Bassano.eu

storia arte folklore paesaggio città itinerari gastronomia sport meteo viabilità info utili
Home Ristoranti Bassano Alberghi Bassano Palestre Bassano Locali notturni Links

Le città dell'Esagono Veneto

ALTRI CENTRI NEI DINTORNI DELL'ESAGONO VENETO

LE CITTA' DELL'ESAGONO
 
Bassano del Grappa
Marostica
Asolo
Castelfranco
Cittadella
Possagno
 
 
ALTRI CENTRI
 
Il Monte Grappa
Pedemontana del Grappa
La Valbrenta
Le Grotte di Oliero
Asiago
Le Perle del Veneto

 

 

Il Monte Grappa

La Zona

Il Grappa è per eccellenza la montagna "fuori porta" per una gita o una vacanza piena di relax, di cultura, di ambiente. In poche decine di minuti, già siamo alti sulla pianura veneta, che in un panorama mozzafiato si stende ai nostri piedi, mentre un clima "a misura d'uomo" offre ristoro alla calura cittadina.

Il Grappa è qui ad attendere il turista che desidera rivisitare, nelle testimonianze della prima guerra mondiale, uno dei momenti più importanti della storia patria, ma anche chi vuol godere di una sosta rinfrancante a contatto con la natura, semplicemente steso sull'erba di un prato o percorrendo a piedi o in mountain-bilie stradine e sentieri immersi nel verde, alla scoperta di nuovi orizzonti.

Il Grappa accoglie tutti, offrendo a ciascuno mille occasioni di svago da scoprire in un ambiente fortunatamente ancora selvaggio ed aspro, lontano dal turismo di massa e dalle offerte superorganizzate.

Anche queste brevi note vogliono essere semplicemente un suggerimento, un invito ad assaggiare qualcuna delle opportunità più evidenti, per continuare poi da sé, attratti da quel fascino unico che suscita un ambiente in cui non mancano angoli per ritrovarsi finalmente un po' da soli con se stessi.

Storia

Il Gen. L. Cadorna, salito sul Grappa nel 1917 aveva detto: "il Grappa dev'essere imprendibile. Perchè se dovesse avvenire qualche disgrazia sull'Isonzo, io verrò qui a piantarmi". Presentimento, chiaroveggenza o intuizione?
Crollato il fronte a Caporetto (Ottobre 1917), inizia subito la "battaglia d'arresto" sul Grappa. Il comandante supremo dell'esercito austro-ungarico vuol ripetere la manovra riuscita sul fronte orientale: travolgere le difese delle valli del Brenta e del Piave per superare i baluardi del Grappa e Montello.
Dal 12 Novembre 1917 valli e monti del massiccio del Grappa sono investiti da incessanti bombardamenti, mentre le migliori divisioni si lanciano all'attacco. Perduti a nord i monti Tomatico, Santo, Tese e Peùrna, i resti dei nostri reparti si ritirano sul Prassolan. Ad est, la battaglia infuria sul Tomba e sul Monfenera; ad ovest, il Monte Pertica viene perso e riconquistato due volte.
A fine dicembre gli austriaci sono attestati sul monte Asolone sopra la Val S. Lorenzo, da dove possono controllare la strada che rifornisce il Grappa, mentre i monti Tomba e Monfenera vengono riconqui
stati dalla divisione francese dei "Chasseurs des Alpes".

Dopo la pausa invernale i nemici riprendono tenacemente l'offensiva ad ovest, sui Colli Alti e l'alta Val S. Lorenzo, dove sfondano le linee italiane e occupano Col Moschin, sulla Val Brenta.
Dal M. Asolone una divisione ungherese scende fino all'osteria Cibara, sulla strada militare "Cadorna". È il momento più pericoloso ma per fortuna i reparti inviati dirinforzo riescono a capovolgere la situazione, dopo un giorno di duri combattimenti.
L'offensiva nemica, con questa azione, è praticamente finita.
Nel mese d'ottobre l'iniziativa torna in mano italiana don la "battaglia del Solstizio".
Lungo tutta la linea del Grappa i soldati italiani attaccano, con grande olocausto di uomini, per tenere impegnati il maggior numero di avversari, mentre sulla linea del Piave si scatena la battaglia definitiva che porta le divisioni italiane alla riconquista dellepianura veneta. Gli austriaci cominciano a ritirarsi anche dal Grappa e i nostri soldati scendono verso Feltre, Castel Tesino, Fiera di Primiero e le sognate Valli del Trentino.

 

Il Monte Grappa con i suoi 1775 metri di altezza è la cima più alta dell'omonimo massiccio, appartenente alle Prealpi Venete che si erge isolato tra le valli dei fiumi Brenta e Piave.

La sua origine, circa dieci milioni di anni fa è da attribuire allo scontro ancora in atto, fra la zolla del continente africano e quella europea avvenuta in questa parte dell’oceano Tetilde o Mesogeo. La collisione ha determinato il sollevamento delle acque che corrugandosi hanno formato le catene montuose e le fasce collinari presenti sul territorio italiano.

Della storia passata del monte e dell’origine del suo nome, il quale nei documenti storici risulta essere stato cambiato più volte, si hanno pochissime notizie fino a quando, nel 1901, il Patriarca di Venezia, Giuseppe Sarto, prima di diventare Pontefice e di assumere il nome di Pio x, vi si reca per portarvi e benedirvi la famosa Madonnina, ancora oggi visibile all’interno del Sacrario.

Il Grappa acquista grande importanza nel corso della Grande Guerra del 1915-1918 quando, nel 1917 diventa il baluardo dalla difesa delle truppe austriache che, dopo la battaglia di Caporetto, ambiscono alla conquista della riva orientale del Piave e al controllo del Massiccio poiché esso è il nodo di sutura fra la linea montana e quella del fiume stesso. Proprio qui gli attacchi delle truppe austriache iniziati il 13 novembre e continuanti a più riprese per dieci giorni, con ingenti perdite di uomini da entrambe le parti, incontrano una fervida resistenza tanto da portare, dopo la battaglia dell’11 dicembre, alla resa del generale A. Krauss e delle sue truppe e alla riconquista, con un contrattacco italiano di parte dell’Asolone.

La primavera successiva la quarta armata italiana, comandata dal generale M. Di Robilant e poi fino al termine della guerra dal generale G. Giardino, subisce una nuova offensiva nemica iniziata la notte del 15 ottobre 1918. Nella stessa giornata le truppe italiane passano al contrattacco e il 24 giugno ristabiliscono la situazione facendo fallire, per la seconda volta e con l’aiuto di una controffensiva italiana sul Montello, l’attacco austriaco per raggiungere il piano.

L’ultimo combattimento lanciato dagli italiani sul Grappa il 24 ottobre e durato quattro giorni, nel corso dei quali il dominio della cima si è alternato tra i due schieramenti, si ha la ritirata degli austriaci che segna definitivamente le sorti della guerra con la vittoria italiana.

 

In onore dei combattenti morti per la Patria, nell’immediato dopoguerra viene eretto il monumento Ossario, per il quale l’incarico viene affidato agli stessi ingegneri che hanno progettato la Galleria Vittorio Emanuele III. I lavori iniziati nell’ottobre del 1925 vengono sospesi, per le infiltrazioni d’acqua, nel 1931 quando viene redatto un nuovo progetto che esclude la galleria dall’impianto e per la realizzazione del quale i lavori terminano con la cerimonia di inaugurazione presenziata dal re il 23 settembre 1935.

In ricordo della vittoria, ogni anno la prima domenica di agosto, sul Grappa si celebra una festa per ricordare la posa della Madonnina e i morti della guerra.

La Seconda Guerra Mondiale, ed in particolare il periodo che va dalla caduta del fascismo (25 luglio 19439) al suo ritorno al potere dopo alcuni mesi (8 settembre) nel bassanese si formano le brigate partigiane antifasciste che si concentrano, per la maggior parte sul Massiccio del Grappa, in modo da controllare la Valsugana, via di collegamento della Germania con le forze naziste operanti in Italia.

Nel luglio del 1944 i nazi-fascisti rispondono alla guerriglia avviata dai partigiani con un tragico rastrellamento nel quale impiegano 15-20000 uomini contro 1500 partigiani. In loro onore, vicino all’Ossario viene posta una statua in bronzo, il Monumento al Partigiano, opera dello scultore Augusto Murer.

 

LE TRE BATTAGLIE DEL GRAPPA

 

PREMESSA

L'avversa conclusione della dodicesima battaglia dell'Isonzo, con la rottura del nostro fronte a Caporetto ed il necessario ripiegamento dell'esercito italiano sul Piave portarono, nel novembre 1917, il Monte Grappa in prima linea a sbarramento del settore montano tra il Brenta e il Piave.

Le nostre truppe, dopo una drammatica ritirata, pervennero alla nuova linea logore e stremate. Il disastro venne evitato grazie alla forza d'animo ed all'esperienza del Comandante Supremo, Generale Luigi Cadorna, il quale, nella circostanza, seppe coordinare il ripiegamento.

E malgrado la stanchezza e le gravi condizioni logistiche e tattiche, i nostri soldati si prodigarono alacremente per costruire una nuova barriera difensiva atta ad arrestare definitivamente il nemico che imbaldanzito dai recenti successi, puntava alla totale distruzione dell'Esercito Italiano.

La conquista del Grappa, infatti, avrebbe consentito agli austo-ungarici di dilagare nella sottostante pianura veneta e colpire alle spalle il nostro schieramento sul Piave, dal Montello al mare.

Consci dell'importanza del loro compito - "Monte Grappa tu sei la mia Patria" diceva la loro canzone -, i soldati del Grappa, anche a costo dei più gravi sacrifici, nella prima e seconda battaglia difensiva contesero accanitamente ogni palmo di terreno all'irruenza nemica, sino a stroncarne ogni velleità offensiva e travolgerla per sempre con la terza battaglia dell'ottobre 1918.

LA BATTAGLIA DI ARRESTO

La prima battaglia difensiva - quella di arresto dell'avanzata nemica - si svolse in due fasi: dal 14 al 26 novembre e dall'11 al 21 dicembre 1917.

Preceduti da un attacco ch'era stato però contenuto sull'Altopiano di Asiago, gli austro - ungarici, dopo una massiccia e violenta preparazione di artiglieria, il 14 novembre attaccano in forze le nostre nuove linee avanzate, tra Cismon e Piave; la lotta diventa sempre più aspra e accanita ed il nemico fa ricorso a tutti i mezzi di distruzione in suo possesso: dalle granate di grosso calibro, ai lancia fiamme, ai gas asfissianti. Aggredisce da est e da ovest il massiccio del Grappa e ne sgretola le difese avanzate a costo di gravissime perdite.

Dal 16 novembre vengono via via coinvolti il M. Tomatico, il M. Roncone e il Prasolan; poi, dal 20 novembre, le quote ed i costoni che convergono a raggiera su Cima Grappa: Col Caprile, M. Pertica, M. Fontanasecca, Col della Beretta, M. Salarolo, M. Spinoncia e M. Tomba. Località tutte di cui si leggerà poi il nome inciso sulle steli che fiancheggiano la Via Eroica del Sacrario. Per più volte il nemico viene respinto, ma ripete gli attacchi accanitamente, con forze sempre maggiori.

Il 26 novembre, con un violento combattimento, la brigata "Aosta", reparti del 94° fanteria e del battaglione alpino "Val Brenta" ricacciano da Col Beretta al divisione austro - ungarica "Edelweiss" ed ha termine la prima fase della battaglia di arresto. Essa è stata la più dura e la più importante perché venne sostenuta dai nostri soldati quando non era stata ancora superata la terribile crisi della ritirata.

Nonostante l'accanimento degli attacchi, condotti con netta superiorità di forze, il nemico venne fermato dal disperato eroismo dei nostri soldati. Sul Grappa, come sul Piave, il sodato italiano compì prodigi di valore, superiori ad ogni aspettativa e riuscì a bloccare tutti i tenacissimi sforzi austriaci per mettere fuori combattimento l'Italia.

Fu solo dopo questa dura prova che, riacquistata la fiducia nelle nostre reali capacità, le truppe Alleate affluite in Italia, il 5 dicembre entrarono in linea da Monfenera a Nervesa con il XXXI C.A. francese ed il XIV C.A. britannico. Riordinate le sue forze, l'11 dicembre il nemico riprende con rinnovato vigore l'offensiva. Riappaiono ancora nel vivo della lotta Col della Beretta, Col dell'Orso, M. Spinoncia, Col Caprile, M. Asolone.

Nonostante la nostra strenua resistenza, il nemico riesce a strapparci il Valderoa e l'Asolone, giungendo ad affacciarsi sulla piana di Bassano. Ma gli ulteriori attacchi sono ovunque respinti ed il 21 dicembre il nemico desiste da ogni ulteriore tentativo.

La battaglia d'arresto è così vinta.

LA BATTAGLIA DIFENSIVA

Durante la stasi invernale, la nostra organizzazione difensiva venne rafforzata con lavori in roccia, trinceramenti, postazioni e reticolati, in previsione di altri e più massicci attacchi.

La nostra sistemazione sul Grappa era assai difficile perché eravamo ormai ridotti alle ultime propaggini montane verso la pianura, tanto che il Gen. Conrad definì la nostra condizione: "quella di un naufrago aggrappato ad una tavola di salvataggio, per cui sarebbe bastato mozzargli le dita per vederlo annegare".

Ma doveva fare i conti con la tenacia e il valore dei nostri soldati.

Venne aperta nella viva roccia, al di sotto della cima del massiccio, la famosa galleria Vittorio Emanuele III.

L'opera - vero capolavoro d'ingegneria militare - fu dotata di formidabili postazioni di artiglieria in caverna e di sbocchi offensivi per i contrattacchi.

Il piano nemico prevedeva di sferrare con una armata - la 11a - l'attacco principale dagli Altopiani e dal Grappa per giungere, attraverso la piana di Vicenza, alle spalle delle nostre difese sul Piave che la 5 e 6 Armata austro - ungarica avrebbero attaccato frontalmente.

La grande battaglia, dall'Astico al mare, che prese poi il nome di Battaglia del Solstizio, si accese nella notte del 15 giugno 1918. Fu improvvisa ma non inattesa dal nostro Comando Supremo che, avuto sentore delle intenzioni del nemico, riuscì a far scatenare un potente tiro di contropreparazione quasi contemporaneamente a quello di preparazione delle artiglierie nemiche, riducendone sensibilmente gli effetti distruttivi. Sul Grappa, nell'attacco che ne seguì, gli austriaci, protetti da una fitta nebbia, riuscirono ad irrompere nelle nostre prime linee del IX C. A. e raggiungere Col del Moins e Col Moschin, spingendo pattuglie fino al Ponte San Lorenzo.

Anche al centro, nel settore del VI C.A., il nemico attacca direttamente Cima Grappa da più direzioni; a destra, nel settore del XVIII Corpo, dopo ripetuti attacchi e contrattacchi, riesce ad affermarsi sulla linea Solarolo - Valderoa.

Ma la sua irruenza viene subito bloccata e nella giornata successiva, il 16 giugno, i nostri irresistibili contrattacchi riescono a ricacciare il nemico da quasi tutte le posizioni conquistate.

Sul basamento della colonna romana collocata a Ponte San Lorenzo, la nostra vittoriosa reazione è ricordata dall'epigrafe: "Qui giunse il nemico e fu respinto per sempre il 15 giugno 1918".

Il Comando Supremo, nel citare all'ordine del giorno l'eroico comportamento dell'Armata del Grappa, così dice nel bollettino di guerra del 18 giugno: "ciascun sodato, difendendo il Grappa, sentì che ogni palmo del monte era sacro alla Patria".

Le 640 medaglie al valor militare concesse per quella battaglia, di cui 486 a sodati, ne sono la luminosa dimostrazione. La vittoriosa conclusione della battaglia difensiva ebbe un effetto determinante per l'esito della dura guerra contro l'Impero austro - ungarico.

LA BATTAGLIA OFFENSIVA

Il compito affidato all'Armata del Grappa era quello d'irrompere nel solco feltrino per facilitare l'azione dei rottura delle Armate 8 e 10 dal Piave verso Vittorio Veneto.

All'alba del 24 ottobre 1918 venne accesa - questa volta per nostra iniziativa - la terza battaglia del Grappa. La battaglia, preceduta dal violento tiro di preparazione della nostra artiglieria, si sviluppa sull'Asolone, Cima Pertica, Osteria del Forcelletto, Prassolan e Valderoa, dove d'impeto vennero raggiunti importanti successi, nonostante la tenace difesa ed i ripetuti contrattacchi mossi dal nemico il 27 e 28 ottobre, contro il Pertica ed il Valderoa.

Il 29 ottobre la 4 Armata, in concomitanza della grande battaglia offensiva del Piave, balza in avanti in tutti i settori, irrompe come una valanga sul nemico e ne travolge ogni residua resistenza.

Alle ore 15 del 3 novembre (ora dell'armistizio) l'Armata raggiunge la linea Borgo in Val Sugana - Fiera di Primiero in Val Cismon.

La battaglia è vinta! L'Armata del Grappa ha ben assolto il compito che la Patria aveva ad essa affidato.

Luoghi da visitare sul Monte Grappa

SULLE TRACCE DELLA GRANDE GUERRA - Frequentato sin dal `700 da botanici interessati alla particolare flora di quest'area prealpina, il Grappa diventò nel secolo scorso la montagna di casa dei bassanesi, che, attirati dai vasti panorami godibili da queste alture, sulla cima costruirono il rifugio Bassano. Fu però nel corso della prima guerra mondiale che il Grappa balzò alla ribalta della storia, meritandosi, per il ruolo di primo piano svolto nelle fasi decisive della guerra, l'appellativo di "monte sacro alla Patria". Alla fine del conflitto il Grappa è un immenso cimitero: ben 23.000 sono stati i morti, decine di migliaia i feriti da ambo le parti. I resti di quella che fu la grande quarta armata sono ora tumulati nel sacrario monumentale eretto sulla cima della montagna

IL MUSEO DELLA GUERRA - Una ricerca, compiuta dalla Comunità Montana del Brenta per ricostruire lo svolgersi delle fasi dei combattimenti sul massiccio attraverso i documenti fotografici originali, ha portato all'allestimento del museo della prima guerra mondiale presso la locanda al Finestron (raggiungibile seguendo la statale del Grappa fino a Ponte San Lorenzo, quindi deviando per Lepre). Partendo dalle cartoline e dai manifesti di propaganda bellica, volti a sostenere il morale della truppa o ad incitare la popolazione al sovvenzionamento delle spese militari, la rassegna fotografica passa ad esaminare le strade, le teleferiche, gli acquedotti, le gallerie, le trincee predisposte per rendere il Grappa fortemente munito in vista di una lunga ed impegnativa resistenza. Non mancano scene di vita di campo e di battaglia, immagini dell'artiglieria a disposizione degli eserciti contendenti, mappe evidenzianti la disposizione delle truppe e degli armamenti. I cimiteri di guerra, le fasi di costruzione del sacrario monumentale ed i paesi distrutti dai bombardamenti concludono l'esposizione, rendendo ben comprensibile quel che la guerra ha significato per le nostre zone in termini di sacrifici umani. L'interesse della mostra è legato non solo alle immagini presentate, ma al fatto che alle stesse sono intercalati, a commento, significativi brani tratti dai discorsi del generale Giardino, comandante dell'armata del Grappa, e di monsignor Todesco di Solagna, che presenta invece il punto di vista della popolazione civile.

LA MOSTRA DEI CIMELI - A breve distanza dal museo, presso l'albergo San Giovanni, è stata allestita una mostra dei cimeli della grande guerra. Il piccolo museo "Roberto Favero" raccoglie una vasta gamma di oggetti appartenuti ai soldati degli opposti eserciti che si affrontarono durante la prima guerra mondiale sul Monte Grappa.Nelle vetrine del museo si possono osservare numerosi pezzi di equipaggiamento leggero, come fucili, baionette, daghe, pugnali, sciabole. E poi oggetti di buffetteria varia, quali fibbie con cinturoni in cuoio italiani, austriaci, ungheresi e tedeschi, da ufficiali e da truppa, nonché berretti appartenenti alle varie armi e qualche giubba da combattimento austriaca ed italiana. Sono presenti pure vari elmetti e decorazioni, gavette per il rancio dei soldati, borracce, posate e qualche bottiglia, rinvenute negli ex accampamenti.

UNA VISITA RAGIONATA - Chi voglia rivivere la guerra sul Grappa, dopo la visita al complesso monumentale della Cima, potrà continuare il suo itinerario attraverso i musei del Finestron e di San Giovanni. Per prendere visione dei campi di battaglia, con una breve passeggiata potrà raggiungere il Col Berretta o il Col Fenilon, mentre per toccare con mano 1'infrastrutturazione bellica potrà visitare la trincea di San Giovanni o di malga Col del Gallo e le gallerie di Col Campeggia (per quest'ultimi itinerari si veda il paragrafo dedicato alle passeggiate).

 

IL SACRARIO

Il sacrario sorge sulla cima del M.te Grappa, a quota 1.776. Vi sono custoditi i resti mortali 12.615 caduti italiani, di cui 10.332 ignoti, e di 10.295 caduti austriaci,di cui 10.000 ignoti. Il sacrario venne costruito nel 1935 su progetto dell'archi- tetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni.
La struttura, simile a una fortificazione militare, con forme decise e geometriche, si erge verso l'alto attraverso il corpo centrale della struttura, che ospita le salme dei caduti italiani. I loculi sono distribuiti in cinque gironi concentrici, degradanti a tronco di cono, dell'altezza ciascuno di 4 metri. I militi riconosciuti sono in urne singole, distribuite in ordine alfabetico, coperte da una lastra di bronzo con il nome e le decorazioni. I caduti ignoti sono in urne comuni più gradi, che si alternano alle piccole urne singole. Tra il 4° e il 5° anello si trova la tomba del Maresciallo D'Italia Gaetano Giardino, che prima di morire (nel 1935), aveva espresso il desiderio di essere seppellito tra i soldati della "Armata del Grappa". Una grande scalinata composta da cinque rampe di scalini, porta sulla cima del monte e del sacrario, dove si erge il santuario della Madonnina del Grappa. Il tempietto di forma circolare, coperto da una cupola metallica e sovrastato da una grande croce, custodisce la Madonnina del Grappa, mutilata nel gennaio 1918 da una granata austriaca e pazientemente ricomposta. L'effige della Madonna venne consacrata dal Cardinale Sarto, poi Papa Pio X. La cappella è meta di pellegrinaggio la prima domenica di agosto.
Dal piazzale del tempietto parte un grande viale lastricato in pietra bianca, la Via Eroica, che dopo circa 250 metri raggiunge il Portale Roma, passando attraverso due file di grandi cippi che ricordano i luoghi dei principali eventi e delle battaglie.
Al termine della Via Eroica sorge un massiccio edificio in blocchi di pietra, il Portale Roma, che nella parte superiore ricorda un enorme sarcofago. Questa costruzione è stata regalata dalla città di Roma e progettata dall'architetto Alessandro Limongelli e permette di accedere al sacrario preesistente a quello attuale, che è ricavato sottoterra e accessibile anche tramite la galleria Vittorio Emanuele III. Sopra il Portale Roma si trova l'osservatorio, un'ampia terrazza che permette di godere lo splendido panorama della montagne circostanti. Tramite una planimetria in bronzo è possibile identificare anche i luoghi di interesse storico.
A nord-est del Portale Roma troviamo il settore austro-ungarico. Si tratta di una costruzione in pietra che ricorda un tempietto. Ai due lati, in una sistemazione analoga a quella italiana, troviamo i resti dei 295 caduti identificati, mentre gli ignoti sono raccolti in due grandi urne al centro della costruzione, accanto alla cappelletta.

 

LA ZONA MONUMENTALE DEL GRAPPA

Istituita con Decreto Legge del 29/10/1922, nr. 1386 e successivi Decreti Ministeriali del 14/12/1967 e 11/12/1973, si estende al di sopra della quota 1.700 metri con lo sperone della "Nave". Oltre al Sacrario vero e proprio essa comprende la Galleria Vittorio Emanuele III, la Caserma Milano e la Casa "Armata del Grappa".

GALLERIA VITTORIO EMANUELE III

E' un'opera di fortificazione militare veramente grandiosa, realizzata in 10 mesi, dal novembre 1917. Fu progettata dal Col. del Genio Nicola Gavotti per potenziare la difesa del Massiccio del Grappa.

Ha uno sviluppo in galleria di circa 5 Km. costa di un braccio principale di mt. 1500 da cui si irradiano numerosi rami secondari verso le postazioni dei pezzi di artiglieria e delle mitragliatrici, gli osservatori e gli sbocchi per sortite controffensive.

La galleria, ricavata al di sotto della Cima Grappa, è alta mt. 3 e larga da 1.80 a 2.50 - fu necessario asportare circa 40.000 mt cubi di roccia impiegando 24 perforatrici meccaniche. Essa venne armata e dotata di impianti tecnici e logistici tali da consentire ai reparti incavernati (circa 15.000 uomini con 72 cannoni e 70 mitragliatrici) la vita ed il combattimento per lungo tempo.

Gli approntamenti difensivi della galleria concorsero efficacemente ad assicurarci il possesso dell'imponente massiccio nel corso della seconda e della terza battaglia del Grappa. Accanto all'ingresso della galleria, sorge il cippo ricordo ai Caduti partigiani sul Grappa nel periodo 1943-1945.

STRADA CADORNA

La Strada Cadorna è tra le maggiori opere militari della zona: da Bassano, per Osteria del Campo, consente di raggiungere rapidamente la vetta del Grappa a quota 1.776. Venne fatta costruire nel 1916 dal Generale di cui porta il nome. Si rilevò di eccezionale importanza strategica per l'organizzazione difensiva e logistica del sistema di difesa dell'intero massiccio.

CASERMA MILANO

Venne costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa.

Addossata alla parte rocciosa, consentiva agli occupanti di raggiungere direttamente la galleria Vittorio Emanuele per mezzo di un cunicolo. L'edificio è ora adibito a Museo Storico.

In un edificio adiacente la Caserma Milano, periodicamente o a richiesta delle comitive vengono proiettati gratuitamente documentari cinematografici dell'epoca, che illustrano sinteticamente la guerra 1915 - 1918 nel settore montano.

CASA ARMATA DEL GRAPPA E RIFUGIO BASSANO

Il grandioso rifugio costruito sul Grappa, dispone di: Bar, Ristorante e sala colazione al sacco. Telefono per chiamate Nr. 0423-53101.

 

Itinerari sul Monte Grappa

 

PASSEGGIATE ED ESCURSIONI 

Le passeggiate che seguono sono state scelte per portarvi a visitare i luoghi più caratteristici del Grappa, con itinerari assolutamente facili e fattibili con calma nel giro di un paio d'ore.
Proprio per questo li consigliamo alle famiglie per una simpatica scampagnata o il pic-nic domenicale.

Il sentiero degli scalpellini
Davanti al ristorante Passator Cortese prendere la prima stradina a sinistra. Dopo un centinaio di metri inizia il percorso, attrezzato anche per i disabili che vi possono transitare in carrozzella. Ampie vedute sullo sbocco del Canal di Brenta e la pianura. Da visitare, all'interno di una vecchia cava di pietra, la casetta dello scalpellino, in cui è allestita una mostra sulla natura del Grappa. Continuando, si può arrivare alla chiesetta di Costalunga.

La mulattiera di Campo Solagna
Dall'area di sosta dei "Nosellari" si attraversa la statale per raggiungere il colletto che si affaccia sulla Valbrenta. Una bella mulattiera selciata porta a Campo Solagna con continue ampie vedute sulla valle sottostante.

Le gallerie di Col Campeggia
Da Campo Solagna si sale al Col Campeggia per la prima strada che si trova sulla destra (ci si può arrivare anche dall'area di sosta "Cava di pietra", per la strada antistante). Poco oltre il colle, un sentiero a sinistra (indicazioni) porta ad alcune gallerie di guerra che si internano piuttosto profondamente nella montagna (per visitarle è indispensabile una torcia elettrica). Il sentiero continua poi attraversando alcune trincee, fino a tornare sulla strada non molto lontano dal punto di partenza.

Il Pertuso
Da Campo Solagna si prende la strada per San Giovanni. Al primo tornante si continua dritti per un paio di chilometri con splendide vedute "a volo d'uccello" sulla sottostante Valbrenta. Si scende per una ventina di metri a sinistra per una stradina ed ancora a sinistra per un sentiero. Si arriva così al Pertuso, un ponte di roccia che scavalca la testata della Valgrande. Qui ci si potrà anche dissetare ad una delle rarissime sorgenti del Grappa.

Il sentiero natura di malga Col del Gallo
Attorno a malga Col del Gallo, tra boschi, pascoli e trincee, un sentiero naturalistico autoguidato con tabelle esplicative porta a scoprire la vita in malga, la natura, la storia ed il paesaggio del Grappa.
Presso la malga non si può mancare di visitare il piccolo museo della civiltà contadina e la caratteristica "giassara" con copertura a "fojaroi".

La trincea di San Giovanni
Davanti all'albergo San Giovanni scende un sentierino che in breve raggiunge la trincea. La si percorre completamente, camminando al suo interno, fino a ritornare sulla strada nei pressi dell'albergo.
Lungo il percorso, alcune tabelle didattiche illustrano la vita dei soldati in trincea.

Il Col Fenilon ed il Col Moschin
Dall'albergo San Giovanni ai Colli Alti si prosegue per circa un chilometro lungo la strada che porta al Finestron. Al primo bivio si prende a sinistra fino ad un cippo, da cui in breve, per prati, alla croce del Col Fenilon (m.1327). Ridiscesi per il medesimo itinerario fino al cippo, si continua per la strada che, in direzione ovest, porta attraverso i pascoli alla sommità del Col Moschin (m.1279). Una colonna romana ricorda i reparti che su quel baluardo difensivo parteciparono all'arresto nemico. Opponendo una tenace resistenza, specie il 15 giugno 1918 quando Col Fenilon e Col Fagheron erano caduti in mano nemica, essi riuscirono a mantenere la posizione fino al giorno dopo, contribuendo così alla riconquista delle posizioni perdute.
Il panorama, amplissimo, abbraccia l'altopiano dei Sette Comuni, Cima d'Asta, le Pale di San Martino, le Vette Feltrine ed i vicini colli del Grappa.

Il Col Berretta e l'Asolone
Dalla locanda del Finestron una stradicciola, presto trasformantesi in sentiero, risale il crinale del Col della Berretta fino alla cima (m.1448). Una piramide con lapide riporta il bollettino del comando supremo del 27 novembre 1917, in cui si citano gli atti d'eroismo compiuti dalla brigata Aosta per respingere un attacco in massa delle forze nemiche. Per l'evidente crestone prativo si continua quindi fino alla croce del monte Asolone (m.1520). Posizione essenziale per la nostra difesa, dopo violenta lotta essa fu travolta il 18 settembre 1917. Venne poi più volte ripresa e perduta dalle nostre fanterie che, respinte, si abbarbicarono a pochi metri dalla vetta ed attesero il 30 ottobre 1918 per ricacciare, con sforzi cruenti, il nemico.
La vista spazia a sud sulla testata della Valle di Santa Felicita e su Val delle Foglie, a nord sulla Val Cesilla, da cui provenivano le riserve austriache attaccanti. Continuando per i dossi prativi degli Asoloni si può facilmente arrivare, con un'altra ora di cammino, alla cima del Grappa.

Dal Grappa al Pertica
Dal Rifugio Scarpon sale direttamente verso Cima Grappa un sentiero che, poco sotto a questa (la cima si può raggiungere camminando a fianco di una trincea che sbocca proprio davanti al "Portale di Roma"), incrocia il "sentiero dei cippi", così chiamato per le numerose lapidi a ricordo di fatti di guerra. Lo si segue verso sinistra fino ad un tornante della mulattiera militare che porta a Cima Grappa. Si scende per questa fino al Monte Pertica o al Forcelletto, da cui si rientra per la strada del Grappa.
La cima del monte Pertica era il punto più avanzato delle linee austriache verso il Grappa. Sotto la croce di vetta, alcune lapidi bronzee ricordano le innumerevoli vittime cadute per la conquista di questo monte.

 TREKKING: IL GIRO DEL GRAPPA

Dalla chiesetta di Campo Croce si va verso nord fino al tornante dal quale si prosegue diritti sempre su asfalto in salita, per scendere, poco dopo un villaggio, in un bellissimo bosco di faggi, ad un tornante che si abbandona per salire a destra su sterrato. Dopo due tornanti, tralasciata sulla sinistra una mulattiera, si sale su terreno sconnesso fino a Malga Osteria Vecia m.1261; ad un tornante si prende verso destra entrando nella Val Poise; si prosegue sempre su terreno sconnesso in direzione est per congiungersi con la strada asfaltata Campo Croce - Cima Grappa presso un incrocio a quota 1487 m. Si continua a salire per la suddetta fino a congiungersi, poco sotto il Rifugio Bassano, con la Strada Statale 141 dopo un bel monumento al Partigiano. Saliti al piazzale del parcheggio si prende a destra , verso nord, un sentiero che scende (tabella indicante "sbocchi cannoni galleria"); dopo 1.3 Km, ad una curva tra pareti rocciose lo si abbandona per scendere verso sinistra, lungo 4 tornanti, nei pressi della Malga Cason dei Lebi m.1480. Subito a sinistra si arriva al rifugio Bocchette m.1322, aperto in stagione. Ripreso l'asfalto si scende al fondovalle per risalire con due tornanti all'Albergo Forcelletto m.1390. A fianco dello stesso si stacca una strada sterrata, segno B.R. CAI, che proseguendo verso nord-ovest porta a malga Fiabernù m.1404, quindi scende lungo la dorsale del Col dei Prai, si fa erbosa; oltrepassato un bosco di abeti e larici, continua fino ad arrivare nei pressi di casa Fratte m.1284, per immettersi sulla strada sterrata. Si piega verso sinistra scendendo tre tornanti fino a malga La Rotonda m.1058. La strada aggira il colle, punta verso sud e dopo 500 m, ad un bivio, continua verso sud su strada piana per 3 Km fino a casa Costa Alta, indi, una breve salita incrocia la strada asf. sul fondo della Val Cesilla m.914, dopo aver lasciato sulla destra una strada che scende. Continuando verso destra in salita si arriva alla contrada Magnola m.1210, oltre la quale si prende la prima di sinistra ste rrata (tabella "Regione Veneto"), che sale con 3 tornanti nel folto bosco di di pini e dopo 2 Km giunge al Cason delle Fratte m.1382. Prosegue in salita fino al Cason delle Farine m.1428 da dove, abbandonata la strada sterrata, si sale verso destra alla sella Col delle Farine m.1480; da qui si scende su sentiero erboso alla casa Pra di Reato, casa Paina, fino a poco sotto la malga Cason d'Oro. Per la prima di sinistra, si scende ad un tornante. A destra, dopo altri 2 tornanti, alla strada asfaltata Campo Croce - Val dei Lebi, indi a sinistra breve risalita fino al villaggio e successiva discesa a Campo Croce come nell'andata.

 

PEDALATE IN MOUNTAIN BIKE

Gli itinerari proposti sono stati scelti per portarvi a visitare i luoghi più caratteristici del monte Grappa, attraverso percorsi comunque facili (sempre su strade bianche), anche se di impegno diverso. Abbiamo indicato con un asterisco quelli brevi, alla portata di tutti, con due asterischi quelli con lunghi tratti in pendenza, adatti a chi ha un minimo di allenamento. Tutti sono comodamente percorribili nel giro di un paio d'ore. Alcuni degli itinerari appena descritti sono stati collegati in un circuito tabellato di 22 chilometri, percorribile in circa due ore e mezzo, con partenza da Val dea Giara ed arrivo a San Giovanni.

Ricordate che non si può correre in bicicletta sui prati, nei boschi e sui sentieri.

La strada delle penise**
Da Campo Solagna si prende la strada per San Giovanni; la si abbandona al primo tornante continuando invece diritti a costeggiare per diversi chilometri il versante ovest dei Colli alti, per lo più in piano o in leggera salita. Splendide le vedute sulla sottostante Valsugana. Ad un bivio, si prende a destra risalendo con alcuni tornanti il pendio del Col Moschin, quindi in piano fino al cippo del Col Fenilon, dove si incrocia la strada che, a destra, porta in breve a San Giovanni. Da qui bella discesa, per strada asfaltata, fino a Camposolagna.

Il giro del Col Campeggia*
Da Campo Solagna si continua per la statale del Grappa fino al termine della breve discesa, dove si imbocca, a destra, la strada bianca che passa davanti alle piazzole di sosta turistiche; alla fine di queste, ad un bivio si prende la stradicciola di destra, poco dopo chiusa da una sbarra. La si percorre lungamente fino ad un tornante della statale del Grappa, da cui si risale a Camposolagna.

La dorsale dei Colli Alti**
Da San Giovanni si continua per la strada che porta al Finestron fino alle case di Prà Fiolo. Fra queste si interna una strada che, prima della discesa, si abbandona per prenderne a destra un'altra che costeggia lungamente il versante dei Colli alti rivolto verso la Valsugana. Alla fine si sbocca sulla strada San Giovanni-Finestron, che si segue a destra per tornare al punto di partenza.

Il giro del Col Fagheron*
Da San Giovanni si prosegue per la strada che porta al Finestron fino al bivio sotto al Col Fenilon; si prende a sinistra (cippo), quindi ancora a sinistra, e si continua sul versante del Col Fagheron rivolto verso la Valsugana. All'incrocio con la strada asfaltata, la si attraversa e si prosegue in leggera discesa, quindi a sinistra in salita per ritornare infine al punto di partenza.

Le malghe di Val San Lorenzo**
Da Ponte San Lorenzo si prende per il Lepre e, poco dopo il capitello, la strada bianca che sale verso il monte Asolone. A malga Dadane si continua a sinistra in salita lungo la valle fino ad incrociare la strada che scende da Malga Monte Asolone. A sinistra, con alcuni saliscendi, fino ad una malga abbandonata davanti alla quale scende una stradicciola che riporta in Val di San Lorenzo.

Malga Monte Asolone*
Dal ristorante Val dea giara si risale l'omonima valle fino al bivio, dove si prende a sinistra per malga monte Asolone. La strada è tutta asfaltata. Al ritorno, dopo aver percorso il primo tratto, in corrispondenza di un ampio tornante affacciato a nord parte una strada bianca che si ricollega all'itinerario precedente.

Le valli di Campoderoa e della Manara**
Dal Lepre si ridiscende verso Ponte San Lorenzo fino al gruppo di villette poste allo sbocco della Val Campoderoa. Si risale per quest'ultima pressoché in piano fino alle malghe. Da qui una ripida ma breve salita porta sulla strada San Giovanni-Finestron. A destra, fino alle case di Prà Fiolo. Poco dopo, in corrispondenza di un ampio curvone, a destra scende la stradicciola che, percorrendo la Val della Manara, riporta al Lepre.

Il Col della Berretta**
Dal Lepre verso il Finestron fino al condominio della Travajetta. Da qui, a destra, si risale per la strada che porta a malga Col della Berretta, posta appena sotto all'omonimo colle.

Il giro delle malghe**
Un chilometro dopo il Finestron, poco prima di contrada Magnola, una strada a destra sale a Malga Fratte.
Più in piano, traversa poi lungamente fin poco sotto Malga Farine, per poi scendere a malga Termine. Continuare la discesa fino al bivio, da cui a sinistra risale la strada che porta a Magnola.

Il giro del Monte Pertica*
Dal rif. Scarpon ci si dirige verso il Forcelletto. In vista della croce del Monte Pertica, si prende la strada a destra che, valicando un basso colle, scende poi sull'altro versante fino a raggiungere il Forcelletto. Da qui al punto di partenza per la statale.

Il monte Grappa**
Come per l'itinerario precedente fino al colle del Pertica. Si continua a destra percorrendo la vecchia strada militare che porta all'osservatorio di Cima Grappa.

Il Col dei Prai**
Dietro alla locanda, una strada bianca porta a malga Fiabernù. Si scende per il crinale del Col dei Prai fino alla strada che, costeggiando lungamente verso cima Grappa, porta in Val Cesilla. La si risale fino al Forcelletto, passando per malga Pertica e Busetto.

Il circuito per mountain bike dei colli alti (23 km. - ore 2.15)
Dal ristorante Val dea Giara si risale l'omonima valle fino al bivio, dove si prende a sinistra in direzione di malga monte Asolone. La strada, in questo primo tratto, è tutta asfaltata. In corrispondenza di un ampio tornante affacciato a nord parte una strada bianca. Inizialmente in discesa, poi con alcuni saliscendi, la strada raggiunge una piccola malga per poi ridiscendere in Val di San Lorenzo, davanti al gruppo di villette poste allo sbocco della Val Campoderoa. Si risale per quest'ultima pressoché in piano fino alle malghe. Da qui una ripida ma breve salita porta sulla strada San Giovanni-Finestron. A destra, seguendo quest’ultima, fino alle case di Prà Fiolo. Poco dopo, in corrispondenza di un ampio curvone, a destra scende la stradicciola che, percorrendo la Val della Manara, porta al "Lepre". Al bivio, poco sotto al "Finestron", si prende a sinistra fino al curvone sotto il Col Caprile. Si abbandona la strada asfaltata e, sempre seguendo le indicazioni, ci si inoltra per una mulattiera che fiancheggia i Colli Alti dal lato Valsugana. Nei pressi di case Prà Fiolo, la strada bianca scende al "Saccon" e risale quindi a malga Col Moschin per proseguire poi in piano fino a casa Gennari. Una breve ma ripida salita riporta in quota al rif. Alpe Madre, da cui si continua in piano, contornando il Col Fagheron. All'incrocio con la strada asfaltata, la si attraversa e si prosegue in leggera discesa, quindi a sinistra in salita fino a San Giovanni. In discesa, per strada asfaltata, si torna in breve al punto di partenza.

GLI ITINERARI DI SCI ESCURSIONISTICO

I dolci pendii, gli ampi crinali e la presenza di strade innevate fanno del Grappa il terreno ideale per la pratica dello sci da fondo escursionistico.
Non si troveranno in questa zona itinerari battuti da mezzi meccanici e l'affollamento diventato ormai consueto nelle piste da fondo dei più noti comprensori sciistici, ma nevi intatte o le tracce dei pochi che ci hanno preceduto.
Ciononostante gli itinerari proposti, scelti tra quelli più interessanti dal punto di vista ambientale e panoramico, sono tutti facilmente rintracciabili in quanto svolgentisi su costoni, mulattiere o strade innevate.
Per la maggior parte si tratta di piste di media difficoltà, affrontabile da chiunque sappia destreggiarsi in discesa su una strada innevata o un breve pendio; non mancano però itinerari alla portata dei principianti che possono trovare degli anelli facili e divertenti: a questi consigliamo il percorso Finestron San Giovanni e ritorno (it. n. 5), la Val delle Saline (it. n. 6) e la strada Scarpon-Forcelletto (it. n. 1).
Chi si accosta per la prima volta a questa montagna troverà un magnifico itinerario nella cresta degli Asoloni (it. n. 8) dalla quale lo sguardo spazia contemporaneamente sulla pianura veneta e sulle Dolomiti (il percorso può essere abbreviato raggiungendo la quota di m. 1434, posta a breve distanza dal Monte Asolone, con lo ski-lift del Lepre.
I più allenati potranno chiudere l'anello percorrendo il grand tour del Grappa che, toccando le zone più belle ed incontaminate del Massiccio, può validamente reggere il confronto con i più noti raids delle Alpi.
Belle discese, adatte piuttosto allo sci - alpinismo, potranno essere effettuate dal Monte Asolone, verso la Val delle Saline o la Val della Giara e dal Monte Grappa, per il rifugio Scarpon fino a Malga Busetto; con forte innevamento è possibile giungere a Cismon del Grappa attraverso la Val Cesilla.

1) Scarpon - Malga Fiabernu' - Cima Grappa (Km. 15.5 )
Dal rifugio Scarpon si percorre verso nord la strada che in leggera discesa porta alla locanda Forcelletto (chiusa d'inverno). La si abbandona per prendere, dietro a questa, uno strade forestale che aggira sulla sinistra il Col di Buratto, fino ad arrivare a malga Fiabernu'. Al bivio si prende a destra sboccando sulla strada che riporta, ancora a destra, al Forcelletto. Per la vecchia strada militare, che aggira a sinistra il Monte Pertica, si giunge sino al Grappa da dove, con bella discesa su un aperto costone (la partenza è da metà Via Eroica), si arriva poco prima del rifugio Scarpon, oppure, più facilmente, per la strada che scende da Cima Grappa, allo stesso rifugio.

2) Scarpon - Malga Termine - Malga Farine  (Km. 11)
Come per l'itinerario precedente verso il Forcelletto; poco prima, una strada sulla sinistra scende nella Val Cesilla fino a malga Termine. Al bivio si prende, a sinistra in salita, la strada che sale a malga Farine. Da qui in breve alla cresta degli Asoloni che si risale, in direzione del Grappa, fino al Rifugio Scarpon.

3) Scarpon - Col dei Prai - Val Cesilla  (Km - 22.5)
Come l'itinerario n. 1 fino alla Malga Fiabernu', al bivio però si prende a sinistra, scendendo per la dorsale del Col dei Prai fino alla località La Rotonda, dove una strada verso sinistra (sud) taglia il fianco della Val Cesilla fino ad arrivarne al fondo. Qui un incrocio, per il cui ramo di sinistra si risale la valle fino a malga Termine ed in breve alla strada Scarpon-Forcelletto già percorsa all'andata.

4) Val dea Giara - Monte Asolone  (Km. 8)
Dalla trattoria Vli dea Giara si percorre per brevissimo tratto la strada che risale la valle omonima per poi prendere il primo bivio a destra; per strada e quindi per l'aperto costone sovrastante si giunge alla cresta degli Asoloni. A sinistra fino al Monte Asolone (m. 1.520) da dove si scende a sinistra (sud) per l'ampio pendio fino a malga Monte Asolone, la cui strada di accesso riconduce al punto di partenza.

5) Val Campo de Roa - Col Fenilon - Finestron  (Km. 10)
A metà strada fra Ponte San Lorenzo ed il Lepre un bivio porta a sinistra in Val Campo de Roa. Giunti alle malghe situate in fondo alla valle si prende a destra la strada che sale fin sotto al Col Fenilon. La strada pianeggiante porta verso nord (destra) in 7,5 Km. al Finestron.  

6) Lepre - Val delle Saline - Monte Asolone  (Km. 6)
Dalle ex scuole del Lepre una strada si inoltra in Val delle Saline che si percorre completamente fino al Monte Asolone.
Si scende, in direzione del Lepre, all'antistante quota di m.1.487, da cui la valletta parallela all'ultima parte della precedente riporta, con bella discesa, in Vai delle Saline.

7) Lepre - Malga Fratte - Finestron  (Km. 7)
A metà strada tra il Lepre ed il Finestron, davanti ad un condominio, una strada sale a destra fino a Malga Spiadoni, sul crinale tra il Col della Berretta ed il Monte Asolone. Si scende sull'opposto versante a Malga Fratte, seguendone quindi in discesa la strada di accesso. Al bivio, si risale a sinistra al Finestron.

8) Creste degli Asoloni Cima Grappa (Km. 8.5)
Dietro alla ex locanda del Finestron si risale l'aperto costone fino al Col della Berretta.
Di qui ha inizio la cresta degli Asoloni che, con evidente percorso, conduce prima al Monte Asolone e quindi a Cima Grappa.

Grand tour del Grappa (Km. 28)
Dal Finestron a Cima Grappa per la cresta degli Asoloni (it. n. 8); si scende per la vecchia strada militare fino al Forcelletto (it. n. 1 inverso) da cui a Malga Fiabernù e per il Col dei Prai al fondo Val Cesilla (it. n. 3). All'incrocio si continua per la strada antistante risalendo l'opposto versante fino alla località Magnola e quindi al Finestron.

 

GLI IMPIANTI DI RISALITA

Il Grappa offre per lo sci da pista numerose possibilità di fruizione, con il grande vantaggio di essere uno degli ambiti sciabili più vicini alla pianura veneta. Le sue piste sono adatte sia al principiante che allo sciatore più esperto; l'innevamento è soddisfacente e le piste sempre ben tenute.
Alcune di queste piste sono omologate FISI per gare di slalom ed in esse operano alcuni maestri di sci che vi tengono i loro corsi.
Questi gli impianti esistenti:

  • Lepre: uno ski-lift a servizio di una pista di media difficoltà di m. 202 di dislivello e m. 1.600 di lunghezza.
  • Scarpon (attualmente chiuso per ristrutturazione): due ski-lift a servizio di due piste facili, l'una di m. 84 di dislivello e m. 500 di lunghezza, l'altra di m. 111 di dislivello e m. 1.000 di lunghezza.

Foto sul Monte Grappa

COMUNE DI BASSANO | PROVINCIA DI VICENZA
Copyright © 2006 BASSANO.EU Riproduzione vietata | Privacy