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Le Perle del Veneto

Le Perle del Veneto

... a 40-100 km. da Bassano
Nel linguaggio internazionale dell’arte, dire “Veneto” equivale a dire “colore”. Una intera cultura figurativa costruita sul colore. Così scoprire i luoghi e l’arte del Veneto significa spaziare nelle sfumature del colore, nell’armonia della luce e negli equilibri delle forme. Una sensibilità, quella dei veneti, determinata forse proprio dalle caratteristiche atmosferiche, dalla varietà dei toni e dalle gamme di questa terra.
Un’attitudine che si sviluppa in questa regione, nel corso dei secoli, attraverso l’influenza di tante civiltà ricche di storia e di cultura: dal paleolitico alle società preromane e romane, medievali dal rigore dell’euforia rinascimentale, dall’inventiva seicentesca, ad un Settecento dorato, dalle atmosfere mitteleuropee dell’Ottocento fino alle espressioni della cultura moderna e contemporanea.
Un racconto artistico di estrema ricchezza sparsa nelle grandi città del Veneto come nei piccoli centri, nelle campagne, anche in luoghi ameni e sperduti, ma non dimenticati dall’ingegno e dalla sensibilità di illustri artisti e di artigiani operosi.
Un immenso tesoro, da ammirare e da apprezzare in ogni piccolo dettaglio, luoghi da scoprire e dove trovare nei più nascosti meandri sorprese artistiche di enorme valore e di grande soddisfazione per l’anima e lo spirito.
L’arte nel Veneto è ovunque un enorme patrimonio dedicato a tutti coloro che vorranno apprezzarlo ed amarlo.
A Venezia, città d’arte per antonomasia, è sognata in tutto il mondo come meta di un fantastico viaggio; ma sono molte nel Veneto le città da scoprire. E non solo la Padova di Giotto e Mantegna, la Verona romana e romanica, la Treviso di Tomaso e Lorenzo Lotto, la Vicenza di Palladio.
Venezia (100 km.)

Piazza S. MarcoÈ una città unica al mondo. Sorta all’incirca mille e cinquecento anni fa sulle isole della laguna. Venezia si è sviluppata, sotto i condizionamenti del proprio caratteristico ambiente, in modo completamente diverso da ogni altra città italiana ed europea. In un’epoca in cui tutta l’Europa era una landa spopolata coperta di paludi e foreste. Venezia ha avuto relazioni strettissime con l’oriente del mondo attraverso quel che rimaneva dell’impero di Bisanzio in disfacimento, ultimo erede della grandezza dei Cesari. I Veneziani hanno saputo costruire una delle maggiori potenze economiche dell’età del Rinascimento ed hanno riempito la loro città di migliaia di opere d’arte, al punto che oggi noi possiamo con tranquillità parlare di Venezia come la capitale mondiale dell’arte. Ed ecco un rapido elenco dei monumenti che nessun viaggiatore anche solo di passaggio a Venezia potrebbe permettersi di tralasciare. Tra le chiese monumentali, bisognerà senza dubbio visitare la Basilica di San Marco sulla omonima piazza, la più conosciuta ed anche la più ricca di storia spirituale.Il ponte dei sospiri

Le due maestose Basiliche gotiche di Santa Maria Gloriosa dei Frari e SS. Giovanni e Paolo, capolavori emblematici rispettivamente dell’ordine francescano e domenicano, sono considerate vere e proprie chiese-museo per la quantità di opere d’arte in esse contenute.
S. Maria della Salute, è il gioiello del barocco veneziano, ed uno dei capolavori assoluti del barocco mondiale; essa affascina coi suoi ritmi curvilinei e le sue volute chi si ferma ad ammirarla dal Canal Grande.
S. Maria dei Miracoli, invece è una chiesetta rinascimentale, preziosa come uno scrigno tempestato di gemme. San Zaccaria, è una grande chiesa del rinascimento, in cui sono rimaste evidenti le tracce del passaggio attraverso epoche così diverse. L’interno è tappezzato di dipinti, tra i quali alcuni capolavori eccelsi. Le due chiese di San Giorgio maggiore e del SS. Redentore sono invece due classici capolavori di equilibrio compositivo creati dall’arte di Andrea Palladio. Tra gli edifici pubblici, visiteremo Palazzo Ducale con le sue collezioni di arte e di storia, la meraviglia gotica di Ca’d’Oro goduta dal Canal Grande. Istituzioni caratteristiche di Venezia sono senza dubbio le Scuole, che erano delle confraternite di cittadini che svolgevano attività con finalità sociale. La Scuola Grande di San Rocco, ancora esistente, si occupava, un tempo, dei malati e delle vittime della peste, oggi è un museo che presenta la più grandiosa rassegna di opere di Jacopo Tintoretto. Anche la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e la Scuola Grande di San Marco sono molto interessanti per la loro architettura, anche se sono state soppresse; invece la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, presenta un insieme di esaltanti tele di Vittore Carpaccio. Merita una visita attenta anche l’architettura rinascimentale di Ca’Vendramin Calergi, oggi sede del Casinò Municipale.

Per quanto riguarda i musei, le Gallerie dell’Accademia presentano una ricchissima collezione di pittura della scuola veneta dalle origini al Settecento. Il Museo Archeologico in piazza San Marco, è una tappa obbligatoria per gli appassionati: esso possiede una ricca collezione di statue greche e romane, affreschi romani, ceramiche greche ed etrusche, mummie egiziane, e poi monete, piccole sculture, ed altri reperti.
Vicino, il Museo Correr consente un’immersione nella pittura veneta dal Rinascimento all’Ottocento, oltre alla ricca collezione di mappe, monete, costumi dei dogi, ceramiche, avori intagliati, armi ed uniformi. Nel Palazzo Ducale ha sede il museo Dell’Opera che si occupa della conservazione del palazzo dalla ricca e complessa decorazione e delle sue ingenti collezioni di pitture, sculture, armi ed oggetti d’epoca. La Galleria Internazionale d’Arte Moderna (Ca’Pesaro) fornisce un’interessante rassegna dell’arte moderna veneta ed italiana tra Ottocento e primo Novecento.
La Galleria Franchetti, che ha sede in Ca’d’Oro, conserva opere di Mantegna, Bellini, Carpaccio, Tiziano ed inoltre sculture, ceramiche e bronzi. La Collezione Peggy Guggenheim che ha sede in Ca’Vernier dei Leoni sul Canal Grande, presenta una delle più importanti collezioni di opere d’arte contemporanea d’Italia e del mondo. La Pinacoteca Querini Stampalia, presso la omonima Fondazione conserva un’ampia collezione di pitture veneziane dal ‘400 al ‘700. Il Museo del Settecento Veneziano ha sede in uno splendido palazzo barocco, Ca’Rezzonico, offre la possibilità di respirare le atmosfere del secolo più splendido dell’arte veneziana, con le opere di Pietro ed Alessandro Longhi, Piazzetta, Gianbattista e Giandomenico Tiepolo, Rosalba Carriera, Francesco e Gianantonio Guardi.

 

Padova (40 km.)
Antica sede vescovile ed universitaria, è bagnata dal Bacchiglione ed è collegata per mezzo di canali navigabili al Po e, tramite la Riviera del Brenta, alla laguna di Venezia. Città molto ricca di vestigia paleovenete, romane, medioevali e rinascimentali, tra i suoi centri di attrazione turistica, uno dei più importanti è senz’altro la Basilica di Sant’ Antonio, importantissimo luogo di culto, meta di pellegrinaggi nazionali ed internazionali. L’edificio risale al XIII secolo ed associa armonicamente elementi romanici come la facciata a campana; gotici, come la pianta del deambulatorio con cappelle radiali; bizantini, come le cupole rivestite in piombo e moreschi come i diversi campanili sottili e slanciati. All’interno conserva moltissime opere d’arte: affreschi trecenteschi di Altichiero e Giusto de’Menabuoi e sculture del massimo esponente del primo rinascimento fiorentino: Donatello.
Sulla piazza antistante la Basilica merita una visita la Scuola del Santo con gli affreschi giovanili di Tiziano Vecellio.
Altro monumento di importanza incomparabile è la Cappella di S. Maria Annunciata, già cappella Gentilizia del Palazzo degli Scrovegni, annessa al complesso museale degli Eremitani che presenta all’interno il più importante ciclo di affreschi di Giotto in un perfetto stato di conservazione.
Realizzato tra il 1303 ed il 1305 esso consta di tre parti distinte: le Storie della Vergine, le Storie di Cristo e il Giudizio Universale. Nelle vicinanze, presso le rovine di un’Arena d’epoca romana si trova la Chiesa degli Eremitani. Qui, nella Cappella Ovetari si possono ammirare i resti frammentari del primo ciclo dipinto da Andrea Mantegna; nella cappella Sanguinacci invece, sono visibili resti di affreschi di Giusto de’ Menabuoi. Nell’ex convento degli Eremitani ha trovato recentemente sede il Museo Civico. Esso presenta una sezione archeologica ricca di reperti paleoveneti e romani. La Pinacoteca conserva il crocifisso ligneo di Giotto proveniente dalla Cappella degli Scrovegni; opere di Guariento, Squarcione, Padovanino, Jacopo Tintoretto, Guido Reni, G.B. Piazzetta e G.B. Tiepolo.
Altro luogo da visitare assolutamente è il Duomo e, soprattutto, l’annesso Battistero decorato da affreschi di Giusto de’Menabuoi.
Una visita al Bò, sede dell’antichissima università, con il Teatro Anatomico, la cattedra di Galileo Galilei, l’Aula Magna ed il cortile antico o al celebre Orto Botanico del 1545 ricordano la tradizione scientifica della “dotta” Padova. In provincia, da non perdere le ville venete sparse sul territorio: Este e Montagnana di origine paleoveneta e le altre città murate o fortificate del Medioevo (Cittadella, Monselice, Piove di Sacco, Camposampiero).

 

Vicenza (40km.)
Città d’arte tra le più importanti del Veneto e d’Italia, ha origini romane (Vicetia), è nominata per la prima volta dalle fonti nel 135 a. C.. Tuttavia, la personalità artistica che maggiormente vi ha lasciato il segno è stata quella di Andrea Palladio.
Vicenza è città palladiana non solo per aver accolto e fatto crescere il genio di Andrea di Pietro nato a Padova e per avergli dato l’opportunità di formarsi e di diventare il più grande architetto del suo secolo. Vicenza si è conservata palladiana nei secoli sviluppandosi come voleva il prezioso ideale del Rinascimento: luogo di eletto incontro per tutti gli uomini. Nella centrale Piazza dei Signori troneggia con la sua mole la Basilica Palladiana, costruzione medioevale che Palladio ristrutturò nel ‘500 realizzando il doppio ordine, portico e loggia, con il caratteristico motivo palladiano.
Altri edifici cittadini progettati dal grande architetto sono la Loggia del Capitanio, Palazzo Barbaran da Porto, Palazzo Chiericati, sede di Museo Civico, dove la firma del geniale architetto è un gioco di pieni e di vuoti, Palazzo Valmarana. La Loggetta Palladiana ai Giardini Salvi, elegante costruzione del 1592, invita all’ingresso con un’accattivante iscrizione “Hilariati ac genio dicata”, consacrata al riso ed alla spensieratezza.
Capolavoro insuperato, il ligneo Teatro Olimpico, ideato da Palladio per l’Accademia Olimpica, di cui era membro, e realizzato da Vincenzo Scamozzi.
Ma Vicenza possiede in realtà altri volti, altrettanto importanti. Sulla città ha lasciato una traccia profonda l’origine romana, soprattutto sull’assetto urbanistico ormai inserito in più recenti espressioni di architetture venete minori.
Le antiche strade, i ponti sui corsi d’acqua, le magnifiche piazze e l’enorme patrimonio artistico custodito nel suo Museo sottolineano l’enorme valore culturale della città di Vicenza.
Domina la città un colle poco distante dal centro cittadino che accoglie sulla sua sommità la Basilica di Monte Berico, sorta nel 1600 accanto alla primitiva chiesetta gotica.
La campagna vicentina merita una visita approfondita non solo per il valore e la dolcezza del paesaggio ma anche per le ville che lo punteggiano, lussuose dimore volute dall’aristocrazia veneta dal ‘400 al ‘700.

 

Verona (80km.)
La maggiore città d’ arte del Veneto dopo Venezia. Di origine paleoveneta, fu dei Retii poi Etrusca, infine romana dall’89 a.C.. Fu un centro molto importante nel medioevo sotto la signoria degli Scaligeri, poi nella Repubblica di Venezia.
Verona ha un aspetto in gran parte medievale ma là dove è possibile avere una visione panoramica dall’alto della città ci si accorge che le sue strade, così regolari così diritte anche dove le case si fanno più fitte, e così differenti dagli assetti disordinati e casuali delle città medievali, sono gli elementi ancora visibili di una struttura urbana ancora romana.
Ciò che colpisce a Verona è l’assoluta abbondanza di espressioni dell’arte, della storia, della cultura concentrata in una singola città e offerta a chi visita quest’area d’Italia.
Da vedere assolutamente le vestigia romane: l’Arena, l’ Arco dei Gavi, il Ponte Pietra, la Porta dei Borsari, la Porta dei Leoni e il Teatro Romano.
L’Arena, ha oltre 1900 anni e rappresenta uno dei monumenti più grandiosi pervenutici dall’Antica Roma. Costruita nel primo secolo d.C. sorgeva fuori dalla cinta muraria per ospitare spettacoli ed incontri di lotta.
Dal 1913, quando fu allestita la prima “Aida”, l’Arena è divenuta il più famoso teatro all’aperto del panorama internazionale ed oggi ospita una delle stagioni liriche più prestigiose nel mondo.
Tra i moltissimi edifici sacri meritano una visita il Duomo e la Chiesa di San Zeno Maggiore, capolavori dell’ arte romanica, ricchi di sculture e pitture tra cui la Pala di San Zeno, di Andrea Mantegna e la Cattedrale in cui è custodita la celebre pala dell’”Assunta” di Tiziano.
L’elegante Loggia del Consiglio, attribuita a Fra’ Giocondo, gli splendidi palazzi e le porte firmati dal veronese Michele Sanmicheli sono solo alcuni episodi di un Rinascimento che a Verona fu particolarmente florido.
Verona della storia e dell’arte è altresì famosa come città dell’amore per le vicende narrate da Shakespeare sulla contrastata passione tra Romeo e Giulietta di cui sono segni tangibili la Casa di Giulietta, col caratteristico balcone, la sua tomba, scenario della romantica tragedia, e la Casa di Romeo.
Nel Civico Museo di Castelvecchio, costruito a partire dal 1354 e restaurato da Carlo Scarpa, si conserva una importante collezione di pitture e sculture venete dall’alto medioevo fino al ’700.
Nella provincia, località come Soave, Negrar, Lazise, Villafranca, Valeggio sul Mincio, Malcesine, ognuna con le proprie ville, il castello o le mura offrono un prezioso e suggestivo esempio dell’arte veneta ed italiana inserito in contesti naturali di ineguagliabile fascino.

 

Treviso (40km.)
La romana Tarvisium visse una fase di notevole sviluppo in età comunale, ma, dopo un lungo periodo di lotte per il predominio, si unì spontaneamente alla Repubblica di Venezia nel 1339. Conserva ancora molte delle case dipinte che un tempo la caratterizzavano; i fiumi Sile e Cagnan, che qui si incontrano, come celebra Dante nel Paradiso, conferiscono un fascino tutto particolare al centro storico, circondato dalle mura cinquecentesche. Case costruite nell’acqua, là dove la terra ha creato una piccola, ma sufficiente sporgenza. Edifici protesi sull’acqua con le facciate affrescate, piante e salici che appoggiano morbidamente le loro fronde sulle rive accoglienti e poi i portici che costeggiano i canali. In questa atmosfera di magica armonia è custodito un patrimonio monumentale, storico ed artistico di grande valore. Nella piazza dei Signori un’elegante successione di antichi palazzi comunali, creano un solenne ed armonico insieme architettonico dal sapore medievale. La chiesa domenicana di S. Nicolò, in cui sono conservati affreschi di Tomaso da Modena, si distingue per lo slancio della sua mole architettonica.
Treviso è molto celebre per i suoi affreschi, non solo per quelli delle facciate delle sue dimore in epoca medievale con motivi geometrici e finte tappezzerie ed in seguito scene mitologiche, ma anche per i preziosi cicli affrescati conservati in edifici sacri e civili. A Treviso sono da visitare nel Duomo di S. Pietro la Cappella Malchiostro, con affreschi del Pordenone e pala con l’Annunciazione di Tiziano; cripta del XI secolo. Nella Chiesa di San Nicolò (XIV), affreschi di Tomaso da Modena, la pala dell’altar maggiore di Fra’ Marco Pensaben e Gerolamo Savoldo, altri affreschi attribuiti a Lorenzo Lotto; nell’annesso convento domenicano, oggi Seminario, Sala del Capitolo dei Domenicani con affreschi di Tomaso da Modena. Loggia dei Cavalieri, del XIII sec.. Museo Civico, con opere di G. Bellini, Lotto, Tiziano, J. Bassano.


Ricchissimo di presenze architettoniche ed artistiche è l’intero territorio trevigiano. Oltre alle ville, incantevoli cittadine come Asolo, che adagia sulla dolce ondulazione dei bellissimi colli con le sue architetture medievali e rinascimentali. Soggetto prediletto dei pittori è stato da sempre il soggiorno di ospiti illustri: Robert Browing, Giosuè Carducci, Eleonora Duse, Ezra Pound, Strawinsky. E poi, sempre nella “Marca Gioiosa”: Castelfranco Veneto, città murata tra le più intatte, patria di Giorgione.
Sulla ”strada dei vini del Piave” il percorso è costellato di cantine che si alternano ad innumerevoli città d’arte: Conegliano, Vittorio Veneto, Oderzo, Portobuffolè. Tutte esemplari di una provincia con un tesoro artistico ed ambientale di enorme bellezza.

 

 

 

Le Montagne del Veneto (30-80km.)
Pittori, scrittori e poeti hanno cantato le lodi dei monti del Veneto. Per secoli essi sono stati il sogno di scalatori temerari, di cacciatori incuranti della fatica, di cercatori di funghi, o anche di semplici “camminatori” in cerca di angoli di natura perduta, di boccate di aria salubre, ma soprattutto di tempo liberato dalla routine e dallo stress.
Eccoli sorgere allora, nel loro maestoso splendore, davanti agli occhi, evocati da nomi di etimo incerto: Antelao, Sorapiss, Pomagagnon... Altri nomi invece suonano più familiari: Cristallo, Civetta, Tofane, Schiara, Sasso Nero, Monte Baldo, Ortigara... L’immagine che i nomi producono nella coscienza di chi ha ammirato questi monti almeno una volta è chiara e decisa.
Netti profili si stagliano, indimenticabili, su fondali di quel colore profondo che ha il cielo alle alte quote, e che solo chi ha provato può comprendere appieno.
Il grande richiamo é costituito dalle Dolomiti, i monti pallidi della leggenda e delle arrampicate estreme, dalle cime aguzze, dalle tinte di un color pastello brillante. Ma non è tutto, la montagna veneta è anche il prezioso arco prealpino che dal Baldo al Cansiglio forma una cortina di difesa della pianura dai venti del nord. La Lessinia, l’Altopiano di Asiago Sette Comuni, il Grappa, la catena del Visentin, e poi verso il lago di Garda il Monte Baldo che lo domina tutto.
La possibilità di un’esperienza indimenticabile, un’occasione per tutti, senza limite di età o di attitudine sportiva: non è necessario scalare le montagne per poterle apprezzare, può bastare guardarle per essere definitivamente conquistati.
Il Veneto, propone tante opportunità di vacanza agli amanti della montagna, in ridenti località dotate di tutti i servizi: alberghi accoglienti, cucina ricca di una grande tradizione, luoghi d’incontro e di divertimento per tutte le esigenze, impianti di innevamento e di risalita efficenti, possibilità per l’escursionismo alpinistico in tutte le stagioni, sentieri e percorsi in mountain-bike. Un’offerta ricchissima che già oggi trova una grande risposta nel pubblico e che grazie alla naturale attitudine, alla sensibilità ed al desiderio di ampliare e migliorare la qualità della villeggiatura da parte degli operatori turistici avrà sempre un crescente sviluppo.

 

Il Mare del Veneto (100 km)
Migliaia e migliaia sono i turisti che hanno scelto il Veneto come meta delle loro vacanze, confermandolo così, ancora una volta, al primo posto tra le regioni turistiche italiane.
Qual è dunque il segreto di un tale successo? Cosa spinge ogni anno turisti diversi per cultura, tradizioni e possibilità economiche a scegliere di trascorrere le vacanze nel Veneto? L’unicità di una regione capace di soddisfare nel migliore dei modi e con una professionalità senza pari ogni richiesta. In effetti, nel giro di pochi chilometri il Veneto è in grado di offrire ai suoi visitatori tutte le tipologie turistiche: il mare, la montagna, i colli, i laghi, le terme, le città d’arte, i parchi e il Delta del Po. E, allora, gli appassionati di nuoto e di una luminosa abbronzatura potranno godere di interminabili distese di spiaggia lungo il litorale dell’Alto Adriatico. I cultori delle escursioni in alta montagna potranno raggiungere le vette delle mitiche Dolomiti e godere da qui di straordinari panorami. Gli amanti dei dolci rilievi collinari avranno l’occasione di ammirare il lavoro del tempo e dei cicli stagionali sulla conformazione dei Berici e degli Euganei. Coloro che invece preferiscono rilassarsi lungo le sponde di un lago, potranno lasciarsi affascinare dall’incantevole spettacolo del Garda che già fece innamorare Göethe nel suo viaggio in Italia. Chi desidera inoltrarsi in percorsi naturalistici avrà a disposizione l’ampia area del Delta del Po. Quanto ai curiosi, avranno l’occasione di placare la loro sete di scoperte visitando veri e propri gioielli dell’arte e della cultura come Venezia, con le sue calli e i suoi splendidi palazzi, Verona, celebrata in tutto il mondo per l’immortale opera di William Shakespeare Giulietta e Romeo, Vicenza, ornata dagli straordinari interventi del Palladio che, fra l’altro, espresse in maniera sublime il suo genio anche nelle maestose ville della Riviera del Brenta, Padova la città del Santo, e Rovigo con la sua ricca Pinacoteca. Inoltre sono da considerare un infinito numero di piccole località, come Este, Monselice, Montagnana, Marostica, Bassano e via dicendo, che custodiscono amorevolmente straordinari anche se poco conosciuti tesori.
Persino chi intende la vacanza come momento di cura, riabilitazione e occasione per mantenersi in forma, avrà l’opportunità di scoprire tutto il piacere di immergersi nelle calde e terapeutiche acque delle piscine termali di Abano-Montegrotto o di Bibione, di usufruire delle saune, dei fanghi e delle rilassanti vasche ad idromassaggio, oltre ad un’infinita gamma di esercizi fisici messi a punto da esperti del settore a tutto vantaggio della salute e della bellezza del corpo.

 

Le Terme  (80 km. da Bassano)
Il Veneto è una regione varia e ricca come un continente. Un territorio ritagliato tra il mare e le montagne, cosparso di laghi e colline, di borghi, paesi e città. Un insieme di tesori, doni di una natura generosa che il lavoro e l’ingegno dell’uomo hanno saputo valorizzare. Uno di questi è senza dubbio l’ambiente che conserva angoli incontaminati. Il mare è ancora uno dei più puliti di tutto il Mediterraneo, con le sue spiagge sabbiose e ben attrezzate; le montagne regalano panorami incantevoli e vacanze indimenticabili in estate ed in inverno; il grande lago di Garda ha una bellezza per molti italiani ancora da scoprire. Il Veneto con le sue città, la sua arte ed i suoi colori si offre al mondo ben consapevole del patrimonio che ha avuto in consegna dalla natura ed attende dal mondo l’arrivo di persone capaci di apprezzare i suoi tesori, di gradire la sua ospitalità, di gustare la sua cortesia.
Nelle sue terme, nei magnifici e modernissimi stabilimenti, nelle ridenti cittadine che questo volumetto tenterà di illustrare, il Veneto ha investito una grande energia, non solo economica: la propria cultura, il proprio saper vivere.
L’ acqua: fonte della vita e della salute
All’interno del calidarium ogni movimento è rallentato, ogni rumore attutito, producendo solo percezioni di ristoro e benessere. Avvolti da una nebbia di colore rosato, mollemente abbandonati sui triclini, rinfrescati da getti gagliardi o immersi nelle vasche di acqua calda, sembra di ricordare quell’originario stadio prenatale, quando l’acqua era il nostro elemento naturale. E’ una sensazione di pace con noi stessi e col mondo. Forse avevano ragione i Romani: la salute dell’anima passa attraverso quella del corpo. Protagonista delle Terme è l’acqua, l’elemento primario che ha reso possibile l’origine della vita sulla Terra. E’ una verità assolutamente evidente: le zone meno abitate, le zone più povere del pianeta sono quelle più aride.
Le prime grandi civiltà, le più antiche che conosciamo, quella egiziana e quella mesopotamica, sono nate e si sono sviluppate lungo dei grandi fiumi: l’acqua fertilizza la terra e consente il progresso della civiltà. Il Veneto è una regione particolarmente ricca d’acqua: Po, Adige, Brenta, Sile, Piave e Livenza, sono fiumi grandi e meno grandi. Questi hanno centinaia di piccoli affluenti che creano un reticolo ben ramificato, che è stato in seguito notevolmente ben ampliato da un’intensa attività di canalizzazione idraulica. La pianura veneta è una pianura alluvionale, è cioé stata creata dai detriti portati a valle dalle Alpi proprio da questi fiumi. Questa caratteristica geologica costituisce la condizione di esistenza dei fenomeni termali. L’acqua piovana penetra in profondità nella fascia ai piedi delle montagne, attraverso rocce porose finché, incontrando strati impermeabili, è costretta a deviare il suo corso. Successivamente emerge in superficie dando luogo al tipico fenomeno delle risorgive che alimentano tanti fiumi del Veneto come il Sile ed il Livenza. Alcune falde d’acqua si insinuano nel sottosuolo fino a tremila metri prima di incontrare materiali impermeabili. A simili profondità le acque si riscaldano arricchendosi dei sali minerali che ricavano dagli strati che attraversano. Riemergono quindi in superficie nelle località che oggi conosciamo per le virtù delle loro acque. Ogni fonte ha caratteristiche di temperatura e di composizione chimica diverse, perché ogni acqua è il risultato del viaggio sotterraneo e misterioso che ha compiuto. Chissà la faccia che hanno fatto i primi abitanti di queste terre quando, eravamo all’incirca nel Neolitico, si sono trovati davanti ad un pozzo dove l’acqua fangosa gorgogliava fumando! Questi fenomeni geologici dovevano essere visti allora come manifestazioni di una forza immane e misteriosa. Questa forza, i veneti oggi la conoscono e hanno imparato a dominarla e a sfruttarne le molte qualità. Così sono nate le Terme del Veneto. Di alcune sappiamo che hanno origini tanto lontane nel tempo da non poter dire con precisione quanto. Altre sono state scoperte più recentemente e non è escluso che ulteriori fonti termali possano essere individuate e si possa iniziare il loro sfruttamento.
Il bacino idrografico veneto è in buona parte una miniera ancora da studiare e da utilizzare.
Le stazioni termali del Veneto
Per ciò che concerne i servizi offerti, le Terme del Veneto garantiscono una panoramica completa ed esauriente di quanto di meglio esiste oggi nell’ambito del turismo termale. Le zone termali venete godono, inoltre, della particolarità di associare i salutari effetti delle fonti medicamentose al piacere della vacanza tradizionale al mare, in montagna o in collina. Le Terme Euganee e la loro antica atmosfera propongono una vacanza all’insegna del relax assoluto, del benessere e della buona compagnia, tra bagni termali e partite a golf, passeggiate a cavallo e sedute di fangoterapia, la più antica tra le cure termali. Oggi, questa zona costituisce uno dei centri più antichi e nel contempo più all’avanguardia per le terapie termali, apprezzato ogni anno da un ampio numero di ospiti italiani e stranieri. A 10 chilometri da Padova, l’area delle Terme Euganee rappresenta il maggiore bacino termale d’Europa, con un’offerta complessiva di 148 alberghi, di differenti categorie, capaci di rispondere ad ogni tipo di esigenza turistica. Questi alberghi oltre ad offrire ogni comfort al soggiorno del villeggiante sono anche stabilimenti termali, attrezzati di tutte le strutture necessarie per le terapie termali.Gli ospiti possono quindi, in tutta comodità, accedere ai servizi termali restando all’interno del proprio albergo.
Ciò costituisce una caratteristica particolare degli alberghi del bacino termale delle Terme Euganee assolutamente unica in Italia. Le Terme Euganee, inoltre, sono parte di un territorio particolarmente ricco di bellezze naturali, di arte e cultura. Sono, infatti, inserite nel Parco Naturalistico della Regione Veneto “Colli Euganei” che oltre a costituire un importante offre l’opportunità di interessanti escursioni e passeggiate alla scoperta delle meraviglie della fauna e della flora, tipiche di questa zona d’Italia.Bibione, le Terme ed il mare: uno stabilimento modernissimo che ha saputo interpretare le esigenze espresse dal mercato, di un nuovo tipo di vacanza all’insegna dello sport, della ginnastica e della salute. Recoaro, le acque minerali e la montagna: ritrovare con le acque la salute, in tutte le stagioni dell’anno, scalando in free climbing pareti di roccia o, più semplicemente, pedalando in mountain bike oppure scendendo veloci a valle sugli sci. Le terme di Caldiero, conosciute fin dall’ antichità romana come le “acque della bellezza” offrono una vacanza dedicata al benessere e alla salute, in un’ area artistica tra le più belle d’Italia.
Il centro termale di Caldiero, per la sua particolare posizione geografica, suggerisce al turista numerose opportunità di escursioni artistiche come un tour tra le ville palladiane, sparse ovunque in questo territorio, e una visita alla scoperta dei tesori artistici delle città di Verona e Vicenza. Il Veneto quindi, grazie all’intelligenza con cui ha saputo adeguare il proprio marketing alle moderne esigenze del turismo termale ha conquistato una posizione di primo piano per gli operatori turistici internazionali. La natura è stata generosa fornendo a questa terra tante preziose risorse, ma gli uomini che questa terra abitano e hanno reso ricca e fertile col loro lavoro, hanno il merito più grande: l’aver saputo trasformare un dono della natura in un prodigio di cortesia e ospitalità.
La cultura delle terme e il nuovo termalismo
Agli inizi del secolo, in quella che fu chiamata, a ragione o a torto, la Belle Epoque, le terme erano una tappa obbligata della Buona Società. Grandiosi stabilimenti, memori delle antiche glorie di Caracalla e Diocleziano, ricchi di marmi e di colonne, due volte l’anno si riempivano di curandi. Un’atmosfera elegante e raffinata circondava le terme dove si andava “a far la cura delle acque” fra trattenimenti danzanti , concerti, passeggiate nei viali e pettegolezzi da salotto. Dopo l’ultimo conflitto mondiale, quando ormai nessuno credeva più ai fasti di un improbabile passato glorioso, le terme, considerate luoghi di raduno di malati cronici o di anziani attempati, erano andate fatalmente in declino.Con gli anni ottanta, la rivoluzione. La nuova sensibilità per il corpo e i suoi valori di salute e bellezza, la nuova attenzione verso i metodi naturali di cura, il bisogno di vivere momenti di vero relax nelle pause di una vita dal ritmo sempre più frenetico, tutti questi aspetti insieme hanno creato i presupposti di un rilancio della vacanza termale. Ed ecco comparire le offerte di settimane all’insegna del benessere, giornate scandite da massaggio dolce, acquagym e mènus salutari preparati da chef attenti alle diete più personali. Giorni di grande relax in cui, tra una partita a tennis o a golf e un passaggio nella grotta termale, si possono incontrare persone interessanti e simpatiche. Le stagioni privilegiate delle terme sono rimaste le stesse di un tempo, la primavera matura oppure la tarda estate quando comincia a caricare i suoi colori di tinte più calde, fra settembre e ottobre. Ma non solo, poiché il nuovo termalismo permette oggi di avvicinarsi alle cure in piena estate trascorrendo una vacanza al mare oppure in inverno approfittando di una settimana bianca. Inoltre, ciò che è cambiato radicalmente alle terme è il pubblico. I suoi frequentatori, appartengono alle età e ai gruppi sociali più diversi, famiglie, coppie e singles, stranieri e italiani, sportivi e non, tutti animati da una grande voglia di benessere e divertimento. Insomma, sarà per sconfiggere lo stress o per il piacere di coccolare il proprio corpo, sarà per moda o per edonismo, ma dopo duemilacinquecento anni, si torna in vacanza alle terme e
con orgoglio.

 

Il Lago di Garda (80 km.)
Una vacanza per molti ancora da scoprire; una grande passione per chi già la conosce. Il lago di Garda deve il suo successo ad una straordinaria singolarità climatica, talmente particolare che sulle sue sponde cresce l’olivo, una tipica coltivazione mediterranea che non trova riscontro in Val Padana.
Un delicato equilibrio di venti e correnti ascensionali fa del lago un sito ideale per la pratica degli sports velici, del parapendio e del deltaplano, sullo sfondo di uno splendido anfiteatro naturale, colorato a tinte cariche di azzurro e verde.
Lacus Benàcus: così lo chiamarono gli antichi romani che colonizzarono queste terre nel primo secolo avanti Cristo.
Ancor oggi quest’ antica denominazione, di etimologia oscura, ritorna nei nomi di alcuni paesi (es. Torri del Benaco). Il nome attuale “Lago di Garda” nasce invece nel Medioevo, quando la città di Garda, un ricco e popoloso centro di traffici commerciali era politicamente predominante tra i borghi rivieraschi.
Oggi Garda è una ridente cittadina turistica affacciata sulla riva del lago. Lungo la riva veneta del lago, detta Riviera degli Ulivi per la singolare coltivazione che vi viene praticata, si susseguono Peschiera, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone e Malcesine, graziose ed ospitali cittadine che offrono una cucina tipica a base di prodotti genuini e naturali.
Le località turistiche della Riviera degli Ulivi riservano piacevolissime sorprese ai buongustai, che possono scoprire il sapore particolare ed inconsueto della gastronomia del Garda a base di pesce di lago: tinche, anguille, lucci, persici, alborelle, con cui sapienti cuochi preparano risotti, paste e timballi, umidi, arrosti, bolliti, in vari gustosissimi intingoli o croccanti fritture, accompagnate da meravigliosi vini giovani bianchi e rosati oppure da rossi robusti aromatici.
Pietanze da degustare servite in meravigliosi angoli di naturale bellezza e arricchiti da splendide dimore e testimonianze artistiche donate come un omaggio da numerosi artisti che da questo lago sono passati o che addirittura hanno trascorso qui lunghi soggiorni proprio per la piacevolezza del clima e della atmosfera.
Procedendo da nord verso sud, facciamo adesso una rapida carrellata sui principali centri di interesse turistico della sponda veneta del Lago.

 

 

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