adiacenze, con le opere d'arte, costituiscono un complesso di notevole interesse costruito fra il 1774 e il 1826, opera di tre eminenti architetti: Domenico Cerato autore, tra l'altro della Specola e del Prato della Valle di Padova, al quale si attribuisce la pianta dell'edificio; Ottavio Bertotti Scamozzi (1726-1790), vicentino, che diede al tempio l'impronta neoclassica che lo caratterizza e Carlo Barera, vicentino, che portò l'opera a compimento. La facciata è stata completata nel 1913. I bassorilievi e le statue sono opera di artigianato. Nell'ampia navata si allineano 6 altari su 4 dei quali vi sono opere di Leandro Bassano, Lattanzio Quarena, Sebastiano Santi e Michele Fanoli, cittadellese. Nella Sagrestia, da notare, "La Cena in Emmaus" di Jacopo da Ponte (1510-1592), un tempo sull'altare maggiore dell'antica parrocchiale: "La Deposizione", tavola attribuita a Lazzaro Bastiani (1430-1512), veneziano, che si muoveva nella cerchia di Gentile Bellini; "La Flagellazione", tela attribuita a Palma il Giovane (1540-1628); "L'adorazione dei Magi" di scuola veneta, attribuita al secolo XVII, e "La Crocifissione", grande tela settecentesca. E' altresì stato realizzato un Museo di Arte Religiosa già funzionante con visite guidate.

Palazzo del Municipio
 


Nominato nei documenti fin dal secolo XV come il Palazzo della Loggia, per lo spazio che si apriva al pianterreno, l'edificio è stato ristrutturato secondo il modulo neoclassico nel 1816 dall'architetto Carlo Barera, vicentino. Fra gli elementi conservati dell'edificio precedente è da notare il fregio con parte degli stemmi dei podestà veneti ed il bassorilievo quattrocentesco del Leone di San Marco, nascosto dai cittadellesi in epoca napoleonica e rinvenuto da poco nello spessore di un muro dello stesso palazzo. Un altro Leone di San Marco, anch'esso nascosto nella medesima congiuntura, è stato posto sopra la colonna situata in Piazzetta del Duomo.
Teatro Sociale
 

Nel 1817 un gruppo di facoltosi cittadellesi costituì una Società per il Teatro, prendendo spunto da una analoga associazione di musica filarmonica attiva sin dal 1804. La Società aveva però bisogno di un teatro. Ne venne quindi affidata la progettazione al bassanese Giacomo Bauto, già autore di quello della sua città e inaugurato nel 1811. L'opera venne portata a termine dal vicentino Francesco Cibele. L'edificio, la cui limpida facciata neoclassica, incompiuta, è attribuita a Giuseppe Iapelli (progettista anche del "Pedrocchi" di Padova) risulta strutturato nei moduli teatrali ottocenteschi: un atrio con botteghe del caffè e frutta ai lati, una sala semicircolare con un palcoscenico (ingrandito nel 1836) ed il golfo mistico, tre ordini di logge o palchetti (assegnati in proprietà ai soci sottoscrittori della Società), una sala da fumo o "ridotto" da utilizzare nelle pause degli spettacoli o per le riunioni dei soci. Le ancor splendide decorazioni "a fresco" furono realizzate da Francesco Bagnara, scenografo e pittore vicentino, che avrebbe dipinto anche il Gran Teatro "La Fenice" di Venezia. L'inaugurazione avvenne con la fiera di ottobre del 1828 e dal 1831 le stagioni si susseguirono regolarmente almeno fino alla prima guerra mondiale, quando Cittadella divenne luogo di retrovia del fronte. Questa prima fase del Teatro può essere definita la più intensa perchè furono ospitati spettacoli tra i più vari: dalla musica lirica alle commedie e tragedie, dai concerti bandistici alle prime prove del cinematografo "Lumière". Con il dopoguerra ebbe avvio la progressiva decadenza del Teatro e i pochi eredi dei soci fondatori si decisero a cederlo nel 1934 al Comune (la cessione sarà perfezionata nel 1950). Nel 1970 il Teatro Sociale riprese appieno la sua attività, diventando anno dopo anno insostituibile simbolo della cultura cittadellese.

Pieve di San Donato
 

Ad un chilometro e mezzo dalla cerchia murata, sulla Statale che conduce a Padova, si trova l'antichissima Chiesa di San Donato. Sorta con tutta probabilità su un sacello pagano, fu la prima Pieve cristiana nel territorio già dal VI secolo. Attorno al essa, nell'alto medioevo, si accentrò la vita religiosa e sociale della popolazione locale, ne fanno testimonianza i reperti di epoca longobarda disposti sulla parete interna dell'edificio e i quattro successivi rifacimenti.
Convento di San Francesco
 

Il Convento dei Padri Francescani fu costruito intorno al 1481 ed è sempre stato un centro spirituale molto attivo a Cittadella. Dopo la soppressione napoleonica del 1806, fu trasformato in caserma; nel 1947 fu restituito ai Padri Francescani e la chiesa, ad una navata, è stata restaurata di recente ed ha riacquistato il suo suggestivo stile francescano. Il convento si accentra nel bellissimo chiostro ed ha ambienti interni con soffitti a vela molto interessanti. Nell'entrata, un affresco rappresenta la Vergine con il Bambino tra Sant'Antonio di Padova e San Francesco, è attribuito a pittore vicentino dagli influssi perugineschi che lo dipinse agli inizi del 1500.

Chiesetta di Santa Lucia di Brenta
 

Santa Lucia di Brenta è la chiesa di un solitario monastero benedettino il quale stava, ancor prima del secolo XII, presso le rive del Brenta. La chiesa, dopo secoli di servizio, devastata e quasi abbandonata durante il 1300, riappariva nel secolo XVI tutta preziosamente affrescata da Iacopo da Ponte, inserita nel villaggio che l'operosità dei monaci aveva suscitato. Risulta che nel 1867 la chiesetta fosse ancora in funzione; dopo di tale data scompare di essa rapidamente perfino anche il nome. Dopo l'ultima guerra, per caso la Chiesa viene rintracciata da Giuseppe Cappello, ispettore onorario ai monumenti, sulla guida di un libriccino di conti: dell'edificio religioso poco rimaneva, poiché era stato tramutato in una povera casa colonica identificata come quella "delle Statue", dove abitazione, stalla, cantina e ripostiglio si susseguivano in un fabbricato che non misurava più di quindici metri di lunghezza.
LA MAPPA INTERATTIVA DI CITTADELLA

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Casa del Capitano Torrione Porta Bassano
Palazzo Valier
Podesteria di Fuori
Podesteria di Dentro
Duomo e Pinacoteca Museo Torre Campanaria Torrione Porta Treviso
Torrione Porta Vicenza Campo della Marta
Chiesa S.M.del Torresino Torre di Malta Museo - Sala Convegni
Foto delle Mura 
Le mura del 1220 conservano tutta la loro suggestione.

Leggenda le vuole edificate, molto probabilmente su precendenti manufatti, per fronteggiare le minacce della vicina Castelfranco, avamposto Trevigiano, ma anche per arginare le ultime scorribande barbare. Altre leggende narrano di demolizioni di rovine dei castelli del circondario quali Carturo, S.Pietro in Gù, Onara, Curtarolo, per riciclare le pregiate pietre da costruzione.

Tra le sue strutture venne adattata una 'zilia' (dal nome dell'ingegner Egidio, progettista di questi luoghi infernali) di Ezzeliniana memoria, la 'Torre di Malta' terrificante luogo di reclusione e tortura. Ed Ezzelino III, il tiranno, s'impone tra i protagonisti di quello scorcio storico e, nel bene o nel male, Cittadella è icona di quella concezione sociale e protagonista di quel tumultuoso processo di trasformazione a cavallo tra medioevo e primo rinascimento comunale.

Protetta da questo formidabile strumento di difesa, la fortezza militare fu cardine nelle lotte tra signorie dell'alta pianura e pedemontana veneta fino all'avanzata, nel 1509, degli eserciti della Lega di Cambrai. Nuove strategie belliche, nuove armi terrificanti, le bombarde, fecero la loro comparsa e le vecchie mura, di concezione medioevale, nulla poterono.
La Serenissima abbandonò al loro destino le cittadelle murate quali Bassano e Cittadella e ripiegò su Padova e Treviso dove, in fretta e furia, vennero costruite le 'nuovissime' mura delle città con soluzioni tecniche mai viste prima di allora.

Passata la grande bufera, con la 'pax' veneziana viene smantellato il presidio militare e, all'interno delle mura, si sviluppa il tessuto urbano civile che porterà Cittadella ad essere una delle più vivaci e caratteristiche cittadine dell'alto territorio veneto.
Foto sopra le Mura
Le mura padovane, costruite nel 1220, conservano tutta la loro suggestione.

Dopo il recentissimo restauro, è possibile percorrere il camminamento di ronda e vedere la città da questa particolarissima prospettiva: tra il dentro ed il fuori.

Le mura: barriera, protezione, intralcio, pericolo, chiusura o appartenenza?
Sicuramente, oggi, una grande risorsa. Un'opera d'arte, ma soprattutto una macchina del tempo che ci restituisce la possibilità leggere la storia.

Cittadella

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