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I luoghi della Grappa
Si dice grappa e si pensa a Bassano e al celebre ponte degli Alpini.
In questa associazione è la realtà della grappa vicentina, che non vanta peculiarità organolettiche - se ne produce in tutta Italia, dalla Val d'Aosta alla Sicilia - ma piuttosto un patrimonio di storia e capacità artigianale che non ha uguali. A fronte di tante denominazioni regionali, "grappa" il Termine usato, anche per recente legge comunitaria, per definire l'acquavite di vinaccia prodotta esclusivamente in Italia. Il nome deriva da 'graspo', termine con cui nelle regioni del nord si indicava il grappolo d'uva (e 'graspe' era quanto restava dell'uva dopo la spremitura).

Progenitrice del distillato è la 'graspia', o 'vin piccolo', acidulo e di bassa gradazione, che un tempo si traeva subito dopo la vendemmia dalle vinacce per aggiunta di acqua. Da questa rudimentale pratica alla distillazione delle componenti alcolica e aromatica è solo questione di tecnologia.

La grappa, dunque, è figlia della vigna e forse antica quanto essa. Di alambicchi si ha già traccia tra i popoli della Mesopotamia e per certo Egizi e Greci distillavano essenze a fini farmaceutici e cosmetici. Le conoscenze dei Romani, grandi vignaioli, passarono poi ai monaci e agli alchimisti medievali, che furono i precursori del grappaioli dell'età moderna.

In Italia la prima citazione dell'acquavite - 'acqua di vita' per via dell'impiego terapeutico - si ha dai codici della Scuola Salernitana, ma è a Venezia, nel 1601, che nasce la Congrega dell'Università degli Acquavitai.

Chiunque facesse vino, comunque, faceva anche grappa perché in campagna non si sprecava nulla e dalle vinacce si otteneva un ben di Dio che non era solo bevanda cordiale ma anche medicamento, abbinato alle erbe officinali, per vario genere di malanni.

La storia della grappa vicentina, a prescindere dalle farmacie dei monasteri, ha praticamente inizio nel 1779, a Bassano, quando i Nardini, una famiglia della trentina Val di Cembra, acquista l'Osteria del Ponte, la stessa che visitiamo oggi, e vi installa i propri alambicchi costituendo quella che è la distilleria più antica ancor oggi operante in Italia.

L'800 è la grande stagione della grappa vicentina, nonostante la fillossera, che quasi annientò la vite, e le vessazioni fiscali prima dei Francesi e poi degli Austriaci, che tassavano pesantemente un genere di largo consumo, ancora importante in farmacia (e le cose non sono cambiate, visto che oggi gli oneri ammontano al tripIo del valore intrinseco del prodotto).

Sostenute dall'invenzione di nuove macchine, nascevano numerose distillerie. Ancora in attività sono: la Brunello, fondata a Montegalda nel 1840; la Boschiero (1850), oggi a Thiene; la Dalla Vecchia, di Malo (1870); la Chiarello, di Sarego (1870); la Schiavo, di Costabissara (1887); la Zanin, di Zugliano (1895); la Poli, di Schiavon (1898), senza contare la; miriade di osterie distillatrici e gli artigiani e vaganti sulle montagne. Altre, nate nello stesso periodo, come la Rossi di Asiago (1850) e la Pio Battistello di Breganze (1890), sussistono ancora come marchio commerciale. A Vicenza spetta anche il merito di aver stilato l'atto di nascita della parola grappa nell'accezione oggi utilizzata: è infatti Luigi Pajello, nel suo dizionario Vicentino-ltalico del 1896, il primo ad aver dato al termine grappa il significato di distillato alcolico.

Il '900 porta due guerre, che fanno chiudere tante distillerle, ma anche un evento che in qualche modo ha influenzato il mondo della grappa vicentina: nel 1928, a memoria del sacrificio degli alpini nella Grande Guerra, Bassano diventa Bassano del Grappa, anche se il celebre monte non ha nulla a che vedere con il distillato (la voce deriva dal termine prelatino 'krapp', cioè roccia), il nuovo nome non fa che rafforzare l'immagine della cittadina quale capitale della grappa.

Nascono altre distillerie: nel 1930 la Dal Toso, oggi a Ponte di Barbarano; dal secondo dopoguerra a oggi la Li.di.a di Villaga, la Monte Grappa di Romano d'Ezzelino e la Cavazza di Alonte.

Negli anni Sessanta, con il boom economico e il 'benessere', si consuma l'ultimo atto della vicenda della grappa, promossa da distillato povero ad alta gradazione alcolica a bevanda di rango, adatta a tutti i palati. I produttori comprendono di dover reagire all'avanzata dei superalcolici stranieri, a partire dal whisky, che porta con sé il messaggio di uno stile di vita 'moderno', lontano anni luce dai valori della campagna. Nasce così la 'grappa cittadina', ingentilita nel gusto e curata nell'immagine fino ad arrivare alle bottiglie di vetro soffiato; è la grappa che ha conquistato le tavole dei ristoranti ed è entrata in tanti 'salotti buoni'.

Riflesso di questo nuovo costume è la rinascita, o meglio il rientro dalla clandestinità cui erano costrette dal carico fiscale, delle grappe di fattoria: i vignaioli, salvo rare eccezioni, non utilizzano più l'alambicco aziendale (tenuto a lungo lontano da occhi indiscreti), ma consegnano le vinacce ai professionisti della distillazione: ne nascono grappe della tale vinaccia e perfino del tale vigneto, vendute a prezzo adeguato agli appassionati dei prodotti più esclusivi.

Prezioso stimolo alla formazione del 'mastro distillatore' moderno è venuto negli anni dall'Anag "Assaggiatori Grappe ed Acquaviti", che ha avuto tra i suoi promotori inVeneto i vicentini Pietro Retis, sommellier e assaggiatore, e Paolo Brunello, distillatore e primo organizzatore in assoluto di un corso di dequstazione professionale.

Altra valida iniziativa vicentina è stata quella della prima Strada della Grappa, studiata da Pierluigi Lovo e Maurizio Onorato per attraversare la provincia, da Bassano a Sarcedo di distilleria in distilleria. Quello che resta da fare, nel Vicentino e altrove, è approfondire il solco della tipicità valorizzando i vitigni locali e nel contempo lavorare sulla promozione del prodotto attraverso la ristorazione, sia convenzionale che agrituristica, e il promettente turismo enogastronomico.

Questo in attesa che si giunga anche per la grappa alla Doc, cioè a una certificazione di qualità che renda obbligatoria la menzione in etichetta non solo del distillatore e dell'imbottigliatore ma anche dell'azienda vinicola e del vitigno d'origine.

Classificazione delle Grappe

La grappa può essere "Giovane" detta anche "Bianca" questa grappa è imbottigliata senza essere invecchiata, per questo il suo colore è limpido e senza colorazione. Il suo gusto è pulito e secco.

La grappa "Riserva" o detta "Stravecchia" è invece una grappa con un periodo di invecchiamento di 24 mesi, lasciata in fusti di legno il quale può essere di Frassino, di Rovere ecc.
Il suo colore è paglierino all'ambrato ed il suo gusto risulta morbido e delicato.

La grappa "Aromatica" è una grappa ottenuta da vinacce di uve aromatiche ad esempio "il moscato". Altro discorso riguarda le grappe "Aromatizzate" le quali devono tutto agli aromi aggiunti come erbe, frutta. Infatti troviamo grappe al mirtillo grappe alle erbe ecc.

La Grappa "Monovitigno" è una grappa che si ottiene con una sola qualità di vinaccia e cioè da un unico vitigno. La grappa torbata è detta così perchè è una grappa "affumicata" ed il gusto si avvicina a quella del Whisky.

Le distillerie dell'Alto Vicentino

NARDINI (Bassano)
E' dal 1779 che l'Acquavite Nardini viene prodotta e imbottigliata a Bassano del Grappa. A quel tempo Bassano del Grappa era sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia, tre anni prima Thomas Jefferson aveva redatto la dichiarazione d'Indipendenza e Luigi XVI regnava tranquillamente sulla Francia senza minimamente immaginare quello che sarebbe accaduto appena dieci anni dopo.
Fondatore di quella che é senza dubbio la più antica e tradizionale distilleria italiana fu Bortolo Nardini che acquistò nell'aprile del 1779 i locali dell' "Osteria sul ponte" all'ingresso del famoso ponte di Bassano, sul fiume Brenta. L'osteria sarebbe poi diventata la "Grapperia Nardini", collocata in una posizione strategica sia per l'approvvigionamento dell'acqua, elemento essenziale per la distillazione, sia per la facilità con la quale era possibile, navigando sul fiume, raggiungere i principali mercati della regione, Venezia in primis.
Prima di allora la grappa, nome popolare per definire l'acquavite di vinaccia, era prodotta quasi esclusivamente nelle case dei contadini delle valli venete e soprattutto trentine dove si distillavano in modo avventuroso i residui della vinificazione, graspi e vinacce (bucce dell'uva) in primo luogo. La nascita della Nardini determinò una vera e propria rivoluzione e segnò l'inizio della distillazione moderna in Italia. Con una battuta si potrebbe insomma definire l'Acquavite Nardini come la "madre di tutte le grappe". La famiglia NardiniOggi la Nardini con le sue due distillerie ed il moderno centro di imbottigliamento é un'azienda che riesce a coniugare la sua grande tradizione con i più avanzati sistemi di lavorazione. Questo ne fa la marca leader della grappa con circa il 25% del mercato di qualità, con una produzione di circa 4 milioni di bottiglie che prendono la strada dei maggiori paesi del mondo, Australia, Stati Uniti, Cina e Giappone compresi. Attualmente alla guida di questa famosa distilleria, che fa parte dell'esclusivo club internazionale "Les Henokiens"  che raggruppa le imprese familiari bicentenarie, ci sono Giuseppe, Cristina, Angelo, Antonio e Leonardo Nardini, tutti appartenenti alla famiglia che ha legato in modo inscindibile il proprio nome a quello della grappa.

La Ditta Bortolo Nardini é proprietaria di due distillerie nel Veneto a Bassano del Grappa ed a Monastier di Treviso.
Nelle due distillerie vengono annualmente distillati 400 mila quintali di vinacce di uve Doc, accuratamente selezionate e sapientemente miscelate, prodotte nella fascia collinare e pedemontana dell'alto Veneto e del Friuli.
Le vinacce raccolte direttamente presso le migliori cantine entro 24 ore dalla vinificazione, nei mesi di settembre ed ottobre, vengono conservate in appositi grandi silos per venire poi distillate nel periodo che va da ottobre a maggio.
La grappa prodotta in entrambe le distillerie, dopo uno stoccaggio minimo di un anno in serbatoi di acciaio per l'affinamento della grappa Bianca, ed un minimo di tre anni in botti di rovere di slavonia per l'invecchiamento della grappa Riserva, viene trasferita nel nuovo modernissimo stabilimento di Bassano del Grappa per la lavorazione finale (riduzione del grado alcolico, filtraggio a freddo) ed il successivo imbottigliamento.
Le vinacce distillate vengono invece stoccate nella distilleria di Monastier dove sono sottoposte ad un processo di essicazione e di separazione dalla buccetta, che viene venduta ai mangimifici quale integratore dei mangimi vegetali, dai vinaccioli che vengono venduti agli oleifici per la produzione dell'olio di semi d'uva.

POLI (Schiavon)

A circa 15 km. da Bassano in direzione Vicenza, arriviamo in località Schiavon dove la famiglia Poli distilla ancor oggi in maniera artigianale una grappa di grandissima qualità.

L'alambicco della Distilleria Poli è tra i più antichi in funzione: è composto da caldaiette completamente in rame, come nella più ferrea tradizione. Funziona a vapore ed il ciclo di lavorazione è discontinuo: la vinaccia viene caricata nelle caldaiette (si ottiene in tal modo la cosiddetta "cotta"); dopo circa due ore, esaurita la materia prima, le caldaiette vengono scaricate e successivamente riempite di nuovo con vinaccia fresca, pronta per un'altra cotta.

Questo metodo di distillazione così tradizionale e che richiede molto più tempo, è garanzia della più alta qualità del prodotto.

A Bassano vicino al Ponte degli alpini è situato il Museo della Grappa dei Poli. Vale la pena una piccola visita per conoscere meglio l'arte della produzione di questa ottima grappa.

CAPOVILLA (Rosà)

L'Azienda ha sede dal 1986 nelle vecchie cantine della storica Villa Dolfin Boldù a Rosà ed è nata dalla passione e da un preciso concetto di qualità che il titolare ha maturato dalla frequentazione di maestri distillatori mitteleuropei. Per la frutta prodotta in proprio l'azienda ha ricercato vecchie varietà frutticole ormai scomparse, come pere, prugne, susine, pesche ed uve ibride, che coltiva con metodo biologico.
Tipo di Impianto:
Piccoli alambicchi in rame a bagnomaria costruiti da un artigiano della Foresta Nera in Germania. Il sistema a bagnomaria è senz'altro il più lento e laborioso ma permette una distillazione a temperature più basse rispetto al tradizionale metodo con caldaiette a vapore discontinue, ottenendo così distillati di qualità superiore

Le distillerie del basso vicentino

Il distretto berico è senza dubbio privilegiato dalla vocazione vinicola dei Colli e delle zone limitrofe, che offrono una non comune varietà di uve, dal Tocai Rosso dei Berici al Moscato Fiordarancio degli Euganei, per non dire deI Clinto o della Fragola o di antiche uve come Cruaio e Uvetta.

Determinante è comunque l'artigiano tanto nel controllo delle vinacce, che devono essere fresche e ancora umide di mosto, quanto nella gestione dell'impianto, del tipo 'discontinuo' per poter fare una 'cotta' per ogni singola partita di vinaccia e modulare al meglio il processo. Perché è il distillatore a disegnare il profilo organolettico della grappa decidendo a che punto separare la 'testa' e la 'coda' del distillato, che sono le frazioni più ricche di impurità (ma anche di aromi), dal 'cuore', che viene imbottigliato.

Prima azienda berica per anzianità è la Brunello, fondata nel 1840 a Montegalda: azienda vinicola (oggi anche agrituristica) e distilleria fanno capo al Palazzone dimora antica affacciata lungo la strada del Bacchiglione.

Le grappe della casa nascono da un impianto alimentato a bassa pressione in modo che l'estrazione degli aromi dalla vinaccia sia lenta e delicata.

La rassegna aziendale comprende: la grappa "Vicentina" stagionata, da vignacce nostrane rosse; la grappa "Invecchiata in botti di rovere" affinata fino a due anni in botticelle (barrique) di vino bianco toscano; la "Ruta" e la "Grappa veneta tradizionale" di pura vinaccia da 40° e 45°.

A queste si aggiungono grappe monovitigno - Moscato Fiordarancio, Cruaio, Tocai, Pinot-Chardonnay, Cabernet Franc, Prosecco - e distillati di uva, sia da vinacce miste("Uva e Uva"), sia monovitigno da Fragolino, Noah, Clinto, Moscato e Tocai Rosso.

Seconda distilleria berica per fondazione è la Dal Toso, nata negli anni Venti e giunta alla quarta generazione nella sede di Ponte di Barbarano. In produzione sono ben 25 grappe monovitigno e 10 distillati d'uva. Bandiera aziendale è la grappa di Tocai Rosso mentre per singolarità si segnalano quelle di Ottonel e Madresfield, rari vitigni coltivati in zona.

Tra le vinacce importate, quelle di grandi vini veneti come l'Amarone e i passiti Recioto e Torcolato, nonché delle uve trentine Nosiola e Moscato Rosa, delle altoatesine Traminer e Müller Thurgau, della friulana Picolit.

Terza in ordine di fondazione è la distilleria Li.di.a, attivà dal secondo dopoguerra in quel di Villaga. Lavora, limitatamente al periodo della vendemmia, vinacce fresche dei Colli Berici ed Euganei, ma anche del Trevigiano. La rassegna produttiva è caratterizzata dalla serie di grappe "È", carattere cubitale che sintetizza in etichetta la dichiarazione "Questa è vera grappa nostrana": nell'incarto viola è la grappa di Cartizze e Moscato d'Amburgo; nell'incarto giallo, quella di Moscato dei Colli Euganei; nell'incarto rosso, quella di Traminer; nell'incarto nero, la grappa invecchiata secondo tradizione. Tra le acquaviti d'uva, distillati di Vespaiola, Fragola, Moscato Giallo, Traminer, Prosecco e Moscato d'Amburgo.

Ultima in ordine di tempo è la distilleria Cavazza, con sede ad Alonte, sulla costa del monte Cicogna, tra i vigneti di proprietà che danno tutte le vinacce trasformate. L'azienda è dotata di un distillatore che offre prodotti particolarmente apprezzati per morbidezza e profumo: una "Graspa Fina" da vinacce rosse miste, grappe monovitigno di Cabernet e Chardonnay, distillati d'uva Moscato e Isabella (Fragola).

Chiudono la rassegna produttiva le grappe di fattoria.

Alla distilleria Brunello si affidano le aziende beriche:

- Costalunga Sebastiano, di Castegnero (Cabernet Franc e Pinot-Chardonnay);
- Muraro Luigi, di Longare (Cabernet Franc e Pinot-Chardonnay);
- Tenuta Caparzo, di Montalcino (Brunello e Chardonnay);

Presso la ditta Dal Toso si appoggiano invece le cantine:
- II Castello, di Barbarano (Tocai Rosso);
- Pegoraro, di Mossano (Tocai Rosso e Cabernet);
- Mattiello Giuseppe, di Barbarano (Tocai Rosso);
- Muraro Severino, di Longare (Tocai Rosso, Cabernet, Pinot);
- Cantine Sociali Colli Berici di Barbarano (Tocai Rosso, Cabernet, Pinot, Moscato);

Altre cantine fanno distillare le proprie vinacce fuori dall'ambito beric

DISTILLERIA SCHIAVO (Costabissara)

 

L'Azienda ha le sue origini nel 1887 quando il fondatore Giuseppe era solito distillare le vinacce prodotte presso le fattorie della zona, con il suo alambicco mobile. Dopo la 1a Guerra Mondiale fu costruito un alambicco fisso, composto da una sola caldaina e una colonnina di rame. Al fine di migliorare la qualità della grappa, negli anni ' 60 furono eliminati i silos interrati per lo stoccaggio delle vinacce, decidendo così di lavorare solo vinacce fresche ancora grondanti di vino. Furono poi aumentate le caldaiette di altre cinque unità, la colonnina di distillazione venne portata a nove piatti interni, facendo assumere alla distilleria l'aspetto attuale.
Tipo di Impianto:

Distillatore tipo discontinuo a vapore in alambicchi di rame.

 

Distilleria Schiavo
Via Mazzini, 39
Costabissara (VI)
Tel. 0444.971025
A 7 Km da Vicenza
Tipo di Produzione:
Grappe monovitigno, grappe tradizionali, distillato d'Uva

"Distillerie Aperte"

Ogni anno durante il mese di ottobre di ogni anno le distillerie del vicentino vengono aperte al pubblico per far vedere come si producono le varie grappe e quindi farle assaggiare gratuitamente. Le date della manifestazione vengono fissate solitamente per la 1°, 2° e 3° domenica del mese.

"Vedi come distilliamo"

Capovilla Via Giardini, 12 Rosà (VI) Tel. 0424-581222

Distillerie Dal Toso Rino & Figlio snc
Via Pila, 8 Ponte di Barbarano (VI)Tel. 0444-896608

Distillerie F.lli Brunello snc
Via G. Roi, 33 Montegalda (VI) Tel. 0444-737253/735063

Distillerie LI.DI.A.
Via Berico Euganea, 30 Villaga fraz. Belvedere (VI)
Tel. 0444-885074

Distillerie Schiavo snc
Via Mazzini, 39 Costabissara (VI) Tel. 971025

Poli Distillerie srl
Via G. Marconi, 46 Schiavon (VI) Tel. 0444-665007

Info: 0444-994750 - 994770

 

 

 

 

 

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