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Il
Monte Grappa
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La
Zona
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Il
Grappa è per eccellenza la montagna "fuori
porta" per una gita o una vacanza piena di
relax, di cultura, di ambiente. In poche decine
di minuti, già siamo alti sulla pianura veneta,
che in un panorama mozzafiato si stende ai
nostri piedi, mentre un clima "a misura
d'uomo" offre ristoro alla calura
cittadina.
Il
Grappa è qui ad attendere il turista che
desidera rivisitare, nelle testimonianze della
prima guerra mondiale, uno dei momenti più
importanti della storia patria, ma anche chi
vuol godere di una sosta rinfrancante a contatto
con la natura, semplicemente steso sull'erba di
un prato o percorrendo a piedi o in
mountain-bilie stradine e sentieri immersi nel
verde, alla scoperta di nuovi orizzonti.
Il
Grappa accoglie tutti, offrendo a ciascuno mille
occasioni di svago da scoprire in un ambiente
fortunatamente ancora selvaggio ed aspro,
lontano dal turismo di massa e dalle offerte
superorganizzate.
Anche
queste brevi note vogliono essere semplicemente
un suggerimento, un invito ad assaggiare
qualcuna delle opportunità più evidenti, per
continuare poi da sé, attratti da quel fascino
unico che suscita un ambiente in cui non mancano
angoli per ritrovarsi finalmente un po' da soli
con se stessi.
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Storia
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Il Gen. L.
Cadorna, salito sul Grappa nel 1917 aveva detto:
"il Grappa dev'essere imprendibile. Perchè se
dovesse avvenire qualche disgrazia sull'Isonzo, io verrò
qui a piantarmi". Presentimento, chiaroveggenza o
intuizione?
Crollato il fronte a Caporetto (Ottobre 1917), inizia
subito la "battaglia d'arresto" sul Grappa. Il
comandante supremo dell'esercito austro-ungarico vuol
ripetere la manovra riuscita sul fronte orientale:
travolgere le difese delle valli del Brenta e del Piave
per superare i baluardi del Grappa e Montello.
Dal 12 Novembre 1917 valli e monti del massiccio del
Grappa sono investiti da incessanti bombardamenti,
mentre le migliori divisioni si lanciano all'attacco.
Perduti a nord i monti Tomatico, Santo, Tese e Peùrna,
i resti dei nostri reparti si ritirano sul Prassolan. Ad
est, la battaglia infuria sul Tomba e sul Monfenera; ad
ovest, il Monte Pertica viene perso e riconquistato due
volte.
A fine dicembre gli austriaci sono attestati sul monte
Asolone sopra la Val S. Lorenzo, da dove possono
controllare la strada che rifornisce il Grappa, mentre i
monti Tomba e Monfenera vengono riconquistati
dalla divisione francese dei "Chasseurs des Alpes".
Dopo la pausa invernale i nemici riprendono tenacemente
l'offensiva ad ovest, sui Colli Alti e l'alta Val S.
Lorenzo, dove sfondano le linee italiane e occupano Col
Moschin, sulla Val Brenta.
Dal M. Asolone una divisione ungherese scende fino
all'osteria Cibara, sulla strada militare
"Cadorna". È il momento più pericoloso ma
per fortuna i reparti inviati dirinforzo riescono a
capovolgere la situazione, dopo un giorno di duri
combattimenti.
L'offensiva nemica, con questa azione, è praticamente
finita.
Nel mese d'ottobre l'iniziativa torna in mano italiana
don la "battaglia del Solstizio".
Lungo tutta la linea del Grappa i soldati italiani
attaccano, con grande olocausto di uomini, per tenere
impegnati il maggior numero di avversari, mentre sulla
linea del Piave si scatena la battaglia definitiva che
porta le divisioni italiane alla riconquista
dellepianura veneta. Gli austriaci cominciano a
ritirarsi anche dal Grappa e i nostri soldati scendono
verso Feltre, Castel Tesino, Fiera di Primiero e le
sognate Valli del Trentino.
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Il
Monte Grappa con i suoi 1775 metri di altezza è la cima
più alta dell'omonimo massiccio, appartenente alle
Prealpi Venete che si erge isolato tra le valli dei
fiumi Brenta e Piave.
La
sua origine, circa dieci milioni di anni fa è da
attribuire allo scontro ancora in atto, fra la zolla del
continente africano e quella europea avvenuta in questa
parte dell’oceano Tetilde o Mesogeo. La collisione ha
determinato il sollevamento delle acque che corrugandosi
hanno formato le catene montuose e le fasce collinari
presenti sul territorio italiano.
Della
storia passata del monte e dell’origine del suo nome,
il quale nei documenti storici risulta essere stato
cambiato più volte, si hanno pochissime notizie fino a
quando, nel 1901, il Patriarca di Venezia, Giuseppe
Sarto, prima di diventare Pontefice e di assumere il
nome di Pio x, vi si reca per portarvi e benedirvi la
famosa Madonnina, ancora oggi visibile all’interno del
Sacrario.
Il
Grappa acquista grande importanza nel corso della Grande
Guerra del 1915-1918 quando, nel 1917 diventa il
baluardo dalla difesa delle truppe austriache che, dopo
la battaglia di Caporetto, ambiscono alla conquista
della riva orientale del Piave e al controllo del
Massiccio poiché esso è il nodo di sutura fra la linea
montana e quella del fiume stesso. Proprio qui gli
attacchi delle truppe austriache iniziati il 13 novembre
e continuanti a più riprese per dieci giorni, con
ingenti perdite di uomini da entrambe le parti,
incontrano una fervida resistenza tanto da portare, dopo
la battaglia dell’11 dicembre, alla resa del generale
A. Krauss e delle sue truppe e alla riconquista, con un
contrattacco italiano di parte dell’Asolone.
La
primavera successiva la quarta armata italiana,
comandata dal generale M. Di Robilant e poi fino al
termine della guerra dal generale G. Giardino, subisce
una nuova offensiva nemica iniziata la notte del 15
ottobre 1918. Nella stessa giornata le truppe italiane
passano al contrattacco e il 24 giugno ristabiliscono la
situazione facendo fallire, per la seconda volta e con
l’aiuto di una controffensiva italiana sul Montello,
l’attacco austriaco per raggiungere il piano.
L’ultimo
combattimento lanciato dagli italiani sul Grappa il 24
ottobre e durato quattro giorni, nel corso dei quali il
dominio della cima si è alternato tra i due
schieramenti, si ha la ritirata degli austriaci che
segna definitivamente le sorti della guerra con la
vittoria italiana.
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In
onore dei combattenti morti per la Patria,
nell’immediato dopoguerra viene eretto il
monumento Ossario, per il quale l’incarico
viene affidato agli stessi ingegneri che hanno
progettato la Galleria Vittorio Emanuele III.
I lavori iniziati nell’ottobre del 1925
vengono sospesi, per le infiltrazioni
d’acqua, nel 1931 quando viene redatto un
nuovo progetto che esclude la galleria
dall’impianto e per la realizzazione del
quale i lavori terminano con la cerimonia di
inaugurazione presenziata dal re il 23
settembre 1935.
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In
ricordo della vittoria, ogni anno la prima domenica di
agosto, sul Grappa si celebra una festa per ricordare la
posa della Madonnina e i morti della guerra.
La
Seconda Guerra Mondiale, ed in particolare il periodo
che va dalla caduta del fascismo (25 luglio 19439) al
suo ritorno al potere dopo alcuni mesi (8 settembre) nel
bassanese si formano le brigate partigiane antifasciste
che si concentrano, per la maggior parte sul Massiccio
del Grappa, in modo da controllare la Valsugana, via di
collegamento della Germania con le forze naziste
operanti in Italia.
Nel
luglio del 1944 i nazi-fascisti rispondono alla
guerriglia avviata dai partigiani con un tragico
rastrellamento nel quale impiegano 15-20000 uomini
contro 1500 partigiani. In loro onore, vicino
all’Ossario viene posta una statua in bronzo, il
Monumento al Partigiano, opera dello scultore Augusto
Murer.
LE
TRE BATTAGLIE DEL GRAPPA
PREMESSA
L'avversa
conclusione della dodicesima battaglia dell'Isonzo, con
la rottura del nostro fronte a Caporetto ed il
necessario ripiegamento dell'esercito italiano sul Piave
portarono, nel novembre 1917, il Monte Grappa in prima
linea a sbarramento del settore montano tra il Brenta e
il Piave.
Le
nostre truppe, dopo una drammatica ritirata, pervennero
alla nuova linea logore e stremate. Il disastro venne
evitato grazie alla forza d'animo ed all'esperienza del
Comandante Supremo, Generale Luigi Cadorna, il quale,
nella circostanza, seppe coordinare il ripiegamento.
E
malgrado la stanchezza e le gravi condizioni logistiche
e tattiche, i nostri soldati si prodigarono alacremente
per costruire una nuova barriera difensiva atta ad
arrestare definitivamente il nemico che imbaldanzito dai
recenti successi, puntava alla totale distruzione
dell'Esercito Italiano.
La
conquista del Grappa, infatti, avrebbe consentito agli
austo-ungarici di dilagare nella sottostante pianura
veneta e colpire alle spalle il nostro schieramento sul
Piave, dal Montello al mare.
Consci
dell'importanza del loro compito - "Monte Grappa tu
sei la mia Patria" diceva la loro canzone -, i
soldati del Grappa, anche a costo dei più gravi
sacrifici, nella prima e seconda battaglia difensiva
contesero accanitamente ogni palmo di terreno
all'irruenza nemica, sino a stroncarne ogni velleità
offensiva e travolgerla per sempre con la terza
battaglia dell'ottobre 1918.
LA
BATTAGLIA DI ARRESTO
La
prima battaglia difensiva - quella di arresto
dell'avanzata nemica - si svolse in due fasi: dal 14 al
26 novembre e dall'11 al 21 dicembre 1917.
Preceduti
da un attacco ch'era stato però contenuto
sull'Altopiano di Asiago, gli austro - ungarici, dopo
una massiccia e violenta preparazione di artiglieria, il
14 novembre attaccano in forze le nostre nuove linee
avanzate, tra Cismon e Piave; la lotta diventa sempre più
aspra e accanita ed il nemico fa ricorso a tutti i mezzi
di distruzione in suo possesso: dalle granate di grosso
calibro, ai lancia fiamme, ai gas asfissianti.
Aggredisce da est e da ovest il massiccio del Grappa e
ne sgretola le difese avanzate a costo di gravissime
perdite.
Dal
16 novembre vengono via via coinvolti il M. Tomatico, il
M. Roncone e il Prasolan; poi, dal 20 novembre, le quote
ed i costoni che convergono a raggiera su Cima Grappa:
Col Caprile, M. Pertica, M. Fontanasecca, Col della
Beretta, M. Salarolo, M. Spinoncia e M. Tomba. Località
tutte di cui si leggerà poi il nome inciso sulle steli
che fiancheggiano la Via Eroica del Sacrario. Per più
volte il nemico viene respinto, ma ripete gli attacchi
accanitamente, con forze sempre maggiori.
Il
26 novembre, con un violento combattimento, la brigata
"Aosta", reparti del 94° fanteria e del
battaglione alpino "Val Brenta" ricacciano da
Col Beretta al divisione austro - ungarica
"Edelweiss" ed ha termine la prima fase della
battaglia di arresto. Essa è stata la più dura e la più
importante perché venne sostenuta dai nostri soldati
quando non era stata ancora superata la terribile crisi
della ritirata.
Nonostante
l'accanimento degli attacchi, condotti con netta
superiorità di forze, il nemico venne fermato dal
disperato eroismo dei nostri soldati. Sul Grappa, come
sul Piave, il sodato italiano compì prodigi di valore,
superiori ad ogni aspettativa e riuscì a bloccare tutti
i tenacissimi sforzi austriaci per mettere fuori
combattimento l'Italia.
Fu
solo dopo questa dura prova che, riacquistata la fiducia
nelle nostre reali capacità, le truppe Alleate affluite
in Italia, il 5 dicembre entrarono in linea da Monfenera
a Nervesa con il XXXI C.A. francese ed il XIV C.A.
britannico. Riordinate le sue forze, l'11 dicembre il
nemico riprende con rinnovato vigore l'offensiva.
Riappaiono ancora nel vivo della lotta Col della Beretta,
Col dell'Orso, M. Spinoncia, Col Caprile, M. Asolone.
Nonostante
la nostra strenua resistenza, il nemico riesce a
strapparci il Valderoa e l'Asolone, giungendo ad
affacciarsi sulla piana di Bassano. Ma gli ulteriori
attacchi sono ovunque respinti ed il 21 dicembre il
nemico desiste da ogni ulteriore tentativo.
La
battaglia d'arresto è così vinta.
LA
BATTAGLIA DIFENSIVA
Durante
la stasi invernale, la nostra organizzazione difensiva
venne rafforzata con lavori in roccia, trinceramenti,
postazioni e reticolati, in previsione di altri e più
massicci attacchi.
La
nostra sistemazione sul Grappa era assai difficile perché
eravamo ormai ridotti alle ultime propaggini montane
verso la pianura, tanto che il Gen. Conrad definì la
nostra condizione: "quella di un naufrago
aggrappato ad una tavola di salvataggio, per cui sarebbe
bastato mozzargli le dita per vederlo annegare".
Ma
doveva fare i conti con la tenacia e il valore dei
nostri soldati.
Venne
aperta nella viva roccia, al di sotto della cima del
massiccio, la famosa galleria Vittorio Emanuele III.
L'opera
- vero capolavoro d'ingegneria militare - fu dotata di
formidabili postazioni di artiglieria in caverna e di
sbocchi offensivi per i contrattacchi.
Il
piano nemico prevedeva di sferrare con una armata - la
11a - l'attacco principale dagli Altopiani e dal Grappa
per giungere, attraverso la piana di Vicenza, alle
spalle delle nostre difese sul Piave che la 5 e 6 Armata
austro - ungarica avrebbero attaccato frontalmente.
La
grande battaglia, dall'Astico al mare, che prese poi il
nome di Battaglia del Solstizio, si accese nella notte
del 15 giugno 1918. Fu improvvisa ma non inattesa dal
nostro Comando Supremo che, avuto sentore delle
intenzioni del nemico, riuscì a far scatenare un
potente tiro di contropreparazione quasi
contemporaneamente a quello di preparazione delle
artiglierie nemiche, riducendone sensibilmente gli
effetti distruttivi. Sul Grappa, nell'attacco che ne
seguì, gli austriaci, protetti da una fitta nebbia,
riuscirono ad irrompere nelle nostre prime linee del IX
C. A. e raggiungere Col del Moins e Col Moschin,
spingendo pattuglie fino al Ponte San Lorenzo.
Anche
al centro, nel settore del VI C.A., il nemico attacca
direttamente Cima Grappa da più direzioni; a destra,
nel settore del XVIII Corpo, dopo ripetuti attacchi e
contrattacchi, riesce ad affermarsi sulla linea Solarolo
- Valderoa.
Ma
la sua irruenza viene subito bloccata e nella giornata
successiva, il 16 giugno, i nostri irresistibili
contrattacchi riescono a ricacciare il nemico da quasi
tutte le posizioni conquistate.
Sul
basamento della colonna romana collocata a Ponte San
Lorenzo, la nostra vittoriosa reazione è ricordata
dall'epigrafe: "Qui giunse il nemico e fu respinto
per sempre il 15 giugno 1918".
Il
Comando Supremo, nel citare all'ordine del giorno
l'eroico comportamento dell'Armata del Grappa, così
dice nel bollettino di guerra del 18 giugno:
"ciascun sodato, difendendo il Grappa, sentì che
ogni palmo del monte era sacro alla Patria".
Le
640 medaglie al valor militare concesse per quella
battaglia, di cui 486 a sodati, ne sono la luminosa
dimostrazione. La vittoriosa conclusione della battaglia
difensiva ebbe un effetto determinante per l'esito della
dura guerra contro l'Impero austro - ungarico.
LA
BATTAGLIA OFFENSIVA
Il
compito affidato all'Armata del Grappa era quello
d'irrompere nel solco feltrino per facilitare l'azione
dei rottura delle Armate 8 e 10 dal Piave verso Vittorio
Veneto.
All'alba
del 24 ottobre 1918 venne accesa - questa volta per
nostra iniziativa - la terza battaglia del Grappa. La
battaglia, preceduta dal violento tiro di preparazione
della nostra artiglieria, si sviluppa sull'Asolone, Cima
Pertica, Osteria del Forcelletto, Prassolan e Valderoa,
dove d'impeto vennero raggiunti importanti successi,
nonostante la tenace difesa ed i ripetuti contrattacchi
mossi dal nemico il 27 e 28 ottobre, contro il Pertica
ed il Valderoa.
Il
29 ottobre la 4 Armata, in concomitanza della grande
battaglia offensiva del Piave, balza in avanti in tutti
i settori, irrompe come una valanga sul nemico e ne
travolge ogni residua resistenza.
Alle
ore 15 del 3 novembre (ora dell'armistizio) l'Armata
raggiunge la linea Borgo in Val Sugana - Fiera di
Primiero in Val Cismon.
La
battaglia è vinta! L'Armata del Grappa ha ben assolto
il compito che la Patria aveva ad essa affidato.
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Luoghi
da
visitare sul Monte Grappa |
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SULLE
TRACCE DELLA GRANDE GUERRA
- Frequentato sin dal `700 da botanici
interessati alla particolare flora di quest'area
prealpina, il Grappa diventò nel secolo scorso
la montagna di casa dei bassanesi, che, attirati
dai vasti panorami godibili da queste alture,
sulla cima costruirono il rifugio Bassano. Fu
però nel corso della prima guerra mondiale che
il Grappa balzò alla ribalta della storia,
meritandosi, per il ruolo di primo piano svolto
nelle fasi decisive della guerra, l'appellativo
di "monte sacro alla Patria". Alla
fine del conflitto il Grappa è un immenso
cimitero: ben 23.000 sono stati i morti, decine
di migliaia i feriti da ambo le parti. I resti
di quella che fu la grande quarta armata sono
ora tumulati nel sacrario monumentale eretto
sulla cima della montagna
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IL
MUSEO DELLA GUERRA
- Una ricerca, compiuta dalla Comunità Montana
del Brenta per ricostruire lo svolgersi delle
fasi dei combattimenti sul massiccio attraverso
i documenti fotografici originali, ha portato
all'allestimento del museo della prima guerra
mondiale presso la locanda al Finestron
(raggiungibile seguendo la statale del Grappa
fino a Ponte San Lorenzo, quindi deviando per
Lepre). Partendo dalle cartoline e dai manifesti
di propaganda bellica, volti a sostenere il
morale della truppa o ad incitare la popolazione
al sovvenzionamento delle spese militari, la
rassegna fotografica passa ad esaminare le
strade, le teleferiche, gli acquedotti, le
gallerie, le trincee predisposte per rendere il
Grappa fortemente munito in vista di una lunga
ed impegnativa resistenza. Non mancano scene di
vita di campo e di battaglia, immagini
dell'artiglieria a disposizione degli eserciti
contendenti, mappe evidenzianti la disposizione
delle truppe e degli armamenti. I cimiteri di
guerra, le fasi di costruzione del sacrario
monumentale ed i paesi distrutti dai
bombardamenti concludono l'esposizione, rendendo
ben comprensibile quel che la guerra ha
significato per le nostre zone in termini di
sacrifici umani. L'interesse della mostra è
legato non solo alle immagini presentate, ma al
fatto che alle stesse sono intercalati, a
commento, significativi brani tratti dai
discorsi del generale Giardino, comandante
dell'armata del Grappa, e di monsignor Todesco
di Solagna, che presenta invece il punto di
vista della popolazione civile.
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LA
MOSTRA DEI CIMELI
- A breve distanza dal museo, presso l'albergo
San Giovanni, è stata allestita una mostra dei
cimeli della grande guerra. Il piccolo museo
"Roberto Favero" raccoglie una vasta
gamma di oggetti appartenuti ai soldati degli
opposti eserciti che si affrontarono durante la
prima guerra mondiale sul Monte Grappa.Nelle
vetrine del museo si possono osservare numerosi
pezzi di equipaggiamento leggero, come fucili,
baionette, daghe, pugnali, sciabole. E poi
oggetti di buffetteria varia, quali fibbie con
cinturoni in cuoio italiani, austriaci,
ungheresi e tedeschi, da ufficiali e da truppa,
nonché berretti appartenenti alle varie armi e
qualche giubba da combattimento austriaca ed
italiana. Sono presenti pure vari elmetti e
decorazioni, gavette per il rancio dei soldati,
borracce, posate e qualche bottiglia, rinvenute
negli ex accampamenti.
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UNA
VISITA RAGIONATA -
Chi voglia rivivere la guerra sul Grappa, dopo
la visita al complesso monumentale della Cima,
potrà continuare il suo itinerario attraverso i
musei del Finestron e di San Giovanni. Per
prendere visione dei campi di battaglia, con una
breve passeggiata potrà raggiungere il Col
Berretta o il Col Fenilon, mentre per toccare
con mano 1'infrastrutturazione bellica potrà
visitare la trincea di San Giovanni o di malga
Col del Gallo e le gallerie di Col Campeggia
(per quest'ultimi itinerari si veda il paragrafo
dedicato alle passeggiate).
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IL
SACRARIO

Il
sacrario sorge sulla cima del M.te Grappa, a quota
1.776. Vi sono custoditi i resti mortali 12.615 caduti
italiani, di cui 10.332 ignoti, e di 10.295 caduti
austriaci,di cui 10.000 ignoti. Il sacrario venne
costruito nel 1935 su progetto dell'archi- tetto
Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni.
La struttura, simile a una fortificazione militare, con
forme decise e geometriche, si erge verso l'alto
attraverso il corpo centrale della struttura, che ospita
le salme dei caduti italiani. I loculi sono distribuiti
in cinque gironi concentrici, degradanti a tronco di
cono, dell'altezza ciascuno di 4 metri. I militi
riconosciuti sono in urne singole, distribuite in ordine
alfabetico, coperte da una lastra di bronzo con il nome
e le decorazioni. I caduti ignoti sono in urne comuni più
gradi, che si alternano alle piccole urne singole. Tra
il 4° e il 5° anello si trova la tomba del Maresciallo
D'Italia Gaetano Giardino, che prima di morire (nel
1935), aveva espresso il desiderio di essere seppellito
tra i soldati della "Armata del Grappa". Una
grande scalinata composta da cinque rampe di scalini,
porta sulla cima del monte e del sacrario, dove si erge
il santuario della Madonnina del Grappa. Il tempietto di
forma circolare, coperto da una cupola metallica e
sovrastato da una grande croce, custodisce la Madonnina
del Grappa, mutilata nel gennaio 1918 da una granata
austriaca e pazientemente ricomposta. L'effige della
Madonna venne consacrata dal Cardinale Sarto, poi Papa
Pio X. La cappella è meta di pellegrinaggio la prima
domenica di agosto.
Dal piazzale del tempietto parte un grande viale
lastricato in pietra bianca, la Via Eroica, che dopo
circa 250 metri raggiunge il Portale Roma, passando
attraverso due file di grandi cippi che ricordano i
luoghi dei principali eventi e delle battaglie.
Al termine della Via Eroica sorge un massiccio edificio
in blocchi di pietra, il Portale Roma, che nella parte
superiore ricorda un enorme sarcofago. Questa
costruzione è stata regalata dalla città di Roma e
progettata dall'architetto Alessandro Limongelli e
permette di accedere al sacrario preesistente a quello
attuale, che è ricavato sottoterra e accessibile anche
tramite la galleria Vittorio Emanuele III. Sopra il
Portale Roma si trova l'osservatorio, un'ampia terrazza
che permette di godere lo splendido panorama della
montagne circostanti. Tramite una planimetria in bronzo
è possibile identificare anche i luoghi di interesse
storico.
A nord-est del Portale Roma troviamo il settore
austro-ungarico. Si tratta di una costruzione in pietra
che ricorda un tempietto. Ai due lati, in una
sistemazione analoga a quella italiana, troviamo i resti
dei 295 caduti identificati, mentre gli ignoti sono
raccolti in due grandi urne al centro della costruzione,
accanto alla cappelletta.
LA
ZONA MONUMENTALE DEL GRAPPA
Istituita
con Decreto Legge del 29/10/1922, nr. 1386 e successivi
Decreti Ministeriali del 14/12/1967 e 11/12/1973, si
estende al di sopra della quota 1.700 metri con lo
sperone della "Nave". Oltre al Sacrario vero e
proprio essa comprende la Galleria Vittorio Emanuele III,
la Caserma Milano e la Casa "Armata del
Grappa".
GALLERIA
VITTORIO EMANUELE III
E'
un'opera di fortificazione militare veramente grandiosa,
realizzata in 10 mesi, dal novembre 1917. Fu progettata
dal Col. del Genio Nicola Gavotti per potenziare la
difesa del Massiccio del Grappa.
Ha
uno sviluppo in galleria di circa 5 Km. costa di un
braccio principale di mt. 1500 da cui si irradiano
numerosi rami secondari verso le postazioni dei pezzi di
artiglieria e delle mitragliatrici, gli osservatori e
gli sbocchi per sortite controffensive.
La
galleria, ricavata al di sotto della Cima Grappa, è
alta mt. 3 e larga da 1.80 a 2.50 - fu necessario
asportare circa 40.000 mt cubi di roccia impiegando 24
perforatrici meccaniche. Essa venne armata e dotata di
impianti tecnici e logistici tali da consentire ai
reparti incavernati (circa 15.000 uomini con 72 cannoni
e 70 mitragliatrici) la vita ed il combattimento per
lungo tempo.
Gli
approntamenti difensivi della galleria concorsero
efficacemente ad assicurarci il possesso dell'imponente
massiccio nel corso della seconda e della terza
battaglia del Grappa. Accanto all'ingresso della
galleria, sorge il cippo ricordo ai Caduti partigiani
sul Grappa nel periodo 1943-1945.
STRADA
CADORNA
La
Strada Cadorna è tra le maggiori opere militari della
zona: da Bassano, per Osteria del Campo, consente di
raggiungere rapidamente la vetta del Grappa a quota
1.776. Venne fatta costruire nel 1916 dal Generale di
cui porta il nome. Si rilevò di eccezionale importanza
strategica per l'organizzazione difensiva e logistica
del sistema di difesa dell'intero massiccio.
CASERMA
MILANO
Venne
costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale
addetto ai lavori stradali e di fortificazione del
Grappa.
Addossata
alla parte rocciosa, consentiva agli occupanti di
raggiungere direttamente la galleria Vittorio Emanuele
per mezzo di un cunicolo. L'edificio è ora adibito a
Museo Storico.
In
un edificio adiacente la Caserma Milano, periodicamente
o a richiesta delle comitive vengono proiettati
gratuitamente documentari cinematografici dell'epoca,
che illustrano sinteticamente la guerra 1915 - 1918 nel
settore montano.
CASA
ARMATA DEL GRAPPA E RIFUGIO BASSANO
Il
grandioso rifugio costruito sul Grappa, dispone di: Bar,
Ristorante e sala colazione al sacco. Telefono per
chiamate Nr. 0423-53101.
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Itinerari
sul Monte Grappa
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PASSEGGIATE
ED ESCURSIONI
Le
passeggiate che seguono sono state scelte per portarvi a
visitare i luoghi più caratteristici del Grappa, con
itinerari assolutamente facili e fattibili con calma nel
giro di un paio d'ore.
Proprio per questo li consigliamo alle famiglie per una
simpatica scampagnata o il pic-nic domenicale.
Il sentiero
degli scalpellini
Davanti al ristorante Passator Cortese prendere la prima
stradina a sinistra. Dopo un centinaio di metri inizia
il percorso, attrezzato anche per i disabili che vi
possono transitare in carrozzella. Ampie vedute sullo
sbocco del Canal di Brenta e la pianura. Da visitare,
all'interno di una vecchia cava di pietra, la casetta
dello scalpellino, in cui è allestita una mostra sulla
natura del Grappa. Continuando, si può arrivare alla
chiesetta di Costalunga.
La
mulattiera di Campo Solagna
Dall'area di sosta dei "Nosellari" si
attraversa la statale per raggiungere il colletto che si
affaccia sulla Valbrenta. Una bella mulattiera selciata
porta a Campo Solagna con continue ampie vedute sulla
valle sottostante.
Le gallerie
di Col Campeggia
Da Campo Solagna si sale al Col Campeggia per la prima
strada che si trova sulla destra (ci si può arrivare
anche dall'area di sosta "Cava di pietra", per
la strada antistante). Poco oltre il colle, un sentiero
a sinistra (indicazioni) porta ad alcune gallerie di
guerra che si internano piuttosto profondamente nella
montagna (per visitarle è indispensabile una torcia
elettrica). Il sentiero continua poi attraversando
alcune trincee, fino a tornare sulla strada non molto
lontano dal punto di partenza.
Il Pertuso
Da Campo Solagna si prende la strada per San Giovanni.
Al primo tornante si continua dritti per un paio di
chilometri con splendide vedute "a volo
d'uccello" sulla sottostante Valbrenta. Si scende
per una ventina di metri a sinistra per una stradina ed
ancora a sinistra per un sentiero. Si arriva così al
Pertuso, un ponte di roccia che scavalca la testata
della Valgrande. Qui ci si potrà anche dissetare ad una
delle rarissime sorgenti del Grappa.
Il sentiero
natura di malga Col del Gallo
Attorno a malga Col del Gallo, tra boschi, pascoli e
trincee, un sentiero naturalistico autoguidato con
tabelle esplicative porta a scoprire la vita in malga,
la natura, la storia ed il paesaggio del Grappa.
Presso la malga non si può mancare di visitare il
piccolo museo della civiltà contadina e la
caratteristica "giassara" con copertura a
"fojaroi".
La trincea di
San Giovanni
Davanti all'albergo San Giovanni scende un sentierino
che in breve raggiunge la trincea. La si percorre
completamente, camminando al suo interno, fino a
ritornare sulla strada nei pressi dell'albergo.
Lungo il percorso, alcune tabelle didattiche illustrano
la vita dei soldati in trincea.
Il
Col Fenilon ed il Col Moschin
Dall'albergo San Giovanni ai Colli Alti si prosegue per
circa un chilometro lungo la strada che porta al
Finestron. Al primo bivio si prende a sinistra fino ad
un cippo, da cui in breve, per prati, alla croce del Col
Fenilon (m.1327). Ridiscesi per il medesimo itinerario
fino al cippo, si continua per la strada che, in
direzione ovest, porta attraverso i pascoli alla sommità
del Col Moschin (m.1279). Una colonna romana ricorda i
reparti che su quel baluardo difensivo parteciparono
all'arresto nemico. Opponendo una tenace resistenza,
specie il 15 giugno 1918 quando Col Fenilon e Col
Fagheron erano caduti in mano nemica, essi riuscirono a
mantenere la posizione fino al giorno dopo, contribuendo
così alla riconquista delle posizioni perdute.
Il panorama, amplissimo, abbraccia l'altopiano dei Sette
Comuni, Cima d'Asta, le Pale di San Martino, le Vette
Feltrine ed i vicini colli del Grappa.
Il Col
Berretta e l'Asolone
Dalla locanda del Finestron una stradicciola, presto
trasformantesi in sentiero, risale il crinale del Col
della Berretta fino alla cima (m.1448). Una piramide con
lapide riporta il bollettino del comando supremo del 27
novembre 1917, in cui si citano gli atti d'eroismo
compiuti dalla brigata Aosta per respingere un attacco
in massa delle forze nemiche. Per l'evidente crestone
prativo si continua quindi fino alla croce del monte
Asolone (m.1520). Posizione essenziale per la nostra
difesa, dopo violenta lotta essa fu travolta il 18
settembre 1917. Venne poi più volte ripresa e perduta
dalle nostre fanterie che, respinte, si abbarbicarono a
pochi metri dalla vetta ed attesero il 30 ottobre 1918
per ricacciare, con sforzi cruenti, il nemico.
La vista spazia a sud sulla testata della Valle di Santa
Felicita e su Val delle Foglie, a nord sulla Val Cesilla,
da cui provenivano le riserve austriache attaccanti.
Continuando per i dossi prativi degli Asoloni si può
facilmente arrivare, con un'altra ora di cammino, alla
cima del Grappa.
Dal Grappa al
Pertica
Dal Rifugio Scarpon sale direttamente verso Cima Grappa
un sentiero che, poco sotto a questa (la cima si può
raggiungere camminando a fianco di una trincea che
sbocca proprio davanti al "Portale di Roma"),
incrocia il "sentiero dei cippi", così
chiamato per le numerose lapidi a ricordo di fatti di
guerra. Lo si segue verso sinistra fino ad un tornante
della mulattiera militare che porta a Cima Grappa. Si
scende per questa fino al Monte Pertica o al Forcelletto,
da cui si rientra per la strada del Grappa.
La cima del monte Pertica era il punto più avanzato
delle linee austriache verso il Grappa. Sotto la croce
di vetta, alcune lapidi bronzee ricordano le
innumerevoli vittime cadute per la conquista di questo
monte.
TREKKING:
IL GIRO DEL GRAPPA
Dalla chiesetta
di Campo Croce si va verso nord fino al tornante dal
quale si prosegue diritti sempre su asfalto in salita,
per scendere, poco dopo un villaggio, in un bellissimo
bosco di faggi, ad un tornante che si abbandona per
salire a destra su sterrato. Dopo due tornanti,
tralasciata sulla sinistra una mulattiera, si sale su
terreno sconnesso fino a Malga Osteria Vecia m.1261; ad
un tornante si prende verso destra entrando nella Val
Poise; si prosegue sempre su terreno sconnesso in
direzione est per congiungersi con la strada asfaltata
Campo Croce - Cima Grappa presso un incrocio a quota
1487 m. Si continua a salire per la suddetta fino a
congiungersi, poco sotto il Rifugio Bassano, con la
Strada Statale 141 dopo un bel monumento al Partigiano.
Saliti al piazzale del parcheggio si prende a destra ,
verso nord, un sentiero che scende (tabella indicante
"sbocchi cannoni galleria"); dopo 1.3 Km, ad
una curva tra pareti rocciose lo si abbandona per
scendere verso sinistra, lungo 4 tornanti, nei pressi
della Malga Cason dei Lebi m.1480. Subito a sinistra si
arriva al rifugio Bocchette m.1322, aperto in stagione.
Ripreso l'asfalto si scende al fondovalle per risalire
con due tornanti all'Albergo Forcelletto m.1390. A
fianco dello stesso si stacca una strada sterrata, segno
B.R. CAI, che proseguendo verso nord-ovest porta a malga
Fiabernù m.1404, quindi scende lungo la dorsale del Col
dei Prai, si fa erbosa; oltrepassato un bosco di abeti e
larici, continua fino ad arrivare nei pressi di casa
Fratte m.1284, per immettersi sulla strada sterrata. Si
piega verso sinistra scendendo tre tornanti fino a malga
La Rotonda m.1058. La strada aggira il colle, punta
verso sud e dopo 500 m, ad un bivio, continua verso sud
su strada piana per 3 Km fino a casa Costa Alta, indi,
una breve salita incrocia la strada asf. sul fondo della
Val Cesilla m.914, dopo aver lasciato sulla destra una
strada che scende. Continuando verso destra in salita si
arriva alla contrada Magnola m.1210, oltre la quale si
prende la prima di sinistra ste rrata (tabella
"Regione Veneto"), che sale con 3 tornanti nel
folto bosco di di pini e dopo 2 Km giunge al Cason delle
Fratte m.1382. Prosegue in salita fino al Cason delle
Farine m.1428 da dove, abbandonata la strada sterrata,
si sale verso destra alla sella Col delle Farine m.1480;
da qui si scende su sentiero erboso alla casa Pra di
Reato, casa Paina, fino a poco sotto la malga Cason
d'Oro. Per la prima di sinistra, si scende ad un
tornante. A destra, dopo altri 2 tornanti, alla strada
asfaltata Campo Croce - Val dei Lebi, indi a sinistra
breve risalita fino al villaggio e successiva discesa a
Campo Croce come nell'andata.
PEDALATE
IN MOUNTAIN BIKE
Gli
itinerari proposti sono stati scelti per portarvi a
visitare i luoghi più caratteristici del monte Grappa,
attraverso percorsi comunque facili (sempre su strade
bianche), anche se di impegno diverso. Abbiamo indicato
con un asterisco quelli brevi, alla portata di tutti,
con due asterischi quelli con lunghi tratti in pendenza,
adatti a chi ha un minimo di allenamento. Tutti sono
comodamente percorribili nel giro di un paio d'ore.
Alcuni degli itinerari appena descritti sono stati
collegati in un circuito tabellato di 22 chilometri,
percorribile in circa due ore e mezzo, con partenza da
Val dea Giara ed arrivo a San Giovanni.
Ricordate
che non si può correre in bicicletta sui prati, nei
boschi e sui sentieri.
La strada
delle penise**
Da Campo Solagna si prende la strada per San Giovanni;
la si abbandona al primo tornante continuando invece
diritti a costeggiare per diversi chilometri il versante
ovest dei Colli alti, per lo più in piano o in leggera
salita. Splendide le vedute sulla sottostante Valsugana.
Ad un bivio, si prende a destra risalendo con alcuni
tornanti il pendio del Col Moschin, quindi in piano fino
al cippo del Col Fenilon, dove si incrocia la strada
che, a destra, porta in breve a San Giovanni. Da qui
bella discesa, per strada asfaltata, fino a Camposolagna.
Il giro del
Col Campeggia*
Da Campo Solagna si continua per la statale del Grappa
fino al termine della breve discesa, dove si imbocca, a
destra, la strada bianca che passa davanti alle piazzole
di sosta turistiche; alla fine di queste, ad un bivio si
prende la stradicciola di destra, poco dopo chiusa da
una sbarra. La si percorre lungamente fino ad un
tornante della statale del Grappa, da cui si risale a
Camposolagna.
La dorsale
dei Colli Alti**
Da San Giovanni si continua per la strada che porta al
Finestron fino alle case di Prà Fiolo. Fra queste si
interna una strada che, prima della discesa, si
abbandona per prenderne a destra un'altra che costeggia
lungamente il versante dei Colli alti rivolto verso la
Valsugana. Alla fine si sbocca sulla strada San
Giovanni-Finestron, che si segue a destra per tornare al
punto di partenza.
Il giro del
Col Fagheron*
Da San Giovanni si prosegue per la strada che porta al
Finestron fino al bivio sotto al Col Fenilon; si prende
a sinistra (cippo), quindi ancora a sinistra, e si
continua sul versante del Col Fagheron rivolto verso la
Valsugana. All'incrocio con la strada asfaltata, la si
attraversa e si prosegue in leggera discesa, quindi a
sinistra in salita per ritornare infine al punto di
partenza.
Le malghe di
Val San Lorenzo**
Da Ponte San Lorenzo si prende per il Lepre e, poco dopo
il capitello, la strada bianca che sale verso il monte
Asolone. A malga Dadane si continua a sinistra in salita
lungo la valle fino ad incrociare la strada che scende
da Malga Monte Asolone. A sinistra, con alcuni
saliscendi, fino ad una malga abbandonata davanti alla
quale scende una stradicciola che riporta in Val di San
Lorenzo.
Malga Monte
Asolone*
Dal ristorante Val dea giara si risale l'omonima valle
fino al bivio, dove si prende a sinistra per malga monte
Asolone. La strada è tutta asfaltata. Al ritorno, dopo
aver percorso il primo tratto, in corrispondenza di un
ampio tornante affacciato a nord parte una strada bianca
che si ricollega all'itinerario precedente.
Le valli di
Campoderoa e della Manara**
Dal Lepre si ridiscende verso Ponte San Lorenzo fino al
gruppo di villette poste allo sbocco della Val
Campoderoa. Si risale per quest'ultima pressoché in
piano fino alle malghe. Da qui una ripida ma breve
salita porta sulla strada San Giovanni-Finestron. A
destra, fino alle case di Prà Fiolo. Poco dopo, in
corrispondenza di un ampio curvone, a destra scende la
stradicciola che, percorrendo la Val della Manara,
riporta al Lepre.
Il Col della
Berretta**
Dal Lepre verso il Finestron fino al condominio della
Travajetta. Da qui, a destra, si risale per la strada
che porta a malga Col della Berretta, posta appena sotto
all'omonimo colle.
Il giro delle
malghe**
Un chilometro dopo il Finestron, poco prima di contrada
Magnola, una strada a destra sale a Malga Fratte.
Più in piano, traversa poi lungamente fin poco sotto
Malga Farine, per poi scendere a malga Termine.
Continuare la discesa fino al bivio, da cui a sinistra
risale la strada che porta a Magnola.
Il giro del
Monte Pertica*
Dal rif. Scarpon ci si dirige verso il Forcelletto. In
vista della croce del Monte Pertica, si prende la strada
a destra che, valicando un basso colle, scende poi
sull'altro versante fino a raggiungere il Forcelletto.
Da qui al punto di partenza per la statale.
Il monte
Grappa**
Come per l'itinerario precedente fino al colle del
Pertica. Si continua a destra percorrendo la vecchia
strada militare che porta all'osservatorio di Cima
Grappa.
Il Col dei
Prai**
Dietro alla locanda, una strada bianca porta a malga
Fiabernù. Si scende per il crinale del Col dei Prai
fino alla strada che, costeggiando lungamente verso cima
Grappa, porta in Val Cesilla. La si risale fino al
Forcelletto, passando per malga Pertica e Busetto.
Il circuito
per mountain bike dei colli alti (23 km. - ore 2.15)
Dal ristorante Val dea Giara si risale l'omonima valle
fino al bivio, dove si prende a sinistra in direzione di
malga monte Asolone. La strada, in questo primo tratto,
è tutta asfaltata. In corrispondenza di un ampio
tornante affacciato a nord parte una strada bianca.
Inizialmente in discesa, poi con alcuni saliscendi, la
strada raggiunge una piccola malga per poi ridiscendere
in Val di San Lorenzo, davanti al gruppo di villette
poste allo sbocco della Val Campoderoa. Si risale per
quest'ultima pressoché in piano fino alle malghe. Da
qui una ripida ma breve salita porta sulla strada San
Giovanni-Finestron. A destra, seguendo quest’ultima,
fino alle case di Prà Fiolo. Poco dopo, in
corrispondenza di un ampio curvone, a destra scende la
stradicciola che, percorrendo la Val della Manara, porta
al "Lepre". Al bivio, poco sotto al "Finestron",
si prende a sinistra fino al curvone sotto il Col
Caprile. Si abbandona la strada asfaltata e, sempre
seguendo le indicazioni, ci si inoltra per una
mulattiera che fiancheggia i Colli Alti dal lato
Valsugana. Nei pressi di case Prà Fiolo, la strada
bianca scende al "Saccon" e risale quindi a
malga Col Moschin per proseguire poi in piano fino a
casa Gennari. Una breve ma ripida salita riporta in
quota al rif. Alpe Madre, da cui si continua in piano,
contornando il Col Fagheron. All'incrocio con la strada
asfaltata, la si attraversa e si prosegue in leggera
discesa, quindi a sinistra in salita fino a San
Giovanni. In discesa, per strada asfaltata, si torna in
breve al punto di partenza.
GLI
ITINERARI DI SCI ESCURSIONISTICO
I
dolci pendii, gli ampi crinali e la presenza di strade
innevate fanno del Grappa il terreno ideale per la
pratica dello sci da fondo escursionistico.
Non si troveranno in questa zona itinerari battuti da
mezzi meccanici e l'affollamento diventato ormai
consueto nelle piste d a
fondo dei più noti comprensori sciistici, ma nevi
intatte o le tracce dei pochi che ci hanno preceduto.
Ciononostante gli itinerari proposti, scelti tra quelli
più interessanti dal punto di vista ambientale e
panoramico, sono tutti facilmente rintracciabili in
quanto svolgentisi su costoni, mulattiere o strade
innevate.
Per la maggior parte si tratta di piste di media
difficoltà, affrontabile da chiunque sappia
destreggiarsi in discesa su una strada innevata o un
breve pendio; non mancano però itinerari alla portata
dei principianti che possono trovare degli anelli facili
e divertenti: a questi consigliamo il percorso Finestron
San Giovanni e ritorno (it. n. 5), la Val delle Saline (it.
n. 6) e la strada Scarpon-Forcelletto (it. n. 1).
Chi si accosta per la prima volta a questa montagna
troverà un magnifico itinerario nella cresta degli
Asoloni (it. n. 8) dalla quale lo sguardo spazia
contemporaneamente sulla pianura veneta e sulle Dolomiti
(il percorso può essere abbreviato raggiungendo la
quota di m. 1434, posta a breve distanza dal Monte
Asolone, con lo ski-lift del Lepre.
I più allenati potranno chiudere l'anello percorrendo
il grand tour del Grappa che, toccando le zone più
belle ed incontaminate del Massiccio, può validamente
reggere il confronto con i più noti raids delle Alpi.
Belle discese, adatte piuttosto allo sci - alpinismo,
potranno essere effettuate dal Monte Asolone, verso la
Val delle Saline o la Val della Giara e dal Monte
Grappa, per il rifugio Scarpon fino a Malga Busetto; con
forte innevamento è possibile giungere a Cismon del
Grappa attraverso la Val Cesilla.
1) Scarpon -
Malga Fiabernu' - Cima Grappa (Km. 15.5 )
Dal rifugio Scarpon si percorre verso nord la strada che
in leggera discesa porta alla locanda Forcelletto
(chiusa d'inverno). La si abbandona per prendere, dietro
a questa, uno strade forestale che aggira sulla sinistra
il Col di Buratto, fino ad arrivare a malga Fiabernu'.
Al bivio si prende a destra sboccando sulla strada che
riporta, ancora a destra, al Forcelletto. Per la vecchia
strada militare, che aggira a sinistra il Monte Pertica,
si giunge sino al Grappa da dove, con bella discesa su
un aperto costone (la partenza è da metà Via Eroica),
si arriva poco prima del rifugio Scarpon, oppure, più
facilmente, per la strada che scende da Cima Grappa,
allo stesso rifugio.
2)
Scarpon - Malga Termine - Malga Farine (Km.
11)
Come per l'itinerario precedente verso il Forcelletto;
poco prima, una strada sulla sinistra scende nella Val
Cesilla fino a malga Termine. Al bivio si prende, a
sinistra in salita, la strada che sale a malga Farine.
Da qui in breve alla cresta degli Asoloni che si risale,
in direzione del Grappa, fino al Rifugio Scarpon.
3) Scarpon -
Col dei Prai - Val Cesilla (Km - 22.5)
Come l'itinerario n. 1 fino alla Malga Fiabernu', al
bivio però si prende a sinistra, scendendo per la
dorsale del Col dei Prai fino alla località La Rotonda,
dove una strada verso sinistra (sud) taglia il fianco
della Val Cesilla fino ad arrivarne al fondo. Qui un
incrocio, per il cui ramo di sinistra si risale la valle
fino a malga Termine ed in breve alla strada
Scarpon-Forcelletto già percorsa all'andata.
4) Val dea
Giara - Monte Asolone (Km. 8)
Dalla trattoria Vli dea Giara si percorre per brevissimo
tratto la strada che risale la valle omonima per poi
prendere il primo bivio a destra; per strada e quindi
per l'aperto costone sovrastante si giunge alla cresta
degli Asoloni. A sinistra fino al Monte Asolone (m.
1.520) da dove si scende a sinistra (sud) per l'ampio
pendio fino a malga Monte Asolone, la cui strada di
accesso riconduce al punto di partenza.
5) Val Campo
de Roa - Col Fenilon - Finestron (Km. 10)
A metà strada fra Ponte San Lorenzo ed il Lepre un
bivio porta a sinistra in Val Campo de Roa. Giunti alle
malghe situate in fondo alla valle si prende a destra la
strada che sale fin sotto al Col Fenilon. La strada
pianeggiante porta verso nord (destra) in 7,5 Km. al
Finestron.
6) Lepre -
Val delle Saline - Monte Asolone (Km. 6)
Dalle ex scuole del Lepre una strada si inoltra in Val
delle Saline che si percorre completamente fino al Monte
Asolone.
Si scende, in direzione del Lepre, all'antistante quota
di m.1.487, da cui la valletta parallela all'ultima
parte della precedente riporta, con bella discesa, in
Vai delle Saline.
7) Lepre -
Malga Fratte - Finestron (Km. 7)
A metà strada tra il Lepre ed il Finestron, davanti ad
un condominio, una strada sale a destra fino a Malga
Spiadoni, sul crinale tra il Col della Berretta ed il
Monte Asolone. Si scende sull'opposto versante a Malga
Fratte, seguendone quindi in discesa la strada di
accesso. Al bivio, si risale a sinistra al Finestron.
8) Creste
degli Asoloni Cima Grappa (Km. 8.5)
Dietro alla ex locanda del Finestron si risale l'aperto
costone fino al Col della Berretta.
Di qui ha inizio la cresta degli Asoloni che, con
evidente percorso, conduce prima al Monte Asolone e
quindi a Cima Grappa.
Grand tour
del Grappa (Km. 28)
Dal Finestron a Cima Grappa per la cresta degli Asoloni
(it. n. 8); si scende per la vecchia strada militare
fino al Forcelletto (it. n. 1 inverso) da cui a Malga
Fiabernù e per il Col dei Prai al fondo Val Cesilla (it.
n. 3). All'incrocio si continua per la strada antistante
risalendo l'opposto versante fino alla località Magnola
e quindi al Finestron.
GLI
IMPIANTI DI RISALITA
Il
Grappa offre per lo sci da pista numerose possibilità
di fruizione, con il grande vantaggio di essere uno
degli ambiti sciabili più vicini alla pianura veneta.
Le sue piste sono adatte sia al principiante che allo
sciatore più esperto; l'innevamento è soddisfacente e
le piste sempre ben tenute.
Alcune di queste piste sono omologate FISI per gare di
slalom ed in esse operano alcuni maestri di sci che vi
tengono i loro corsi.
Questi gli impianti esistenti:
- Lepre:
uno ski-lift a servizio di una pista di media
difficoltà di m. 202 di dislivello e m. 1.600 di
lunghezza.
- Scarpon
(attualmente chiuso per ristrutturazione): due
ski-lift a servizio di due piste facili, l'una di m.
84 di dislivello e m. 500 di lunghezza, l'altra di
m. 111 di dislivello e m. 1.000 di lunghezza.
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