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Breve Storia della Cucina Vicentina

Vicenza è situata allo sbocco del corridoio alluvionale che si estende fra i Monti Berici e i Lessini e alla confluenza del fiume Retrone con il Bacchiglione. Da questo ambiente proviene la ricetta che diamo qui di seguito del baccalà (ma in realtà si tratta di stoccafisso, cioè di merluzzo essiccato e non sotto sale, che i veneti chiamano - o meglio - chiamavano «bertagnin». Si batte un baccalà in un pestello di legno, sino a renderlo morbido in tutta la sua lunghezza, lo si pone a mollo in acqua naturale e dopo uno o due giorni lo si toglie, lo si lascia scolare per bene, lo si libera dalle squame e dalle piume, lo si apre per lungo e lo si netta da vertebre e lische. A parte si prepara un soffritto di olio abbondante (un litro), molta cipolla (quattro-cinque etti) tritata e due spicchi d'aglio. Si rosola bene il tutto in una padella, si aggiunge una battuta di quattro acciughe salate, ben pulite, prezzemolo e si mescola fino all'amalgama, curando di non bruciare. Buona parte del soffritto così ottenuto lo si distribuisce sulle due metà di baccalà, che si cospargono abbondantemente di farina bianca e formaggio parmigiano grattugiato, poi sale e pepe quanto basta, e poi si riuniscono. Il pesce infine si taglia a fette della larghezza di cinque-sei centimetri che vengono infarinate ancora con miscela di farina bianca con formaggio grattugiato e stipate verticalmente in un tegame, preferibilmente di terracotta, sul quale si versa il restante soffritto aggiungendo mezzo litro di latte e olio di oliva fino a completa copertura. Si pone al fuoco e si cuoce per quattro-cinque ore. Il fuoco deve essere lento, uguale, continuo, per consentire una ebollizione appena accennata e che deve essere avvertita soltanto attraverso la formazione di qualche bollicina d'aria; di quando in quando si smuove, senza mescolare, per evitare il bruciato. È una finezza molto apprezzata consumare il piatto ventiquattro ore dopo il termine di cottura, in questo caso va reintiepidito a fuoco molto lento. Il piatto va servito senza contorni, soltanto con polenta di farina gialla appena versata o anche un po' abbrustolita sulla graticola, in ogni caso non fritta. Ma di ricette di baccalà alla vicentina ce ne sono tante che provengono da vari ambienti. Una, ad esempio, - tramandata in un convento di frati - richiede l'uso di uvetta e pinoli ed è squisita; un'altra - di origine contadina - vuole la cottura in forno con patate e sedani. Ciò che accomuna le varie preparazioni è la cottura lunga e lenta, l'uso del latte e l'accompagnamento della polenta fresca o riscaldata sulla griglia. La polenta è infatti anche in questa terra l'alimento base tradizionale. Le più classiche preparazioni la vedono con gli «osei» e il baccalà, ma possiamo ancora dire che la polenta è presente ovunque come contorno di piatti svariatissimi. Fra i piatti di carne ricordiamo il «porcello di latte alla vicentina», un maialino farcito e cotto in forno, di grande delicatezzBaccala' alla Vicentina - clic per ingrandirea per l'amalgama che dà alla sua imbottitura la mollica di pane inzuppata nel latte. Superbo è anche il «capretto alle erbe» (il capretto nel Veneto sostituisce l'agnello tanto consumato nell'Italia centrale e meridionale), steccato e cotto in forno molto lentamente e accompagnato dalla immancabile polenta. Anche in terra vicentina esuberante è la sfilata dei salumi: prosciutti, salami, «bòndole» (insaccati a base di carne di suino e di manzo con lingua salmistrata, pepe, spezie e vino), ossocolli (corrispondenti alla coppa emiliana e lombarda), «museti», cioè cotechini, «luganeghe», cioè salsicce, sanguinacci (che qui si chiamano «baldon»), salami d'asino fortemente agliati. Tra i formaggi, il più celebre è l'Asiago, che prende il nome dall'altopiano dove principalmente si produce; a pasta dura e semidura, da grattugia e da tavola, già al tempo della Serenissima veniva esportato nel Mediterraneo. Nell'arte dolciaria in tutto il Veneto si ritrovano stratificate esperienze popolari e aristocratiche, di tradizione locale o provenienti dalle diverse influenze che la lunga storia della Serenissima, con i suoi traffici mercantili verso l'Oriente, ha messo a disposizione del popolo. Risulta considerevole l'utilizzo di aromi esotici, come cannella e noce moscata, e di canditi, che i veneziani hanno importato dalla città di Candia sull'isola di Creta; altrettanto importante si rivela la presenza negli impasti di farina di mais, che in alcuni casi sostituisce o si accompagna a quella bianca. Il consumo di dolci è molto diffuso in tutte le classi sociali e in tutto l'anno, ma si tratta di dolci semplici come nel caso del «bussolà alla vicentina». Un proverbio vicentino afferma che "chi ga santoli ga bussolai", per dire che se si hanno padrini, "santi in paradiso", cioè protezioni altolocate, si può vivere tranquilli. I «bussolai» sono ciambelle tipiche di Vicenza e di tutta la plaga fino a Bassano e Treviso. L'impasto è ricco di uova e insaporito da marsala, talvolta sostituito da grappa o anice. La superficie è cosparsa di zucchero. Vengono consumate con vino dolce a fine pasto, ma anche nelle merende intinte nella cioccolata in tazza o altra bevanda calda. Non mancano i sorbetti che hanno ancora - nei grandi pranzi - la funzione di dividere il piatto di mezzo di pesce da quello di carne e di allungare i tempi della tavola; i tempi lunghi infatti sono indispensabili per consentire allo stomaco di accogliere molte e varie portate e sono sempre rispettati negli incontri gastronomici ricorrenti in tutto l'anno della ricca borghesia locale che nulla tralascia per riuscire a gustare molte e saporite pietanze "storiche".
    Asparagi e Uova alla Bassanese

    Uova ed asparagi alla Bassanese

    Oggi l'asparago e' conosciuto come prodotto della zona di Bassano. Si usa mangiarlo bollito con le uova sode ridotte a poltiglia.
    Questo gustoso turione lo si trova anche nel fondovalle della Val d'Assa, ma qui cresce spontaneo, e' di colore verde e molto amaro.

    Ovi e sparasi alla Bassanese - Uova ed asparagi alla Bassanese - Ricetta Venetauovaedasparagi

    Spellare gli asparagi bianchi e liberarli della parte legnosa del gambo. Preparare i mazzetti legati con spago bianco.
    Metterli verticali in una piccola marmitta con acqua salata bollente e punte rivolte in alto e fuori dall'acqua.
    Far bollire per 15-20 minuti a seconda della grossezza. Toglierli un po' turgidi e coprirli con un tovagliolo.
    Lessare le uova per 7-8 minuti in acqua bollente, togliere dal fuoco affinche' il tuorlo resti con la goccia, cioe' morbido.
    Sgusciare su piatto apposito, adagiare gli asparagi senza spago. Pestare con i rebbi della forchetta l'uovo e condire con olio e aceto, insaporendolo di sale e pepe, fino a ottenere una crema omogenea.

Baccalà alla Vicentina con Polenta

La "VenerabileConfraternita del bacalà alla vicentina" suggerisce una ricetta che e' il frutto di studi e di comparazioni tra le numerose ricette in auge nei ristoranti e nelle trattorie piu' famose del Vicentino tra gli anni trenta e cinquanta senza demonizzare le varianti attualmente in servizio .

Ingredienti per 12 persone: kg . 1 di stoccafisso secco ; g. 500 di cipolle ; litri 1 d'olio d'oliva extra vergine ; n 3-4 acciughe ; 1/2 litro di latte fresco ; poca farina bianca ; g. 50 di formaggio grana grattugiato ; un ciuffo di prezzemolo tritato ; sale e pepe .

Preparazione.
Ammollare lo stoccafisso , gia' ben battuto , in acqua fredda , cambiandola ogni 4 ore , per 2-3 giorni . Levare parte della pelle . Aprire il pesce per il lungo , togliere la lisca e tutte le spine . Tagliarlo a pezzi quadrati , possibilmente uguali. Affettare finemente le cipolle ; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d'olio , aggiungere le acciughe dissalate , diliscate e tagliate a pezzetti ; per ultimo , a fuoco spento , unire il prezzemolo tritato . Infarinare i vari pezzi di stoccafisso , irrorarli con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all' altro , in un tegame di cotto o di alluminio , oppure in una pirofila ( sul cui fondo si sara' versata , prima , qualche cucchiaiata di soffritto ) ; ricoprire il pesce con il resto del soffritto , aggiungendo anche il latte , il grana grattugiato il sale , il pepe . Unire l'olio , fino a ricoprire tutti i pezzi , livellandoli .
Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo , muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio , senza mai mescolare .In termine vicentino , questa fase di cottura si chiama "pipare".
Solamente l'esperienza saprà definire l'esatta cottura dello stoccafisso che , da esemplare ad esemplare , puo' differire di consistenza . Servire ben caldo con polenta in fetta : il baccalà alla vicentina e' ottimo anche dopo un riposo di 12-24 ore .

Lo stoccafisso norvegese che diventerà Baccalà...

Il baccala alla vicentina, prodotto tipico della cucina vicentina, ottimo accompaganto dai vini tipici veneti Il 90% dello stoccafisso norvegese prende la via del mercato italiano.
E gran parte di questo pescebastone finisce nel Vicentino.

La Norvegia non può che ringraziare messer Pietro Querini: «E una delle tre persone - spiega l’ambasciatore Geir Grung nel 1999 parlando alla "Festa del baccalà" a Sandrigo – assieme a un prete e a un poeta norvegese barocco, che ha parlato bene dei norvegesi del Nord».

Per ottenere un buon stoccafisso é fondamentale usare del merluzzo di ottima qualità.
II merluzzo, senza l'aggiunta di alcun additivo, deve essiccarsi e conservarsi solo grazie all'azione degli elementi atmosferici: questo processo naturale fa si che il più piccolo difetto, anche invisibile esternamente, possa alterare la qualità dello stoccafisso.

Anche le condizioni atmosferiche sono garanzia di qualità: il merluzzo lascia il suo luogo naturale per andare a deporre le uova alle isole Lofoten esattamente nel periodo atmosferico ideale per iniziare il processo d'essiccazione. Questo fenomeno ha reso le isole Lofoten famose in tutto il mondo (lo stoccafisso di buona qualità é prodotto anche in altre regioni della Norvegia, come ad esempio nella regione Finnmark).

Bigoli all'Anitra
Bigoli co l'arna Ingredienti
Ingredienti: 1 anatra giovane, 400 gr di bigoli, 70 gr di burro, sedano, carota, cipolla steccata con chiodi di garofano, aglio, lauro, prezzemolo, salvia.

Preparazione:
Pulita a dovere l'anatra e liberata dal fegato, del cuore, del ventriglio e delle interiora, lessarla in acqua, per circa un'ora, con sedano, carota, cipolla, lauro e uno spicchio d'aglio. Una particolarità: mettere il cuore e il ventriglio a cuocere insieme all'anatra e usarli per la preparazione del sugo con cui condire i bigoli. Tritare cuore e ventriglio, aggiungere il fegato e le altre frattaglie crude, e rosolare leggermente nel burro il trito, unitamente alla salvia. Portare a cottura. Nel brodo dell'anatra cuocere i bigoli e insaporire con questo ragù insieme a una spolverata di grana, secondo tradizione. Una curiosità: nel Valdagnese i bigoli venivano anche conditi con il grasso che si recuperava dalla cottura in forno dell anatra.
Cipolle Glassate

Cipolle glassate Ingredienti
Ingredienti per 5 persone: 500 gr di cipolline di piccole dimensioni e di forma schiacciata, 1 spicchio d'aglio, 60 gr d'olio, il succo di mezzo limone, 1 bicchiere di vino bianco, 1 chiodo di garofano, prezzemolo, zucchero, sale e pepe.

Preparazione:
In un tegame mettere il vino, l'aglio schiacciato, il succo di limone, i condimenti, quindi disporre le cipolline una vicino all'altra dopo aver tolto loro la parte dura del fondo. Coprire il tegame e infornare per un'ora a calore moderato controllando che non si attacchino. Spolverare con lo zucchero e con qualche cucchiaio di vino. Togliere dal forno e lasciare raffreddare, poi rimettere sul fuoco finchè non si siano dorate, e servire bollenti. Un goccio d'aceto rende più marcato il loro gusto agrodolce. In alcune zone, a fine cottura, il piatto è cosparso con un'abbondante dose di formaggio grattugiato.
Coniglio alla Veneta
Coniglio alla veneta Ingredienti
Ingredienti per 5 persone: 1 coniglio di 1,5 kg, 1 bicchiere di vino bianco secco, aceto di vino, 200 gr di pancetta magra, olio d'oliva, 40 gr di burro, 4 spicchi d'aglio, 1 limone grattugiato, rosmarino, dragoncello, 2 cipolle, 5 pomodori pelati, 4-5 foglie di lauro, 1 bicchierino di cognac o grappa.

Preparazione:
Tagliare il coniglio a pezzi e lasciarlo una notte a marinare in acqua, aceto e vino nella stessa quantità. Salare e rosolare i pezzi in un tegame con il burro. Separatamente, cucinare finchè non si saranno sfatti i pomodori con il lardo tritato, le cipolle tritate, l'aglio schiacciato, l'olio, qualche cucchiaio della marinata, sale, pepe e gli altri aromi. Versare il soffritto sul coniglio spruzzando con un po' di marinata. Coprire e cuocere a fuoco lento per un'ora e mezza. Poco prima di ultimare la cottura aggiungere il cognac o la grappa, e le foglie di lauro. Servire ben caldo.
Fagioli in Salsa

Fagioli in salsa Ingredienti
Ingredienti per 5 persone:500 gr di fagioli secchi, 1 cipolla, 1 spicchio d'aglio, 5 acciughe, 3 cucchiai d'olio, aceto, prezzemolo tritato, erbe aromatiche quali sedano, basilico, rosmarino, salvia, sale e pepe.

Preparazione:
Messi a bagno i fagioli, secondo uso, farli poi lessare in una pentola d'acqua salata a fuoco molto moderato perche "fremano" solamente.Scolarli, raffreddarli. Fare, a parte, un battuto di cipolla, aglio ed acciughe (pulite e spinate), insieme alle erbe aromatiche di cui sopra. Lasciar rosolare il tutto, lentamente e a lungo.Il soffritto sarà poi spento con l'aceto. Mettere i fagioli in una terrina, versarvi sopra questo composto, mescolare lentamente e a lungo affinchè prendano sapore. Si potranno mangiare come contorno di carni sia caldi che freddi.
Faraona in Salmì

Faraona in salmi' Ingredienti
Ingredienti per 6 persone: 1 faraona di buon peso, 1 bicchiere di brandy, 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano, 1 litro di vino rosso, 1 spicchio d'aglio, 1 mazzetto aromatico (salvia, timo, rosmarino, lauro), 10 bacche di ginepro, 3 fegatini, 70 gr di burro, 1 bicchiere d'olio d'oliva, sale e pepe.

Preparazione:
Tagliare la faraona a ottavi e farla marinare in una terrina con tutte le verdure, il mazzetto aromatico, il brandy, i fegatini, mezzo litro di vino rosso e le bacche di ginepro per 12 ore. Ora, in un tegame, rosolare con l'olio e il burro, i pezzi di faraona e tutte le verdure della marinata. Aggiungere il lauro, l'altro mezzo litro di vino rosso con un po' d'acqua, il sale e il pepe. Portare a cottura. Quando la faraona sarà cotta, toglierla dal tegame e metterla in una pirofila. Tirare il fondo di cottura e versarlo sulla faraona, passando la pirofila in forno a 200° per 10 minuti. Servire con purea di patate ai funghi porcini (per questo contorno si consigli di usare funghi secchi tritati).
Fondi di Carciofo alla Veneta
Tempo di cottura: 30 minuti
Ingredienti, dosi per 4 persone:
  • carciofi: 12
  • sale:
  • aglio: 1 spicchio
  • brodo: ½ bicchiere
  • prezzemolo: 1 manciata
  • pepe:
  • limoni: 1
  • olio d'oliva:
Preparazione:
Mondare i carciofi privandoli delle foglie più dure, poi tornirli, lasciando attaccato al fondo solo un centimetro di foglie. Mettere in una terrina dell’acqua acidulata con succo di limone e immergervi i carciofi per evitare che scuriscano. Tritare il prezzemolo con lo spicchio di aglio. Porre il ricavato in un tegame, aggiungere mezzo bicchiere di olio, lasciare rosolare e aggiungere i fondi di carciofo interi, scolati. A questo punto bagnare con il brodo, salare, pepare e cuocere a fuoco moderato ed a recipiente coperto. Servirli ben caldi.
Formaggio Fuso

Formaggio fuso Ingredienti
Ingredienti per 4 persone: 600 gr di formaggio asiago fresco, 100 gr di burro, latte.

Preparazione:
Liquefare in una padella antiaderente il burro, aggiungere il formaggio tagliato a listarelle sottili e 2 cucchiai di latte.Sciogliere il tutto a calore moderato fino a ottenere una crema densa. Versare su piatti riscaldati e servire subito accompagnando con polenta di Maranello in fetta o abbrustolita. Per rendere il sapore più piccante si può aggiungere al formaggio asiago fresco anche dell'asiago mezzano.
Frittata con Bruscandoli

Frittata con i bruscandoli Ingredienti
Ingredienti per 4 persone: 150 gr di bruscandoli (luppolo selvatico) già puliti, 8 uova, 40 gr di burro, 30 gr d'olio extravergine d'oliva, 2 cucchiai di grana grattugiato, sale e pepe.

Preparazione:
Tagliare a pezzetti i germogli di luppolo eliminando i gambi più duri e soffriggerli leggermente in una padella con l'olio e il burro. Nel frattempo sbattere a lungo le uova in una terrina. Non appena i bruscandoli si saranno appassiti, versarvi sopra le uova: insaporire con il sale e il pepe. Lasciare che la frittata si rapprenda senza più mescolare ma solo muovendo la padella in senso rotatorio per evitare che attacchi al fondo. Dopo 5 minuti, conl'aiuto di un piatto (o coperchio), voltare la frittata e lasciarla scivolare sulla padella unta ancora con pochissimo olio. Dovendo risultare abbastanza alta, è bene usare una padella con non più di 26 cm di diametro. Una volta doratasi, servire calda.
Luganeghe e Fagioli

Luganeghe e fagioli Ingredienti
Ingredienti per 4 persone: 9 luganeghe (salsicce di maiale fresche e poco grasse), 1 bicchiere di vino bianco, 3 foglie di lauro, prezzemolo, 1 rametto di rosmarino fresco, 1 cipolla grossa, 500 gr di fagioli freschi, olio d'oliva, 1 spicchio d'aglio, 1 fettina di lardo magro, sale e pepe.

Preparazione:
Forare 8 salsicce con una forchetta e cucinarle in una padella a fuoco basso. Aggiungere qualche cucchiaio di vino. Lessare i fagioli e metterli a cucinare in una padella diversa con un soffritto di cipolla, l'aglio schiacciato, il lardo tritato, l'olio d'oliva, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato, il rosmarino e il sugo delle salsicce.Cuocere lentamente mescolando e aggiungendo il vino bianco rimasto. Sbriciolare la luganega cruda rimasta nei fagioli, quindi continuare a cucinare per altri 10 minuti. Servire le luganeghe sui fagioli assicurandosi che si siano scaldate e che siano diventate ben calde.
Minestrone

Minestrone Ingredienti
Ingredienti per 6 persone: 200 gr di zucchine, 200 gr di pomodori freschi, 300 gr di patate, 300 gr di fagioli freschi, 1 cipolla, 2 carote, 1 gamba di sedano bianco, 1,3 litri di brodo vegetale, 60 gr d'olio, 50 gr di pancetta magra (solo in inverno), sale, pepe, dragoncello, maggiorana, timo, prezzemolo, 5 cucchiai di formaggio grattugiato.

Preparazione:
Grattugiare le patate e le carote con la grattugia, e tagliare a pezzettini le altre verdure. Salare, aggiungere il brodo, gli aromi e mettere il tutto sul fuoco. Far bollire finchè i fagioli non saranno diventati teneri. Passare una parte delle verdure ancora consistenti con il passaverdure per dare al minestrone la consistenza voluta. Pepare e condire con l'olio. Servire il minestrone, anche riscaldato, con una spolveratina di formaggio grattugiato.
Pasta e Fagioli alla Veneta
Minestra invernale, saporito piatto "povero" e nutriente.

Per quanto riguarda il tipo di pasta, si può scegliere tra "reginette" oppure bavette spezzate, essendo entrambe paste lunghe, oppure ditalini rigati.

  • 50-60 grammi di pasta per ciascun commensale
  • ½ kg di fagioli secchi, tipo Lamon o Borlotti
  • 1 cipolla
  • Sale
  • Pepe (senza risparmiare!)
  • Rosmarino
  • Olio di oliva extra vergine

Ricordo addirittura che mia nonna ci aggiungeva mezzo cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro...

C’è chi ci mette un trito di lardo, e chi un fondino sgrassato di prosciutto crudo... A molti piace il "musetto", cioè il cotechino, cotto a parte e fatto riscaldare nella base della minestra. Inoltre c'è chi ci aggiunge una patata non troppo grossa, sedano e carota. È un piatto sostanzioso e tipicamente invernale. 

Insomma, questa che vi dò qui di seguito è la ricetta più semplice (ma saporitissima), e voi potrete elaborarla secondo quanto vi ho detto.

La sera prima, metteremo a bagno i fagioli con acqua fredda (dopo averli risciacquati) in una capace pentola (possibilmente quella dove poi li cuoceremo).

Il mattino dopo, se necessario aggiungeremo acqua fino ad averne e circa 10 cm sopra ai fagioli, aggiungeremo una cipolla intera, abbondante rosmarino e un pizzico di sale.

Porteremo a bollore e faremo cuocere a fuoco moderato per circa 2 ore, oppure per 40 minuti nella pentola a pressione (beh, approfittiamone, visto che c’è la possibilità!...).

A questo punto, toglieremo la cipolla (e gli eventuali sedano e carota che avremo aggiunto), e passeremo nel passaverdure circa un terzo dei fagioli (ed eventualmente la patata).

Rimetteremo il passato nella pentola, aggiusteremo di sale e di pepe (quest’ultimo senza lesinare) aggiungeremo l’olio (non molto, mi raccomando! C’è anche chi non ne mette proprio e lo aggiunge crudo nel piatto), ed eventualmente la conserva di cui parlavo in precedenza.

Faremo bollire tutto insieme per circa una decina di minuti, in modo da far amalgamare i sapori, e se necessario aggiungendo dell’acqua.

A questo punto la base per la nostra minestra , sia essa di pasta o di riso, è pronta.

Calcoliamo quindi circa 60 grammi di pasta o di riso per ciascun commensale e portiamo a cottura.

Non mettiamoci mai il parmigiano, nella pasta e fagioli, mi raccomando!

Polenta con Asiago e Patate

Polenta con Asiago e patate Ingredienti
Ingredienti per 4-6 persone: 300 gr di Asiago fresco, 100 gr di Asiago stagionato, 700 gr di patate farinose, 1 spicchio d'aglio, 50 gr di burro, panne, sale e pepe.

Preparazione:
Lessare le patate intere in acqua salata, spellarle, schiacciarle e metterle nella casseruola con il burro, mescolando per amalgamarlo. Aggiungere l'aglio tritato molto fine e i formaggi grattugiati e mescolare energicamente con movimento dall'alto verso il basso, aggiungendo qualche cucchiaio di panna per dare al composto un po' di morbidezza. Continuare a mescolare dall'alto verso il basso per una decina di minuti a fuoco basso, fino a quando il formaggio inizierà a filare e, sollevandolo, ricadrà a forma di nastro.
Polenta, Sopressa e Tarassaco (o Funghi)

Sopressa ai ferri con polenta abbrustolita e pissacani all'aceto Ingredienti
Ingredienti: 4 fette di sopressa dello spessore di 8-10 mm, 4 fette di polenta da abbrustolire, 8 ciuffi di pissacani (tarassaco), aceto (anche balsamico), olio, sale e pepe.

Preparazione:
Disporre su una teglia da forno i ciuffi di tarassaco in precedenza lavati. Irrorare con l'olio di oliva, l'aceto, quindi salare e pepare, e cuocere a temperatura media. Disporre sulla graticola calda la polenta (richiederà più tempo per abbrustolirsi) e successivamente la sopressa. Servire il piatto ben caldo unendovi anche il tarassaco (come verdura si può utilizzare anche il radicchio rosso).
Castagnaccio

Castagnaccio Ingredienti
Ingredienti:1 litro di latte, 3 cucchiai di olio d'oliva, 200 gr di fichi secchi, 100 gr di noci, 1 buon pizzico di pepe, 1 limone grattugiato, farina di castagne quanto basta.

Preparazione:
Incorporare nel latte tiepido tanta farina di castagne quanto basta per ottenere una pastella densa. Aggiungere un pizzico di sale e i fichi secchi a pezzetti, i gherigli di noci spezzettati, il limone grattugiato, l'olio d'oliva e anche 1 pizzico di pepe. Cuocere in forno a 180. per mezz'ora.
Fregolotta
Tempo di cottura: 30 minuti circa
Ingredienti, dosi per 6/8 persone:Fregolotta - clic per ingrandire
  • sale:
  • uova: 2
  • burro: poco
  • zucchero: 300 g
  • mandorle: 300 g
  • farina bianca: 300 g
  • panna liquida: poca
Preparazione:
Dopo aver scottato in acqua bollente le mandorle, pelarle e pestarle nel mortaio, unendo un cucchiaino di zucchero di tanto in tanto. Salare leggermente la farina e unirvi le mandorle mescolando; unire anche lo zucchero rimasto e 2 tuorli d’uovo. Impastare gli ingredienti, spruzzandovi di tanto in tanto un poco di panna. Ricavare dall’impasto i “fregolotti” (grossi bricioloni) e sistemarli l’uno vicino all’altro sul fondo di una teglia imburrata, ricordandosi che la “fregolotta” deve avere lo spessore di circa 1 cm. Porre in forno a 180° finché la torta avrà preso un bel colore nocciola.
Crostata di Ciliegie
 

Il dolce casalingo più ambito dai golosi del Modenese è la crostata di ciliegie, distribuita gratuitamente a fine maggio. E' in questo paese che si coltivano infatti le migliori ciliegie del mondo, senza esagerazioni: alle enormi potenzialità del territorio si unisce una sapiente coltura, raccolta e commercializzazione dei frutti dalle mille tonalità rossastre. Le ciliegie di Marostica sono un sinonimo di qualità, si tratti delle prime bigarreau mature a primavera o dei duroni che chiudono la stagione del raccolto, per lo più indicati per le conserve sotto spirito. Ma sono i duroni neri, grossi, lucidi e dolcissimi a far salire l'acquolina in bocca a chiunque: il loro gusto caratteristico, complesso e persistente dà un tocco di lusso alla classica crostata.

Ingredienti
500 gr di ciliegie, 450 gr di zucchero, 500 gr di farina, 4 uova, 100 gr di burro, 1 bustina di lievito, 1 limone
Preparazione
Mescolare le ciliegie precedentemente snocciolate con 200 gr di zucchero, cuocendo a fuoco lento per ottenere una marmellata densa in 10/15 minuti. Impastare la farina con 2 uova intere e 2 tuorli, lo zucchero rimasto, il lievito e la buccia grattugiata di un limone più parte del suo succo. Stendere l'impasto con un mattarello e porne la metà in una teglia imburrata, coprendolo con la marmellata di ciliegie; tagliare l'altra metà dell'impasto a striscioline da disporre sopra la torta in forma di graticola.
Cuocere in forno a 180°C per mezz'ora circa.

 

 

COMUNE DI BASSANO | PROVINCIA DI VICENZA

 

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